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Milan, allarme per Gonçalo Ramos? Numeri e soluzioni per rilanciare il centravanti
Il Milan si interroga sul rendimento di Gonçalo Ramos.
Il centravanti portoghese era arrivato con l’obiettivo di diventare un riferimento stabile per il reparto offensivo rossonero, ma l’avvio della sua esperienza a Milano non ha ancora restituito le risposte che l’ambiente si aspettava. Dopo il gol realizzato contro il Venezia a San Siro, infatti, il suo rendimento sotto porta è calato e nelle ultime tre partite non è riuscito a indirizzare alcun tiro nello specchio.
È ancora presto per parlare di un vero e proprio caso, soprattutto considerando che si tratta di un periodo iniziale della stagione. Tuttavia, alcuni numeri evidenziano le difficoltà del portoghese e suggeriscono la necessità di intervenire anche sul modo in cui la squadra lo mette nelle condizioni di essere pericoloso.
I numeri raccontano le difficoltà
Contro il Benfica Ramos ha toccato soltanto quattro palloni all’interno dell’area di rigore avversaria, un dato che fotografa la distanza del giocatore dalla zona nella quale può esprimere al meglio le proprie caratteristiche. A questo si aggiungono i 14 possessi persi e un contributo difensivo molto intenso, con 16 contrasti complessivi e quattro palloni recuperati.
Considerando le prime quattro giornate di campionato, il centravanti ha totalizzato 14 conclusioni, 1,55 di expected goals e una sola rete. Anche la percentuale di dribbling completati, pari al 16,7%, evidenzia qualche difficoltà nell’uno contro uno. I 158 tocchi complessivi comprendono appena 20 palloni giocati nell’area avversaria.
Non dipende tutto da Ramos
Il rendimento del portoghese, però, non può essere analizzato isolandolo dal resto della squadra. Ramos tende infatti ad allontanarsi frequentemente dalla posizione di centravanti, partecipando alla costruzione e abbassandosi per collegare centrocampo e trequarti.
Il suo grande dispendio di energie è particolarmente evidente anche nel lavoro senza palla. Il pressing e la disponibilità nel partecipare alla fase difensiva rappresentano aspetti importanti, ma possono incidere sulla lucidità quando arriva il momento di attaccare l’area.
Le sue caratteristiche restano quelle di un attaccante capace di muoversi tra le linee, attaccare la profondità e farsi trovare nel posto giusto. Per questo il Milan dovrà lavorare affinché il centravanti non sia costretto a costruire troppo lontano dalla porta, ma possa diventare soprattutto il terminale della manovra.
Le possibili soluzioni per Amorim
Una delle chiavi potrebbe essere migliorare la qualità della squadra negli ultimi metri. L’idea è quella di costruire un sistema nel quale Ramos venga maggiormente servito e possa concentrare le proprie energie sui movimenti offensivi.
In quest’ottica, l’esperienza e la qualità di Modric possono aggiungere soluzioni alla costruzione, mentre Rabiot e Pulisic possono garantire tecnica e capacità di giocare nello stretto sulla trequarti. Le loro caratteristiche potrebbero favorire gli inserimenti e gli attacchi alla profondità del centravanti portoghese.
La crescita di Ramos, quindi, passa anche dal miglioramento collettivo. Il Milan dovrà trovare maggiore continuità nella produzione offensiva e accompagnare meglio il proprio numero 9, evitando che sia costretto a partecipare a ogni fase dell’azione. Allo stesso tempo, dal portoghese è atteso un salto di rendimento: l’obiettivo sarà trasformare le sue qualità in una presenza più costante nell’area avversaria e in un numero maggiore di occasioni da rete.
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Milan, Amorim sulla gestione dei senatori: “Loro vogliono onestà”
Le prime settimane della stagione hanno già portato il Milan davanti a diverse questioni da risolvere. Dopo quattro giornate, l’ambiente rossonero deve fare i conti con alcune situazioni interne che coinvolgono anche giocatori di grande esperienza. Ruben Amorim, però, non sembra intenzionato ad abbandonare i propri principi nella gestione dello spogliatoio.
Il tecnico portoghese ha affrontato l’argomento durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Lecce, soffermandosi in particolare sul rapporto con i calciatori meno utilizzati.
Modric, Pulisic e Saelemaekers: i primi confronti
La questione riguarda soprattutto alcuni elementi importanti della rosa. Luka Modric non avrebbe gradito la scelta di rimanere in panchina per l’intera gara contro il Benfica, mentre Christian Pulisic avrebbe manifestato apertamente il proprio disappunto per il poco spazio trovato in questo avvio di campionato.
Anche Alexis Saelemaekers avrebbe avuto un confronto diretto con l’allenatore. Una situazione che Amorim dovrà gestire con attenzione, soprattutto considerando il peso dei giocatori coinvolti all’interno dello spogliatoio.
Il tecnico, tuttavia, ha già spiegato quale sarà il suo metodo: dialogo e trasparenza, senza rinunciare alle proprie valutazioni.
“Loro vogliono onestà”: la filosofia di Amorim
Amorim ha rivendicato la necessità di essere diretto con i propri calciatori, spiegando che anche le decisioni più difficili devono essere accompagnate da chiarezza e motivazioni.
“Sono sempre chiaro con tutti. Ovviamente quando non giochi sei arrabbiato. Loro vogliono onestà. A volte non sei d’accordo con l’allenatore, ma se sei onesto con i tuoi giocatori loro capiscono. Basta guardare il nostro calendario dopo la sosta, giocheremo ogni 2-3 giorni. Ci dovremo far trovare pronti. Ci sono cose che vedo durante la settimana, io sono a conoscenza del carico fisico dei calciatori e del loro storico: devo gestire tutti questi fattori. Loro capiscono il mio ruolo e che devo fare delle scelte”.
Parole che fotografano l’approccio dell’allenatore: il confronto con i giocatori è considerato fondamentale, ma non significa che ogni richiesta possa tradursi automaticamente in una modifica delle gerarchie.
Contro il Lecce spazio ai big
La partita contro il Lecce potrebbe rappresentare un primo segnale concreto nella gestione dei calciatori più esperti. L’orientamento è quello di affidarsi dall’inizio a elementi come Modric, Rabiot e Pulisic, chiamati a dare esperienza e qualità alla squadra.
Resta invece più incerta la posizione di Saelemaekers. Amorim non sembra considerarlo una soluzione ideale sulla fascia destra e potrebbe preferirlo sull’altro versante, dove Moreira parte con maggiori possibilità di trovare spazio.
La sfida è gestire lo spogliatoio senza cambiare linea
Per Amorim, dunque, il punto centrale non sembra essere soltanto la scelta degli undici titolari, ma la capacità di mantenere equilibrio all’interno del gruppo. Il confronto con i giocatori e la spiegazione delle decisioni rappresentano la strada scelta dal tecnico per evitare che le diverse esigenze individuali possano trasformarsi in un problema collettivo.
Le prossime settimane, complice un calendario particolarmente intenso, saranno un banco di prova importante: la gestione delle energie, delle rotazioni e delle aspettative dei senatori sarà inevitabilmente parte del lavoro quotidiano dell’allenatore.
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Milan, Pulisic torna al centro del progetto: Amorim gli affida la trequarti
Il Milan torna a puntare su Christian Pulisic. Dopo un avvio di stagione gestito con cautela per consentire al giocatore di recuperare pienamente dai problemi alla caviglia, Ruben Amorim sembra intenzionato a restituirgli un ruolo centrale nel progetto rossonero.
Il tecnico portoghese considera infatti importante avere sulla trequarti un giocatore capace di muoversi tra le linee, creare superiorità, collegare centrocampo e attacco e trovare la giocata decisiva negli ultimi metri. In questo senso, le caratteristiche di Pulisic possono adattarsi alle richieste dell’allenatore, soprattutto quando l’americano è al massimo della condizione.
La trequarti torna nelle mani di Pulisic
Nel corso delle prime partite, Amorim ha preferito dosare l’impiego dell’ex Chelsea, evitando di sottoporlo immediatamente a carichi eccessivi. Ora, però, il numero 10 è pronto a tornare protagonista dall’inizio.
Il Milan dispone di diverse alternative sulla trequarti, tra giovani in cerca di spazio, giocatori ancora da inserire completamente nei meccanismi e centrocampisti chiamati a occupare posizioni più avanzate. Pulisic rappresenta però un profilo differente: può garantire fantasia, accelerazioni, capacità nell’uno contro uno e un contributo importante anche in zona gol.
La sua presenza potrebbe quindi diventare uno degli elementi attraverso cui Amorim intende dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva.
Un 2026 complicato: ora serve una reazione
Per Pulisic, il momento rappresenta anche un’opportunità per lasciarsi alle spalle un periodo particolarmente difficile. L’americano non parte titolare con il Milan dal 26 aprile, quando scese in campo dall’inizio contro la Juventus a San Siro.
Da allora sono arrivati problemi fisici e una preparazione condizionata dagli impegni estivi. Anche il rendimento con la Nazionale statunitense non ha prodotto le soddisfazioni sperate e, nel 2026, Pulisic non ha ancora trovato la via del gol in una gara ufficiale.
Si tratta di un dato significativo considerando il peso avuto dall’attaccante nelle precedenti stagioni rossonere. Dal suo arrivo a Milano, infatti, Pulisic ha rappresentato una delle principali fonti offensive della squadra.
La sfida contro il Lecce può quindi diventare un nuovo punto di partenza.
Il futuro contrattuale resta da definire
Parallelamente alle questioni legate al campo rimane aperto anche il discorso relativo al futuro del giocatore. Il contratto di Pulisic con il Milan è attualmente in scadenza il 30 giugno 2027, con un’opzione che permetterebbe al club di estendere unilateralmente l’accordo fino al 2028.
Nei mesi scorsi sembrava esserci la volontà di arrivare rapidamente a un prolungamento, ma il dialogo tra le parti non ha portato finora a un’intesa definitiva. Le discussioni potrebbero riprendere nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa.
Il Lecce e un precedente favorevole
Il prossimo appuntamento offre inoltre a Pulisic un avversario contro il quale ha già lasciato il segno. Il Lecce è infatti la squadra contro cui l’americano ha segnato più volte in Serie A: cinque reti nelle cinque sfide disputate.
L’appuntamento di San Siro assume così un significato particolare. Amorim gli concede nuovamente spazio dal primo minuto e il Milan si affida alle sue qualità per aumentare la pericolosità offensiva.
Dopo una lunga fase caratterizzata da problemi fisici e rendimento lontano dai suoi standard, Pulisic è chiamato a ritrovare continuità e incisività. Il campo sarà il primo banco di prova per capire se il numero 10 potrà tornare a essere uno dei principali riferimenti del progetto rossonero.
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Milan, Amorim cambia rotta contro il Lecce: Pulisic torna titolare, Modric verso la panchina
Il Milan si prepara ad affrontare il Lecce a San Siro con una formazione che dovrebbe segnare un cambio di approccio da parte di Ruben Amorim.
Dopo la sconfitta europea contro il Benfica, il tecnico portoghese sembra intenzionato a mettere da parte la rotazione più ampia vista nelle ultime partite e a puntare nuovamente sui giocatori considerati centrali nel progetto.
La gara contro i salentini, in programma domenica sera, sarà seguita anche dal presidente rossonero Gerry Cardinale, atteso sugli spalti di San Siro davanti a un pubblico che potrebbe raggiungere quota 72 mila spettatori.
Pulisic torna dall’inizio
Una delle novità principali riguarda Christian Pulisic. L’attaccante statunitense dovrebbe infatti partire titolare per la prima volta in questa stagione, tornando così al centro delle scelte offensive dell’allenatore.
La sua presenza dal primo minuto rappresenta una delle indicazioni più significative della vigilia. Amorim sembra voler affidarsi alle qualità dell’americano per aumentare imprevedibilità e soluzioni nella fase offensiva.
Gila e Rabiot verso una maglia da titolare
Non solo Pulisic. Tra le possibili novità nell’undici iniziale figurano anche Mario Gila e Adrien Rabiot, entrambi candidati a scendere in campo dal primo minuto contro il Lecce.
Resta invece da definire la situazione di Luka Modric. Il centrocampista croato, uno dei giocatori di maggiore esperienza della rosa, potrebbe iniziare la partita dalla panchina. La decisione definitiva sarà presa da Amorim a ridosso del match.
Le probabili formazioni
MILAN (3-4-2-1): Maignan; Gila, De Winter, Pavlovic; Chukwueze, Musah, Jashari, Moreira; Rabiot, Pulisic; Ramos. All. Amorim.
LECCE (4-3-3): Falcone; Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Coulibaly, Ilic, Ngom; Pierotti, Stulic, Monteiro. All. Di Francesco.
San Siro attende una risposta
Il confronto con il Lecce arriva dunque in un momento particolare per il Milan. Amorim sembra intenzionato a ridurre gli esperimenti e a tornare a una formazione maggiormente basata sui suoi uomini di riferimento. La gestione di Modric sarà uno degli aspetti da osservare, mentre il ritorno di Pulisic dal primo minuto rappresenta una delle principali indicazioni della vigilia.
A San Siro, il Milan sarà chiamato a dare una risposta sul campo dopo il passo falso europeo e a ritrovare continuità attraverso le scelte del proprio allenatore.
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