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Milan, Cardinale punta tutto su Rabiot: rinnovo fino al 2030?
L’impatto dell’ex Juventus è stato significativo anche dal punto di vista statistico: nelle prime otto presenze in Serie A ha collezionato cinque gol e tre assist, confermandosi un elemento capace di incidere sia nella costruzione del gioco sia negli ultimi metri. Tra le reti più importanti figura anche quella realizzata nel derby contro l’Inter, quando ha firmato il momentaneo 2-0 sfruttando uno schema da calcio d’angolo e un suggerimento di Moreira.
Cardinale vuole blindare il suo leader
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la dirigenza milanista ha intenzione di accelerare le operazioni per prolungare il rapporto con Rabiot. Il confronto tra le parti è già iniziato e, al momento, la volontà comune sarebbe quella di continuare insieme.
Per Cardinale, il centrocampista francese rappresenta una figura importante non soltanto per il rendimento sul campo, ma anche per il peso che ricopre all’interno dello spogliatoio. Il Milan intende puntare su giocatori in grado di garantire qualità, esperienza e personalità, caratteristiche che Rabiot sta mettendo in mostra con continuità.
La proprietà rossonera considera il francese uno degli interpreti sui quali costruire il progetto dei prossimi anni. L’obiettivo è tornare a competere stabilmente per i principali traguardi e la conferma dei giocatori più rappresentativi viene ritenuta fondamentale per dare continuità al lavoro tecnico.
Contratto fino al 2030: la proposta del Milan
Sul tavolo ci sarebbe una proposta particolarmente importante. L’intenzione del club sarebbe quella di prolungare l’attuale accordo, attualmente in scadenza nel 2028, fino al 30 giugno 2030.
Un’estensione di due stagioni che confermerebbe la fiducia della società nei confronti del centrocampista e lo renderebbe una delle colonne del Milan anche nel lungo periodo.
Non meno rilevante è l’aspetto economico. Attualmente Rabiot percepisce uno stipendio da circa 3,5 milioni di euro a stagione, mentre con il nuovo contratto l’ingaggio dovrebbe salire a 5 milioni, ai quali andrebbero aggiunti ulteriori bonus legati all’accordo.
Si tratterebbe quindi di un adeguamento significativo, pensato per riconoscere il valore del calciatore e il suo crescente peso nelle gerarchie della squadra.
Veronique Rabiot protagonista della trattativa
Un ruolo importante nella definizione dell’intesa sarà ricoperto da Veronique Rabiot, madre e agente del giocatore, che segue direttamente gli interessi contrattuali del figlio.
Come riferito dalla stampa sportiva, nelle prossime settimane è previsto un confronto familiare per valutare nel dettaglio la proposta e individuare la soluzione più adatta per entrambe le parti.
La trattativa non è ancora arrivata alla conclusione, ma i segnali descritti sono positivi. Anche Adrien avrebbe manifestato la volontà di proseguire la propria esperienza in rossonero, un elemento che potrebbe facilitare il raggiungimento dell’accordo.
Il rinnovo di Rabiot è la priorità del Milan
La strada verso la firma richiede ancora alcuni passaggi, ma la direzione sembra tracciata. Cardinale vuole evitare di perdere uno dei giocatori più importanti della rosa e considera il prolungamento del francese un investimento strategico per il futuro.
Dal canto suo, Rabiot sta dimostrando sul campo di poter essere un riferimento tecnico e caratteriale per il Milan. Le prestazioni offerte in questo avvio di stagione hanno rafforzato ulteriormente la sua posizione all’interno del progetto.
Adesso resta da trovare l’intesa definitiva sui dettagli contrattuali. Se le parti riusciranno a confermare le rispettive intenzioni, il centrocampista potrebbe legarsi ai colori rossoneri fino al 2030, diventando uno dei pilastri della squadra che il Milan vuole costruire per tornare ai vertici del calcio italiano ed europeo.
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Milan, Cardinale stregato da Nicolò Tresoldi: la situazione
Tra i nomi finiti sotto osservazione c’è quello di Nicolò Tresoldi, giovane centravanti italo-tedesco classe 2004, attualmente protagonista con la maglia del Bruges. Le sue prestazioni e soprattutto la capacità realizzativa mostrata negli ultimi mesi avrebbero attirato l’attenzione della proprietà milanista. Un interesse cresciuto ulteriormente dopo la straordinaria prestazione contro l’Inter in Champions League.
Cardinale colpito dalla tripletta contro i nerazzurri
Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Gerry Cardinale sarebbe rimasto particolarmente impressionato dalle qualità di Tresoldi, soprattutto dopo i tre gol realizzati contro l’Inter lo scorso 13 ottobre. In quella partita, vinta dal Bruges per 4-3, l’attaccante si è reso protagonista di una prestazione che ha confermato tutto il suo potenziale.
Il Milan avrebbe individuato nel giovane centravanti un profilo interessante per il proprio progetto tecnico. La società, tuttavia, non vorrebbe compromettere l’investimento già sostenuto per Gonçalo Ramos, acquistato per oltre 70 milioni di euro. L’eventuale arrivo di un altro attaccante dovrebbe quindi essere valutato attentamente, tenendo conto delle esigenze della rosa e delle opportunità offerte dal mercato.
A rendere ancora più interessante il profilo di Tresoldi c’è il suo legame con i colori rossoneri. Il giocatore, infatti, non ha mai nascosto la propria simpatia per il Milan e il desiderio di indossare un giorno quella maglia.
Il Bruges fa muro: a gennaio la cessione è complicata
L’ostacolo principale per il club milanese è rappresentato dalla posizione della società belga. Il Bruges considera Tresoldi un elemento centrale del proprio progetto e non sembra avere intenzione di privarsene durante il mercato invernale.
Già nella scorsa estate sarebbero state respinte diverse proposte, comprese offerte che avrebbero raggiunto i 50 milioni di euro. Una posizione che conferma quanto il club creda nelle potenzialità del centravanti e quanto sia complicato intavolare una trattativa.
L’ipotesi più concreta, almeno per il momento, porta alla prossima estate, quando il Bruges potrebbe eventualmente prendere in considerazione una cessione. Un altro appuntamento da seguire sarà l’Europeo Under 21, competizione nella quale Tresoldi dovrebbe rappresentare la Germania. Le sue prestazioni potrebbero contribuire ad aumentarne ulteriormente la valutazione.
Soltanto una proposta economica particolarmente elevata potrebbe modificare i programmi della società belga e anticipare i tempi dell’operazione.
Numeri da grande attaccante: 12 gol in 14 partite
A spiegare l’interesse nei confronti del giovane centravanti sono soprattutto i numeri. Tresoldi sta vivendo una stagione estremamente positiva, con 12 reti realizzate in 14 presenze complessive. Il suo rendimento è significativo sia in campionato, dove ha trovato otto gol in dieci partite, sia in Champions League, con quattro marcature in altrettante apparizioni.
Statistiche che raccontano di un attaccante capace di trovare la porta con continuità e di incidere anche nelle competizioni più prestigiose. Un vero centravanti, dotato di caratteristiche che potrebbero renderlo interessante per il calcio italiano.
Il Bruges, del resto, ha già dimostrato in passato di non essere una società disposta a concedere sconti. Le operazioni che hanno coinvolto Charles De Ketelaere e Ardon Jashari rappresentano esempi della complessità delle trattative con il club belga.
Il sogno rossonero: “Sono un tifoso del Milan”
A rendere la possibile operazione ancora più suggestiva è la dichiarata passione di Tresoldi per il Diavolo. Il giocatore aveva già espresso pubblicamente il proprio desiderio di vestire la maglia rossonera, senza nascondere il legame con il club milanese.
“Sono un tifoso del Milan, sogno di giocare in rossonero ogni mattina”.
Una dichiarazione rilasciata lo scorso febbraio in un’intervista a Sportweek, che potrebbe rappresentare un elemento favorevole per la dirigenza nel caso in cui decidesse di affondare il colpo.
Il futuro del giovane attaccante resta comunque tutto da scrivere. Il Milan osserva con attenzione, Cardinale avrebbe individuato in lui un possibile investimento per il presente e per il futuro, mentre il Bruges continua a fare muro. Una cosa, però, appare evidente: con dodici reti in quattordici incontri, Tresoldi sta dimostrando di avere numeri e personalità per attirare l’interesse delle grandi società europee.
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Milan-Inter 3-1, il Derby raccontato da BordoCam: Chivu cade nella trappola di Modric
Il Milan ha conquistato il successo grazie alle reti di Pulisic, Rabiot e Diego Moreira, mostrando fin dalle prime battute maggiore convinzione e organizzazione. L’Inter, invece, ha faticato a trovare contromisure efficaci, con Cristian Chivu spesso costretto a intervenire dalla panchina senza riuscire a cambiare realmente l’andamento della gara.
Anche l’atmosfera prima del fischio d’inizio raccontava la tranquillità dell’ambiente rossonero: Moreira si è presentato allo stadio con gli occhiali da sole, mentre Maignan si godeva un lecca lecca. Grande emozione, inoltre, per la premiazione di Kaká a San Siro, accolto dall’entusiasmo del pubblico e protagonista di una corsa sotto la Curva Sud con le braccia alzate.
Il Milan colpisce subito: la mossa di Modric manda fuori posizione Chivu
La partita si è aperta con il Milan protagonista del possesso e un’Inter incapace di imporre il proprio ritmo. Il vantaggio è arrivato grazie a un cross dalla destra di Moreira, sul quale Pulisic ha trovato il tempo giusto per colpire di testa e battere il portiere avversario.
Dopo l’1-0, Chivu ha provato a modificare gli equilibri chiedendo ai suoi trequartisti, Diouf e Sucic, di allargarsi durante la costruzione. La situazione, però, è peggiorata per i nerazzurri in occasione del secondo gol rossonero. L’episodio decisivo è nato da un calcio d’angolo e da una precisa intuizione dello staff del Milan.
Inizialmente Diouf sembrava incaricato di ostacolare il movimento di Rabiot, ma l’avvicinamento di Luka Modric ha cambiato completamente lo scenario. Chivu ha richiamato il proprio centrocampista, chiedendogli di seguire il croato. Una scelta che ha liberato lo spazio necessario per sviluppare lo schema preparato dai rossoneri.
Sui movimenti in area, i giocatori del Milan hanno creato una serie di blocchi che hanno impedito ai difensori nerazzurri di intervenire. Rabiot ha così potuto attaccare il pallone e trovare la rete del 2-0. Un’azione studiata nei dettagli, con Carlos Fernandes indicato come uno degli artefici della soluzione tattica.
Maignan salva il Milan, Moreira firma il tris
L’Inter è riuscita a riaprire momentaneamente la partita sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sfruttando una disattenzione di Pavlovic, che ha perso il riferimento di Bastoni. Il difensore nerazzurro ha potuto colpire di testa da distanza ravvicinata, accorciando le distanze.
La squadra di Chivu ha successivamente aumentato la pressione, trovando maggiore continuità nella gestione del pallone. In uno dei momenti più delicati della gara, però, è arrivato l’intervento decisivo di Mike Maignan. Su un tiro ravvicinato di Spence, il portiere francese ha reagito con un riflesso straordinario, riuscendo a deviare il pallone e a evitare il pareggio.
La parata ha lasciato increduli anche diversi componenti dello staff interista, mentre Chivu non ha nascosto la propria sorpresa. Maignan, al contrario, è rimasto concentrato, incoraggiando immediatamente i compagni.
Poco dopo è arrivato il terzo gol del Milan. Pulisic ha recuperato palla su Barella a centrocampo, dando il via a un’azione offensiva che ha portato a un nuovo errore del centrocampista nerazzurro. Musah ha protetto il possesso, subendo un fallo al limite dell’area. Sulla punizione si è presentato Moreira, dopo aver ricevuto il via libera da Modric.
Il giovane rossonero ha calciato direttamente verso la porta, trovando una traiettoria che ha superato la barriera e sorpreso Martinez, probabilmente ostacolato nella visuale. Il pallone è finito in rete per il 3-1, facendo esplodere San Siro.
Ripresa più equilibrata, ma il Milan conserva il controllo
Nel secondo tempo il ritmo è diminuito e l’Inter ha provato a costruire una reazione, senza però riuscire a mettere realmente in discussione il vantaggio rossonero. I nerazzurri hanno commesso diversi errori tecnici, mentre il Milan ha mantenuto una buona compattezza, gestendo il possesso e limitando gli spazi.
Tra gli episodi da ricordare c’è il recupero difensivo di Pavlovic su Barella, intervenuto in scivolata per evitare una situazione molto pericolosa. Chivu ha continuato a chiedere maggiore aggressività e una squadra più alta, confrontandosi spesso con il proprio staff per individuare le soluzioni migliori.
Al 74′ è arrivato anche un momento di tensione: l’arbitro Guida ha inizialmente assegnato un calcio di rigore all’Inter per un presunto fallo di Gila. Il difensore, tuttavia, si è mostrato subito tranquillo, convinto di non aver commesso alcuna irregolarità. Dopo il controllo al VAR e la revisione al monitor, il direttore di gara ha cambiato decisione, revocando il penalty.
Nel finale Chivu ha inserito nuove forze offensive, ma anche dalla panchina nerazzurra sono emerse alcune incertezze sulle disposizioni tattiche e sui cambi. Il Milan, invece, ha proseguito senza perdere equilibrio, concedendo poco e sfiorando persino il quarto gol con Cisse.
Festa rossonera al triplice fischio
Gli ultimi minuti sono stati accompagnati dall’entusiasmo della panchina milanista, ormai vicina alla certezza della vittoria. Al fischio finale è esplosa la festa: Moreira ha celebrato con grande trasporto, mentre i giocatori del Milan si sono diretti sotto la Curva Sud per condividere il successo con i propri tifosi.
Le immagini di BordoCam restituiscono così il quadro di un Derby preparato con attenzione e interpretato con personalità dai rossoneri. Dalla trappola tattica costruita attorno a Modric alla parata determinante di Maignan, passando per la punizione vincente di Moreira, il Milan ha saputo sfruttare gli episodi e mantenere il controllo della sfida. Per Chivu, invece, è stata una serata segnata da difficoltà tattiche, occasioni mancate e poche risposte efficaci alle mosse avversarie.
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Kakà si racconta: “Milano è una seconda casa”. E sui tifosi…
In occasione del suo ritorno a Milano, la leggenda brasiliana ha rilasciato alcune dichiarazioni a NSS Sports, ripercorrendo i ricordi più belli legati alla città, alla maglia rossonera e allo stadio che lo ha visto protagonista di tante imprese.
Il rapporto speciale con Milano e i grandi campioni
Parlando del suo passato in rossonero, Kakà ha descritto Milano come un luogo al quale resterà sempre profondamente legato. Una città che, per lui, rappresenta molto più di una semplice tappa della propria carriera calcistica.
“Milano per me è una seconda casa: è la parola che mi viene in mente quando penso a questa città”.
Nel corso dell’intervista, il brasiliano ha ricordato anche la fortuna di aver condiviso lo spogliatoio con alcuni dei più grandi interpreti del calcio internazionale, sia durante l’esperienza al Milan sia nelle successive avventure con la Nazionale e il Real Madrid.
“Sono stato veramente fortunato ad avere tantissimi grandi campioni al mio fianco, nel Milan, in Nazionale, a Madrid: ho giocato con campioni bravissimi”.
Quando gli è stato chiesto di indicare il calciatore più elegante con cui abbia avuto a che fare, Kakà ha scelto un nome di assoluto prestigio, precisando però di non averci mai giocato nella stessa squadra.
“Il più elegante? Zidane anche se non ci ho giocato insieme ma contro”.
Le notti indimenticabili di San Siro e il coro della Curva
I ricordi più intensi, inevitabilmente, sono legati alle grandi vittorie conquistate con la maglia del Milan. Tra queste occupa un posto speciale la Champions League del 2007, una delle pagine più importanti della storia recente rossonera. Kakà ha citato anche le sfide contro il Manchester United e la Roma, quest’ultima legata alla conquista dello Scudetto.
“I momenti più belli legati a San Siro sono sicuramente le vittorie, la celebrazione della Champions League nel 2007, tante partite come quella con il Manchester o quella contro la Roma quando abbiamo vinto lo Scudetto”.
Ma al di là dei trofei e delle partite entrate nella storia, c’è un particolare che continua a emozionarlo più di ogni altra cosa: il calore dei sostenitori milanisti. Un coro diventato simbolo del rapporto tra la squadra e il suo pubblico, capace ancora oggi di provocargli i brividi.
“Tanti momenti però tutte le volte che entravo a San Siro e sentivo il coro ‘Siam venuti fin qua, siam venuti fin qua…’, avevo la pelle d’oca”.
Parole che raccontano quanto sia rimasto forte il legame tra Kakà e il popolo rossonero. Un rapporto costruito attraverso gol, successi e notti indimenticabili, ma soprattutto grazie a un affetto reciproco che il tempo non è riuscito a cancellare. Il ritorno a San Siro e l’ingresso nella Hall of Fame hanno rappresentato un’ulteriore conferma di quanto il brasiliano continui a essere una figura speciale nella storia del Milan.
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