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Milan, faccia a faccia con Nkunku e Jashari: segnali sul futuro
Il Milan inizia già a pianificare il proprio futuro e lo fa partendo da confronti diretti all’interno dello spogliatoio.
Nelle ultime ore, infatti, il direttore sportivo Igli Tare ha avuto un lungo colloquio con Christopher Nkunku e Ardon Jashari, due dei principali investimenti dell’ultima sessione estiva. Un incontro significativo, arrivato in un momento delicato della stagione, che potrebbe rappresentare un primo indizio sulle strategie del club.
Entrambi i giocatori erano stati acquistati con grandi aspettative, ma il loro rendimento non ha pienamente rispettato le attese. Nkunku, arrivato dal Chelsea per una cifra importante, ha fornito numeri discreti ma inferiori rispetto ai livelli mostrati in passato, mentre Jashari ha alternato prestazioni positive ad altre meno convincenti.
Proprio per questo, il confronto con Tare assume un valore particolare. Per quanto riguarda l’attaccante francese, il club starebbe valutando eventuali offerte per evitare una svalutazione economica, segno che una cessione non è da escludere. Una scelta che rientrerebbe in una logica di bilancio e di riorganizzazione tecnica.
Diverso, invece, il discorso relativo a Jashari. Il centrocampista svizzero sembra ancora al centro del progetto rossonero, con la società intenzionata a puntare su di lui per il futuro, anche in vista di possibili cambiamenti nella rosa, come il naturale ricambio generazionale a centrocampo.
Il vertice di Milanello, quindi, non rappresenta una decisione definitiva ma piuttosto un momento di valutazione. Il Milan riflette, analizza e cerca di capire come valorizzare al meglio le proprie risorse. Tra possibili addii e conferme, le prossime settimane saranno decisive per chiarire la direzione del progetto rossonero.
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Milan, rivoluzione in attacco: tutti i profili seguiti dai rossoneri
Il Milan sta già pianificando le mosse per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.
La dirigenza rossonera considera prioritario l’arrivo di almeno un nuovo centravanti capace di garantire continuità realizzativa, esperienza internazionale e maggiore peso offensivo. Molto, però, dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League, fattore che influenzerà budget, strategie e possibilità di convincere determinati giocatori ad accettare il progetto milanista.
Tra i nomi che piacciono maggiormente c’è quello di Alexander Sorloth. L’attaccante norvegese dell’Atletico Madrid viene considerato un profilo ideale per fisicità, esperienza e capacità realizzativa. Nonostante la forte concorrenza nel club spagnolo, Sorloth ha continuato a mantenere numeri importanti e il Milan lo vede come una possibile soluzione affidabile per guidare il reparto offensivo.
Grande attenzione anche attorno a Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal è uno dei profili più apprezzati per qualità tecniche, esperienza internazionale e duttilità offensiva. Secondo diverse indiscrezioni, il suo nome sarebbe in cima alla lista dei desideri del Milan, soprattutto perché potrebbe rappresentare un salto di qualità immediato per il reparto avanzato.
Accanto ai due principali candidati, i rossoneri stanno monitorando anche altre situazioni interessanti. Restano vive le piste che portano a Dusan Vlahovic e Gonçalo Ramos, due attaccanti che potrebbero lasciare rispettivamente Juventus e Paris Saint-Germain in caso di offerte convincenti. Piacciono inoltre Romelu Lukaku, Moise Kean e Santiago Castro, profili che conoscono già molto bene il campionato italiano e che garantirebbero un inserimento più rapido nel sistema tattico rossonero.
La sensazione è che il Milan voglia costruire un attacco più completo e competitivo rispetto alle ultime stagioni. Le valutazioni della dirigenza riguarderanno non solo l’aspetto tecnico, ma anche quello economico, con particolare attenzione a ingaggi, sostenibilità finanziaria e opportunità di mercato. Prima di affondare il colpo, però, il club aspetta di conoscere con certezza quale competizione europea disputerà nella prossima stagione.
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Milan, futuro incerto per Leao: l’Al-Hilal prova il colpo insieme a Theo e Inzaghi
Il futuro di Rafael Leao al Milan appare sempre più pieno di interrogativi.
Dopo una stagione caratterizzata da alti e bassi, il rapporto tra il talento portoghese e l’ambiente rossonero sembra attraversare una fase delicata. Leao resta uno dei giocatori più importanti della rosa milanista, ma le recenti indiscrezioni di mercato alimentano i dubbi sulla sua permanenza a San Siro anche nella prossima stagione.
Tra le squadre che starebbero osservando con maggiore attenzione la situazione c’è l’Al-Hilal, club saudita che negli ultimi anni ha attirato numerosi protagonisti del calcio europeo grazie a investimenti molto importanti. La società araba avrebbe individuato proprio in Leao uno dei grandi obiettivi per rinforzare ulteriormente la squadra allenata da Simone Inzaghi. L’idea sarebbe quella di costruire un progetto tecnico di alto livello e il nome dell’esterno portoghese viene considerato perfetto per aumentare qualità e prestigio internazionale del club.
L’eventuale trasferimento in Arabia Saudita permetterebbe inoltre a Leao di ritrovare Theo Hernandez, suo grande amico ed ex compagno di corsia al Milan. I due hanno formato per anni una delle fasce sinistre più spettacolari della Serie A e l’Al-Hilal starebbe valutando la possibilità di ricreare proprio quella coppia anche nel campionato saudita. Theo, già approdato nel club allenato da Inzaghi, potrebbe rappresentare un elemento decisivo per convincere il portoghese ad accettare la proposta araba.
Il Milan, dal canto suo, continua a riflettere sul futuro del numero 10. Il contratto di Leao scade nel 2028 e la società non avrebbe intenzione di svenderlo, ma allo stesso tempo è consapevole che questa estate potrebbe rappresentare il momento migliore per monetizzare da una possibile cessione. Al momento, però, non sembrano essere arrivate offerte concrete dai grandi club europei, scenario che potrebbe favorire l’inserimento dell’Al-Hilal.
La sensazione è che le prossime settimane saranno decisive per capire se il Milan e Leao proseguiranno insieme oppure se il portoghese inizierà una nuova avventura lontano dall’Europa.
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Milan, Cardinale conferma la fiducia in Furlani: tra conti in ordine e nodo 2028
In casa Milan continua il dibattito sul ruolo di Giorgio Furlani all’interno del progetto rossonero.
Le ultime settimane sono state caratterizzate da forti critiche da parte di una parte della tifoseria, delusa dai risultati sportivi della squadra e da una stagione considerata al di sotto delle aspettative. Nonostante il clima teso attorno all’ambiente milanista, Gerry Cardinale sembra intenzionato a confermare piena fiducia all’attuale amministratore delegato, ritenuto ancora un punto di riferimento nella gestione economica del club.
La proprietà americana continua infatti ad apprezzare il lavoro svolto da Furlani soprattutto dal punto di vista finanziario. Negli ultimi anni il dirigente ha contribuito a mantenere il Milan su parametri economici più sostenibili, con particolare attenzione alla riduzione dei costi e alla valorizzazione dei giocatori attraverso importanti plusvalenze. Proprio i ricavi ottenuti dalle cessioni rappresentano uno degli aspetti maggiormente considerati positivi dalla proprietà di RedBird.
Parallelamente, però, resta aperta la discussione sui risultati ottenuti sul campo. Una parte consistente dei tifosi contesta alla dirigenza di aver privilegiato eccessivamente gli equilibri finanziari rispetto alla competitività sportiva. Sui social sono tornati virali hashtag contro Furlani e sono nate anche petizioni online che chiedono un cambiamento ai vertici societari.
Il nodo principale riguarda anche il futuro a medio termine del club e la scadenza del 2028, anno considerato cruciale per gli equilibri finanziari della società e per alcune operazioni economiche legate alla gestione RedBird. In questo contesto Cardinale continua a vedere in Furlani una figura affidabile per guidare il Milan dal punto di vista manageriale, indipendentemente dalle polemiche provenienti dall’ambiente esterno.
La sensazione è che il futuro dell’amministratore delegato dipenderà soprattutto dalla capacità del club di conciliare sostenibilità economica e risultati sportivi. Il Milan vuole restare competitivo ad alti livelli senza compromettere la stabilità finanziaria costruita negli ultimi anni, ma la pressione dei tifosi e la necessità di tornare a vincere potrebbero influenzare le prossime scelte societarie.
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