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Modric: “Coronato il sogno di giocare in Serie A col club migliore”
Luka Modric continua a vivere una carriera straordinaria e, nel corso di una lunga intervista rilasciata al “Poretcast” di Giacomo Poretti, ha ripercorso le tappe più significative della sua vita personale e professionale.
Il centrocampista croato, oggi impegnato con la sua nazionale ai Mondiali, ha parlato del rapporto con il calcio, della famiglia, delle difficoltà affrontate durante l’infanzia e della soddisfazione di essere approdato in Serie A con la maglia del Milan.
Tra i passaggi più significativi dell’intervista c’è proprio il riferimento alla sua esperienza in Italia. Modric ha spiegato di sentirsi perfettamente a suo agio nel nostro Paese, cresciuto ammirando il calcio italiano e alcuni dei più grandi campioni della sua storia. “Mi sento davvero bene, sono cresciuto seguendo il calcio italiano. L’Italia ha regalato al mondo del calcio alcuni dei calciatori più intelligenti come Totti, Pirlo, Baggio, Del Piero e altri ancora”. Poi la dichiarazione che farà certamente piacere ai tifosi rossoneri: “Sono felice di aver realizzato il mio sogno di giocare in Italia. È successo, e l’ho fatto nel miglior club in Italia, per me“.
Ripensando al bambino che sognava una carriera da professionista, Modric ha ammesso che nemmeno lui avrebbe immaginato di raggiungere traguardi così prestigiosi. “Penso che direbbe ‘Wow‘”, racconta riferendosi al sé stesso da piccolo. “Non l’avrei mai immaginato, anche se ho sempre creduto in me stesso“.
Il numero 10 croato ha poi ricordato il suo legame con il pallone, nato fin dai primi anni di vita. “Da che ho memoria di me stesso, sono sempre stato con il pallone“, ha spiegato, ricordando gli allenamenti più semplici ma anche più efficaci: “Mi piaceva calciarlo contro il muro. Così, semplice: palla e muro“.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato all’infanzia vissuta durante il conflitto nei Balcani. Modric ha raccontato come quelle esperienze abbiano contribuito a formare il suo carattere: “Mi ha mostrato che a volte la vita non è giusta“, spiegando come le difficoltà affrontate lo abbiano aiutato a costruire una personalità forte e resiliente.
Parlando dei segreti della sua longevità sportiva, il croato ha sottolineato l’importanza del lavoro quotidiano. “Un allenatore mi diceva sempre: «Il talento è il 20%, il resto è il duro lavoro»“. Una filosofia che lo accompagna ancora oggi e che considera fondamentale per restare competitivo ai massimi livelli. Accanto all’impegno, Modric evidenzia anche il valore del recupero fisico e della cura del proprio corpo, aspetti diventati sempre più importanti con il passare degli anni.
La forza per continuare a competere arriva soprattutto dagli affetti più cari. “Per me la cosa più importante è l’amore per quello che faccio”, ha dichiarato, aggiungendo che il sostegno della moglie, dei figli e della famiglia rappresenta una motivazione costante. “Lo faccio per loro perché vedo quanto sono felici grazie a quello che faccio“.
Nel corso dell’intervista non sono mancati riferimenti ai grandi avversari affrontati durante la carriera. Tra tutti, Modric ha indicato Andrés Iniesta come uno dei giocatori più difficili da affrontare: “È uno dei giocatori che ammiro di più, ma non era facile giocarci contro“.
Infine, uno sguardo alle nuove generazioni. Il campione croato ritiene che oggi i giovani abbiano bisogno di punti di riferimento e di una guida esperta per non perdere di vista gli obiettivi. “Per la mia generazione il calcio era la priorità, era tutto. Non avevamo distrazioni“. Per questo motivo cerca di trasmettere la propria esperienza ai compagni più giovani, convinto che il vero successo non sia soltanto arrivare in alto, ma riuscire a rimanerci nel tempo.
Tra passione, disciplina e valori familiari, Modric continua così a rappresentare un esempio dentro e fuori dal campo, confermando le qualità che lo hanno reso uno dei centrocampisti più ammirati della sua generazione.
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Milan, Amorim nella storia: imbattuto nelle prime cinque gare come Liedholm
Ruben Amorim ha già lasciato un primo segno nella storia del Milan.
L’avvio dell’avventura del tecnico portoghese sulla panchina rossonera è infatti caratterizzato da un dato statistico particolarmente significativo: dopo le prime cinque partite di Serie A, il nuovo allenatore non ha ancora conosciuto la sconfitta.
Un rendimento che gli permette di entrare in un gruppo estremamente ristretto. Come evidenziato da Opta, Amorim è soltanto il terzo allenatore straniero nella storia del Milan capace di rimanere imbattuto in tutte le prime cinque gare di campionato alla guida della squadra.
Il precedente risale agli anni Sessanta
Il percorso dell’allenatore portoghese assume ancora più valore se si guarda ai precedenti. Prima di lui, infatti, erano riusciti nella stessa impresa soltanto Luis Carniglia e Nils Liedholm, entrambi nella stagione 1963/64.
Carniglia aveva iniziato la sua esperienza con un bilancio di tre vittorie e due pareggi, esattamente lo stesso ruolino di marcia attualmente fatto registrare da Amorim. Ancora migliore, invece, era stato l’impatto di Liedholm, capace di conquistare quattro successi e un pareggio nelle sue prime cinque partite di Serie A sulla panchina rossonera.
Un dato che mancava da quasi mezzo secolo
La statistica assume ulteriore rilevanza considerando il dato complessivo relativo agli allenatori del Milan, indipendentemente dalla nazionalità. Per trovare un tecnico rossonero capace di chiudere senza sconfitte le prime cinque gare di campionato bisogna infatti tornare alla stagione 1979/80, quando l’impresa fu realizzata da Massimo Giacomini, autore di due vittorie e tre pareggi.
Dopo oltre quarant’anni, dunque, Amorim riesce a ripetere un risultato che al Milan mancava da tempo. Il suo bilancio iniziale, con tre vittorie e due pareggi, fotografa un avvio positivo sul piano dei risultati e inserisce il portoghese accanto a due figure storiche della panchina rossonera.
Amorim guarda avanti
Il dato statistico rappresenta soltanto una fotografia delle prime cinque giornate, ma offre comunque un elemento interessante sul rendimento iniziale della squadra. Ora il tecnico portoghese sarà chiamato a dare continuità a questo percorso e a proseguire il lavoro durante la stagione, con l’obiettivo di consolidare il nuovo Milan dopo l’avvio ancora imbattuto in campionato.
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Cardinale esalta la squadra: “Tra i migliori 90′ di calcio che abbiamo visto”
Il Milan rialza immediatamente la testa dopo la sconfitta europea contro il Benfica e lo fa nel migliore dei modi, superando il Lecce con un netto 3-0 a San Siro.
Una prestazione convincente per la formazione allenata da Ruben Amorim, capace di reagire alle critiche emerse dopo il passo falso in Europa League e di mostrare sul campo segnali importanti sul piano del gioco.
La gara ha visto tra i protagonisti Christian Pulisic, schierato per la prima volta dall’inizio e subito decisivo con la rete che ha aperto il risultato dopo appena un quarto d’ora. Nella ripresa sono arrivati anche i gol di Rabiot e Diego Moreira, quest’ultimo ancora una volta efficace entrando dalla panchina, dopo aver già trovato la via della rete contro la Lazio.
Cardinale: elogi per squadra e allenatore
Al termine della partita è arrivato anche il commento di Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero. Il numero uno del Milan ha sottolineato la qualità della prestazione offerta dalla squadra, dedicando parole di apprezzamento sia ai calciatori sia al nuovo tecnico portoghese.
“Sono stati tra i migliori 90′ di calcio che abbiamo visto. Voglio congratularmi con Ruben (Amorim, ndr) e con i nostri giocatori per aver continuato a lottare in queste prime partite prima della pausa per le nazionali.”
Il messaggio sul nuovo progetto
Cardinale ha poi invitato a considerare il percorso di cambiamento intrapreso dal Milan, evidenziando come l’inserimento di un nuovo allenatore e di diversi giocatori richieda inevitabilmente un periodo di adattamento.
“Non deve sfuggire a nessuno che un nuovo allenatore, con un nuovo stile di gioco e nuovi giocatori, avrà bisogno di tempo per trovare l’affiatamento giusto”.
Il proprietario rossonero ha infine rivolto un ringraziamento ai sostenitori presenti allo stadio, rimarcando l’importanza del loro supporto in questa fase di transizione.
“Ringrazio i nostri tifosi per averci sostenuto in questa fase di transizione, mentre cerchiamo di sistemare le cose e riportare l’AC Milan alla sua tradizione vincente”.
Una vittoria importante prima della sosta
Il successo contro il Lecce permette dunque al Milan di arrivare alla pausa per le nazionali con maggiore serenità. Per Amorim, oltre ai tre punti, arriva una risposta sul campo dopo le prime critiche e un segnale incoraggiante sul processo di costruzione della nuova squadra.
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Milan, tensione a San Siro: Estupinan nel mirino dei fischi
Non è un momento semplice per Pervis Estupinan.
Il terzino ecuadoriano continua a vivere una fase complicata con la maglia del Milan e, durante la sfida contro il Lecce, ha dovuto fare i conti anche con la reazione del pubblico di San Siro.
Ruben Amorim ha scelto di confermarlo nell’undici titolare, affidandogli ancora una volta la responsabilità di presidiare la corsia esterna. Una decisione che testimonia la fiducia dell’allenatore nei confronti del giocatore, nonostante le difficoltà emerse nelle ultime settimane.
Una prima frazione senza acuti
Estupinan ha iniziato la partita con un atteggiamento piuttosto prudente. Il giocatore è apparso poco sicuro nelle proprie iniziative e non è riuscito a trovare continuità né sul piano offensivo né in quello della gestione del pallone.
La pressione, con il passare dei minuti, è sembrata aumentare. Il terzino ha commesso alcune imprecisioni che hanno contribuito a rendere ancora più complicato il suo rapporto con il pubblico presente sugli spalti.
La situazione è diventata particolarmente evidente intorno al 34′ minuto, quando un secondo errore consecutivo, giudicato piuttosto banale, ha fatto scattare la contestazione.
I fischi di San Siro
Dalle tribune dello stadio sono arrivati fischi rivolti all’ex giocatore di Villarreal e Brighton. Una reazione che fotografa il momento delicato attraversato dal laterale ecuadoriano, chiamato a riconquistare la fiducia dell’ambiente attraverso le proprie prestazioni.
Il sostegno del pubblico, soprattutto in una piazza esigente come quella rossonera, può rappresentare un elemento importante per qualsiasi giocatore. Allo stesso tempo, però, gli errori commessi sotto pressione rischiano di alimentare ulteriormente il malcontento.
Amorim punta ancora su di lui
La scelta dell’allenatore di schierare Estupinan dal primo minuto conferma comunque la volontà di Amorim di continuare a lavorare sul giocatore. Il tecnico dovrà ora valutare come gestire la situazione e soprattutto come aiutare il terzino a ritrovare sicurezza e continuità.
Per Estupinan la sfida è soprattutto mentale: trasformare le critiche in una motivazione per reagire e tornare a esprimere le qualità che lo hanno portato a vestire la maglia del Milan. La stagione è ancora lunga e ci sarà tempo per cambiare il giudizio dell’ambiente, ma il rapporto con San Siro rappresenta già uno degli aspetti da ricostruire.
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