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Amorim, meno esperimenti e nuove soluzioni tattiche
La sconfitta contro il Benfica ha acceso i riflettori sul momento del Milan e sulle scelte di Ruben Amorim.
Il ko europeo non ha pesato soltanto per il risultato, ma anche per una prestazione che ha evidenziato diverse problematiche già emerse nelle precedenti uscite.
Il tecnico portoghese si trova così davanti alla necessità di individuare rapidamente delle soluzioni per rendere la squadra più equilibrata e incisiva. Tra le ipotesi allo studio ci sono una gestione diversa del turnover, una maggiore continuità nelle scelte e possibili modifiche all’impianto tattico.
Amorim apre all’adattamento
Dopo la partita contro il Benfica, Amorim ha mostrato disponibilità a rivedere alcuni aspetti della propria idea di gioco. L’allenatore ha spiegato di essere ancora impegnato nella costruzione dell’identità della squadra e di voler trovare il modo migliore per sfruttare le caratteristiche dei giocatori a disposizione.
“Sto ancora lavorando”.
Il concetto espresso dal tecnico lascia spazio alla possibilità di un approccio maggiormente orientato alle caratteristiche della rosa. Dopo due mesi di lavoro, l’allenatore sembra intenzionato a valutare soluzioni differenti per affrontare le diverse situazioni di gara.
Meno turnover e una base più definita
Una delle possibili novità riguarda la gestione delle rotazioni. Amorim potrebbe ridurre gli esperimenti e affidarsi con maggiore continuità a un gruppo ristretto di giocatori in grado di garantire punti di riferimento tattici.
L’obiettivo sarebbe quello di costruire una sorta di struttura portante composta da cinque o sei elementi, attorno ai quali sviluppare il resto dell’undici. Una scelta che potrebbe permettere alla squadra di acquisire maggiore continuità e di affrontare con più sicurezza i momenti difficili delle partite.
Anche alcune delle scelte effettuate nelle ultime gare, tra cui quelle relative a Loftus-Cheek, Estupinan e Terracciano, potrebbero quindi essere rivalutate.
Possibile modifica del 3-4-2-1
Un altro tema riguarda il sistema di gioco. Il 3-4-2-1 adottato da Amorim richiede interpreti con caratteristiche specifiche, soprattutto negli spazi tra le linee e nella capacità di attaccare la profondità.
In questo senso, Pulisic rappresenta uno degli elementi più funzionali, grazie alla possibilità di muoversi nei mezzi spazi e allo stesso tempo aggredire la profondità.
Una delle alternative allo studio potrebbe essere una disposizione maggiormente orientata all’ampiezza, con Moreira su un versante e Saelemaekers e Pulisic coinvolti più larghi alle spalle di Ramos. Una soluzione pensata per modificare gli equilibri offensivi e offrire alla squadra nuove linee di passaggio.
La sosta come occasione per lavorare
Il calendario offre ad Amorim un periodo utile per riflettere. La sosta rappresenterà infatti l’opportunità di analizzare insieme allo staff le difficoltà emerse e valutare quale assetto possa valorizzare maggiormente l’organico.
Il prossimo obiettivo sarà arrivare alla finestra invernale con una squadra più definita, raccogliendo nel frattempo più punti possibile. In quel momento, secondo quanto riportato nella ricostruzione, la società potrebbe inoltre intervenire sul mercato per completare il lavoro avviato durante l’estate.
Per Amorim, dunque, si apre una fase dedicata alla ricerca di maggiore equilibrio: meno esperimenti, una base più stabile e la possibilità di adattare il sistema alle caratteristiche dei giocatori del Milan.
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Cardinale guarda all’Arabia: trattativa con PIF per entrare nell’Al-Nassr
Gerry Cardinale potrebbe presto allargare il raggio d’azione di RedBird Capital Partners nel panorama calcistico internazionale. Dopo l’esperienza maturata con il Tolosa e soprattutto l’ingresso nel Milan, il numero uno del fondo statunitense starebbe valutando una nuova operazione in Arabia Saudita.
Le indiscrezioni emerse nei giorni scorsi trovano ulteriori riscontri provenienti dal Paese mediorientale e riguarderebbero in particolare l’Al-Nassr, società che ha tra i propri protagonisti Cristiano Ronaldo. Secondo quanto riportato dalla stampa saudita, RedBird avrebbe avviato un confronto con il Public Investment Fund (PIF) per valutare l’acquisizione di una partecipazione nel club.
L’operazione, tuttavia, non sarebbe condotta esclusivamente da Cardinale. Il progetto prevederebbe infatti la partecipazione di un gruppo di investitori, tra cui figurerebbero Ibrahim Al-Muhaidib, SMC Media e altri partner sauditi.
PIF apre a nuovi investitori
Alla base della possibile trattativa ci sarebbe anche il nuovo orientamento del PIF nei confronti delle quattro società controllate all’interno della Saudi Pro League. Dopo una fase caratterizzata da ingenti investimenti e da un forte processo di crescita dei club, il fondo avrebbe iniziato a valutare l’ingresso di capitali privati.
L’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere nuovi investitori capaci di contribuire allo sviluppo delle società, favorendo al tempo stesso un modello finanziario maggiormente sostenibile e meno dipendente dalle risorse pubbliche.
L’obiettivo è arrivare all’intesa entro la stagione
Il dialogo tra le parti sarebbe dunque già cominciato, anche se al momento non sarebbe stato raggiunto alcun accordo definitivo. Secondo le informazioni riportate, la trattativa procederebbe comunque in linea con le condizioni richieste dal PIF.
Cardinale avrebbe intenzione di provare a chiudere l’operazione entro la conclusione dell’attuale stagione. Una tempistica che permetterebbe a RedBird e al consorzio di investitori di programmare per tempo le strategie e di iniziare a lavorare sul progetto Al-Nassr già dalla prossima estate, anche in vista delle successive sessioni di mercato.
La possibile operazione confermerebbe quindi l’interesse crescente di Cardinale verso il calcio saudita e verso un mercato considerato strategico per lo sviluppo internazionale delle proprietà sportive.
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Amorim: “Sono sempre chiaro con tutti”. E sui senatori: “Loro vogliono onestà”
Archiviata la battuta d’arresto contro il Benfica in Europa League, il Milan è pronto a concentrarsi nuovamente sul campionato. Alla vigilia della gara contro il Lecce, Ruben Amorim ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa, affrontando diversi temi: dal momento della squadra alla gestione dello spogliatoio, passando per le scelte tattiche e il rapporto con i giocatori più esperti.
Il tecnico portoghese ha innanzitutto rivolto un pensiero alla recente scomparsa di una leggenda del calcio, sottolineando l’importanza di onorare figure di questo livello attraverso il lavoro quotidiano.
Cento anni di San Siro: l’obiettivo è vincere
La sfida contro il Lecce assume un significato particolare anche perché coincide con il centenario di San Siro. Amorim vuole celebrare la ricorrenza nel modo migliore possibile, attraverso una prestazione convincente.
“È un onore far parte della storia di San Siro. Vogliamo vincere e giocare bene per onorare lo stadio e i nostri tifosi. Vogliamo solo giocare bene e vincere le partite”.
Il ko contro il Benfica, però, non deve condizionare il prossimo appuntamento. L’allenatore ha spiegato di essere in costante contatto con il gruppo e di non limitare il dialogo ai momenti negativi.
“Quando perdi non sei la stessa persona. Se è così allora c’è qualcosa che non va. La squadra è pronta per la partita, non possiamo cambiare il passato ma la prossima partita sì. Parlo con la squadra sempre, non solo quando si perde: ci sono tante cose da migliorare. Vogliamo essere pronti per domani sera”.
Turnover e gestione della rosa
Uno dei temi affrontati riguarda anche le rotazioni effettuate contro il Benfica. Amorim ha difeso la necessità di modificare l’undici iniziale, ricordando i numerosi impegni ravvicinati e la necessità di gestire le energie.
“Il Benfica ha cambiato 9 giocatori rispetto alla partita precedente e noi avevamo bisogno di fare rotazioni. Non è che abbiamo perso per i giocatori che erano in campo nel primo tempo. Abbiamo avuto molte più occasioni, più possesso, più tocchi nell’area avversaria. A volte non si riesce a segnare. Il Benfica ha fatto gol con le occasioni che si è creato: è una questione di prestazione collettiva e non di singoli”.
L’allenatore ha inoltre ribadito che il Milan si trova ancora all’interno di un percorso di costruzione e che ci sono diversi aspetti del gioco sui quali intervenire.
“La promessa di fare più gol ed essere dominanti? Nella maggior parte delle partite siamo stati i più dominanti. Non abbiamo dominato per tutti i 90 minuti… Domani la priorità è battere il Lecce. Siamo ancora in fase di costruzione, soprattutto in fase di possesso. Domani è una bella opportunità per migliorare il nostro rendimento in campo”.
Il rapporto con la società e le idee tattiche
Amorim ha poi ridimensionato l’incontro con Zlatan Ibrahimovic e il contatto con Gerry Cardinale, descrivendoli come normali occasioni di confronto all’interno della vita del club.
“È stata una visita di una persona che lavora col club. Il nostro focus è sul Lecce. Quella è stata solo una visita. Contatto con Cardinale? Cose normali, parliamo di cose del Club, niente di speciale”.
Sul proprio sistema di gioco, invece, il tecnico ha chiarito che la sua idea calcistica non è legata esclusivamente a un determinato modulo.
“L’idea è che entrambe le cose possono vere. Non c’entra il sistema di gioco. La mia idea di giocare a calcio non si basa sul modulo, ma sui principi: quello conta. Due cose possono essere vere allo stesso momento. Ho detto che quando si arriva in un nuovo club è impossibile avere tutte le caratteristiche giuste in ogni aspetto e per ogni evenienza. Questo è quello che ho detto. Capello mi ha fatto una domanda sulla fase offensiva, io ho detto che penso che dobbiamo difendere bene, soprattutto quando abbiamo la palla. Sono molto chiaro quando dico qualcosa, sarà difficile trovare mie dichiarazioni in cui sono incoerente. Sono molto chiaro sugli argomenti, sulle mie dichiarazioni, che sono molto coerenti”.
Amorim e i senatori: “Loro vogliono onestà”
Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione dei giocatori più esperti. Il rapporto con i senatori può diventare delicato soprattutto quando alcuni elementi vengono esclusi dall’undici titolare. Amorim ha spiegato di puntare soprattutto sulla trasparenza nei rapporti con la squadra.
“Sono sempre chiaro con tutti. Ovviamente quando non giochi sei arrabbiato. Loro vogliono onestà. A volte non sei d’accordo con l’allenatore, ma se sei onesto con i tuoi giocatori loro capiscono. Basta guardare il nostro calendario dopo la sosta, giocheremo ogni 2-3 giorni. Ci dovremo far trovare pronti. Ci sono cose che vedo durante la settimana, io sono a conoscenza del carico fisico dei calciatori e del loro storico: devo gestire tutti questi fattori. Loro capiscono il mio ruolo e che devo fare delle scelte”.
Il portoghese ha quindi difeso il proprio lavoro sulle formazioni, spiegando che le rotazioni saranno inevitabili con tre partite nell’arco di una settimana. La priorità, secondo Amorim, è trovare il giusto equilibrio tra esigenze fisiche, caratteristiche degli interpreti e necessità della singola partita.
Pressing e fase difensiva: “Dobbiamo migliorare”
Un altro punto centrale della conferenza ha riguardato il pressing. Il Milan sta modificando alcuni meccanismi e, secondo l’allenatore, servirà ancora tempo per raggiungere la piena automatizzazione dei movimenti.
“Stiamo cambiando completamente il nostro modo di pressare. In alcune partite siamo stati più bravi. A volte ci siamo riusciti, a volte è stato più difficile. Quando i giocatori sono sono più freschi vanno meglio, da stanchi è più difficile. Dipende dal momento della partita. Bisogna adattarci meglio, dobbiamo migliorare in questa fase. Non devono migliorare solo i difensori, ma anche chi sta davanti. Bisogna migliorare nel tempismo e capire quando e come pressare, ma è normale”.
Ramos e la necessità di creare più occasioni
Infine, Amorim ha parlato della produzione offensiva e del lavoro necessario per mettere i propri attaccanti nelle condizioni migliori. Il tecnico ha sottolineato l’importanza di migliorare l’intesa tra i singoli e la qualità delle giocate nell’ultimo terzo di campo.
“Dobbiamo creare più occasioni chiare per lui e dobbiamo aiutarlo. Non voglio dire che Ramos deve lavorare un po’ meno per la squadra per essere più fresco, ma che deve spendere più tempo vicino l’area avversaria, come facciamo in allenamento. Dobbiamo migliorare di più l’intesa tra i giocatori”.
Sul gol subito contro il Benfica, infine, il tecnico non ha nascosto la propria reazione:
“Molto. Ma penso che lo siate stati anche voi. Avete visto la partita. Bisogna controllare meglio queste situazioni. E per favore non scrivete che sto criticando i giocatori, sto solo facendo la cronaca della partita. La cosa più importante per me è di recuperare posizioni e i miei calciatori stanno lavorando molto bene e non ci sono dubbi sul loro impegno in campo”.
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Icardi, nessuna pista Lazio: Juventus e Milan osservano
Mauro Icardi continua a rappresentare uno dei nomi più interessanti tra gli attaccanti attualmente senza contratto.
L’argentino, classe 1993, è infatti ancora libero dopo la conclusione della sua esperienza al Galatasaray, terminata ufficialmente con la scadenza dell’accordo lo scorso 30 giugno.
Tra le possibilità che erano state accostate al centravanti c’era anche la Lazio, ma l’ipotesi non sembra destinata a concretizzarsi. Gennaro Gattuso ha infatti spiegato le ragioni che hanno portato il club biancoceleste a non prendere in considerazione l’operazione.
“Nessuno discute il valore di un calciatore che ha fatto più di 250 goal in carriera, ma abbiamo preso elementi come Pinamonti e Gudmundsson con i quali abbiamo fatto certi discorsi. Con un Icardi in più ci saremmo incartati, è inutile prendere gente se poi la devi lasciar fuori. Con tutto il rispetto per Icardi, ne ho parlato con il presidente Lotito e con il direttore sportivo Fabiani, è giusto rimanere così”.
L’ipotesi Brasile resta sul tavolo
Dopo l’addio al Galatasaray, Icardi potrebbe valutare anche una nuova esperienza lontano dall’Europa. Tra i club interessati viene indicato l’Atletico Mineiro, formazione brasiliana nella quale militano anche due giocatori già conosciuti nel campionato italiano: Lyanco, ex Bologna e Torino, e Ruan Tressoldi, precedentemente al Sassuolo.
La pista sudamericana rappresenta quindi una delle possibili destinazioni per l’attaccante, che dovrà decidere quale progetto sposare per proseguire la propria carriera.
Juventus e Milan: suggestione, ma nessun contatto
Icardi non ha mai nascosto il legame con il calcio italiano, avendo vestito in passato le maglie di Sampdoria e Inter. Proprio per questo, l’eventuale ritorno in Serie A potrebbe rappresentare uno scenario da tenere in considerazione.
Nelle ultime settimane, sui social, alcuni tifosi hanno ipotizzato un possibile approdo dell’argentino alla Juventus o al Milan, soprattutto alla luce delle difficoltà incontrate dai rispettivi reparti offensivi. Al momento, tuttavia, non risultano contatti concreti tra Icardi e i due club.
Il possibile ruolo di Icardi
Un eventuale ritorno in Italia non implicherebbe necessariamente un ruolo da protagonista assoluto nell’undici iniziale. L’attaccante potrebbe essere considerato soprattutto come una soluzione dalla panchina, utile nei momenti della partita in cui servisse maggiore presenza dentro l’area di rigore.
Il suo principale punto di forza rimane infatti il senso del gol e la capacità di leggere gli sviluppi delle azioni offensive negli ultimi metri. Per ora, comunque, Juventus e Milan restano soltanto ipotesi emerse nel dibattito dei tifosi, mentre il futuro di Icardi è ancora tutto da definire.
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