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Milan, conti in forte crescita: oltre 100 milioni di plusvalenze già garantiti
Il Milan continua a costruire la propria stabilità economica attraverso una gestione attenta del mercato, con numeri che certificano un cambio di passo evidente.
Per la stagione 2025/2026, infatti, il club rossonero ha già superato quota 100 milioni di euro di plusvalenze, un dato che testimonia l’efficacia della strategia adottata dalla dirigenza.
Secondo le stime più recenti, il totale generato dalle cessioni e dai riscatti già definiti ha raggiunto circa 101,8 milioni di euro, cifra destinata potenzialmente ad aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Un risultato costruito attraverso diverse operazioni, tra cui spiccano le vendite definitive e i diritti di riscatto esercitati da altri club.
Milan senza Reijnders, ma con una strategia chiara
Un aspetto particolarmente significativo riguarda l’assenza, in questo conteggio, di una delle operazioni più redditizie degli ultimi anni: la cessione di Tijjani Reijnders. Il centrocampista olandese, trasferito al Manchester City, aveva infatti generato una plusvalenza superiore ai 40 milioni di euro, risultando decisivo per i bilanci precedenti.
Nonostante ciò, il Milan è riuscito comunque a mantenere numeri elevati anche senza fare affidamento su quella specifica operazione, segno di una struttura ormai consolidata nella valorizzazione dei giocatori. Il modello si basa su acquisti mirati, crescita interna e cessioni al momento opportuno, con l’obiettivo di garantire sostenibilità economica senza compromettere la competitività sportiva.
Un modello sostenibile per il futuro del Milan
Il dato delle plusvalenze superiori ai 100 milioni rappresenta quindi non solo un risultato contabile, ma anche un indicatore della direzione intrapresa dal club. La gestione RedBird punta infatti a un equilibrio tra investimenti e ricavi, cercando di rendere il Milan sempre più autosufficiente.
Con ulteriori operazioni ancora possibili prima della chiusura dell’esercizio, il totale potrebbe crescere ancora, rafforzando ulteriormente i conti rossoneri. Un segnale chiaro: il Milan non dipende più da una singola cessione eccellente, ma da un sistema capace di generare valore in modo continuo.
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Milan, rivoluzione in attacco: tutti i profili seguiti dai rossoneri
Il Milan sta già pianificando le mosse per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.
La dirigenza rossonera considera prioritario l’arrivo di almeno un nuovo centravanti capace di garantire continuità realizzativa, esperienza internazionale e maggiore peso offensivo. Molto, però, dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League, fattore che influenzerà budget, strategie e possibilità di convincere determinati giocatori ad accettare il progetto milanista.
Tra i nomi che piacciono maggiormente c’è quello di Alexander Sorloth. L’attaccante norvegese dell’Atletico Madrid viene considerato un profilo ideale per fisicità, esperienza e capacità realizzativa. Nonostante la forte concorrenza nel club spagnolo, Sorloth ha continuato a mantenere numeri importanti e il Milan lo vede come una possibile soluzione affidabile per guidare il reparto offensivo.
Grande attenzione anche attorno a Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal è uno dei profili più apprezzati per qualità tecniche, esperienza internazionale e duttilità offensiva. Secondo diverse indiscrezioni, il suo nome sarebbe in cima alla lista dei desideri del Milan, soprattutto perché potrebbe rappresentare un salto di qualità immediato per il reparto avanzato.
Accanto ai due principali candidati, i rossoneri stanno monitorando anche altre situazioni interessanti. Restano vive le piste che portano a Dusan Vlahovic e Gonçalo Ramos, due attaccanti che potrebbero lasciare rispettivamente Juventus e Paris Saint-Germain in caso di offerte convincenti. Piacciono inoltre Romelu Lukaku, Moise Kean e Santiago Castro, profili che conoscono già molto bene il campionato italiano e che garantirebbero un inserimento più rapido nel sistema tattico rossonero.
La sensazione è che il Milan voglia costruire un attacco più completo e competitivo rispetto alle ultime stagioni. Le valutazioni della dirigenza riguarderanno non solo l’aspetto tecnico, ma anche quello economico, con particolare attenzione a ingaggi, sostenibilità finanziaria e opportunità di mercato. Prima di affondare il colpo, però, il club aspetta di conoscere con certezza quale competizione europea disputerà nella prossima stagione.
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Milan, futuro incerto per Leao: l’Al-Hilal prova il colpo insieme a Theo e Inzaghi
Il futuro di Rafael Leao al Milan appare sempre più pieno di interrogativi.
Dopo una stagione caratterizzata da alti e bassi, il rapporto tra il talento portoghese e l’ambiente rossonero sembra attraversare una fase delicata. Leao resta uno dei giocatori più importanti della rosa milanista, ma le recenti indiscrezioni di mercato alimentano i dubbi sulla sua permanenza a San Siro anche nella prossima stagione.
Tra le squadre che starebbero osservando con maggiore attenzione la situazione c’è l’Al-Hilal, club saudita che negli ultimi anni ha attirato numerosi protagonisti del calcio europeo grazie a investimenti molto importanti. La società araba avrebbe individuato proprio in Leao uno dei grandi obiettivi per rinforzare ulteriormente la squadra allenata da Simone Inzaghi. L’idea sarebbe quella di costruire un progetto tecnico di alto livello e il nome dell’esterno portoghese viene considerato perfetto per aumentare qualità e prestigio internazionale del club.
L’eventuale trasferimento in Arabia Saudita permetterebbe inoltre a Leao di ritrovare Theo Hernandez, suo grande amico ed ex compagno di corsia al Milan. I due hanno formato per anni una delle fasce sinistre più spettacolari della Serie A e l’Al-Hilal starebbe valutando la possibilità di ricreare proprio quella coppia anche nel campionato saudita. Theo, già approdato nel club allenato da Inzaghi, potrebbe rappresentare un elemento decisivo per convincere il portoghese ad accettare la proposta araba.
Il Milan, dal canto suo, continua a riflettere sul futuro del numero 10. Il contratto di Leao scade nel 2028 e la società non avrebbe intenzione di svenderlo, ma allo stesso tempo è consapevole che questa estate potrebbe rappresentare il momento migliore per monetizzare da una possibile cessione. Al momento, però, non sembrano essere arrivate offerte concrete dai grandi club europei, scenario che potrebbe favorire l’inserimento dell’Al-Hilal.
La sensazione è che le prossime settimane saranno decisive per capire se il Milan e Leao proseguiranno insieme oppure se il portoghese inizierà una nuova avventura lontano dall’Europa.
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Milan, Cardinale conferma la fiducia in Furlani: tra conti in ordine e nodo 2028
In casa Milan continua il dibattito sul ruolo di Giorgio Furlani all’interno del progetto rossonero.
Le ultime settimane sono state caratterizzate da forti critiche da parte di una parte della tifoseria, delusa dai risultati sportivi della squadra e da una stagione considerata al di sotto delle aspettative. Nonostante il clima teso attorno all’ambiente milanista, Gerry Cardinale sembra intenzionato a confermare piena fiducia all’attuale amministratore delegato, ritenuto ancora un punto di riferimento nella gestione economica del club.
La proprietà americana continua infatti ad apprezzare il lavoro svolto da Furlani soprattutto dal punto di vista finanziario. Negli ultimi anni il dirigente ha contribuito a mantenere il Milan su parametri economici più sostenibili, con particolare attenzione alla riduzione dei costi e alla valorizzazione dei giocatori attraverso importanti plusvalenze. Proprio i ricavi ottenuti dalle cessioni rappresentano uno degli aspetti maggiormente considerati positivi dalla proprietà di RedBird.
Parallelamente, però, resta aperta la discussione sui risultati ottenuti sul campo. Una parte consistente dei tifosi contesta alla dirigenza di aver privilegiato eccessivamente gli equilibri finanziari rispetto alla competitività sportiva. Sui social sono tornati virali hashtag contro Furlani e sono nate anche petizioni online che chiedono un cambiamento ai vertici societari.
Il nodo principale riguarda anche il futuro a medio termine del club e la scadenza del 2028, anno considerato cruciale per gli equilibri finanziari della società e per alcune operazioni economiche legate alla gestione RedBird. In questo contesto Cardinale continua a vedere in Furlani una figura affidabile per guidare il Milan dal punto di vista manageriale, indipendentemente dalle polemiche provenienti dall’ambiente esterno.
La sensazione è che il futuro dell’amministratore delegato dipenderà soprattutto dalla capacità del club di conciliare sostenibilità economica e risultati sportivi. Il Milan vuole restare competitivo ad alti livelli senza compromettere la stabilità finanziaria costruita negli ultimi anni, ma la pressione dei tifosi e la necessità di tornare a vincere potrebbero influenzare le prossime scelte societarie.
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