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Milan, il caso Gimenez: il futuro del Bebote resta un’incognita
La storia tra Santiago Gimenez e il Milan rischia di trasformarsi in uno dei casi più complicati degli ultimi anni in casa rossonera.
Arrivato a gennaio con grandi aspettative dopo le straordinarie prestazioni offerte con la maglia del Feyenoord, il centravanti messicano non è riuscito finora a confermare le qualità che avevano convinto il club a puntare su di lui.
Il suo impatto iniziale aveva lasciato intravedere segnali incoraggianti: un assist per Joao Felix all’esordio contro la Roma, poi i primi gol con la maglia del Milan contro l’Empoli in campionato e contro il Feyenoord in Champions League, proprio contro la sua ex squadra. Sembrava l’inizio di un percorso positivo, ma la stagione del Bebote ha presto cambiato direzione.
Tra problemi fisici, fastidi ricorrenti e l’operazione alla caviglia, Gimenez non è riuscito a trovare continuità. Anche il rapporto con Massimiliano Allegri non sarebbe mai decollato completamente, contribuendo a rendere ancora più complicato il suo adattamento all’ambiente rossonero.
Numeri lontani dalle aspettative
Le statistiche raccontano una realtà difficile da nascondere. Dopo un avvio promettente, il rendimento del messicano è progressivamente calato fino a trasformarlo in un giocatore alla ricerca di una nuova identità.
L’ultimo gol in Serie A risale al 10 maggio 2025, quando Gimenez realizzò una doppietta contro il Bologna a San Siro. L’ultima rete ufficiale, invece, era arrivata nella sfida di Coppa Italia contro il Lecce del 23 settembre, un episodio diventato quasi isolato rispetto alle aspettative iniziali.
Nella seconda parte della scorsa stagione, dal suo arrivo a gennaio, il centravanti ha collezionato 19 presenze in campionato con 6 reti all’attivo: un bottino considerato insufficiente rispetto al valore mostrato in Olanda e alle prestazioni offerte con la nazionale messicana.
Un futuro ancora legato al Milan
A complicare ulteriormente lo scenario c’è anche la situazione di mercato. Al momento non sarebbero arrivate offerte concrete in grado di convincere il Milan e permettere al giocatore di cambiare squadra. Per questo motivo, l’ipotesi più probabile è che Gimenez resti ancora in rossonero nella prossima stagione.
Il club spera che una preparazione completa e una migliore condizione fisica possano permettere al messicano di ritrovare fiducia e rendimento. Il Milan, infatti, non può permettersi di svalutare un investimento importante e punta sul recupero del giocatore che aveva conquistato tutti in Olanda.
Per Gimenez la prossima annata rappresenterà quindi un passaggio decisivo. Dovrà dimostrare di poter essere il centravanti su cui il Milan aveva deciso di puntare, lasciandosi alle spalle una prima esperienza italiana condizionata da difficoltà fisiche e da un rendimento ben distante dalle aspettative.
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Milan, Amorim sulla gestione dei senatori: “Loro vogliono onestà”
Le prime settimane della stagione hanno già portato il Milan davanti a diverse questioni da risolvere. Dopo quattro giornate, l’ambiente rossonero deve fare i conti con alcune situazioni interne che coinvolgono anche giocatori di grande esperienza. Ruben Amorim, però, non sembra intenzionato ad abbandonare i propri principi nella gestione dello spogliatoio.
Il tecnico portoghese ha affrontato l’argomento durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Lecce, soffermandosi in particolare sul rapporto con i calciatori meno utilizzati.
Modric, Pulisic e Saelemaekers: i primi confronti
La questione riguarda soprattutto alcuni elementi importanti della rosa. Luka Modric non avrebbe gradito la scelta di rimanere in panchina per l’intera gara contro il Benfica, mentre Christian Pulisic avrebbe manifestato apertamente il proprio disappunto per il poco spazio trovato in questo avvio di campionato.
Anche Alexis Saelemaekers avrebbe avuto un confronto diretto con l’allenatore. Una situazione che Amorim dovrà gestire con attenzione, soprattutto considerando il peso dei giocatori coinvolti all’interno dello spogliatoio.
Il tecnico, tuttavia, ha già spiegato quale sarà il suo metodo: dialogo e trasparenza, senza rinunciare alle proprie valutazioni.
“Loro vogliono onestà”: la filosofia di Amorim
Amorim ha rivendicato la necessità di essere diretto con i propri calciatori, spiegando che anche le decisioni più difficili devono essere accompagnate da chiarezza e motivazioni.
“Sono sempre chiaro con tutti. Ovviamente quando non giochi sei arrabbiato. Loro vogliono onestà. A volte non sei d’accordo con l’allenatore, ma se sei onesto con i tuoi giocatori loro capiscono. Basta guardare il nostro calendario dopo la sosta, giocheremo ogni 2-3 giorni. Ci dovremo far trovare pronti. Ci sono cose che vedo durante la settimana, io sono a conoscenza del carico fisico dei calciatori e del loro storico: devo gestire tutti questi fattori. Loro capiscono il mio ruolo e che devo fare delle scelte”.
Parole che fotografano l’approccio dell’allenatore: il confronto con i giocatori è considerato fondamentale, ma non significa che ogni richiesta possa tradursi automaticamente in una modifica delle gerarchie.
Contro il Lecce spazio ai big
La partita contro il Lecce potrebbe rappresentare un primo segnale concreto nella gestione dei calciatori più esperti. L’orientamento è quello di affidarsi dall’inizio a elementi come Modric, Rabiot e Pulisic, chiamati a dare esperienza e qualità alla squadra.
Resta invece più incerta la posizione di Saelemaekers. Amorim non sembra considerarlo una soluzione ideale sulla fascia destra e potrebbe preferirlo sull’altro versante, dove Moreira parte con maggiori possibilità di trovare spazio.
La sfida è gestire lo spogliatoio senza cambiare linea
Per Amorim, dunque, il punto centrale non sembra essere soltanto la scelta degli undici titolari, ma la capacità di mantenere equilibrio all’interno del gruppo. Il confronto con i giocatori e la spiegazione delle decisioni rappresentano la strada scelta dal tecnico per evitare che le diverse esigenze individuali possano trasformarsi in un problema collettivo.
Le prossime settimane, complice un calendario particolarmente intenso, saranno un banco di prova importante: la gestione delle energie, delle rotazioni e delle aspettative dei senatori sarà inevitabilmente parte del lavoro quotidiano dell’allenatore.
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Milan, Pulisic torna al centro del progetto: Amorim gli affida la trequarti
Il Milan torna a puntare su Christian Pulisic. Dopo un avvio di stagione gestito con cautela per consentire al giocatore di recuperare pienamente dai problemi alla caviglia, Ruben Amorim sembra intenzionato a restituirgli un ruolo centrale nel progetto rossonero.
Il tecnico portoghese considera infatti importante avere sulla trequarti un giocatore capace di muoversi tra le linee, creare superiorità, collegare centrocampo e attacco e trovare la giocata decisiva negli ultimi metri. In questo senso, le caratteristiche di Pulisic possono adattarsi alle richieste dell’allenatore, soprattutto quando l’americano è al massimo della condizione.
La trequarti torna nelle mani di Pulisic
Nel corso delle prime partite, Amorim ha preferito dosare l’impiego dell’ex Chelsea, evitando di sottoporlo immediatamente a carichi eccessivi. Ora, però, il numero 10 è pronto a tornare protagonista dall’inizio.
Il Milan dispone di diverse alternative sulla trequarti, tra giovani in cerca di spazio, giocatori ancora da inserire completamente nei meccanismi e centrocampisti chiamati a occupare posizioni più avanzate. Pulisic rappresenta però un profilo differente: può garantire fantasia, accelerazioni, capacità nell’uno contro uno e un contributo importante anche in zona gol.
La sua presenza potrebbe quindi diventare uno degli elementi attraverso cui Amorim intende dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva.
Un 2026 complicato: ora serve una reazione
Per Pulisic, il momento rappresenta anche un’opportunità per lasciarsi alle spalle un periodo particolarmente difficile. L’americano non parte titolare con il Milan dal 26 aprile, quando scese in campo dall’inizio contro la Juventus a San Siro.
Da allora sono arrivati problemi fisici e una preparazione condizionata dagli impegni estivi. Anche il rendimento con la Nazionale statunitense non ha prodotto le soddisfazioni sperate e, nel 2026, Pulisic non ha ancora trovato la via del gol in una gara ufficiale.
Si tratta di un dato significativo considerando il peso avuto dall’attaccante nelle precedenti stagioni rossonere. Dal suo arrivo a Milano, infatti, Pulisic ha rappresentato una delle principali fonti offensive della squadra.
La sfida contro il Lecce può quindi diventare un nuovo punto di partenza.
Il futuro contrattuale resta da definire
Parallelamente alle questioni legate al campo rimane aperto anche il discorso relativo al futuro del giocatore. Il contratto di Pulisic con il Milan è attualmente in scadenza il 30 giugno 2027, con un’opzione che permetterebbe al club di estendere unilateralmente l’accordo fino al 2028.
Nei mesi scorsi sembrava esserci la volontà di arrivare rapidamente a un prolungamento, ma il dialogo tra le parti non ha portato finora a un’intesa definitiva. Le discussioni potrebbero riprendere nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa.
Il Lecce e un precedente favorevole
Il prossimo appuntamento offre inoltre a Pulisic un avversario contro il quale ha già lasciato il segno. Il Lecce è infatti la squadra contro cui l’americano ha segnato più volte in Serie A: cinque reti nelle cinque sfide disputate.
L’appuntamento di San Siro assume così un significato particolare. Amorim gli concede nuovamente spazio dal primo minuto e il Milan si affida alle sue qualità per aumentare la pericolosità offensiva.
Dopo una lunga fase caratterizzata da problemi fisici e rendimento lontano dai suoi standard, Pulisic è chiamato a ritrovare continuità e incisività. Il campo sarà il primo banco di prova per capire se il numero 10 potrà tornare a essere uno dei principali riferimenti del progetto rossonero.
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Milan, Amorim cambia rotta contro il Lecce: Pulisic torna titolare, Modric verso la panchina
Il Milan si prepara ad affrontare il Lecce a San Siro con una formazione che dovrebbe segnare un cambio di approccio da parte di Ruben Amorim.
Dopo la sconfitta europea contro il Benfica, il tecnico portoghese sembra intenzionato a mettere da parte la rotazione più ampia vista nelle ultime partite e a puntare nuovamente sui giocatori considerati centrali nel progetto.
La gara contro i salentini, in programma domenica sera, sarà seguita anche dal presidente rossonero Gerry Cardinale, atteso sugli spalti di San Siro davanti a un pubblico che potrebbe raggiungere quota 72 mila spettatori.
Pulisic torna dall’inizio
Una delle novità principali riguarda Christian Pulisic. L’attaccante statunitense dovrebbe infatti partire titolare per la prima volta in questa stagione, tornando così al centro delle scelte offensive dell’allenatore.
La sua presenza dal primo minuto rappresenta una delle indicazioni più significative della vigilia. Amorim sembra voler affidarsi alle qualità dell’americano per aumentare imprevedibilità e soluzioni nella fase offensiva.
Gila e Rabiot verso una maglia da titolare
Non solo Pulisic. Tra le possibili novità nell’undici iniziale figurano anche Mario Gila e Adrien Rabiot, entrambi candidati a scendere in campo dal primo minuto contro il Lecce.
Resta invece da definire la situazione di Luka Modric. Il centrocampista croato, uno dei giocatori di maggiore esperienza della rosa, potrebbe iniziare la partita dalla panchina. La decisione definitiva sarà presa da Amorim a ridosso del match.
Le probabili formazioni
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Musah, Jashari, Moreira; Rabiot, Pulisic; Ramos. All. Amorim.
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ilic, Ngom; Pierotti, Stulic, Monteiro. All. Di Francesco.
San Siro attende una risposta
Il confronto con il Lecce arriva dunque in un momento particolare per il Milan. Amorim sembra intenzionato a ridurre gli esperimenti e a tornare a una formazione maggiormente basata sui suoi uomini di riferimento. La gestione di Modric sarà uno degli aspetti da osservare, mentre il ritorno di Pulisic dal primo minuto rappresenta una delle principali indicazioni della vigilia.
A San Siro, il Milan sarà chiamato a dare una risposta sul campo dopo il passo falso europeo e a ritrovare continuità attraverso le scelte del proprio allenatore.
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