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Milan, Jashari scalda i motori: “Sono pronto, spero di giocare il più possibile con Modric”
Ardon Jashari ha parlato alla Gazzetta dello Sport della sua esperienza al Milan, dell’inizio di stagione e della possibilità di condividere il campo con Luka Modric.
“Sono pronto”
Ardon Jashari guarda con fiducia ai prossimi impegni del Milan. Il centrocampista svizzero ha raccontato le sue sensazioni in questa nuova stagione, mostrando grande voglia di ritagliarsi un ruolo importante nella squadra di Rubén Amorim. “Sono pronto, spero di giocare il più possibile con Modric”, ha dichiarato il rossonero. Un obiettivo chiaro, soprattutto considerando l’opportunità di imparare quotidianamente da un campione come il croato.
LE PAROLE DI JASHARI
Su Modric:
“E un ex Pallone d’Oro e quando lo hai con te capisci il motivo. Spero di poter giocare il più possibile insieme a Luka .Ti fa capire come gestire alcune situazioni e rimane calmo”.
Sulla situazione della rosa:
“Sono bravissimi ragazzi e questo è importante perché un gruppo composto da personalità positive è fondamentale. Hanno tutti grandi qualità, altrimenti non sarebbero al Milan. Preferisco parlare più della squadra, ma Ramos è uno che ha esperienza, ha vinto titoli, sappiamo cosa può darci. Se ha offerto la cena per il primo gol? No ma abbiamo festeggiato facendolo passare dal ‘tunnel degli schiaffi’ in allenamento”.
Sul gruppo squadra:
“I ragazzi che sono andati via ci mancano tutti perché con loro avevamo un rapporto forte. Anche con quelli che sono arrivati però avremo la possibilità di conoscerci, di trascorrere del tempo insieme. Il gruppo resterà sano e unito”.
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Gonçalo Ramos, messaggio al Milan: “Sono qui per fare la storia”
Gonçalo Ramos ha scelto il Milan con un obiettivo preciso: lasciare il segno.
Il centravanti portoghese, arrivato in estate dal Paris Saint-Germain, ha raccontato ambizioni, responsabilità e aspettative legate alla sua nuova avventura rossonera in un’intervista esclusiva a DAZN.
Il numero nove del Milan non ha nascosto le proprie intenzioni. La stagione è appena iniziata, ma Ramos ha già individuato il traguardo che potrebbe trasformare il suo primo anno in rossonero in un’annata memorabile. «Per me sarà una stagione positiva se vinciamo lo Scudetto». Una dichiarazione che sintetizza perfettamente la mentalità con cui l’attaccante si è presentato a Milanello.
Gonçalo Ramos vuole lasciare il segno
Il portoghese classe 2001 è arrivato al Milan con l’etichetta di grande investimento e con la responsabilità di diventare uno dei principali riferimenti offensivi della squadra. Il suo compito sarà quello di garantire gol, presenza nell’area di rigore e continuità nel corso della stagione.
Ramos, però, sembra intenzionato a guardare oltre il semplice rendimento personale. La sua ambizione è infatti strettamente legata ai risultati del Milan e alla possibilità di contribuire alla conquista di trofei.
“Sono qui per fare la storia del Milan, così come chiunque venga qui. Il Milan è già la storia, noi vogliamo arricchirla vincendo altri trofei”.
Parole che testimoniano quanto sia forte il legame tra le aspettative del giocatore e quelle del club. Il centravanti portoghese sa di essere arrivato in una società dalla tradizione enorme e vuole diventare parte integrante di un nuovo capitolo della storia rossonera.
Il peso del trasferimento più costoso
L’arrivo di Ramos ha rappresentato anche un investimento particolarmente significativo per il Milan. Il portoghese è stato acquistato con un’operazione che lo ha trasformato nel giocatore più pagato nella storia del club.
Una cifra importante porta inevitabilmente con sé grandi aspettative. Il centravanti, tuttavia, non sembra vivere questa situazione come un peso, ma piuttosto come uno stimolo ulteriore per dimostrare le proprie qualità.
“Significa che credono in me, perciò devo dimostrare il mio valore e aiutare il club a vincere”.
Il messaggio è quindi chiaro: Ramos sente la fiducia della società e dell’allenatore e vuole ripagarla attraverso le prestazioni. Il suo rendimento sarà inevitabilmente osservato con grande attenzione, soprattutto nelle partite più importanti della stagione.
L’obiettivo contro la Juventus
Il prossimo appuntamento rappresenta già un banco di prova di grande prestigio. Il Milan si prepara infatti ad affrontare la Juventus e Ramos sa perfettamente quale dovrà essere il suo compito principale.
Il centravanti portoghese non nasconde la propria vocazione offensiva: vuole essere protagonista nell’area avversaria e trasformare in gol le occasioni che la squadra riuscirà a costruire.
Dopo l’esperienza maturata al Paris Saint-Germain, il trasferimento in Serie A rappresenta per Ramos una nuova sfida professionale. Il campionato italiano gli offre la possibilità di confrontarsi con difese e avversari differenti, ma anche di assumere un ruolo ancora più centrale nel progetto della propria squadra.
Il Milan punta molto sulle sue caratteristiche e sul suo fiuto del gol. Ramos, dal canto suo, vuole rispondere sul campo alle aspettative generate dal trasferimento.
Il rapporto speciale con il padre Manuel
Dietro al calciatore c’è anche una figura fondamentale per la sua crescita personale e professionale: il padre Manuel Ramos, ex giocatore del Farense.
Il rapporto tra i due è molto stretto e il centravanti considera il padre una sorta di allenatore personale, una persona alla quale affidarsi soprattutto dopo le partite per analizzare prestazioni ed errori.
“È la prima persona con cui parlo dopo una partita per vedere cosa posso migliorare e cosa ho fatto bene e male. E’ il mio allenatore nella vita, ho imparato tanto da lui. Vuole sempre mettermi nella giusta strada”.
Un confronto continuo che ha accompagnato Ramos durante tutta la sua crescita. Il padre, dunque, non rappresenta soltanto un riferimento familiare, ma anche una presenza importante nel percorso calcistico del nuovo attaccante del Milan.
Una passione rossonera nata in famiglia
La storia di Ramos con il Milan ha inoltre radici ancora più profonde. La passione per i colori rossoneri gli è stata trasmessa proprio dal padre, grande tifoso del club italiano.
“Era il suo club preferito, è cresciuto guardando il Milan vincere tutto. Il suo sogno era giocare al Milan un giorno”.
Oggi quel sogno, almeno in parte, si è realizzato attraverso il figlio. Gonçalo Ramos indossa infatti la maglia di una squadra che il padre seguiva da bambino e che rappresentava per lui un riferimento assoluto.
Per il nuovo numero nove rossonero questa componente romantica si aggiunge alle ambizioni sportive. Non si tratta soltanto di una nuova esperienza professionale, ma dell’opportunità di scrivere una pagina personale all’interno della storia di un club che ha affascinato la sua famiglia.
Scudetto e storia: la sfida di Ramos
Le premesse sono dunque particolarmente ambiziose. Ramos vuole segnare, aiutare il Milan a vincere e trasformare il suo primo anno in rossonero in una stagione da ricordare.
La sua idea di successo è semplice e allo stesso tempo molto impegnativa: conquistare lo Scudetto. «Per me sarà una stagione positiva se vinciamo lo Scudetto».
Il centravanti portoghese è consapevole delle responsabilità che derivano dal suo trasferimento e dal ruolo che gli è stato affidato. Ora dovrà trasformare le parole in prestazioni e soprattutto in gol.
Il Milan gli ha consegnato una maglia pesante, quella del numero nove. Ramos sembra avere già chiaro cosa vuole fare con quella maglia: entrare nella storia del club e contribuire alla conquista di nuovi trofei.
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Milan, la svolta di Cardinale: il presidente ora è una presenza costante
C’è un Milan profondamente diverso rispetto a quello di un anno fa, almeno per quanto riguarda la presenza e il ruolo del suo proprietario. Gerry Cardinale ha infatti cambiato atteggiamento nei confronti del club rossonero, passando da una partecipazione più distante a un coinvolgimento molto più diretto nella vita quotidiana della società. Una trasformazione che, al momento, coincide anche con un avvio di stagione particolarmente positivo.
Cardinale sempre più vicino alla squadra
La presenza del numero uno di RedBird a Milanello e allo stadio è diventata ormai una consuetudine. Se in passato una sua apparizione in occasione di una partita attirava immediatamente l’attenzione, oggi la situazione sembra essersi ribaltata: la sua assenza è diventata quasi più sorprendente della sua presenza.
Cardinale continua naturalmente a occuparsi delle numerose attività legate al fondo RedBird e ai suoi investimenti internazionali, ma il Milan occupa una parte sempre più importante della sua agenda. Il proprietario segue da vicino le questioni societarie e partecipa alle decisioni strategiche, oltre a mantenere un rapporto diretto con l’ambiente della squadra.
Il cambiamento non può essere considerato automaticamente la causa dei risultati ottenuti sul campo, ma i primi segnali sono incoraggianti. Il Milan ha conquistato due vittorie nelle prime due giornate e il nuovo corso societario sembra aver contribuito a creare un clima differente all’interno del centro sportivo.
La rivoluzione partita dal 25 maggio
Il punto di svolta è arrivato alla fine della scorsa stagione. Dopo la sconfitta contro il Cagliari, che aveva fatto svanire l’obiettivo Champions, Cardinale ha deciso di intervenire in maniera radicale. Il 25 maggio è arrivato l’azzeramento della precedente struttura, con gli addii di Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada.
Da quel momento è iniziata una vera riorganizzazione del club. Cardinale ha scelto Ruben Amorim come nuovo allenatore e ha affidato la gestione amministrativa a Calvelli, mentre nell’area tecnica sono stati inseriti diversi professionisti con compiti specifici.
La nuova struttura non ricalca perfettamente il modello tradizionale italiano. Manca, per esempio, una figura con il profilo classico del direttore sportivo, ma il proprietario ha costruito una squadra dirigenziale nella quale scouting, analisi dei dati e gestione delle trattative lavorano in maniera coordinata.
Mercato e decisioni: un processo più rapido
Uno degli aspetti maggiormente cambiati riguarda il modo in cui il Milan affronta il mercato. L’idea è quella di evitare operazioni dell’ultimo momento e di individuare in anticipo le necessità della rosa.
Amorim ha indicato i reparti nei quali intervenire, mentre il gruppo dedicato alla Football Intelligence ha lavorato sui profili individuati attraverso scouting e dati. Successivamente sono state definite le priorità e avviati i contatti con i club proprietari dei cartellini.
In questo processo Cardinale ha assunto un ruolo particolarmente importante. L’obiettivo dichiarato dal nuovo corso è mettere a disposizione dell’allenatore i giocatori richiesti nel minor tempo possibile, anche accettando condizioni economiche leggermente più onerose pur di evitare aste e ritardi.
Il confronto con il passato è evidente. L’acquisto di Fofana dal Monaco aveva richiesto tempi molto lunghi, mentre i nuovi innesti come Ramos e Gila sono arrivati con largo anticipo e hanno potuto lavorare immediatamente con il gruppo.
Investimenti e nuova filosofia
La trasformazione non riguarda soltanto la presenza fisica del proprietario. Cardinale ha anche deciso di investire in maniera significativa sulla rosa. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta, circa 150 milioni di euro sono stati destinati agli acquisti di Ramos, Gila e Moreira.
Ma il nuovo corso non si basa esclusivamente sulla disponibilità economica. Il Milan vuole anche dare maggiore spazio ai giovani provenienti dal proprio settore giovanile e seguire una programmazione precisa sul mercato, evitando acquisti effettuati soltanto per rispondere alle pressioni dell’ambiente.
L’obiettivo è costruire una società capace di prendere decisioni con maggiore anticipo e coerenza, lasciando poi al campo il compito di stabilire se le scelte siano state realmente corrette.
I risultati daranno il verdetto definitivo
Il momento attuale permette a Cardinale di guardare al nuovo progetto con maggiore fiducia. Le due vittorie iniziali hanno dato entusiasmo e hanno accompagnato una rivoluzione societaria che, rispetto alla scorsa estate, appare evidente.
Naturalmente è ancora presto per stabilire se il cambiamento produrrà risultati concreti sul lungo periodo. La stagione è appena iniziata e il vero giudizio arriverà soltanto nei prossimi mesi, quando il Milan dovrà misurarsi con gli impegni più difficili e con una concorrenza particolarmente agguerrita.
Una cosa, però, è già cambiata: Gerry Cardinale ha scelto di essere molto più presente. Da proprietario spesso lontano dal quotidiano del club è diventato una figura costantemente coinvolta nelle dinamiche rossonere. Una svolta iniziata dopo il 25 maggio e che, almeno nelle prime settimane, sembra aver modificato anche il volto del Milan.
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Milan, Amorim cerca il record: battendo la Juve può superare Sacchi, Capello e Ancelotti
Il Milan si prepara alla sfida contro la Juventus con un obiettivo che va oltre i tre punti. Per Rubén Amorim, infatti, la trasferta di Torino può trasformarsi in un appuntamento speciale anche dal punto di vista statistico. In caso di successo, l’allenatore portoghese entrerebbe nella storia del club per un risultato che manca da quasi sette decenni.
Amorim ha infatti già conquistato le prime due partite di campionato alla guida del Milan e, qualora riuscisse a centrare il tris contro la Juventus, diventerebbe il primo tecnico rossonero dal 1958 a vincere tutte le prime tre gare della propria esperienza in Serie A con il club.
Un dato sorprendente, soprattutto considerando alcuni degli allenatori che hanno scritto pagine memorabili della storia milanista. Nemmeno tecnici come Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti sono riusciti a ottenere un avvio perfetto di questo tipo.
I PRECEDENTI DEI GRANDI TECNICI
Sacchi arrivò sulla panchina del Milan nell’estate del 1987. Il suo avvio non fu però impeccabile: alla seconda giornata arrivò infatti una sconfitta interna contro la Fiorentina, trascinata dai gol di Ramon Diaz e Roberto Baggio.
Qualche anno dopo fu il turno di Capello. L’attuale allenatore rossonero prese il comando della squadra nel 1991 e vinse le prime due partite contro Ascoli e Cagliari. Alla terza giornata, tuttavia, il Milan si fermò proprio a Torino contro la Juventus, pareggiando 1-1 grazie a una rete arrivata nel finale.
Ancora diverso il percorso di Ancelotti. Il tecnico emiliano approdò al Milan nel novembre 2001, subentrando a Fatih Terim. Il suo esordio terminò con uno 0-0 casalingo contro il Piacenza, rimandando quindi qualsiasi possibilità di partenza da record.
SOLTANTO TRE TECNICI NELLA STORIA
Guardando all’intera storia del Milan, soltanto tre allenatori sono riusciti a vincere le prime tre partite di campionato della loro esperienza rossonera: Mario Sperone nel 1952, Gipo Viani nel 1956 e Luigi “Cina” Bonizzoni nel 1958.
Da allora nessun altro tecnico è riuscito a ripetere quella particolare impresa. Neppure Massimiliano Allegri, che nel suo percorso iniziale aveva affrontato Lecce, Cesena e Catania.
LA SFIDA DI TORINO
Per Amorim, dunque, la Juventus rappresenta un ostacolo e contemporaneamente una possibilità per entrare nella storia del Milan. La gara sarà tutt’altro che semplice, soprattutto considerando la qualità dell’avversario e la necessità di trovare il giusto equilibrio tra aggressività e gestione dei momenti della partita.
Il tecnico portoghese dovrà inoltre prendere decisioni importanti sulla formazione. Alcuni giocatori, come Rabiot, potrebbero avere un ruolo particolare, mentre restano da valutare le conferme di Loftus-Cheek e Alphadjo Cisse dal primo minuto.
Il Milan arriva alla sfida con entusiasmo e fiducia, ma Torino dirà molto sulla reale consistenza della squadra. Per Amorim, oltre alla classifica, c’è una pagina di storia che aspetta soltanto di essere scritta.
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