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Milan, Orsato fa chiarezza: il caso di Torino finisce sotto esame
Il confronto tra Daniele Orsato e la stampa ha portato alla luce diversi episodi arbitrali delle prime settimane della stagione. Nel corso dell’incontro organizzato a Lissone, il designatore della Serie A ha riconosciuto complessivamente sette errori, cinque dei quali commessi in campionato e due in Coppa Italia. Tra le partite finite sotto la lente d’ingrandimento c’è anche Torino-Milan, gara nella quale è stato individuato uno degli episodi per cui il VAR avrebbe dovuto intervenire.
Torino-Milan, il fallo di mano di Vlasic
Nel dettaglio, Orsato ha indicato come errore la mancata concessione di un calcio di rigore in Torino-Milan. L’azione coinvolge Nikola Vlasic, autore di un intervento con il braccio all’interno dell’area di rigore.
Secondo la valutazione illustrata dal designatore, l’episodio avrebbe dovuto portare alla concessione del penalty. Non essendo arrivata la decisione sul terreno di gioco, sarebbe spettato quindi al VAR richiamare l’arbitro per una revisione dell’azione.
Si tratta di uno dei tre episodi di Serie A indicati da Orsato come rigori non assegnati per i quali la tecnologia avrebbe dovuto intervenire.
Gli altri errori riconosciuti in Serie A
Oltre alla sfida che ha coinvolto il Milan, il designatore ha evidenziato altre quattro situazioni considerate errori arbitrali nel campionato.
Una riguarda Fiorentina-Frosinone, con un intervento di Dragusin su Monterisi giudicato da rigore. Nella stessa partita è stato inoltre indicato un cartellino rosso non estratto nei confronti di Jimenez per un colpo ai danni di Bracaglia.
L’altro penalty non concesso riguarda invece Juventus-Atalanta, dove sarebbe stata da sanzionare la trattenuta di Kalulu su Rowe. Infine, in Como-Parma, Caqueret avrebbe dovuto essere espulso per l’intervento su Britschgi.
La distinzione tra errori e casi controversi
Nel corso dell’incontro è stata anche sottolineata la differenza tra gli episodi riconosciuti come errori e quelli che, pur avendo generato discussioni, non sono stati classificati nello stesso modo.
Tra questi ultimi rientrano diverse situazioni analizzate nelle prime giornate, compreso il presunto fallo di mano di Lobotka in Inter-Napoli. Il caso non è stato inserito nell’elenco degli errori ufficialmente riconosciuti dal designatore.
I numeri dell’avvio di stagione
L’incontro di Lissone ha fornito anche alcuni dati sull’andamento della nuova stagione arbitrale. Il tempo effettivo medio di gioco è salito a 59 minuti e 24 secondi, con un incremento di 5 minuti e 53 secondi rispetto alla precedente annata.
In calo, invece, la media dei falli, passata da 26 a 22,74, così come le ammonizioni, scese da 3,63 a 3,22. Diminuiscono anche le espulsioni, da 0,18 a 0,04, mentre nei primi cinque turni sono stati assegnati appena cinque rigori.
Per il Milan, quindi, il dato più rilevante emerso dall’analisi riguarda Torino-Milan: l’episodio relativo al fallo di mano di Vlasic è stato inserito ufficialmente tra gli errori arbitrali individuati da Orsato nella prima parte della stagione.
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Milan, stop per Saelemaekers: tempi di recupero e possibili alternative
Il Milan deve fare i conti con un nuovo problema in vista della ripresa del campionato. Alexis Saelemaekers si è infatti fermato durante una seduta di allenamento a Milanello a causa di un problema alla caviglia destra.
Gli accertamenti effettuati sul giocatore hanno escluso conseguenze più gravi: non sono state riscontrate fratture né lesioni a livello dei legamenti o della capsula articolare.
Si tratta dunque di un infortunio che, pur richiedendo prudenza, non dovrebbe costringere l’esterno rossonero a uno stop particolarmente lungo. La situazione verrà comunque valutata quotidianamente dallo staff medico, anche per stabilire quando sarà possibile tornare al lavoro completo con il gruppo.
Sassuolo a rischio, poi Salisburgo e Atalanta
Le prime indicazioni parlano di un recupero di almeno una decina di giorni. Questo rende incerta la presenza di Saelemaekers nella gara contro il Sassuolo dell’11 ottobre, appuntamento che segnerà la ripartenza del Milan dopo la pausa.
Il belga potrebbe invece avere maggiori possibilità di essere convocato per la sfida europea del 15 ottobre contro il Salisburgo oppure per il successivo impegno di campionato, quando i rossoneri affronteranno l’Atalanta a San Siro il 18 ottobre.
La prudenza sarà comunque fondamentale. Un rientro anticipato, infatti, potrebbe aumentare il rischio di una ricaduta e allungare ulteriormente i tempi di recupero.
Amorim valuta le alternative
L’infortunio arriva in un momento particolare per Saelemaekers. Ruben Amorim aveva infatti iniziato a utilizzarlo con continuità nel ruolo di trequartista sulla fascia sinistra, posizione nella quale il giocatore aveva già fornito risposte positive.
L’allenatore dovrà quindi individuare una soluzione temporanea. Tra i candidati principali figurano Alphadjo Cissé e Diego Moreira, entrambi protagonisti di un avvio di stagione positivo.
Cissé sembra avere caratteristiche particolarmente adatte a ricoprire quella posizione, mentre Moreira potrebbe rappresentare un’alternativa differente. Il tecnico portoghese aveva infatti già evidenziato in estate la possibilità di impiegare quest’ultimo soprattutto come esterno di centrocampo.
La sosta offre tempo per decidere
La pausa per gli impegni internazionali permette ad Amorim di lavorare sulle possibili soluzioni senza dover prendere immediatamente una decisione definitiva. Le prossime sedute saranno quindi importanti per capire quale giocatore offrirà maggiori garanzie nel ruolo lasciato momentaneamente libero da Saelemaekers.
Nel frattempo, l’obiettivo principale sarà recuperare il belga senza forzature. Soltanto quando lo staff medico darà il via libera, Amorim valuterà un eventuale ritorno in campo.
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Owen Emeka, il nuovo talento nel mirino del Milan
Il Milan continua a guardare con attenzione al mercato dei giovani talenti e, nelle ultime settimane, avrebbe inserito nella propria lista di osservazione anche Owen Emeka, promettente attaccante del Granada.
Nato in Andalusia nel 2009, il giocatore si sta mettendo in evidenza nonostante la giovanissima età, riuscendo a trovare spazio anche con la prima squadra del club spagnolo.
Emeka è un esterno offensivo mancino che viene utilizzato prevalentemente sulla fascia destra. Una posizione che gli permette di accentrarsi e sfruttare il piede preferito, cercando la giocata individuale o la conclusione verso la porta. Tecnica, capacità nel dribbling e intraprendenza sono alcune delle caratteristiche che hanno attirato l’attenzione degli osservatori.
L’esordio tra i professionisti
Il percorso di crescita del giovane attaccante ha subito un’accelerazione importante. Dopo essere arrivato al Granada nel 2024 e aver completato parte della formazione nel settore giovanile, Emeka è stato aggregato alla prima squadra.
Il suo impatto non è passato inosservato. In particolare, nella sfida contro l’Albacete, il classe 2009 ha trovato la rete contribuendo al pareggio della propria squadra. Grazie a quel gol è diventato il secondo marcatore più giovane nella storia del Granada, a 17 anni, quattro mesi e 23 giorni.
Il giocatore ha inoltre già avuto modo di confrontarsi con il percorso delle selezioni giovanili spagnole, entrando nel giro dell’Under 17.
Il Milan osserva e pensa alla prossima finestra di mercato
L’interesse del club rossonero non sarebbe soltanto teorico. Secondo le informazioni riportate nelle ultime ore, alcuni osservatori del Milan avrebbero seguito dal vivo Emeka durante la partita tra Granada e Albacete, raccogliendo ulteriori indicazioni sulle sue qualità.
Il profilo corrisponde alla strategia adottata dal Milan, sempre più orientato a individuare giovani prospetti con margini di crescita e a inserirli progressivamente in un progetto sportivo di lungo periodo.
L’eventuale operazione, tuttavia, non sarebbe semplice. Sul giocatore si sarebbe mosso anche il Real Madrid, che avrebbe già manifestato interesse durante la precedente sessione di mercato. In quell’occasione il Granada avrebbe scelto di non lasciar partire il proprio talento.
Una sfida sul mercato per assicurarsi il talento
Il Milan potrebbe quindi valutare una strategia basata sull’anticipo della concorrenza. Muoversi prima di altri club potrebbe consentire ai rossoneri di provare a trovare un’intesa con il Granada quando il valore del giocatore è ancora in fase di crescita.
Al momento, dunque, non si parla di un trasferimento definito, ma di un interesse che potrebbe trasformarsi in una trattativa concreta nei prossimi mesi. Emeka rappresenta uno dei giovani profili da seguire con attenzione: il suo rendimento con il Granada e la sua evoluzione nel calcio professionistico saranno elementi decisivi per capire quale potrà essere il suo futuro.
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Milan, Cardinale accelera per il nuovo Head of Football: Krosche perde quota
Il Milan è al lavoro per definire uno dei tasselli più importanti del nuovo organigramma societario. Gerry Cardinale, numero uno di RedBird, vuole infatti individuare in tempi brevi il dirigente destinato ad assumere il ruolo di Head of Football, una figura chiamata a coordinare e supervisionare l’intera area sportiva del club.
La pausa per gli impegni delle Nazionali rappresenta, in questo senso, una finestra utile per intensificare le valutazioni e arrivare a una decisione. L’obiettivo della proprietà è individuare un profilo che possa inserirsi nella struttura già delineata e lavorare in sintonia con la visione strategica del club.
Krosche, la candidatura perde forza
Tra i nomi presi in considerazione negli ultimi mesi c’è stato anche Markus Krosche, dirigente tedesco con una lunga esperienza nel calcio internazionale. Il suo profilo era stato valutato con particolare attenzione durante la riorganizzazione dell’area sportiva rossonera.
Negli ultimi giorni, però, la candidatura di Krosche avrebbe subito una brusca frenata. Le possibilità di arrivare a un accordo, secondo le informazioni riportate, sarebbero infatti scese sensibilmente, fino a rendere l’ipotesi particolarmente difficile.
Il modello dirigenziale scelto da Cardinale
Alla base delle difficoltà ci sarebbe soprattutto una differenza nella concezione del ruolo. Krosche, nel corso della sua carriera in Germania, ha lavorato con ampi margini di autonomia nella gestione delle operazioni di mercato e delle strategie sportive.
Il modello immaginato da Cardinale per il Milan prevede invece una struttura maggiormente collegiale, nella quale il nuovo responsabile dell’area calcistica dovrà collaborare con le altre componenti della società. La proprietà intende mantenere un ruolo centrale nelle decisioni strategiche e nelle operazioni considerate più delicate.
Questo rappresenta uno degli elementi che renderebbero complesso un eventuale arrivo di Krosche a Milano.
Il profilo ricercato dal Milan
La ricerca della società rossonera sembra indirizzata verso un dirigente con una rete internazionale di relazioni particolarmente sviluppata. Una delle priorità sarebbe quella di individuare una figura capace di supportare il club soprattutto nella gestione del mercato, compreso quello in uscita.
Il nuovo Head of Football dovrà inoltre avere un rapporto diretto e costruttivo con l’allenatore, contribuendo al coordinamento dell’intera area sportiva senza necessariamente disporre di poteri assoluti.
Cardinale, infatti, sembra orientato verso un dirigente in grado di supervisionare il settore calcistico e lavorare all’interno di una struttura condivisa, mantenendo però un sistema decisionale nel quale la proprietà conserva l’ultima parola.
Boto tra le alternative
Nel frattempo, sul tavolo della proprietà sono stati valutati anche altri profili. Tra le candidature recentemente sottoposte all’attenzione di Cardinale figura quella di Boto, attualmente dirigente del Flamengo.
Il nome, però, non sembrerebbe aver suscitato particolare entusiasmo in questa fase. La ricerca prosegue quindi su più fronti, con l’orientamento verso un profilo internazionale.
Il Milan vuole chiudere in tempi brevi
La priorità resta quella di arrivare alla nomina del nuovo Head of Football nel minor tempo possibile. La scelta dovrà tenere conto non soltanto delle competenze del candidato, ma anche della sua capacità di inserirsi nel modello organizzativo voluto dalla proprietà.
Per questo motivo, mentre Krosche sembra allontanarsi progressivamente, il Milan continua a valutare diverse soluzioni. La direzione indicata da Cardinale porta verso un dirigente straniero, con esperienza internazionale, forti relazioni nel mondo del calcio e predisposizione al lavoro di squadra.
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