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Cardinale rilancia il nuovo Milan e punge Allegri: “Vogliamo una cultura della vittoria”
In occasione della nomina ufficiale di Massimo Calvelli come nuovo amministratore delegato del Milan, al posto di Giorgio Furlani, il proprietario rossonero Gerry Cardinale ha affidato ai canali del club un messaggio che va oltre il semplice annuncio dirigenziale.
Le sue parole, infatti, delineano la nuova direzione strategica del progetto rossonero e contengono anche un riferimento indiretto, ma piuttosto chiaro, all’ex tecnico Massimiliano Allegri, sollevato dall’incarico al termine della stagione insieme ad altre figure dell’area sportiva.
Nel suo intervento, Cardinale ha sottolineato con decisione la filosofia che dovrà guidare il nuovo corso del Milan, evidenziando un cambio di mentalità rispetto al recente passato. “Il mandato è chiaro: vogliamo giocare per vincere, anziché per non perdere, in tutto ciò che riguarda AC Milan, ma soprattutto in campo. Da oggi l’intera organizzazione del Club potrà beneficiare della sua presenza a tempo pieno, della sua determinazione e del senso di urgenza con cui lavorerà per riportare nel Club una cultura della vittoria e dei risultati”, ha dichiarato il patron rossonero.
Un passaggio che, secondo molti osservatori, rappresenta una frecciata all’idea di calcio più prudente adottata nella precedente gestione tecnica, identificata proprio con Allegri, il cui ciclo al Milan si è chiuso dopo una stagione complicata e terminata fuori dalla zona Champions.
Nel comunicato ufficiale, Cardinale ha poi presentato nel dettaglio la figura di Calvelli, evidenziandone il ruolo all’interno del progetto RedBird e il contributo nella gestione degli investimenti sportivi. “Da quando è entrato in RedBird lo scorso anno, Massimo si è distinto come leader e promotore di un modello organizzativo capace di valorizzare le persone e promuovere una cultura di collaborazione e professionalità. Massimo ha co-guidato il nostro investimento in AC Milan insieme al Partner di RedBird David Castelblanco, entrambi con riporto diretto a me. Il modello RedBird prevede spesso che i nostri leader assumano un ruolo operativo diretto all’interno dei nostri investimenti più importanti, per garantire un’esecuzione ai massimi livelli, soprattutto nelle fasi di cambiamento e innovazione. Nel corso dell’ultimo anno Massimo ha dimostrato di saper interpretare con efficacia questo ruolo, integrandosi pienamente nella realtà di AC Milan”.
Intanto resta ancora aperta la situazione legata alla separazione con Allegri e al nodo economico della buonuscita, che continua a rallentare la chiusura definitiva del rapporto tra le parti.
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Milan, la “colonia” azzurra si allarga: rossoneri protagonisti con l’Italia U19 all’Europeo
Il Milan continua a confermarsi una delle società più rappresentate nel percorso delle Nazionali giovanili italiane.
Anche per l’Europeo Under 19, in programma tra fine giugno e metà luglio in Galles, il club rossonero avrà diversi suoi talenti impegnati con la maglia azzurra, a testimonianza della qualità del lavoro svolto nel settore giovanile.
Il commissario tecnico Alberto Bollini ha infatti inserito nella lista dei convocati due giocatori di proprietà del Milan: Emanuele Sala e Christian Comotto, entrambi centrocampisti considerati elementi importanti nel progetto della Nazionale di categoria. I due giovani faranno parte del gruppo che affronterà la fase finale del torneo continentale, dove l’Italia è inserita in un girone competitivo insieme a Serbia, Croazia e Ucraina.
L’esordio degli Azzurrini è già alle porte: la prima sfida è in programma lunedì contro la Serbia, un test subito impegnativo che potrà dare indicazioni importanti sulle ambizioni della squadra. Successivamente, il cammino proseguirà con le gare contro Croazia e Ucraina, decisive per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.
La presenza di più giocatori cresciuti nel vivaio rossonero conferma una tendenza ormai consolidata: il Milan continua a essere uno dei poli più importanti per la formazione di talenti italiani, con diversi elementi che trovano spazio nelle selezioni giovanili azzurre. Un segnale che riguarda non solo il presente, ma anche la prospettiva futura del club e della Nazionale.
Per Sala e Comotto l’Europeo rappresenta un’occasione fondamentale: mettersi in mostra in una competizione internazionale significa accelerare il proprio percorso di crescita e attirare ulteriormente l’attenzione dello staff tecnico rossonero. L’obiettivo è chiaro: essere protagonisti sia con l’Italia U19 sia, in prospettiva, nel progetto della prima squadra del Milan.
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Milan, Modric resta in sospeso: tutto rinviato dopo il Mondiale, permanenza ancora possibile
Il futuro di Luka Modric resta uno dei temi più delicati in casa Milan, con la situazione contrattuale del centrocampista croato ancora completamente aperta.
Nonostante la sua esperienza e il peso specifico all’interno della squadra, ogni decisione sul prolungamento del rapporto con il club rossonero è stata rimandata a dopo il Mondiale, momento chiave per definire le prossime tappe della sua carriera.
Il giocatore, attualmente impegnato con la Nazionale, ha scelto di non prendere alcuna decisione definitiva prima della conclusione della competizione internazionale. Solo al termine del torneo, infatti, è previsto un confronto diretto con la dirigenza del Milan e con lo staff tecnico guidato da Rúben Amorim, per valutare con calma il progetto e capire se ci siano le condizioni per proseguire insieme.
Secondo le ultime indicazioni, la permanenza di Modric non è affatto da escludere. Il croato si è integrato bene nell’ambiente milanista e ha mantenuto un ruolo centrale anche nel corso della stagione, dimostrando di poter ancora incidere ad alti livelli nonostante l’età e il minutaggio da gestire con attenzione.
Il nodo principale riguarda la programmazione futura del club e la volontà di capire quale sarà il ruolo del giocatore all’interno del nuovo ciclo tecnico. Il Milan, dal canto suo, non ha fretta di chiudere la questione, preferendo attendere il rientro del centrocampista per avere un quadro completo della situazione.
La sensazione è che tutto dipenderà dall’esito del confronto post-Mondiale: solo allora si capirà se quella tra Modric e il Milan potrà essere ancora una storia da proseguire o se si avvicinerà alla sua conclusione naturale. Per ora, il destino del croato resta in equilibrio.
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Milan “portoghese”: Amorim guida la rivoluzione con Leao e Ramos
Il Milan di Rúben Amorim sta prendendo forma con una chiara impronta internazionale, ma soprattutto con una forte componente portoghese.
Il nuovo allenatore rossonero, arrivato per inaugurare un ciclo tecnico moderno e offensivo, sta incidendo in modo diretto sulle scelte di mercato, indirizzando la dirigenza verso profili ben conosciuti e funzionali alla sua idea di gioco.
Il primo segnale forte è arrivato con l’operazione Gonçalo Ramos. L’attaccante del Paris Saint-Germain è destinato a diventare il nuovo punto di riferimento offensivo del Milan, grazie a un investimento enorme che conferma la volontà del club di tornare a competere ai massimi livelli. Un affare strutturato attorno a una cifra record, con bonus che portano l’operazione ben oltre le valutazioni tradizionali del club rossonero.
Accanto a lui, il progetto tecnico ruota sempre di più attorno a Rafael Leao, considerato uno dei leader tecnici della squadra e possibile connessione naturale con il nuovo centravanti. L’idea di Amorim è quella di costruire un attacco fluido, dinamico, con giocatori capaci di alternare profondità e gioco tra le linee, valorizzando la qualità nei duelli individuali e la velocità nelle transizioni.
Un ruolo centrale lo sta avendo anche Jorge Mendes, agente influente e figura chiave nei rapporti tra club e mercato portoghese. La sua presenza facilita l’apertura di trattative e la gestione di operazioni complesse, rendendo il Milan sempre più collegato a una rete di talenti provenienti dalla Liga Portugal e dalla Nazionale lusitana.
Secondo la nuova impostazione, non si tratta solo di singoli acquisti, ma di una vera e propria direzione tecnica. Amorim vuole un gruppo riconoscibile, con automatismi chiari e un’identità precisa, e la “colonia portoghese” diventa uno dei pilastri su cui costruire il nuovo ciclo rossonero.
Il risultato è un Milan che cambia pelle: meno frammentato, più coerente nelle scelte e sempre più orientato verso una filosofia condivisa tra panchina e mercato.
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