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Milan, Inzaghi simbolo della nuova seconda maglia 2026-2027
Il Milan ha scelto di affidarsi alla propria storia per guardare al futuro.
La nuova seconda maglia della stagione 2026-2027 nasce infatti sotto il segno della memoria, della rivincita e della capacità di rialzarsi nei momenti più difficili. Il club rossonero ha deciso di legare il lancio dell’Away Kit a uno dei capitoli più emozionanti della sua storia recente: la vittoria della Champions League ad Atene nel 2007.
Il messaggio scelto dalla società è chiaro e racchiuso nello slogan “Dopo Istanbul c’è sempre Atene”, una frase che per ogni tifoso milanista rappresenta molto più di un semplice riferimento sportivo. Il richiamo è alla finale di Champions League del 2005 contro il Liverpool, quando il Milan, avanti 3-0, subì una rimonta incredibile prima di perdere ai rigori. Due anni più tardi, sempre contro i Reds, arrivò però la risposta perfetta: la vittoria nella finale di Atene grazie alla doppietta di Filippo Inzaghi.
Proprio SuperPippo è stato scelto come volto simbolico della nuova campagna. L’ex attaccante rossonero incarna alla perfezione lo spirito di resilienza che il club vuole trasmettere ai propri sostenitori: la capacità di trasformare una delusione in una nuova opportunità e di trovare forza nelle difficoltà.
La nuova divisa, realizzata da PUMA, storico partner tecnico del Milan dal 2018, richiama anche la tradizione delle maglie bianche indossate in alcune delle notti europee più importanti della storia rossonera. Un elemento che rafforza il legame tra passato e futuro, con l’obiettivo di riaccendere entusiasmo dopo una stagione caratterizzata da risultati al di sotto delle aspettative.
La presentazione ufficiale dell’Away Kit 2026-2027 è prevista per martedì 21 luglio, mentre il pre-order è già disponibile attraverso i canali ufficiali del club. I tifosi rossoneri sono pronti a scoprire una maglia che non rappresenta soltanto un nuovo prodotto commerciale, ma un vero e proprio richiamo all’identità del Milan.
Il messaggio della società è dunque quello di ripartire dalle proprie radici: perché nella storia del Diavolo, anche dopo le sconfitte più dolorose, c’è sempre stata la possibilità di scrivere un nuovo capitolo vincente.
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Nuovo San Siro, oltre 2,3 miliardi per il progetto di Inter e Milan
Il progetto del nuovo San Siro entra sempre più nel dettaglio e, insieme alle caratteristiche della futura casa di Inter e Milan, emergono anche le cifre legate alla realizzazione dell’intera operazione.
Secondo i documenti analizzati da Calcio&Finanza, il costo complessivo previsto per l’intervento ammonta a 2,302 miliardi di euro.
La somma non riguarda esclusivamente la costruzione del nuovo stadio, ma comprende una serie molto più ampia di interventi: dall’acquisto del Meazza e delle aree circostanti alle opere di urbanizzazione, passando per la riqualificazione del comparto, i costi finanziari e le infrastrutture necessarie.
L’obiettivo indicato dal progetto è arrivare alla realizzazione del nuovo impianto entro il 2032, anno in cui Italia e Turchia ospiteranno gli Europei.
La costruzione dello stadio vale 583,7 milioni
La voce principale riguarda naturalmente il nuovo impianto. La costruzione dello stadio è stimata in 583,7 milioni di euro, cifra che sale a 709,9 milioni considerando anche il podio destinato a ospitarlo.
L’intero intervento edilizio raggiunge invece quota 1,110 miliardi, così suddivisi:
- 583,7 milioni di euro per il nuovo stadio;
- 124,2 milioni per la realizzazione del podio;
- 371,4 milioni per il comparto plurivalente e la riqualificazione del Meazza;
- 31,1 milioni per l’Energy Center e l’anello energetico.
La riqualificazione dell’area del Meazza
Una parte significativa dell’investimento riguarda la trasformazione dell’area oggi occupata dal vecchio impianto. Dei 371,4 milioni di euro destinati al comparto plurivalente, sono previste diverse tipologie di intervento.
Tra le voci figurano 44 milioni di euro per gli spazi commerciali, altri 33 milioni per la Grande Struttura di Vendita, 51,3 milioni destinati ai 23.314 metri quadrati di spazi direzionali e terziari e ulteriori 44 milioni per circa 20mila metri quadrati di strutture ricettive.
La voce economicamente più consistente è però quella relativa ai box e ai piani interrati, valutata in 121,2 milioni di euro. Si tratta comunque di stime che potranno essere aggiornate con l’avanzamento della progettazione.
Viabilità, tunnel e opere di urbanizzazione
Nel piano economico trovano spazio anche gli interventi legati alla viabilità. Le opere di urbanizzazione primaria sono quantificate in 57,3 milioni di euro, mentre la realizzazione del nuovo Tunnel Patroclo dovrebbe richiedere 42,3 milioni.
A questa cifra si aggiungono 12,4 milioni di euro necessari per la demolizione dell’attuale tunnel, inserita nel complesso delle opere infrastrutturali collegate alla trasformazione dell’area.
Acquisto di San Siro: quasi 200 milioni
Un’altra componente importante dell’operazione è rappresentata dall’acquisto dello stadio Meazza e dei terreni circostanti. Il valore complessivo iniziale indicato nei documenti è di 197,1 milioni di euro.
La somma comprende 104,1 milioni attribuiti all’acquisizione dello stadio, 86,2 milioni relativi ai terreni e 6,7 milioni legati ai diritti edificatori. Considerando le detrazioni previste, il costo effettivo indicato scende a 175,1 milioni di euro.
Oneri, garanzie e costi finanziari
Il quadro economico comprende poi una serie di spese accessorie e tecniche che raggiungono complessivamente 455,2 milioni di euro. All’interno di questa voce rientrano 178,6 milioni di oneri complementari, 115,3 milioni di ulteriori oneri costruttivi e 18,1 milioni destinati alle bonifiche.
Sono inoltre previsti circa 4,5 milioni per imposte e tasse e 2 milioni per attività di commercializzazione e pubblicità. A completare il capitolo figurano 136,8 milioni classificati come spese impreviste e varie.
Particolarmente rilevante è anche il peso degli oneri finanziari e delle fideiussioni: complessivamente si parla di 381,7 milioni di euro, di cui 351,8 milioni di oneri finanziari e 29,85 milioni per le garanzie.
Il verde e la valutazione complessiva dell’operazione
Anche la gestione del verde rientra nel progetto economico. Per la manutenzione trentennale delle aree verdi è stata stimata una spesa di 34,4 milioni di euro.
Nel complesso, dunque, il progetto raggiunge 2,302 miliardi di euro di costi. Il piano economico attribuisce invece all’intera operazione un valore stimato di 2,567 miliardi, considerando anche 418,8 milioni di euro derivanti dalla vendita di immobili e superfici e una valutazione di 2,149 miliardi per il nuovo stadio nel 2032.
Si tratta di numeri elaborati sulla base delle attuali previsioni progettuali ed economiche. Le cifre, come evidenziato nella documentazione, potranno quindi subire variazioni nel corso dei prossimi anni, man mano che il progetto San Siro entrerà nelle successive fasi di sviluppo.
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Milan, Amorim sulla gestione dei senatori: “Loro vogliono onestà”
Le prime settimane della stagione hanno già portato il Milan davanti a diverse questioni da risolvere. Dopo quattro giornate, l’ambiente rossonero deve fare i conti con alcune situazioni interne che coinvolgono anche giocatori di grande esperienza. Ruben Amorim, però, non sembra intenzionato ad abbandonare i propri principi nella gestione dello spogliatoio.
Il tecnico portoghese ha affrontato l’argomento durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Lecce, soffermandosi in particolare sul rapporto con i calciatori meno utilizzati.
Modric, Pulisic e Saelemaekers: i primi confronti
La questione riguarda soprattutto alcuni elementi importanti della rosa. Luka Modric non avrebbe gradito la scelta di rimanere in panchina per l’intera gara contro il Benfica, mentre Christian Pulisic avrebbe manifestato apertamente il proprio disappunto per il poco spazio trovato in questo avvio di campionato.
Anche Alexis Saelemaekers avrebbe avuto un confronto diretto con l’allenatore. Una situazione che Amorim dovrà gestire con attenzione, soprattutto considerando il peso dei giocatori coinvolti all’interno dello spogliatoio.
Il tecnico, tuttavia, ha già spiegato quale sarà il suo metodo: dialogo e trasparenza, senza rinunciare alle proprie valutazioni.
“Loro vogliono onestà”: la filosofia di Amorim
Amorim ha rivendicato la necessità di essere diretto con i propri calciatori, spiegando che anche le decisioni più difficili devono essere accompagnate da chiarezza e motivazioni.
“Sono sempre chiaro con tutti. Ovviamente quando non giochi sei arrabbiato. Loro vogliono onestà. A volte non sei d’accordo con l’allenatore, ma se sei onesto con i tuoi giocatori loro capiscono. Basta guardare il nostro calendario dopo la sosta, giocheremo ogni 2-3 giorni. Ci dovremo far trovare pronti. Ci sono cose che vedo durante la settimana, io sono a conoscenza del carico fisico dei calciatori e del loro storico: devo gestire tutti questi fattori. Loro capiscono il mio ruolo e che devo fare delle scelte”.
Parole che fotografano l’approccio dell’allenatore: il confronto con i giocatori è considerato fondamentale, ma non significa che ogni richiesta possa tradursi automaticamente in una modifica delle gerarchie.
Contro il Lecce spazio ai big
La partita contro il Lecce potrebbe rappresentare un primo segnale concreto nella gestione dei calciatori più esperti. L’orientamento è quello di affidarsi dall’inizio a elementi come Modric, Rabiot e Pulisic, chiamati a dare esperienza e qualità alla squadra.
Resta invece più incerta la posizione di Saelemaekers. Amorim non sembra considerarlo una soluzione ideale sulla fascia destra e potrebbe preferirlo sull’altro versante, dove Moreira parte con maggiori possibilità di trovare spazio.
La sfida è gestire lo spogliatoio senza cambiare linea
Per Amorim, dunque, il punto centrale non sembra essere soltanto la scelta degli undici titolari, ma la capacità di mantenere equilibrio all’interno del gruppo. Il confronto con i giocatori e la spiegazione delle decisioni rappresentano la strada scelta dal tecnico per evitare che le diverse esigenze individuali possano trasformarsi in un problema collettivo.
Le prossime settimane, complice un calendario particolarmente intenso, saranno un banco di prova importante: la gestione delle energie, delle rotazioni e delle aspettative dei senatori sarà inevitabilmente parte del lavoro quotidiano dell’allenatore.
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Milan, Pulisic torna al centro del progetto: Amorim gli affida la trequarti
Il Milan torna a puntare su Christian Pulisic.
Dopo un avvio di stagione gestito con cautela per consentire al giocatore di recuperare pienamente dai problemi alla caviglia, Ruben Amorim sembra intenzionato a restituirgli un ruolo centrale nel progetto rossonero.
Il tecnico portoghese considera infatti importante avere sulla trequarti un giocatore capace di muoversi tra le linee, creare superiorità, collegare centrocampo e attacco e trovare la giocata decisiva negli ultimi metri. In questo senso, le caratteristiche di Pulisic possono adattarsi alle richieste dell’allenatore, soprattutto quando l’americano è al massimo della condizione.
La trequarti torna nelle mani di Pulisic
Nel corso delle prime partite, Amorim ha preferito dosare l’impiego dell’ex Chelsea, evitando di sottoporlo immediatamente a carichi eccessivi. Ora, però, il numero 10 è pronto a tornare protagonista dall’inizio.
Il Milan dispone di diverse alternative sulla trequarti, tra giovani in cerca di spazio, giocatori ancora da inserire completamente nei meccanismi e centrocampisti chiamati a occupare posizioni più avanzate. Pulisic rappresenta però un profilo differente: può garantire fantasia, accelerazioni, capacità nell’uno contro uno e un contributo importante anche in zona gol.
La sua presenza potrebbe quindi diventare uno degli elementi attraverso cui Amorim intende dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva.
Un 2026 complicato: ora serve una reazione
Per Pulisic, il momento rappresenta anche un’opportunità per lasciarsi alle spalle un periodo particolarmente difficile. L’americano non parte titolare con il Milan dal 26 aprile, quando scese in campo dall’inizio contro la Juventus a San Siro.
Da allora sono arrivati problemi fisici e una preparazione condizionata dagli impegni estivi. Anche il rendimento con la Nazionale statunitense non ha prodotto le soddisfazioni sperate e, nel 2026, Pulisic non ha ancora trovato la via del gol in una gara ufficiale.
Si tratta di un dato significativo considerando il peso avuto dall’attaccante nelle precedenti stagioni rossonere. Dal suo arrivo a Milano, infatti, Pulisic ha rappresentato una delle principali fonti offensive della squadra.
La sfida contro il Lecce può quindi diventare un nuovo punto di partenza.
Il futuro contrattuale resta da definire
Parallelamente alle questioni legate al campo rimane aperto anche il discorso relativo al futuro del giocatore. Il contratto di Pulisic con il Milan è attualmente in scadenza il 30 giugno 2027, con un’opzione che permetterebbe al club di estendere unilateralmente l’accordo fino al 2028.
Nei mesi scorsi sembrava esserci la volontà di arrivare rapidamente a un prolungamento, ma il dialogo tra le parti non ha portato finora a un’intesa definitiva. Le discussioni potrebbero riprendere nelle prossime settimane, con l’obiettivo di trovare una soluzione condivisa.
Il Lecce e un precedente favorevole
Il prossimo appuntamento offre inoltre a Pulisic un avversario contro il quale ha già lasciato il segno. Il Lecce è infatti la squadra contro cui l’americano ha segnato più volte in Serie A: cinque reti nelle cinque sfide disputate.
L’appuntamento di San Siro assume così un significato particolare. Amorim gli concede nuovamente spazio dal primo minuto e il Milan si affida alle sue qualità per aumentare la pericolosità offensiva.
Dopo una lunga fase caratterizzata da problemi fisici e rendimento lontano dai suoi standard, Pulisic è chiamato a ritrovare continuità e incisività. Il campo sarà il primo banco di prova per capire se il numero 10 potrà tornare a essere uno dei principali riferimenti del progetto rossonero.
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