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Modric verso il ritiro dopo i Mondiali: il futuro del fuoriclasse croato
Luka Modric si avvicina a una decisione cruciale sul proprio futuro: il ritiro dal calcio professionistico dopo i Mondiali del 2026 appare sempre più probabile.
L’ipotesi non è ancora ufficiale, ma diverse indiscrezioni indicano che il centrocampista croato stia seriamente valutando di chiudere la carriera al termine della rassegna iridata, dopo una stagione intensa vissuta con la maglia del Milan.
Secondo quanto riportato da varie fonti giornalistiche, il campione ex Real Madrid sarebbe sempre più orientato a considerare il Mondiale come l’ultimo grande appuntamento della sua carriera. A incidere su questa riflessione ci sarebbero diversi fattori, tra cui l’età avanzata, il carico fisico accumulato in oltre vent’anni di calcio professionistico e la volontà di chiudere al massimo livello possibile, ancora da protagonista con la sua nazionale.
Il suo eventuale addio rappresenterebbe la fine di un’epoca per uno dei centrocampisti più forti e vincenti della storia recente del calcio. Dopo anni al Real Madrid, dove ha conquistato numerosi trofei internazionali e individuali, Modric ha scelto il Milan per una nuova esperienza in Serie A, portando qualità ed esperienza in mezzo al campo. Tuttavia, già al momento del trasferimento si parlava di una carriera ormai nella sua fase conclusiva.
Il Mondiale del 2026 potrebbe dunque diventare il palcoscenico finale di un percorso straordinario, in cui il croato ha spesso recitato un ruolo da protagonista assoluto. Non è escluso che, dopo la competizione, possano aprirsi per lui scenari legati a un ruolo dirigenziale o a un ritorno simbolico in uno dei club che hanno segnato la sua carriera.
In attesa di conferme ufficiali, il futuro di Modric resta sospeso tra la voglia di continuare ancora per poco e la consapevolezza di essere ormai vicino al termine di una carriera che ha segnato un’intera generazione di tifosi.
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Milan, la “colonia” azzurra si allarga: rossoneri protagonisti con l’Italia U19 all’Europeo
Il Milan continua a confermarsi una delle società più rappresentate nel percorso delle Nazionali giovanili italiane.
Anche per l’Europeo Under 19, in programma tra fine giugno e metà luglio in Galles, il club rossonero avrà diversi suoi talenti impegnati con la maglia azzurra, a testimonianza della qualità del lavoro svolto nel settore giovanile.
Il commissario tecnico Alberto Bollini ha infatti inserito nella lista dei convocati due giocatori di proprietà del Milan: Emanuele Sala e Christian Comotto, entrambi centrocampisti considerati elementi importanti nel progetto della Nazionale di categoria. I due giovani faranno parte del gruppo che affronterà la fase finale del torneo continentale, dove l’Italia è inserita in un girone competitivo insieme a Serbia, Croazia e Ucraina.
L’esordio degli Azzurrini è già alle porte: la prima sfida è in programma lunedì contro la Serbia, un test subito impegnativo che potrà dare indicazioni importanti sulle ambizioni della squadra. Successivamente, il cammino proseguirà con le gare contro Croazia e Ucraina, decisive per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.
La presenza di più giocatori cresciuti nel vivaio rossonero conferma una tendenza ormai consolidata: il Milan continua a essere uno dei poli più importanti per la formazione di talenti italiani, con diversi elementi che trovano spazio nelle selezioni giovanili azzurre. Un segnale che riguarda non solo il presente, ma anche la prospettiva futura del club e della Nazionale.
Per Sala e Comotto l’Europeo rappresenta un’occasione fondamentale: mettersi in mostra in una competizione internazionale significa accelerare il proprio percorso di crescita e attirare ulteriormente l’attenzione dello staff tecnico rossonero. L’obiettivo è chiaro: essere protagonisti sia con l’Italia U19 sia, in prospettiva, nel progetto della prima squadra del Milan.
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Milan, Modric resta in sospeso: tutto rinviato dopo il Mondiale, permanenza ancora possibile
Il futuro di Luka Modric resta uno dei temi più delicati in casa Milan, con la situazione contrattuale del centrocampista croato ancora completamente aperta.
Nonostante la sua esperienza e il peso specifico all’interno della squadra, ogni decisione sul prolungamento del rapporto con il club rossonero è stata rimandata a dopo il Mondiale, momento chiave per definire le prossime tappe della sua carriera.
Il giocatore, attualmente impegnato con la Nazionale, ha scelto di non prendere alcuna decisione definitiva prima della conclusione della competizione internazionale. Solo al termine del torneo, infatti, è previsto un confronto diretto con la dirigenza del Milan e con lo staff tecnico guidato da Rúben Amorim, per valutare con calma il progetto e capire se ci siano le condizioni per proseguire insieme.
Secondo le ultime indicazioni, la permanenza di Modric non è affatto da escludere. Il croato si è integrato bene nell’ambiente milanista e ha mantenuto un ruolo centrale anche nel corso della stagione, dimostrando di poter ancora incidere ad alti livelli nonostante l’età e il minutaggio da gestire con attenzione.
Il nodo principale riguarda la programmazione futura del club e la volontà di capire quale sarà il ruolo del giocatore all’interno del nuovo ciclo tecnico. Il Milan, dal canto suo, non ha fretta di chiudere la questione, preferendo attendere il rientro del centrocampista per avere un quadro completo della situazione.
La sensazione è che tutto dipenderà dall’esito del confronto post-Mondiale: solo allora si capirà se quella tra Modric e il Milan potrà essere ancora una storia da proseguire o se si avvicinerà alla sua conclusione naturale. Per ora, il destino del croato resta in equilibrio.
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Milan “portoghese”: Amorim guida la rivoluzione con Leao e Ramos
Il Milan di Rúben Amorim sta prendendo forma con una chiara impronta internazionale, ma soprattutto con una forte componente portoghese.
Il nuovo allenatore rossonero, arrivato per inaugurare un ciclo tecnico moderno e offensivo, sta incidendo in modo diretto sulle scelte di mercato, indirizzando la dirigenza verso profili ben conosciuti e funzionali alla sua idea di gioco.
Il primo segnale forte è arrivato con l’operazione Gonçalo Ramos. L’attaccante del Paris Saint-Germain è destinato a diventare il nuovo punto di riferimento offensivo del Milan, grazie a un investimento enorme che conferma la volontà del club di tornare a competere ai massimi livelli. Un affare strutturato attorno a una cifra record, con bonus che portano l’operazione ben oltre le valutazioni tradizionali del club rossonero.
Accanto a lui, il progetto tecnico ruota sempre di più attorno a Rafael Leao, considerato uno dei leader tecnici della squadra e possibile connessione naturale con il nuovo centravanti. L’idea di Amorim è quella di costruire un attacco fluido, dinamico, con giocatori capaci di alternare profondità e gioco tra le linee, valorizzando la qualità nei duelli individuali e la velocità nelle transizioni.
Un ruolo centrale lo sta avendo anche Jorge Mendes, agente influente e figura chiave nei rapporti tra club e mercato portoghese. La sua presenza facilita l’apertura di trattative e la gestione di operazioni complesse, rendendo il Milan sempre più collegato a una rete di talenti provenienti dalla Liga Portugal e dalla Nazionale lusitana.
Secondo la nuova impostazione, non si tratta solo di singoli acquisti, ma di una vera e propria direzione tecnica. Amorim vuole un gruppo riconoscibile, con automatismi chiari e un’identità precisa, e la “colonia portoghese” diventa uno dei pilastri su cui costruire il nuovo ciclo rossonero.
Il risultato è un Milan che cambia pelle: meno frammentato, più coerente nelle scelte e sempre più orientato verso una filosofia condivisa tra panchina e mercato.
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