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Milan, prosegue il ritiro: ecco quando rientrano i big e il programma delle amichevoli
Il Milan prosegue il lavoro a Milanello: rossoneri in attesa dei rientri dei nazionali e delle amichevoli estive di Amorim.
Continua la preparazione estiva del Milan a Milanello. Ruben Amorim sta lavorando con il gruppo già a disposizione per trasmettere i propri principi di gioco, mentre nelle prossime settimane la rosa si completerà con il graduale rientro dei giocatori impegnati nelle ultime competizioni internazionali o alle prese con il recupero dagli infortuni.
Il primo a tornare sarà Pervis Estupiñán, atteso a Milanello il 24 luglio. Qualche giorno più tardi, il 29 luglio, sarà la volta di Santiago Giménez e Christian Pulisic, entrambi impegnati nel recupero dai rispettivi problemi fisici. Nella stessa giornata raggiungeranno invece direttamente il gruppo in tournée a Perth anche Gonçalo Ramos e Rafael Leão, mentre Koni De Winter, Ardon Jashari e Alexis Saelemaekers si uniranno alla squadra il 2 agosto, sempre in Australia.
Milan, il calendario della tournée estiva

Gli ultimi a rientrare saranno i due semifinalisti, Mike Maignan e Adrien Rabiot, attesi a Milanello il 12 agosto, pochi giorni prima dell’inizio degli impegni ufficiali della stagione.
Nel frattempo il Milan si prepara ad affrontare una serie di test internazionali di alto livello. La prima uscita è in programma sabato 25 luglio a Glasgow contro i campioni di Scozia del Celtic, prima della partenza per la tournée tra Australia e Asia.
Questo il calendario completo delle amichevoli estive:
- 25 luglio: Celtic-Milan (Celtic Park, Glasgow)
- 1 agosto: Perth-Milan (Optus Stadium, Perth)
- 5 agosto: Milan-Inter (Optus Stadium, Perth)
- 9 agosto: Chelsea-Milan (Gelora Bung Karno Stadium, Indonesia)
- 15 agosto: Manchester United-Milan (Tarczynski Arena, Breslavia)
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Amorim dopo Juventus-Milan: “La Juventus non meritava di perderla”
Il pareggio tra Juventus e Milan ha lasciato sensazioni contrastanti in casa rossonera. Al termine della sfida, Ruben Amorim ha analizzato la prestazione della sua squadra ai microfoni di DAZN, senza nascondere le difficoltà emerse durante i novanta minuti.
L’allenatore portoghese ha riconosciuto che la Juventus ha disputato una partita positiva e che il Milan non è riuscito a mantenere il livello di gioco desiderato. In particolare, Amorim ha evidenziato i numerosi errori nella gestione del possesso, soprattutto quando i bianconeri hanno aumentato la pressione offensiva.
“La Juventus non meritava di perderla, non abbiamo giocato bene e abbiamo perso troppi palloni. C’è ancora molto lavoro da fare, la prestazione non è stata delle migliori. Le cose semplici sono le migliori, abbiamo fatto tanta fatica quando perdevamo il pallone soprattutto con i tanti attaccanti mandati in campo dalla Juventus. L’unica cosa positiva è che potevamo vincerla fino alla fine”.
Il tecnico chiede maggiore coraggio
Per Amorim, uno dei principali aspetti da migliorare riguarda l’atteggiamento della squadra con il pallone tra i piedi. Il Milan dovrà crescere nella capacità di muoversi senza palla, offrire più soluzioni al compagno e assumersi maggiori responsabilità nella costruzione del gioco.
Il tecnico ha sottolineato come il percorso di crescita richieda tempo, soprattutto considerando il valore dell’avversario affrontato e l’atmosfera di un grande appuntamento di campionato.
“Dobbiamo essere più coraggiosi. Se vogliamo tenere la palla, dobbiamo muoverci di più, avere più voglia di farlo ed essere un po’ più coraggiosi. Però era un grande stadio, contro una grande squadra e contro un ottimo allenatore e siamo stati vicinissimi alla vittoria. Quindi non voglio essere troppo negativo con i miei giocatori, ma ovviamente io pretendo di più e anche loro vogliono di più”.
Cisse, Amorim: attenzione alla gestione dei giovani
Nel corso dell’intervista post-partita, Amorim ha affrontato anche il tema legato a Cisse, protagonista di un momento importante della gara. Il giovane calciatore rappresenta una delle risorse sulle quali il Milan intende costruire il proprio futuro, ma il tecnico ha chiarito che la crescita dovrà essere accompagnata da un’attenta gestione.
L’allenatore portoghese ha comunque confermato di essere soddisfatto dell’impegno mostrato dal ragazzo durante il lavoro quotidiano, ribadendo allo stesso tempo che le aspettative nei confronti dell’intera rosa restano elevate.
“Sta lavorando molto bene”
Amorim ha quindi invitato a non giudicare il singolo giocatore esclusivamente sulla base di una partita complicata. Il Milan, secondo il tecnico, deve continuare a lavorare per trovare maggiore continuità e trasformare le indicazioni positive in prestazioni più convincenti.
“Devo stare attento alla gestione con dei giocatori così giovani, sta lavorando molto bene e pretendo tanto da tutti i giocatori. E’ stata una giornata storta ma sto chiedendo tanto alla mia squadra”.
Il pareggio contro la Juventus diventa così un punto di partenza per il Milan di Amorim. La squadra ha mostrato di poter rimanere in partita fino alla fine, ma dovrà migliorare soprattutto nella gestione del possesso, nella personalità e nella capacità di sfruttare le occasioni create. Per il tecnico rossonero, il lavoro da fare è ancora significativo, ma la strada indicata resta quella della crescita collettiva.
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Juventus-Milan finisce 1-1: Gatti salva la Juve nel recupero, Cisse gela lo Stadium
Juventus-Milan termina 1-1 allo Stadium al termine di una partita equilibrata nel risultato ma nella quale la squadra di Luciano Spalletti ha mostrato qualcosa in più soprattutto sul piano delle occasioni create.
I bianconeri hanno rischiato seriamente di incassare una sconfitta immeritata, ma nel finale ci ha pensato Federico Gatti a evitare la beffa.
Il Milan era riuscito a sbloccare il risultato al 68’ con Alphadjo Cisse, entrato in campo appena pochi minuti prima insieme a Samuel Chukwueze. Proprio il neoentrato Chukwueze ha fornito l’assist decisivo per il compagno, bravo a controllare in area e a battere il portiere juventino con una conclusione precisa. Una rete arrivata praticamente alla prima vera occasione costruita dai rossoneri.
La Juventus, infatti, aveva iniziato meglio la sfida. Nel primo tempo è stato soprattutto Francisco Conceicao a mettere in difficoltà la difesa del Milan, costringendo Maignan a intervenire in più di una circostanza. Il dato delle conclusioni fotografa il predominio bianconero nella prima parte del match: nove tiri della Juve contro zero del Milan.
Anche nella ripresa la formazione di Spalletti ha continuato a spingere. Conceicao è rimasto tra i più pericolosi e ha colpito anche un palo, ma il Milan è riuscito a resistere fino al vantaggio di Cisse.
A cambiare l’inerzia della gara sono stati ancora una volta i cambi. Spalletti ha inserito forze fresche nel tentativo di aumentare la pressione offensiva e tra queste si è distinto Nick Woltemade, autore di un esordio positivo con la maglia bianconera. Il tedesco ha dato maggiore vivacità alla manovra, offrendo una risposta più convincente rispetto a un Kolo Muani apparso sottotono.
Quando la partita sembrava ormai indirizzata verso la vittoria del Milan, è arrivata la svolta al 91’. Spalletti ha utilizzato Gatti come una sorta di attaccante aggiunto e la scelta ha pagato: il difensore ha raccolto il cross di Teun Koopmeiners e ha firmato di testa il gol dell’1-1.
La rete ha fatto esplodere lo Stadium e ha permesso alla Juventus di conservare l’imbattibilità in campionato. Subito dopo il gol, però, Spalletti si è arrabbiato con Gatti per i festeggiamenti prolungati: secondo il tecnico, bisognava recuperare immediatamente il pallone per provare a cercare il colpaccio nei minuti conclusivi.
Il pareggio lascia dunque un punto a testa a Juventus e Milan. Spalletti mantiene la propria imbattibilità, così come Rúben Amorim sulla panchina rossonera, mentre in testa alla classifica restano a punteggio pieno soltanto Roma e Inter, in attesa della gara della Lazio contro l’Udinese.
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Milan, Cardinale prepara la svolta: niente più deleghe e possibile nuovo uomo forte
In casa Milan si apre una fase di riflessione profonda sulla struttura societaria e sulla gestione dell’area sportiva. Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, sembra intenzionato a rivedere alcuni equilibri interni e ad assumere un ruolo più diretto nelle decisioni strategiche del club.
La sensazione è che, per il futuro, non ci sarà più spazio per una gestione caratterizzata da responsabilità distribuite senza una precisa figura di riferimento.
Al centro delle valutazioni c’è innanzitutto il ruolo di Giorgio Furlani. L’amministratore delegato rimane una componente importante dell’organigramma rossonero, ma la proprietà starebbe valutando un nuovo modello gestionale nel quale le scelte sportive abbiano una catena di comando più definita. Furlani è amministratore delegato del Milan dal dicembre 2022, mentre l’attuale struttura dell’area tecnica comprende anche Igli Tare e Geoffrey Moncada.
Cardinale vuole una gestione più diretta
Il punto centrale della strategia di Cardinale sarebbe dunque la volontà di evitare ulteriori deleghe nella gestione delle questioni calcistiche. L’obiettivo è costruire un sistema nel quale proprietà e area sportiva siano maggiormente collegate, con decisioni più rapide e responsabilità facilmente individuabili.
La proprietà americana, secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, non avrebbe intenzione di procedere necessariamente con una rivoluzione immediata. Piuttosto, l’idea sarebbe quella di capire quali figure siano realmente funzionali al progetto e quali invece possano essere sostituite o affiancate.
L’ipotesi di un nuovo capo dell’area calcio
Uno degli scenari più interessanti riguarda la possibile introduzione di un nuovo dirigente destinato a diventare il principale riferimento dell’area calcistica. Non si tratterebbe quindi soltanto di aggiungere una figura all’organigramma, ma di individuare un profilo con competenze e autorevolezza sufficienti per coordinare le scelte sportive.
Una soluzione di questo tipo permetterebbe a Cardinale di mantenere una supervisione più stretta senza necessariamente occuparsi in prima persona di ogni decisione operativa. Il nuovo responsabile potrebbe rappresentare il punto di raccordo tra proprietà, dirigenza, allenatore e mercato.
Il futuro del progetto rossonero
La necessità di rivedere alcuni equilibri nasce anche dalla volontà di evitare che le prossime sessioni di mercato e le scelte tecniche procedano senza una strategia condivisa. Il Milan vuole costruire un progetto sostenibile, ma anche competitivo, e per riuscirci sarà fondamentale avere una struttura decisionale chiara.
Il quadro, quindi, resta aperto. Non è detto che tutte le figure attualmente presenti siano destinate a lasciare il club, ma la proprietà sembra intenzionata a intervenire sugli equilibri interni. Il possibile ingresso di un nuovo capo dell’area calcio rappresenterebbe in questo senso il segnale più evidente di un cambiamento di rotta.
Per il Milan si prospetta dunque una fase delicata: prima ancora degli eventuali movimenti sul mercato dei calciatori, la società potrebbe intervenire sulla propria organizzazione. Cardinale sembra avere le idee sempre più definite e la prossima sfida sarà trasformare questa nuova impostazione in una struttura capace di garantire maggiore chiarezza, responsabilità e continuità al progetto rossonero.
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