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Ronaldo al Milan, il retroscena di Mirabelli: “C’era l’accordo, poi tutto saltò”
Un retroscena di mercato destinato a far discutere riporta al centro dell’attenzione il nome di Cristiano Ronaldo e un possibile, clamoroso approdo al Milan.
A rivelarlo è stato l’ex direttore sportivo rossonero Massimiliano Mirabelli, che ha raccontato come, in un determinato momento, il club fosse arrivato davvero vicino a chiudere l’operazione per il fuoriclasse portoghese, poi approdato alla Juventus anni dopo.
Secondo il dirigente, all’epoca era stata costruita una vera e propria trattativa strutturata, con contatti diretti e un’intesa di massima sia con l’entourage del giocatore sia con l’ambiente del Real Madrid. L’idea era quella di regalare al Milan un colpo di livello mondiale, capace di rilanciare il progetto tecnico e mediatico del club. Anche il giocatore, sempre secondo il racconto, avrebbe mostrato apertura verso la destinazione rossonera, affascinato dall’idea di una nuova sfida in Serie A.
Nel corso della trattativa, però, l’operazione si sarebbe arenata per motivi legati alla proprietà del club in quel periodo. Le difficoltà economiche e le incertezze sul piano gestionale avrebbero infatti frenato la conclusione dell’affare, fino allo stop definitivo. Un passaggio decisivo che ha di fatto cancellato la possibilità di vedere Cristiano Ronaldo con la maglia del Milan.
Mirabelli ha sottolineato come le condizioni fossero arrivate a un livello avanzato, con discussioni concrete anche sulle cifre dell’eventuale trasferimento. Il Real Madrid, infatti, avrebbe valutato il cartellino del giocatore su livelli altissimi, mentre lo stipendio del portoghese rappresentava un ulteriore ostacolo da superare per la società rossonera.
Alla fine, però, l’operazione non si è mai concretizzata e il resto è storia: Cristiano Ronaldo ha proseguito la sua carriera ai massimi livelli tra Real Madrid e Juventus, diventando uno dei più grandi giocatori di sempre. Per il Milan resta invece il rimpianto di un’occasione sfumata che, se fosse andata in porto, avrebbe potuto cambiare radicalmente la storia recente del club.
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Milan, la “colonia” azzurra si allarga: rossoneri protagonisti con l’Italia U19 all’Europeo
Il Milan continua a confermarsi una delle società più rappresentate nel percorso delle Nazionali giovanili italiane.
Anche per l’Europeo Under 19, in programma tra fine giugno e metà luglio in Galles, il club rossonero avrà diversi suoi talenti impegnati con la maglia azzurra, a testimonianza della qualità del lavoro svolto nel settore giovanile.
Il commissario tecnico Alberto Bollini ha infatti inserito nella lista dei convocati due giocatori di proprietà del Milan: Emanuele Sala e Christian Comotto, entrambi centrocampisti considerati elementi importanti nel progetto della Nazionale di categoria. I due giovani faranno parte del gruppo che affronterà la fase finale del torneo continentale, dove l’Italia è inserita in un girone competitivo insieme a Serbia, Croazia e Ucraina.
L’esordio degli Azzurrini è già alle porte: la prima sfida è in programma lunedì contro la Serbia, un test subito impegnativo che potrà dare indicazioni importanti sulle ambizioni della squadra. Successivamente, il cammino proseguirà con le gare contro Croazia e Ucraina, decisive per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.
La presenza di più giocatori cresciuti nel vivaio rossonero conferma una tendenza ormai consolidata: il Milan continua a essere uno dei poli più importanti per la formazione di talenti italiani, con diversi elementi che trovano spazio nelle selezioni giovanili azzurre. Un segnale che riguarda non solo il presente, ma anche la prospettiva futura del club e della Nazionale.
Per Sala e Comotto l’Europeo rappresenta un’occasione fondamentale: mettersi in mostra in una competizione internazionale significa accelerare il proprio percorso di crescita e attirare ulteriormente l’attenzione dello staff tecnico rossonero. L’obiettivo è chiaro: essere protagonisti sia con l’Italia U19 sia, in prospettiva, nel progetto della prima squadra del Milan.
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Milan, Modric resta in sospeso: tutto rinviato dopo il Mondiale, permanenza ancora possibile
Il futuro di Luka Modric resta uno dei temi più delicati in casa Milan, con la situazione contrattuale del centrocampista croato ancora completamente aperta.
Nonostante la sua esperienza e il peso specifico all’interno della squadra, ogni decisione sul prolungamento del rapporto con il club rossonero è stata rimandata a dopo il Mondiale, momento chiave per definire le prossime tappe della sua carriera.
Il giocatore, attualmente impegnato con la Nazionale, ha scelto di non prendere alcuna decisione definitiva prima della conclusione della competizione internazionale. Solo al termine del torneo, infatti, è previsto un confronto diretto con la dirigenza del Milan e con lo staff tecnico guidato da Rúben Amorim, per valutare con calma il progetto e capire se ci siano le condizioni per proseguire insieme.
Secondo le ultime indicazioni, la permanenza di Modric non è affatto da escludere. Il croato si è integrato bene nell’ambiente milanista e ha mantenuto un ruolo centrale anche nel corso della stagione, dimostrando di poter ancora incidere ad alti livelli nonostante l’età e il minutaggio da gestire con attenzione.
Il nodo principale riguarda la programmazione futura del club e la volontà di capire quale sarà il ruolo del giocatore all’interno del nuovo ciclo tecnico. Il Milan, dal canto suo, non ha fretta di chiudere la questione, preferendo attendere il rientro del centrocampista per avere un quadro completo della situazione.
La sensazione è che tutto dipenderà dall’esito del confronto post-Mondiale: solo allora si capirà se quella tra Modric e il Milan potrà essere ancora una storia da proseguire o se si avvicinerà alla sua conclusione naturale. Per ora, il destino del croato resta in equilibrio.
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Milan “portoghese”: Amorim guida la rivoluzione con Leao e Ramos
Il Milan di Rúben Amorim sta prendendo forma con una chiara impronta internazionale, ma soprattutto con una forte componente portoghese.
Il nuovo allenatore rossonero, arrivato per inaugurare un ciclo tecnico moderno e offensivo, sta incidendo in modo diretto sulle scelte di mercato, indirizzando la dirigenza verso profili ben conosciuti e funzionali alla sua idea di gioco.
Il primo segnale forte è arrivato con l’operazione Gonçalo Ramos. L’attaccante del Paris Saint-Germain è destinato a diventare il nuovo punto di riferimento offensivo del Milan, grazie a un investimento enorme che conferma la volontà del club di tornare a competere ai massimi livelli. Un affare strutturato attorno a una cifra record, con bonus che portano l’operazione ben oltre le valutazioni tradizionali del club rossonero.
Accanto a lui, il progetto tecnico ruota sempre di più attorno a Rafael Leao, considerato uno dei leader tecnici della squadra e possibile connessione naturale con il nuovo centravanti. L’idea di Amorim è quella di costruire un attacco fluido, dinamico, con giocatori capaci di alternare profondità e gioco tra le linee, valorizzando la qualità nei duelli individuali e la velocità nelle transizioni.
Un ruolo centrale lo sta avendo anche Jorge Mendes, agente influente e figura chiave nei rapporti tra club e mercato portoghese. La sua presenza facilita l’apertura di trattative e la gestione di operazioni complesse, rendendo il Milan sempre più collegato a una rete di talenti provenienti dalla Liga Portugal e dalla Nazionale lusitana.
Secondo la nuova impostazione, non si tratta solo di singoli acquisti, ma di una vera e propria direzione tecnica. Amorim vuole un gruppo riconoscibile, con automatismi chiari e un’identità precisa, e la “colonia portoghese” diventa uno dei pilastri su cui costruire il nuovo ciclo rossonero.
Il risultato è un Milan che cambia pelle: meno frammentato, più coerente nelle scelte e sempre più orientato verso una filosofia condivisa tra panchina e mercato.
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