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Milan, Amorim ha sciolto i dubbi: Rabiot e Moreira verso la Juventus
Il Milan si avvicina alla sfida contro la Juventus con le idee sempre più definite. Il big match dell’Allianz Stadium, in programma questa sera alle 20:45, rappresenta uno dei primi appuntamenti di grande peso della stagione e Rúben Amorim ha lavorato nelle ultime ore per individuare l’undici più adatto ad affrontare i bianconeri.
Tra i principali interrogativi della vigilia c’erano soprattutto le condizioni di Adrien Rabiot e Moreira, due giocatori che potrebbero avere un ruolo importante nella partita. Il centrocampista francese è candidato a una maglia da titolare, dopo aver smaltito il ritardo di condizione accumulato nelle prime settimane. Anche Moreira è considerato pronto per scendere in campo dal primo minuto, grazie al lavoro svolto durante gli ultimi allenamenti.
Rabiot pronto al ritorno dall’inizio
La presenza di Rabiot dall’inizio sarebbe una delle novità più significative nelle scelte di Amorim. Il francese può garantire fisicità, esperienza e capacità di inserimento, caratteristiche particolarmente preziose in una gara destinata a essere combattuta soprattutto nella zona centrale del campo.
Il tecnico portoghese, tuttavia, ha lasciato aperta la porta a diverse soluzioni tattiche. L’idea è quella di scegliere la formazione definitiva anche in base all’assetto che verrà adottato contro la Juventus.
Moreira, un’arma in più sulla fascia
Situazione interessante anche per Moreira. Il giocatore ha ormai accumulato due settimane di allenamento e, secondo quanto spiegato da Amorim, è in condizioni migliori rispetto alla precedente uscita. Il suo utilizzo potrebbe rappresentare una soluzione importante soprattutto sulle corsie esterne.
Il tecnico lo considera infatti un elemento duttile, capace di agire sia a destra sia a sinistra e, in determinate situazioni, anche in una posizione più avanzata. La sua abilità nell’uno contro uno potrebbe diventare una delle armi del Milan per mettere in difficoltà la difesa juventina.
Tomori torna a disposizione
Un’altra novità riguarda Fikayo Tomori, nuovamente reintegrato nel gruppo. Il difensore torna così a essere un’opzione per Amorim, aumentando le possibilità di scelta nel reparto arretrato. La sua situazione era stata tra gli argomenti affrontati dal tecnico alla vigilia dell’incontro.
Resta invece indisponibile Matteo Gabbia, alle prese con un problema alla caviglia, mentre Amorim dovrà valutare attentamente il minutaggio di alcuni giocatori.
Juventus-Milan, un test importante
La sfida dell’Allianz Stadium arriva in un momento significativo per il progetto rossonero. Amorim considera infatti ogni partita un’occasione per misurare i progressi della squadra e quella contro la Juventus rappresenta un banco di prova particolarmente importante.
Il Milan vuole verificare sul campo quanto è cresciuto rispetto alle precedenti uscite e, soprattutto, mettere in pratica le indicazioni dell’allenatore. Rabiot, Moreira e gli altri nuovi elementi possono quindi diventare protagonisti di una gara che potrebbe fornire indicazioni preziose sul nuovo Milan.
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Juventus-Milan finisce 1-1: Gatti salva la Juve nel recupero, Cisse gela lo Stadium
Juventus-Milan termina 1-1 allo Stadium al termine di una partita equilibrata nel risultato ma nella quale la squadra di Luciano Spalletti ha mostrato qualcosa in più soprattutto sul piano delle occasioni create.
I bianconeri hanno rischiato seriamente di incassare una sconfitta immeritata, ma nel finale ci ha pensato Federico Gatti a evitare la beffa.
Il Milan era riuscito a sbloccare il risultato al 68’ con Alphadjo Cisse, entrato in campo appena pochi minuti prima insieme a Samuel Chukwueze. Proprio il neoentrato Chukwueze ha fornito l’assist decisivo per il compagno, bravo a controllare in area e a battere il portiere juventino con una conclusione precisa. Una rete arrivata praticamente alla prima vera occasione costruita dai rossoneri.
La Juventus, infatti, aveva iniziato meglio la sfida. Nel primo tempo è stato soprattutto Francisco Conceicao a mettere in difficoltà la difesa del Milan, costringendo Maignan a intervenire in più di una circostanza. Il dato delle conclusioni fotografa il predominio bianconero nella prima parte del match: nove tiri della Juve contro zero del Milan.
Anche nella ripresa la formazione di Spalletti ha continuato a spingere. Conceicao è rimasto tra i più pericolosi e ha colpito anche un palo, ma il Milan è riuscito a resistere fino al vantaggio di Cisse.
A cambiare l’inerzia della gara sono stati ancora una volta i cambi. Spalletti ha inserito forze fresche nel tentativo di aumentare la pressione offensiva e tra queste si è distinto Nick Woltemade, autore di un esordio positivo con la maglia bianconera. Il tedesco ha dato maggiore vivacità alla manovra, offrendo una risposta più convincente rispetto a un Kolo Muani apparso sottotono.
Quando la partita sembrava ormai indirizzata verso la vittoria del Milan, è arrivata la svolta al 91’. Spalletti ha utilizzato Gatti come una sorta di attaccante aggiunto e la scelta ha pagato: il difensore ha raccolto il cross di Teun Koopmeiners e ha firmato di testa il gol dell’1-1.
La rete ha fatto esplodere lo Stadium e ha permesso alla Juventus di conservare l’imbattibilità in campionato. Subito dopo il gol, però, Spalletti si è arrabbiato con Gatti per i festeggiamenti prolungati: secondo il tecnico, bisognava recuperare immediatamente il pallone per provare a cercare il colpaccio nei minuti conclusivi.
Il pareggio lascia dunque un punto a testa a Juventus e Milan. Spalletti mantiene la propria imbattibilità, così come Rúben Amorim sulla panchina rossonera, mentre in testa alla classifica restano a punteggio pieno soltanto Roma e Inter, in attesa della gara della Lazio contro l’Udinese.
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Milan, Cardinale prepara la svolta: niente più deleghe e possibile nuovo uomo forte
In casa Milan si apre una fase di riflessione profonda sulla struttura societaria e sulla gestione dell’area sportiva. Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, sembra intenzionato a rivedere alcuni equilibri interni e ad assumere un ruolo più diretto nelle decisioni strategiche del club.
La sensazione è che, per il futuro, non ci sarà più spazio per una gestione caratterizzata da responsabilità distribuite senza una precisa figura di riferimento.
Al centro delle valutazioni c’è innanzitutto il ruolo di Giorgio Furlani. L’amministratore delegato rimane una componente importante dell’organigramma rossonero, ma la proprietà starebbe valutando un nuovo modello gestionale nel quale le scelte sportive abbiano una catena di comando più definita. Furlani è amministratore delegato del Milan dal dicembre 2022, mentre l’attuale struttura dell’area tecnica comprende anche Igli Tare e Geoffrey Moncada.
Cardinale vuole una gestione più diretta
Il punto centrale della strategia di Cardinale sarebbe dunque la volontà di evitare ulteriori deleghe nella gestione delle questioni calcistiche. L’obiettivo è costruire un sistema nel quale proprietà e area sportiva siano maggiormente collegate, con decisioni più rapide e responsabilità facilmente individuabili.
La proprietà americana, secondo quanto emerge dalle indiscrezioni, non avrebbe intenzione di procedere necessariamente con una rivoluzione immediata. Piuttosto, l’idea sarebbe quella di capire quali figure siano realmente funzionali al progetto e quali invece possano essere sostituite o affiancate.
L’ipotesi di un nuovo capo dell’area calcio
Uno degli scenari più interessanti riguarda la possibile introduzione di un nuovo dirigente destinato a diventare il principale riferimento dell’area calcistica. Non si tratterebbe quindi soltanto di aggiungere una figura all’organigramma, ma di individuare un profilo con competenze e autorevolezza sufficienti per coordinare le scelte sportive.
Una soluzione di questo tipo permetterebbe a Cardinale di mantenere una supervisione più stretta senza necessariamente occuparsi in prima persona di ogni decisione operativa. Il nuovo responsabile potrebbe rappresentare il punto di raccordo tra proprietà, dirigenza, allenatore e mercato.
Il futuro del progetto rossonero
La necessità di rivedere alcuni equilibri nasce anche dalla volontà di evitare che le prossime sessioni di mercato e le scelte tecniche procedano senza una strategia condivisa. Il Milan vuole costruire un progetto sostenibile, ma anche competitivo, e per riuscirci sarà fondamentale avere una struttura decisionale chiara.
Il quadro, quindi, resta aperto. Non è detto che tutte le figure attualmente presenti siano destinate a lasciare il club, ma la proprietà sembra intenzionata a intervenire sugli equilibri interni. Il possibile ingresso di un nuovo capo dell’area calcio rappresenterebbe in questo senso il segnale più evidente di un cambiamento di rotta.
Per il Milan si prospetta dunque una fase delicata: prima ancora degli eventuali movimenti sul mercato dei calciatori, la società potrebbe intervenire sulla propria organizzazione. Cardinale sembra avere le idee sempre più definite e la prossima sfida sarà trasformare questa nuova impostazione in una struttura capace di garantire maggiore chiarezza, responsabilità e continuità al progetto rossonero.
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Juventus-Milan, il tabù continua: Amorim cerca il colpo allo Stadium
Juventus-Milan arriva già alla terza giornata di campionato, ma il peso della sfida va ben oltre quello di una normale gara di inizio stagione. La squadra di Ruben Amorim si presentano all’appuntamento con un conto aperto nei confronti della formazione bianconera.
L’ultimo successo milanista in Serie A risale infatti al 28 maggio 2023, quando Olivier Giroud firmò la vittoria in una partita particolarmente importante nella corsa alla qualificazione in Champions League.
Da quel momento il Milan non è più riuscito a imporsi contro la Juventus in campionato. Nei sei confronti successivi sono arrivati quattro pareggi e due sconfitte, mentre a rendere ancora più significativo il dato è il digiuno realizzativo. I rossoneri non trovano la rete contro i bianconeri in Serie A da ben 590 minuti.
Amorim, subito un esame ad alta pressione
Per Ruben Amorim, la trasferta allo Stadium rappresenta dunque il primo autentico test del nuovo corso. Il tecnico portoghese ha iniziato il campionato nel migliore dei modi, conquistando due vittorie consecutive contro Torino e Venezia. Un eventuale terzo successo gli permetterebbe inoltre di entrare nella storia del Milan, diventando il primo allenatore del club da quasi settant’anni capace di vincere tutte le prime tre partite di Serie A al debutto sulla panchina rossonera.
La Juventus, però, alza notevolmente il livello delle difficoltà. Sarà interessante capire se il Milan riuscirà a mantenere la propria identità anche in una gara caratterizzata da maggiore pressione, ritmo e tensione.
Gonçalo Ramos chiamato a interrompere il digiuno
Gran parte delle responsabilità offensive ricadranno su Gonçalo Ramos. L’attaccante portoghese dovrebbe guidare nuovamente il reparto avanzato, con l’obiettivo di diventare l’uomo capace di interrompere la lunga astinenza del Milan contro la Juventus.
Dopo le prime due giornate, Ramos rappresenta uno dei principali riferimenti offensivi della squadra e contro i bianconeri sarà chiamato a confermare la propria centralità. Per il Milan sarà fondamentale riuscire a creare occasioni da gol anche contro una formazione di alto livello.
Anche la difesa sotto esame
La sfida dello Stadium non servirà soltanto a valutare la fase offensiva. La tenuta difensiva del Milan di Amorim sarà altrettanto importante. Il reparto ha mostrato una buona solidità nelle prime uscite, pur concedendo qualche situazione che dovrà essere corretta.
Dopo oltre tre anni senza una vittoria in campionato contro la Juventus e con un digiuno realizzativo ormai diventato particolarmente lungo, il Milan dovrà quindi offrire una prova completa. Juventus-Milan sarà il primo grande esame per Amorim: lo Stadium dirà se il nuovo progetto rossonero è già pronto per affrontare le sfide di vertice oppure se servirà ancora tempo per raggiungere il livello desiderato.
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