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Milan, risposta da grande squadra: 3-0 al Lecce e vetta a soli due punti
Il Milan reagisce nel modo migliore dopo un periodo complicato e torna a conquistare i tre punti con una prestazione convincente.
A San Siro, nel giorno delle celebrazioni per il centenario dello stadio, la formazione rossonera supera il Lecce con un netto 3-0 e ritrova quelle certezze che sembravano essersi appannate nelle ultime settimane.
Dopo tre partite al di sotto delle aspettative e la pesante sconfitta rimediata in Europa League contro il Benfica, la squadra di Ruben Amorim era chiamata a dare una risposta immediata. La reazione è arrivata sul campo, attraverso una partita dominata praticamente dall’inizio alla fine e caratterizzata da un’intensità che ha lasciato poco spazio agli avversari.
Pulisic apre la serata con una magia
Il vantaggio del Milan porta la firma di Christian Pulisic, protagonista di una giocata spettacolare. Tutto nasce da un lancio di circa 70 metri effettuato da Pavlovic: l’attaccante americano controlla il pallone in maniera elegante e, in pochissimi istanti, riesce a completare l’azione con una conclusione precisa che supera Falcone.
Il portiere del Lecce è stato comunque tra i migliori dei suoi, evitando che il passivo assumesse proporzioni ancora più pesanti. Il Milan, infatti, ha costruito numerose occasioni e ha mantenuto a lungo il controllo del match.
Rabiot e Moreira completano il tris
Nella ripresa la squadra di Amorim continua a spingere e trova altre due volte la via della rete. Il 2-0 arriva grazie a Rabiot, bravo a finalizzare una combinazione nello stretto avviata dall’assist di Ramos. Il Lecce prova a reagire, ma il Milan mantiene il controllo e riesce successivamente a trovare anche il terzo gol.
A chiudere definitivamente i conti è Moreira, entrato dalla panchina e subito capace di lasciare il segno. Un’altra conferma della profondità dell’organico a disposizione dell’allenatore portoghese.
Nonostante il dominio rossonero, nel finale il Lecce ha avuto qualche opportunità per accorciare le distanze. Maignan, però, si è fatto trovare pronto e ha protetto il risultato, conservando la porta inviolata.
Il Milan torna a credere nella vetta
Il successo ha un peso significativo anche per la classifica. I tre punti permettono infatti al Milan di portarsi a sole due lunghezze dalla vetta, riaprendo prospettive interessanti per il prosieguo del campionato.
Ma al di là dei numeri, la serata di San Siro rappresenta soprattutto una risposta sul piano del morale. Il pubblico ha accompagnato la squadra con entusiasmo e non sono mancati gli applausi anche per alcuni giocatori finiti recentemente al centro delle critiche, tra cui Estupinan.
Per Amorim si tratta quindi di una vittoria preziosa sotto diversi aspetti: il Milan ritrova fiducia, entusiasmo e continuità di rendimento, mentre il tecnico può lavorare con maggiore serenità sul proprio progetto tattico. La strada della stagione è ancora lunga, ma il 3-0 contro il Lecce rappresenta un segnale importante.
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Milan, Modric non è il problema: la squadra deve metterlo nelle condizioni migliori
Dopo la partita contro la Lazio si è alimentata una discussione sul ruolo e sull’incidenza di Luka Modric nel nuovo Milan di Ruben Amorim.
Il centrocampista croato, però, non può essere considerato un problema per la squadra rossonera. Al contrario, la vera questione riguarda la capacità del collettivo di creare le condizioni necessarie affinché un giocatore della sua esperienza e qualità possa esprimersi al meglio.
Le indicazioni arrivate anche dalla gara contro il Lecce hanno mostrato quanto Modric possa ancora incidere sulla costruzione del gioco. Il suo contributo non dipende dalla quantità di corsa, ma dalla capacità di leggere in anticipo le situazioni e trovare rapidamente la soluzione più efficace.
Quando Modric ha spazio, la manovra cambia ritmo
Il valore del Pallone d’Oro 2018 emerge soprattutto quando il Milan riesce a garantirgli linee di passaggio e adeguate soluzioni nei pressi del pallone. La qualità del primo controllo, l’orientamento del possesso e la rapidità con cui interpreta ciò che accade intorno a lui rimangono caratteristiche di altissimo livello.
Contro il Lecce, nei minuti giocati, Modric ha dimostrato ancora una volta di poter gestire anche situazioni complicate. Il centrocampista ha contribuito alla costruzione dal basso, ha aiutato la squadra a superare la pressione avversaria e ha dato ordine alla circolazione del pallone.
A 41 anni, dunque, il croato non deve necessariamente giocare una partita basata sulla corsa continua. La sua principale qualità è un’altra: pensare prima degli altri e trasformare rapidamente la lettura dell’azione in una giocata utile alla squadra.
La partita con la Lazio ha evidenziato un altro aspetto
Il confronto dell’Olimpico ha però messo in evidenza le difficoltà che possono emergere quando il Milan perde compattezza. Una squadra troppo lunga, con reparti distanti e costretta a difendere per larghi tratti in campo aperto, rischia inevitabilmente di limitare l’efficacia di un giocatore come Modric.
In queste condizioni, infatti, il centrocampista può essere costretto a coprire spazi maggiori e a spendere energie in situazioni che non valorizzano le sue caratteristiche migliori.
Il problema, quindi, non riguarda esclusivamente il singolo giocatore, ma l’equilibrio complessivo della squadra.
La vera sfida per Amorim
La domanda da porsi riguarda allora il Milan e il modo in cui riuscirà a organizzarsi nelle partite più intense. Quando aumenteranno ritmo, pressione e qualità degli avversari, sarà fondamentale mantenere distanze ridotte tra i reparti e garantire a Modric compagni vicini ai quali affidare il pallone.
Una struttura più compatta potrebbe consentire al croato di concentrarsi maggiormente sulle sue qualità migliori: gestione del possesso, verticalizzazioni, tempi di gioco e capacità di trovare la soluzione giusta anche sotto pressione.
Amorim conosce bene queste dinamiche e il lavoro del tecnico dovrà andare anche in questa direzione. Non si tratta di costruire una squadra attorno a Modric soltanto per preservarlo fisicamente, ma di creare un sistema nel quale le sue caratteristiche possano diventare un valore aggiunto.
Modric deve dare ordine, non inseguire il caos
Il punto centrale è proprio questo: a Modric non si può chiedere di trasformarsi in un giocatore diverso da quello che è stato per tutta la sua carriera. Il suo compito può essere quello di dare ordine alla manovra, dettare i tempi e accelerare il gioco attraverso la qualità delle sue scelte.
Per sfruttare pienamente il suo talento, quindi, sarà il Milan a dover trovare il giusto equilibrio. Se la squadra riuscirà a essere compatta, organizzata e vicina nelle varie fasi della partita, l’esperienza e la qualità del centrocampista croato potranno continuare a rappresentare un’importante risorsa per Amorim.
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Milan, ottobre di fuoco dopo la sosta: sette partite in venti giorni
La pausa per gli impegni delle nazionali rappresenta per il Milan l’occasione per ricaricare le energie e lavorare sui meccanismi della squadra, ma al rientro non ci sarà molto tempo per prendere confidenza con il nuovo corso. Il calendario metterà infatti subito alla prova Ruben Amorim, atteso da un mese di ottobre particolarmente intenso.
In appena venti giorni i rossoneri saranno chiamati a disputare sette partite, quattro delle quali lontano da San Siro. Un programma che alternerà campionato e impegni europei, con diverse sfide contro avversari che potrebbero incidere sul percorso della squadra.
Cardinale difende Amorim: «Avrà bisogno di tempo»
Dopo il successo ottenuto contro il Lecce, il patron del Milan Gerry Cardinale ha voluto ribadire la propria fiducia nei confronti dell’allenatore portoghese e del gruppo.
“Sono stati tra i migliori 90 minuti di calcio che abbiamo visto. Voglio congratularmi con Ruben e con i nostri giocatori per aver continuato a lottare in queste prime partite prima della pausa per le nazionali. Non deve sfuggire a nessuno che un nuovo allenatore, con un nuovo stile di gioco e nuovi giocatori, avrà bisogno di tempo per trovare l’affiatamento giusto. E ringrazio i nostri tifosi per averci sostenuto in questa fase di transizione, mentre cerchiamo di sistemare le cose e riportare l’AC Milan alla sua tradizione vincente”.
Il concetto espresso dalla proprietà è dunque quello di concedere alla nuova guida tecnica il tempo necessario per costruire una squadra secondo le proprie idee. Il calendario, però, imporrà ad Amorim di accelerare il processo di crescita.
Sassuolo e Salisburgo aprono il tour de force
Il primo appuntamento dopo la sosta sarà l’11 ottobre, quando il Milan farà visita al Sassuolo al Mapei Stadium. Una trasferta che nasconde diverse insidie e che inaugurerà una sequenza di impegni ravvicinati.
Appena quattro giorni più tardi, il 15 ottobre, sarà già tempo di Europa: i rossoneri saranno impegnati sul campo del Salisburgo, in una gara importante per il cammino continentale.
Il rientro in Italia sarà immediato, perché il 18 ottobre il Milan tornerà a San Siro per affrontare l’Atalanta, allenata da mister Sarri. Tre partite in una settimana, dunque, con poco margine per recuperare energie.
Dalla trasferta di Bournemouth alla sfida con l’Udinese
Il calendario non concederà tregua nemmeno nella seconda parte del mese. Il 22 ottobre la squadra di Amorim sarà nuovamente impegnata in Europa, questa volta lontano da Milano, sul campo del Bournemouth.
Soltanto tre giorni più tardi, il 25 ottobre, arriverà un’altra trasferta delicata in campionato. I rossoneri saranno di scena al Blue Energy Stadium contro l’Udinese, in un’altra gara che richiederà una gestione attenta delle risorse.
Bologna e poi il derby contro l’Inter
Il mese si chiuderà con due appuntamenti particolarmente ravvicinati. Il 28 ottobre, nel turno infrasettimanale, il Milan ospiterà a San Siro il Bologna, prima di affrontare il grande appuntamento del 31 ottobre.
A chiudere il calendario sarà infatti il derby contro l’Inter di Chivu, una sfida che potrebbe rappresentare uno dei momenti più attesi dell’intero mese.
Sette gare in ottobre, quattro trasferte e nessuna pausa significativa: per Amorim sarà un periodo fondamentale per verificare la crescita del gruppo e capire quanto rapidamente il nuovo Milan riuscirà ad assimilare le idee del tecnico portoghese.
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Milan, Amorim nella storia: imbattuto nelle prime cinque gare come Liedholm
Ruben Amorim ha già lasciato un primo segno nella storia del Milan.
L’avvio dell’avventura del tecnico portoghese sulla panchina rossonera è infatti caratterizzato da un dato statistico particolarmente significativo: dopo le prime cinque partite di Serie A, il nuovo allenatore non ha ancora conosciuto la sconfitta.
Un rendimento che gli permette di entrare in un gruppo estremamente ristretto. Come evidenziato da Opta, Amorim è soltanto il terzo allenatore straniero nella storia del Milan capace di rimanere imbattuto in tutte le prime cinque gare di campionato alla guida della squadra.
Il precedente risale agli anni Sessanta
Il percorso dell’allenatore portoghese assume ancora più valore se si guarda ai precedenti. Prima di lui, infatti, erano riusciti nella stessa impresa soltanto Luis Carniglia e Nils Liedholm, entrambi nella stagione 1963/64.
Carniglia aveva iniziato la sua esperienza con un bilancio di tre vittorie e due pareggi, esattamente lo stesso ruolino di marcia attualmente fatto registrare da Amorim. Ancora migliore, invece, era stato l’impatto di Liedholm, capace di conquistare quattro successi e un pareggio nelle sue prime cinque partite di Serie A sulla panchina rossonera.
Un dato che mancava da quasi mezzo secolo
La statistica assume ulteriore rilevanza considerando il dato complessivo relativo agli allenatori del Milan, indipendentemente dalla nazionalità. Per trovare un tecnico rossonero capace di chiudere senza sconfitte le prime cinque gare di campionato bisogna infatti tornare alla stagione 1979/80, quando l’impresa fu realizzata da Massimo Giacomini, autore di due vittorie e tre pareggi.
Dopo oltre quarant’anni, dunque, Amorim riesce a ripetere un risultato che al Milan mancava da tempo. Il suo bilancio iniziale, con tre vittorie e due pareggi, fotografa un avvio positivo sul piano dei risultati e inserisce il portoghese accanto a due figure storiche della panchina rossonera.
Amorim guarda avanti
Il dato statistico rappresenta soltanto una fotografia delle prime cinque giornate, ma offre comunque un elemento interessante sul rendimento iniziale della squadra. Ora il tecnico portoghese sarà chiamato a dare continuità a questo percorso e a proseguire il lavoro durante la stagione, con l’obiettivo di consolidare il nuovo Milan dopo l’avvio ancora imbattuto in campionato.
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