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Milan – Juventus, prezzi dei biglietti alle stelle: la protesta della Curva Sud
È partita nel pomeriggio di martedì 17 marzo 2026, alle ore 15, la prima fase della vendita dei biglietti per la sfida tra Milan e Juventus, uno degli incontri più attesi del campionato di Serie A. Il match è in programma nel fine settimana del 25-26 aprile, anche se data e orario ufficiali devono ancora essere comunicati dalla Lega Serie A.
La prima fase di vendita è riservata esclusivamente agli abbonati rossoneri, ai quali è stata data la possibilità di acquistare un ulteriore biglietto oltre al proprio posto stagionale. Tuttavia, ciò che ha immediatamente attirato l’attenzione dei tifosi non è stata tanto l’apertura delle vendite quanto il livello dei prezzi proposti dal club.
Prezzi elevati già nella fase iniziale
Il listino pubblicato per questa fase preliminare presenta infatti cifre considerate molto alte da molti sostenitori. Alcuni esempi hanno rapidamente fatto il giro dei social: per un posto nel secondo anello della curva si arriva a circa 99 euro, mentre per il secondo anello rosso centrale il prezzo può toccare addirittura i 189 euro.
Si tratta di costi che riguardano soltanto la fase dedicata agli abbonati. Nelle prossime settimane, con l’apertura della vendita libera al pubblico, è previsto un ulteriore aumento delle tariffe, circostanza che ha alimentato ulteriormente il malcontento tra i tifosi.
La protesta della Curva Sud
A esprimere in modo netto la propria contrarietà è stata la Curva Sud Milano, il principale gruppo organizzato del tifo rossonero. Attraverso una storia pubblicata su Instagram, gli ultras hanno mostrato l’elenco dei prezzi accompagnandolo con un messaggio molto critico nei confronti della società.
Nel post, il gruppo sottolinea come queste tariffe rappresentino, a loro giudizio, una scarsa considerazione nei confronti degli abbonati e teme che i prezzi possano diventare ancora più proibitivi nelle successive fasi di vendita. Per questo motivo la Curva Sud ha lanciato un appello diretto ai sostenitori del Milan, invitandoli a non acquistare i biglietti.
“Stadio pieno di clienti, non di tifosi”
Nel messaggio diffuso sui social, gli ultras sostengono che con prezzi così elevati il rischio sia quello di trasformare lo stadio in un luogo frequentato più da “clienti” che da tifosi. Secondo loro, raggiunte determinate cifre, diventa necessario prendere una posizione e protestare.
La polemica sui costi dei biglietti riaccende quindi il dibattito sul rapporto tra società e tifoseria in vista di una delle partite più importanti della stagione, una sfida storica del calcio italiano che tradizionalmente richiama grande pubblico e grande attenzione mediatica.
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Rabiot, l’uomo chiave del Milan: con lui si vince di più
Il Milan sta vivendo una stagione in cui la presenza di Adrien Rabiot si conferma fondamentale per la tenuta della squadra. Come evidenziato dai dati statistici più recenti, l’assenza del centrocampista francese ha inciso in maniera significativa sulle prestazioni dei rossoneri, sia dal punto di vista dei risultati che della qualità del gioco. In particolare, due delle tre sconfitte stagionali in campionato – contro Cremonese e Lazio – sono avvenute senza il suo contributo in campo.
Da un lato, questa situazione conferma l’importanza e la grandezza di Rabiot, capace di fare la differenza ogni volta che scende in campo; dall’altro, evidenzia un problema strutturale: senza di lui il Milan appare meno incisivo e più fragile, faticando a produrre risultati di rilievo.

MASSIMILIANO ALLEGRI PREOCCUPATO E ADRIEN RABIOT RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
I numeri parlano chiaro. Con Rabiot in campo, su 19 partite i rossoneri hanno conquistato 14 vittorie, subito una sola sconfitta e raccolto 46 punti, con una media di 2,42 punti a partita. Senza di lui, invece, su 10 incontri il Milan ha ottenuto solo 3 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte, scendendo a una media punti di 1,4.
Questo divario evidenzia quanto il contributo del francese sia determinante non solo a livello tecnico, ma anche per la coesione e la continuità della squadra. L’assenza di Rabiot, dunque, resta una criticità da gestire per i rossoneri, che devono trovare soluzioni alternative per non dipendere così fortemente da un singolo giocatore.
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Lazio‑Milan, lo sfogo di Leao su Pulisic: “Gioca da solo”
Nel corso della partita di Serie A tra Lazio e Milan è emerso un curioso retroscena che riguarda l’attaccante rossonero Rafael Leao e il compagno di reparto Christian Pulisic. Secondo quanto mostrato attraverso la funzione BordoCam da DAZN, durante la gara il portoghese ha manifestato tutta la sua frustrazione per alcune dinamiche offensive non riuscite come sperato dai tifosi e dalla panchina milanista.
Nel corso della partita, Leao ha avuto un contrasto evidente con la gestione della manovra offensiva, soprattutto quando i compagni sembravano non servire l’attaccante nei momenti migliori. In un episodio mostrato dalle telecamere, il 26enne ha apostrofato Pulisic con insistenza per ricevere il pallone e cercare di incidere sul risultato, poi visibilmente contrariato quando è stato sostituito. Dopo essere sceso in panchina, il portoghese non ha nascosto il proprio disappunto, arrivando a commentare tra sé e sé: “Gioca sempre da solo e nessuno dice niente, mamma mia… Sempre la stessa cosa”.
Il tecnico Massimiliano Allegri ha provato a calmare Leao nel momento del cambio, riconoscendo come l’attaccante avesse ragione nel desiderare un maggior coinvolgimento offensivo, ma nonostante i tentativi di placare il nervosismo, la reazione del giocatore è stata intensa e non è passata inosservata.
Questo piccolo retroscena mette in luce non solo la tensione interna in una partita che ha visto il Milan faticare a trovare fluidità, ma anche il carattere competitivo di Leao, che in campo pretende di essere protagonista e di ricevere il giusto supporto dai compagni. La scena ha inevitabilmente attirato commenti e discussioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori, soprattutto considerando l’importanza di un raccordo efficace tra gli attaccanti in una squadra che ambisce alle posizioni di vertice in classifica.
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Jashari e Nkunku, i dubbi sul mercato del Milan
Il bilancio del mercato estivo del Milan continua a far discutere. Tra i nuovi arrivi che avrebbero dovuto alzare il livello della squadra, due nomi in particolare sono finiti al centro delle analisi: Ardon Jashari e Christopher Nkunku. I due giocatori, arrivati con aspettative importanti e con un investimento complessivo superiore ai 70 milioni di euro, non sono riusciti finora a incidere come ci si aspettava.
Non si tratta necessariamente di una bocciatura definitiva, ma di una riflessione inevitabile sul rendimento e sulle scelte strategiche effettuate dal club. Il tema principale riguarda soprattutto la collocazione tattica dei due calciatori e la loro capacità di adattarsi al sistema di gioco della squadra.
Jashari e una stagione complicata al Milan
Per Jashari il percorso al Milan è stato fin dall’inizio piuttosto complesso. Il centrocampista svizzero non ha potuto svolgere l’intera preparazione estiva con la squadra, arrivando a Milano con un ritardo di condizione rispetto ai compagni. A complicare ulteriormente la situazione è arrivato a settembre un infortunio al perone rimediato in allenamento, che lo ha costretto a fermarsi proprio nel momento in cui avrebbe dovuto inserirsi definitivamente nei meccanismi della squadra.
Al di là della sfortuna, resta però un interrogativo di natura tattica: quale sia il suo ruolo ideale. Jashari è stato utilizzato sia come regista sia come mezzala, ma senza riuscire a trovare continuità di rendimento in nessuna delle due posizioni. La sua prestazione da titolare nella sfida contro la Lazio ha riacceso il dibattito sulle sue difficoltà di inserimento.
I dubbi sull’utilizzo di Nkunku
Anche per Nkunku la stagione non è stata semplice. Il talento francese possiede qualità tecniche indiscutibili, ma il suo impiego come centravanti ha sollevato diverse perplessità. Non essendo una prima punta naturale, il suo rendimento in quel ruolo è apparso spesso limitato, rendendo difficile per lui esprimere appieno le proprie caratteristiche.
Investimenti e aspettative
Il problema principale, quindi, non riguarda soltanto la cifra spesa dal club, ma anche il modo in cui questi acquisti sono stati pensati dal punto di vista tecnico. Entrambi i giocatori sembrano essere stati inseriti in contesti tattici non del tutto ideali.
La stagione è ancora lunga e il finale può cambiare molte valutazioni. Nel frattempo, però, le prestazioni poco brillanti dei due nuovi arrivati continuano a pesare nel giudizio complessivo sul mercato rossonero. Anche se lo staff tecnico guidato da Massimiliano Allegri invita alla calma, resta evidente che l’investimento fatto dal Milan richiede risposte più convincenti nei prossimi mesi.
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