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Milan, bilancio 2025/26 in rosso: quanto è costata la mancata qualificazione europea
Il Milan ha ufficializzato i numeri relativi al bilancio della stagione 2025/2026. Il Consiglio di Amministrazione del club rossonero ha approvato la chiusura dell’esercizio, che rappresenta anche l’ultimo con Giorgio Furlani nel ruolo di amministratore delegato.
Tra i dati principali emerge un livello di ricavi pari a 464,6 milioni di euro. Si tratta di una cifra che evidenzia la crescita registrata dal club nell’arco degli ultimi anni: rispetto a quattro stagioni precedenti, infatti, il volume dei ricavi risulta più che raddoppiato.
Il risultato finale dell’esercizio presenta però un segno negativo. Dopo tre bilanci consecutivi chiusi con un utile, il Milan ha terminato la stagione 2025/26 con una perdita di 24 milioni di euro.
La mancata Europa pesa sui conti del Milan
Uno dei fattori principali che hanno inciso sul risultato economico è rappresentato dal mancato accesso alle competizioni europee. La squadra rossonera non è riuscita a conquistare sul campo la qualificazione alle coppe nella stagione 2025/26, con conseguenze dirette anche sul bilancio societario.
La partecipazione alle competizioni UEFA costituisce infatti una fonte significativa di introiti per i grandi club, grazie a premi legati ai risultati, ricavi da stadio, diritti audiovisivi e altre entrate collegate al percorso internazionale.
Il Milan stima un impatto tra 70 e 80 milioni
Secondo la stima riportata nei dati relativi al bilancio, l’assenza dalle competizioni europee avrebbe comportato per il Milan una perdita di ricavi nell’ordine dei 70-80 milioni di euro.
Si tratta di una cifra considerevole se rapportata al risultato finale dell’esercizio. Il mancato accesso all’Europa ha quindi rappresentato uno degli elementi più rilevanti nella formazione del rosso di bilancio, contribuendo a interrompere la serie di tre esercizi consecutivi chiusi in utile.
Ricavi in crescita, ma il risultato torna negativo
Il quadro finanziario del club presenta dunque due aspetti differenti. Da una parte, il Milan continua a mostrare una crescita importante sul fronte dei ricavi, arrivati a 464,6 milioni di euro. Dall’altra, l’assenza dalle competizioni europee ha avuto un peso significativo sull’equilibrio economico dell’esercizio.
Il bilancio 2025/26 racconta così una stagione caratterizzata da una forte crescita strutturale dei ricavi, ma anche dall’impatto economico della mancata qualificazione europea. Per la società, il ritorno alle competizioni internazionali rappresenta quindi un elemento rilevante anche sotto il profilo finanziario, oltre che naturalmente sportivo.
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Milan, quanto è costato Moreira: l’operazione può arrivare a 67,8 milioni
L’operazione che ha portato Diego Moreira al Milan presenta numeri particolarmente rilevanti.
L’esterno belga, arrivato dallo Strasburgo durante l’ultima sessione estiva di mercato, è diventato uno degli acquisti più onerosi nella storia del club rossonero. Considerando tutte le variabili previste dall’accordo, il costo complessivo dell’affare potrebbe infatti raggiungere quota 67,8 milioni di euro.
La parte fissa dell’operazione ammonta esattamente a 51 milioni, 282 mila e 51 euro. A questa cifra possono essere aggiunti diversi bonus, legati sia al rendimento individuale del calciatore sia ai risultati ottenuti dalla squadra.
I bonus legati alle prestazioni di Moreira
Una prima componente variabile riguarda direttamente ciò che Moreira riuscirà a produrre sul terreno di gioco. Nel caso in cui il giocatore riuscisse a raggiungere 10 gol complessivi tra reti e assist nell’arco di una singola stagione, il Milan sarebbe chiamato a versare allo Strasburgo poco più di 2 milioni di euro.
Un’altra parte dell’accordo è invece collegata alle presenze da titolare. Qualora l’esterno raggiungesse 15 partite dal primo minuto, giocando almeno 45 minuti in ciascuna occasione, scatterebbero ulteriori pagamenti. Questa voce può arrivare complessivamente fino a 5,13 milioni di euro nell’intera durata del contratto.
Previsto anche un meccanismo legato al futuro del giocatore: un eventuale rinnovo dell’accordo con il Milan garantirebbe allo Strasburgo circa 2 milioni di euro, con la possibilità di arrivare a 4,1 milioni nel caso di due rinnovi.
Anche i risultati del Milan incidono sull’accordo
Non ci sono però soltanto bonus individuali. Una parte dell’intesa riguarda infatti i traguardi raggiunti dal Milan a livello europeo e nazionale.
In caso di qualificazione alla Champions League, il club francese riceverebbe circa 1 milione di euro per ogni stagione in cui si verifica la condizione prevista dall’accordo, ovvero che Moreira totalizzi almeno 2.000 minuti in Serie A.
Lo stesso meccanismo è previsto anche per l’eventuale qualificazione in Europa League, ma con un premio decisamente più contenuto: circa 256 mila euro. Esiste inoltre un bonus legato alla conquista dello scudetto, fissato a 1,5 milioni di euro e destinato a sostituire quello relativo alla Champions League.
Il tetto massimo: 67,8 milioni
Non tutti i bonus sono necessariamente destinati a maturare, ma l’accordo tra Milan e Strasburgo stabilisce comunque un limite massimo per le componenti variabili. Il totale dei bonus non può superare 14 milioni, 358 mila e 974 euro.
Partendo dai poco più di 51 milioni della parte fissa, l’operazione può quindi raggiungere un valore massimo di circa 67,8 milioni di euro. Una cifra che renderebbe Moreira il secondo acquisto più costoso della storia del Milan, alle spalle del compagno di squadra Gonçalo Ramos.
La clausola sulla futura rivendita
L’intesa tra i club comprende infine anche una percentuale riconosciuta allo Strasburgo nel caso in cui il Milan dovesse cedere Moreira a un’altra società. Il meccanismo varia in base al valore della futura operazione.
Non sarebbe dovuto alcun importo in caso di cessione inferiore ai 10 milioni di euro. Tra 10 e 50 milioni, invece, allo Strasburgo spetterebbe il 10% della differenza rispetto alla soglia iniziale, con un massimo di 4 milioni.
Per una vendita compresa tra 50 e 55 milioni, il pagamento previsto sarebbe di 5 milioni, mentre tra 55 e 70 milioni la cifra scenderebbe a 3 milioni. Per una cessione tra 70 e 100 milioni, il compenso salirebbe invece a 6,75 milioni.
Oltre quota 100 milioni, infine, il club francese avrebbe diritto al 25% della parte eccedente i 100 milioni. Una clausola che completa un’operazione costruita su una componente fissa importante e numerose variabili legate al rendimento futuro di Moreira e ai risultati del Milan.
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Cardinale: “Il Milan è come gli Yankees. Serie A? Sarà al livello della Premier”
Gerry Cardinale, fondatore e patron di RedBird, ha illustrato la propria visione sul futuro del Milan e, più in generale, sulle prospettive dello sport italiano.
Intervenuto a Bloomberg Screentime 2026, il proprietario rossonero ha parlato delle ambizioni legate al club, del ruolo di Milano nel panorama internazionale e della necessità di rilanciare il calcio italiano.
Cardinale ha spiegato di considerare il Milan un club dal potenziale enorme, anche grazie alla città che lo ospita e alla sua dimensione internazionale. Il paragone scelto per descrivere il peso del club rossonero è quello con una delle realtà sportive più celebri degli Stati Uniti.
“Il Milan è come i New York Yankees”
Nel corso dell’intervento, Cardinale ha sottolineato il legame personale con il progetto rossonero e la convinzione che il Milan rappresenti una realtà unica nel calcio europeo.
“Se potessi comprare qualsiasi club, fosse perché è una materia vicina a me, sarebbe comunque il Milan. E’ ciò che sto facendo in Italia, nel panorama calcistico europeo. Milano è la città più calda d’Europa, è il centro della moda e il Milan, sai, è come i New York Yankees del calcio italiano. Il calcio italiano era come la Premier League”.
Il numero uno di RedBird ha quindi ribadito la propria strategia di investimento, basata sull’individuazione di settori con margini di crescita e sulla volontà di intervenire per accelerarne il rilancio.
La filosofia di investimento di RedBird
Cardinale ha descritto anche il metodo seguito nelle proprie operazioni finanziarie. L’obiettivo, secondo il dirigente americano, è individuare realtà che hanno perso parte del proprio valore e creare le condizioni per riportarle ai livelli precedenti.
“Il mio stile di investimento, come puoi vedere, è quello di andare a cercare e ritrovarmi in aree che si sono rotte e ripararle, fare in modo di accelerare quel processo per riportarle dov’erano. E questa è un’opportunità gigantesca nel calcio europeo”.
Una filosofia che, nel caso del Milan, si inserisce in un progetto molto più ampio, destinato a coinvolgere anche le infrastrutture e il sistema sportivo della città.
San Siro, nuovo stadio e l’ambizione di una Milano dello sport
Uno dei passaggi centrali del discorso riguarda infatti il futuro di Milano. Cardinale ha parlato della necessità di sviluppare maggiormente la componente legata all’intrattenimento, considerata fondamentale per sostenere economicamente la crescita dello sport.
“In America tutto è ormai in sovrapprezzo, la sfida in Europa è che loro non amano molto l’intrattenimento. Sono molto puristi sotto il punto di vista dello sport. Sto cercando, però, di spiegare che serve l’intrattenimento per pagare lo sport. Quindi abbiamo acquistato l’iconico San Siro a Milano e costruiremo uno stadio da 80mila posti che sarà affianco. Poi speriamo di avere un team NBA e di costruire un’arena NBA. Sai, vogliamo costruire una Milano che sia una piattaforma sportiva e di intrattenimento. Dovrebbe aiutare ad accelerare il processo di sviluppo del calcio italiano e riportarlo a pari della Premier League: questo credo sia una sfida interessante”.
Il progetto delineato dal patron rossonero va dunque oltre il semplice sviluppo della squadra. L’idea è quella di trasformare Milano in un polo capace di unire calcio, basket, eventi e intrattenimento, con l’obiettivo di aumentare l’attrattività internazionale della città.
Il confronto con la Premier League
Cardinale ha infine utilizzato un paragone con il mondo dell’intrattenimento per spiegare le ragioni che, a suo giudizio, hanno consentito alla Premier League di conquistare una posizione dominante nel calcio internazionale.
“Netflix esiste perché a Hollywood si sono comportati come il calcio italiano: la Premier League si trova così in vetta perché il calcio italiano è stato pigro, non c’è stato quel senso di urgenza nel rinnovamento e hanno semplicemente concesso che la Premier League andasse avanti”.
Il messaggio del proprietario del Milan è quindi legato alla necessità di innovare e investire. Per Cardinale, il rilancio del calcio italiano passa anche dalla capacità di costruire nuove infrastrutture, ampliare l’offerta di intrattenimento e rendere i club maggiormente competitivi sul piano internazionale.
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Croazia, Modric dopo il 7-0: “Dobbiamo reagire, non c’è altro modo”
Luka Modric non si nasconde dopo la pesantissima sconfitta rimediata dalla Croazia contro l’Inghilterra.
Il 7-0 subito dalla Nazionale croata ha lasciato inevitabilmente il segno, ma il centrocampista del Milan invita l’ambiente a reagire immediatamente e a trasformare una serata negativa in un’occasione per ripartire.
Intervenuto ai microfoni di Nova TV, Modric ha raccontato il confronto avuto all’interno del gruppo dopo la debacle e ha sottolineato la necessità di affrontare il momento senza cercare scorciatoie.
“Abbiamo parlato. È normale, non possiamo semplicemente far finta di niente. Quindi abbiamo parlato e spero che questi colloqui portino i loro frutti e che vedremo una Croazia completamente diversa. Dobbiamo reagire, non c’è altro modo. In poche parole, questo è il calcio, questa è la vita, e questo è ciò che conta, alti e bassi. Abbiamo subito un duro colpo, non è la prima volta. In passato, abbiamo dimostrato di saperci riprendere”.
Modric: necessario lasciarsi alle spalle il ko
Il veterano croato riconosce dunque la gravità del risultato, ma ricorda anche le difficoltà già affrontate dalla Nazionale nel corso degli ultimi anni. Secondo Modric, il gruppo deve concentrarsi esclusivamente sulla risposta da dare sul campo, evitando che il pesante passivo possa condizionare le prossime sfide.
La reazione dovrà partire dall’atteggiamento e dal lavoro quotidiano, elementi che il centrocampista considera fondamentali per superare una fase complicata.
Il sostegno a Slaven Bilic
Modric ha poi affrontato anche la situazione relativa al commissario tecnico Slaven Bilic, finito al centro delle discussioni dopo il risultato contro l’Inghilterra. Il giocatore ha scelto di difendere l’allenatore, evidenziando la professionalità mostrata durante gli allenamenti e nelle partite.
“Beh, per noi la motivazione è giocare per la nazionale, questa è la nostra motivazione principale. Non possiamo entrare nelle storie, non possiamo controllare quello che si dice fuori, l’unica cosa che possiamo controllare è dare il 200%. Il ritorno di Bilic come ct? Sembra tutto come prima, fenomenale. Preparazione agli allenamenti, partite, tutto è ad alto livello. Certo, i risultati determinano sempre tutto e giudicano tutto, ma vedo Slaven molto motivato, molto desideroso di fare grandi cose con la nazionale croata. Abbiamo bisogno di supporto, tutti hanno bisogno di supporto, sia lui che i giocatori, perché è facile essere di supporto quando tutto va bene, in quel momento praticamente non ce n’è bisogno. Ma in questi momenti abbiamo bisogno di supporto, lui ha bisogno di supporto e tutti noi. È l’unico modo per andare avanti”.
L’obiettivo è ripartire tutti insieme
Il messaggio di Modric è quindi chiaro: la Croazia deve reagire sul campo e ritrovare compattezza dopo una delle sconfitte più pesanti della sua recente storia. Il centrocampista del Milan ha scelto di puntare sulla forza del gruppo e sul lavoro, chiedendo sostegno sia ai compagni sia al commissario tecnico.
Per Modric, il momento difficile può essere superato soltanto attraverso una risposta collettiva. Il 7-0 contro l’Inghilterra rappresenta una ferita ancora aperta, ma la Croazia vuole trasformarla nel punto di partenza per una nuova reazione.
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