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Amorim: “Sono sempre chiaro con tutti”. E sui senatori: “Loro vogliono onestà”
Archiviata la battuta d’arresto contro il Benfica in Europa League, il Milan è pronto a concentrarsi nuovamente sul campionato. Alla vigilia della gara contro il Lecce, Ruben Amorim ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa, affrontando diversi temi: dal momento della squadra alla gestione dello spogliatoio, passando per le scelte tattiche e il rapporto con i giocatori più esperti.
Il tecnico portoghese ha innanzitutto rivolto un pensiero alla recente scomparsa di una leggenda del calcio, sottolineando l’importanza di onorare figure di questo livello attraverso il lavoro quotidiano.
Cento anni di San Siro: l’obiettivo è vincere
La sfida contro il Lecce assume un significato particolare anche perché coincide con il centenario di San Siro. Amorim vuole celebrare la ricorrenza nel modo migliore possibile, attraverso una prestazione convincente.
“È un onore far parte della storia di San Siro. Vogliamo vincere e giocare bene per onorare lo stadio e i nostri tifosi. Vogliamo solo giocare bene e vincere le partite”.
Il ko contro il Benfica, però, non deve condizionare il prossimo appuntamento. L’allenatore ha spiegato di essere in costante contatto con il gruppo e di non limitare il dialogo ai momenti negativi.
“Quando perdi non sei la stessa persona. Se è così allora c’è qualcosa che non va. La squadra è pronta per la partita, non possiamo cambiare il passato ma la prossima partita sì. Parlo con la squadra sempre, non solo quando si perde: ci sono tante cose da migliorare. Vogliamo essere pronti per domani sera”.
Turnover e gestione della rosa
Uno dei temi affrontati riguarda anche le rotazioni effettuate contro il Benfica. Amorim ha difeso la necessità di modificare l’undici iniziale, ricordando i numerosi impegni ravvicinati e la necessità di gestire le energie.
“Il Benfica ha cambiato 9 giocatori rispetto alla partita precedente e noi avevamo bisogno di fare rotazioni. Non è che abbiamo perso per i giocatori che erano in campo nel primo tempo. Abbiamo avuto molte più occasioni, più possesso, più tocchi nell’area avversaria. A volte non si riesce a segnare. Il Benfica ha fatto gol con le occasioni che si è creato: è una questione di prestazione collettiva e non di singoli”.
L’allenatore ha inoltre ribadito che il Milan si trova ancora all’interno di un percorso di costruzione e che ci sono diversi aspetti del gioco sui quali intervenire.
“La promessa di fare più gol ed essere dominanti? Nella maggior parte delle partite siamo stati i più dominanti. Non abbiamo dominato per tutti i 90 minuti… Domani la priorità è battere il Lecce. Siamo ancora in fase di costruzione, soprattutto in fase di possesso. Domani è una bella opportunità per migliorare il nostro rendimento in campo”.
Il rapporto con la società e le idee tattiche
Amorim ha poi ridimensionato l’incontro con Zlatan Ibrahimovic e il contatto con Gerry Cardinale, descrivendoli come normali occasioni di confronto all’interno della vita del club.
“È stata una visita di una persona che lavora col club. Il nostro focus è sul Lecce. Quella è stata solo una visita. Contatto con Cardinale? Cose normali, parliamo di cose del Club, niente di speciale”.
Sul proprio sistema di gioco, invece, il tecnico ha chiarito che la sua idea calcistica non è legata esclusivamente a un determinato modulo.
“L’idea è che entrambe le cose possono vere. Non c’entra il sistema di gioco. La mia idea di giocare a calcio non si basa sul modulo, ma sui principi: quello conta. Due cose possono essere vere allo stesso momento. Ho detto che quando si arriva in un nuovo club è impossibile avere tutte le caratteristiche giuste in ogni aspetto e per ogni evenienza. Questo è quello che ho detto. Capello mi ha fatto una domanda sulla fase offensiva, io ho detto che penso che dobbiamo difendere bene, soprattutto quando abbiamo la palla. Sono molto chiaro quando dico qualcosa, sarà difficile trovare mie dichiarazioni in cui sono incoerente. Sono molto chiaro sugli argomenti, sulle mie dichiarazioni, che sono molto coerenti”.
Amorim e i senatori: “Loro vogliono onestà”
Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione dei giocatori più esperti. Il rapporto con i senatori può diventare delicato soprattutto quando alcuni elementi vengono esclusi dall’undici titolare. Amorim ha spiegato di puntare soprattutto sulla trasparenza nei rapporti con la squadra.
“Sono sempre chiaro con tutti. Ovviamente quando non giochi sei arrabbiato. Loro vogliono onestà. A volte non sei d’accordo con l’allenatore, ma se sei onesto con i tuoi giocatori loro capiscono. Basta guardare il nostro calendario dopo la sosta, giocheremo ogni 2-3 giorni. Ci dovremo far trovare pronti. Ci sono cose che vedo durante la settimana, io sono a conoscenza del carico fisico dei calciatori e del loro storico: devo gestire tutti questi fattori. Loro capiscono il mio ruolo e che devo fare delle scelte”.
Il portoghese ha quindi difeso il proprio lavoro sulle formazioni, spiegando che le rotazioni saranno inevitabili con tre partite nell’arco di una settimana. La priorità, secondo Amorim, è trovare il giusto equilibrio tra esigenze fisiche, caratteristiche degli interpreti e necessità della singola partita.
Pressing e fase difensiva: “Dobbiamo migliorare”
Un altro punto centrale della conferenza ha riguardato il pressing. Il Milan sta modificando alcuni meccanismi e, secondo l’allenatore, servirà ancora tempo per raggiungere la piena automatizzazione dei movimenti.
“Stiamo cambiando completamente il nostro modo di pressare. In alcune partite siamo stati più bravi. A volte ci siamo riusciti, a volte è stato più difficile. Quando i giocatori sono sono più freschi vanno meglio, da stanchi è più difficile. Dipende dal momento della partita. Bisogna adattarci meglio, dobbiamo migliorare in questa fase. Non devono migliorare solo i difensori, ma anche chi sta davanti. Bisogna migliorare nel tempismo e capire quando e come pressare, ma è normale”.
Ramos e la necessità di creare più occasioni
Infine, Amorim ha parlato della produzione offensiva e del lavoro necessario per mettere i propri attaccanti nelle condizioni migliori. Il tecnico ha sottolineato l’importanza di migliorare l’intesa tra i singoli e la qualità delle giocate nell’ultimo terzo di campo.
“Dobbiamo creare più occasioni chiare per lui e dobbiamo aiutarlo. Non voglio dire che Ramos deve lavorare un po’ meno per la squadra per essere più fresco, ma che deve spendere più tempo vicino l’area avversaria, come facciamo in allenamento. Dobbiamo migliorare di più l’intesa tra i giocatori”.
Sul gol subito contro il Benfica, infine, il tecnico non ha nascosto la propria reazione:
“Molto. Ma penso che lo siate stati anche voi. Avete visto la partita. Bisogna controllare meglio queste situazioni. E per favore non scrivete che sto criticando i giocatori, sto solo facendo la cronaca della partita. La cosa più importante per me è di recuperare posizioni e i miei calciatori stanno lavorando molto bene e non ci sono dubbi sul loro impegno in campo”.
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Milan, il Mapei Stadium resta un tabù: ultima vittoria nel giorno del 19° Scudetto
Il Milan non riesce a ritrovare il successo sul campo del Sassuolo.
Il pareggio per 1-1 maturato nell’ultima sfida disputata al Mapei Stadium ha allungato a quattro le partite consecutive senza vittorie dei rossoneri a Reggio Emilia. Un dato particolare, soprattutto considerando che l’ultimo successo milanista in questo impianto coincide con una delle giornate più memorabili della storia recente del club.
La squadra rossonera non conquista infatti i tre punti in casa degli emiliani dal 22 maggio 2022, quando arrivò il trionfo che consegnò al Milan il suo diciannovesimo titolo nazionale. Da quel momento, le trasferte contro i neroverdi si sono rivelate complicate, con risultati che hanno impedito ai milanisti di ripetere l’impresa di quella storica domenica.
Il 22 maggio 2022: una giornata indimenticabile
La data del 22 maggio 2022 occupa un posto speciale nella memoria dei tifosi del Milan. La formazione guidata allora da Stefano Pioli si impose sul Sassuolo con un netto 3-0, conquistando matematicamente lo Scudetto al termine del campionato.
A decidere la partita furono la doppietta di Olivier Giroud e la rete di Franck Kessie, che segnò proprio in quell’occasione una delle sue ultime reti con la maglia rossonera. Una prestazione convincente, sufficiente per coronare una stagione straordinaria e riportare il tricolore sulla divisa milanista.
Quella vittoria, oltre a rappresentare il momento decisivo per la conquista del titolo, è rimasta anche l’ultimo successo del Milan sul terreno del Mapei Stadium.
Quattro partite senza successi contro i neroverdi
Dopo la festa per il diciannovesimo Scudetto, il rendimento del Milan in casa del Sassuolo ha seguito un percorso diverso. Nelle quattro successive occasioni, i rossoneri non sono più riusciti a ottenere una vittoria.
La prima sfida dopo il trionfo del 2022 si concluse senza reti, con uno 0-0 disputato all’inizio della stagione successiva. In seguito arrivò un pareggio spettacolare per 3-3, caratterizzato da numerosi gol e da un confronto particolarmente combattuto.
Nella trasferta della stagione passata, invece, fu il Sassuolo a imporsi per 2-0, interrompendo le ambizioni milaniste di tornare al successo in questo stadio. L’ultimo capitolo della serie è rappresentato dal recente 1-1, che ha confermato le difficoltà della squadra rossonera.
Un dato da invertire per il Milan
Il bilancio delle ultime quattro trasferte evidenzia come il Mapei Stadium sia diventato un campo ostico per il Milan. Dopo il trionfo che valse il titolo nel 2022, i rossoneri hanno raccolto tre pareggi e una sconfitta, senza più riuscire a imporsi contro gli emiliani.
Il pareggio più recente mantiene dunque aperta una striscia negativa che la formazione milanista cercherà di interrompere nelle prossime occasioni. Il ricordo del 3-0 che regalò il diciannovesimo Scudetto resta ancora vivido, ma da allora il Sassuolo ha saputo rendere le sfide casalinghe molto più difficili per i rossoneri.
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Milan, tegola Gabbia: lesione al flessore con interessamento del tendine, rientro nel 2027
Il Milan deve fare i conti con un infortunio pesante per Matteo Gabbia.
Gli esami strumentali effettuati dal centrale rossonero hanno evidenziato una lesione del muscolo flessore della coscia sinistra, accompagnata da un parziale interessamento del tendine. Una diagnosi che impone prudenza e che richiederà ulteriori approfondimenti prima di poter stabilire con precisione il programma di recupero.
Lo stop rappresenta una perdita importante per la formazione milanista, che dovrà fare a meno del difensore almeno per il resto del 2026. Il ritorno in campo è infatti previsto nel nuovo anno, anche se per definire con maggiore accuratezza le tempistiche sarà necessario attendere il parere dello specialista.
Necessario un consulto specialistico
La situazione clinica di Gabbia sarà valutata nei prossimi giorni attraverso una visita specialistica. Questo passaggio servirà a individuare la soluzione terapeutica più adatta e a chiarire quale percorso il calciatore dovrà seguire per recuperare dall’infortunio.
Il coinvolgimento parziale del tendine rappresenta un elemento da approfondire con attenzione. Soltanto dopo il consulto sarà possibile comprendere meglio la durata della riabilitazione e le modalità con cui il difensore potrà tornare gradualmente all’attività agonistica.
Tra le ipotesi da prendere in considerazione ci sono un trattamento conservativo oppure la possibilità di ricorrere a un intervento chirurgico. Al momento, tuttavia, non è stata comunicata una decisione definitiva: sarà lo specialista, insieme allo staff medico, a valutare quale opzione garantisca le condizioni migliori per il recupero.
Il comunicato ufficiale del Milan
La società rossonera ha reso nota la diagnosi attraverso una comunicazione ufficiale, confermando la necessità di ulteriori accertamenti per definire il percorso terapeutico del calciatore.
Nel dettaglio, il club ha dichiarato: “Matteo Gabbia è stato sottoposto questo pomeriggio ad accertamenti strumentali che hanno evidenziato una lesione del muscolo flessore della coscia sinistra, con parziale interessamento tendineo. Il calciatore sarà sottoposto a un consulto specialistico nei prossimi giorni per definire il percorso terapeutico più appropriato”.
Le parole del Milan confermano quindi che la priorità, in questa fase, è individuare il trattamento più indicato prima di formulare previsioni definitive sui tempi di recupero.
Stagione compromessa: Gabbia tornerà nel 2027
La certezza, al momento, è che il difensore non tornerà a disposizione nel corso del 2026. Il suo rientro è atteso nel 2027, mentre resta da stabilire quando potrà riprendere ad allenarsi regolarmente con il gruppo e tornare a disposizione di Amorim.
Per il Milan si apre dunque un periodo nel quale sarà necessario gestire l’assenza di un elemento importante del reparto arretrato. Le prossime valutazioni mediche saranno decisive per delineare il percorso di recupero di Gabbia e avere indicazioni più precise sul suo ritorno in campo.
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Milan, l’infortunio di Gabbia apre un nuovo scenario: possibili rinforzi tra gli svincolati
Il Milan potrebbe essere costretto a tornare sul mercato per fronteggiare l’infortunio di Matteo Gabbia.
Il difensore si è fermato durante la trasferta contro il Sassuolo, terminata sull’1-1, lasciando in apprensione lo staff tecnico e la dirigenza rossonera. La possibilità di intervenire attraverso il mercato degli svincolati potrebbe diventare concreta qualora gli accertamenti confermassero uno stop prolungato.
La partita di Reggio Emilia ha portato in dote un altro pareggio per la squadra di Amorim, dopo quelli ottenuti contro Lazio e Juventus. Al vantaggio di Rabiot ha risposto Odenthal, fissando il risultato sull’1-1. Per il Milan si tratta del terzo pareggio nelle prime sei gare di campionato, a fronte di tre vittorie. In Europa League, invece, è arrivata la sconfitta contro il Benfica.
A preoccupare maggiormente, però, è stata la situazione di Gabbia, tornato titolare dopo aver dovuto fare i conti con problemi fisici tra la conclusione della scorsa stagione e l’inizio di quella attuale.
Come si è fatto male Gabbia: attesi gli esami
L’episodio che ha coinvolto il centrale rossonero si è verificato durante un tentativo di recupero su Laurienté. Nel tentativo di intervenire, Gabbia ha allungato la gamba sinistra, ma subito dopo il movimento è rimasto a terra, senza riuscire a rialzarsi autonomamente.
Il difensore non è riuscito ad appoggiare il piede al terreno ed è stato trasportato fuori dal campo in barella. Al suo posto è entrato De Winter, chiamato a sostituirlo nel corso della partita.
Le prime sensazioni non sono state incoraggianti, ma per stabilire con precisione la natura del problema e i tempi di recupero saranno necessari esami strumentali specifici. L’ipotesi di un’assenza di diverse settimane, con il rischio di uno stop più lungo, renderebbe necessario valutare attentamente le alternative a disposizione dell’allenatore.
Mercato degli svincolati: una soluzione per la difesa?
Se l’infortunio dovesse costringere Gabbia a restare lontano dal campo per un periodo significativo, il Milan potrebbe prendere in considerazione un rinforzo senza dover attendere la riapertura della finestra di mercato. La lista dei giocatori attualmente senza contratto offre alcune possibilità, anche se ogni eventuale operazione dovrebbe tenere conto delle condizioni fisiche, delle richieste economiche e della compatibilità tattica con il progetto rossonero.
Tra i nomi da valutare figurano difensori centrali con esperienza internazionale, ma anche giocatori capaci di ricoprire più ruoli lungo la linea arretrata. La scelta dipenderà soprattutto dalla durata prevista dell’assenza di Gabbia e dalle necessità emerse nelle prime partite della stagione.
David Alaba, inizialmente accostabile a questo tipo di scenario, ha già trovato una nuova sistemazione all’Udinese e non rappresenta quindi un’opzione disponibile.
Acerbi e Sergio Ramos: esperienza al centro della difesa
Tra i profili citati nella panoramica dei possibili svincolati compaiono Francesco Acerbi, reduce dall’esperienza all’Inter, e Sergio Ramos, la cui ultima squadra è stata il Monterrey. Entrambi possono vantare una lunga carriera ad alto livello e una notevole esperienza internazionale.
Acerbi conosce bene il campionato italiano e potrebbe offrire familiarità con le caratteristiche della Serie A, oltre a una significativa esperienza nella gestione delle situazioni difensive. Sergio Ramos, invece, porta con sé un curriculum ricco di successi e una personalità consolidata nelle competizioni di alto livello.
L’eventuale interesse del Milan per questi profili non va però dato per scontato: la loro presenza tra i nomi disponibili non equivale a una trattativa avviata. La società dovrebbe valutare attentamente età, condizione atletica, sostenibilità economica e ruolo previsto all’interno della rosa.
Hysaj, Guerreiro e Ballo-Touré: alternative anche sulle fasce
La ricerca di un rinforzo potrebbe non limitarsi ai difensori centrali. In base alle esigenze tattiche di Amorim, il club potrebbe considerare anche giocatori abituati a operare sulle corsie esterne, soprattutto nell’eventualità di un passaggio a una linea difensiva a quattro.
Tra i profili indicati figurano Elseid Hysaj, reduce dall’esperienza alla Lazio, Raphaël Guerreiro, che ha lasciato il Bayern Monaco, e Fodé Ballo-Touré, la cui ultima squadra è stata il Metz. Si tratta di giocatori con caratteristiche differenti, che potrebbero offrire soluzioni alternative per la gestione delle fasce.
Anche in questo caso, prima di procedere sarebbe necessario verificare disponibilità effettiva, condizioni fisiche e adeguatezza al sistema di gioco.
La decisione dipenderà dai tempi di recupero
Il Milan, dunque, non ha ancora una necessità di mercato definita: molto dipenderà dall’esito degli accertamenti su Gabbia. Se lo stop fosse contenuto, Amorim potrebbe scegliere di affidarsi alle risorse già presenti in rosa, con De Winter tra le alternative per il reparto centrale. Se invece l’assenza dovesse prolungarsi per mesi, l’inserimento di un giocatore svincolato diventerebbe una possibilità da valutare con maggiore attenzione.
La priorità resta conoscere l’entità dell’infortunio e stimare i tempi necessari per il rientro. Solo a quel punto la dirigenza rossonera potrà decidere se intervenire sul mercato oppure gestire l’emergenza attraverso le soluzioni interne.
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