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Milan, Leao: “Ho parlato col club, ma ancora non so se andrò via”
Rafael Leao apre al futuro lontano dal Milan e non esclude un addio in estate in un’intervista rilasciata in Brasile, ma ribadisce il massimo impegno in rossonero.
Rafael Leao è intervenuto ai microfoni del podcast brasiliano Podpah, affrontando diversi temi legati alla sua carriera. L’attaccante portoghese ha ripercorso il suo arrivo al Milan, il rifiuto dell’Inter, il rapporto con Zlatan Ibrahimovic e ha parlato anche del proprio futuro, confermando di aver discusso con il club la possibilità di vivere una nuova esperienza, pur ribadendo di essere ancora un giocatore rossonero. Di seguito un estratto della sua intervista.
Milan, Leao racconta la sua esperienza rossonera
Quando sei andato al Milan potevi finire all’Inter.
“Il direttore sportivo Luis Campos mi ha chiesto di andare al suo ufficio e mi ha detto che l’Inter avrebbe fatto una proposta per me. Io ho risposto di non voler andarmene, perché c’eravamo qualificati alla Champions League. E lui mi ha risposto che avrebbero fatto un’offerta di 25/30 e che sarei dovuto andarmene.
Ma io categoricamente non avevo intenzione di andare all’Inter. Passano 2/3 giorni e mi chiede nuovamente d’andare al suo ufficio. In quel momento mi ha detto che sarebbe stato il Milan a mandare una proposta per me, e che qualcuno mi avrebbe chiamato. Mi arriva una chiamata FaceTime, era Maldini e in quel caso non sono riuscito a dire di no. Ho parlato con la mia famiglia e mi hanno subito detto che il Milan è il Milan, uno dei migliori club al mondo, devi andare.”
E com’è stato per te, esordire così giovane con la maglia del Milan?
“Fu un sogno, sono arrivato presto al Milan, a 19 anni. Giocavo col Milan solo alla PlayStation, Ronaldinho, Kakà, Seedorf… E’ un club con molta storia, arrivi da solo all’aeroporto e trovi migliaia di tifosi. Questa esperienza è stata una trasformazione, e c’è voluto del tempo per adattarmi e avere quella responsabilità di giocare in un club come il Milan.”
Esordio a San Siro.
“La prima partita che ho giocato è stata contro l’Inter. Quando sono arrivato per le prime partite sono sempre stato in panchina, infatti sull’allenatore che c’era quando sono arrivato lasciamo perdere. Nel giorno prima della partita, alla riunione dove sarebbe stata annunciata la formazione, è stato fatto il mio nome e avrei giocato titolare contro l’Inter. Dopo quella partita hanno cominciato a parlare di Leao, e ho cominciato a giocare di più. Lo stadio era pieno, c’erano 70mila persone. E per me era il momento di dimostrare.”
Rapporto con Giampaolo.
“Il mio rapporto con l’allenatore non era propriamente intenso, era un buongiorno, buonasera e basta.”
Sull’aver trovato Ibrahimovic

“Per tutti noi giovani è stato un mentore. Un mentore che aveva ancora molta voglia di giocare e vincere nonostante fosse chiaramente più grande. Una caratteristica di Ibra che ha intrigato è stata il rispetto.”
Sul percorso.
“E’ stato un processo quello al Milan. Dopo parecchi anni abbiamo nuovamente vinto il campionato. Ed è stato dopo quella stagione che ho cominciato ad avere uno status differente, dentro e fuori dal campo.”
Milan, Leao sul futuro
“Avevo già parlato con il club riguardo l’ipotesi di provare una nuova esperienza. Non so se succederà, ma ad ogni modo, il 29 mi devo presentare lì, e finché sarò lì darò il massimo, nel rispetto della maglia che mi ha dato tutto. Il Milan un club che mi ha visto crescere, che mi ha aiutato molto in tanti aspetti. Ma la vita è così, le persone aspirano anche ad altre cose. Studierò le opzioni, ma sono ancora un giocatore del Milan e vediamo cosa accadrà.”
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Icardi, nessuna pista Lazio: Juventus e Milan osservano
Mauro Icardi continua a rappresentare uno dei nomi più interessanti tra gli attaccanti attualmente senza contratto.
L’argentino, classe 1993, è infatti ancora libero dopo la conclusione della sua esperienza al Galatasaray, terminata ufficialmente con la scadenza dell’accordo lo scorso 30 giugno.
Tra le possibilità che erano state accostate al centravanti c’era anche la Lazio, ma l’ipotesi non sembra destinata a concretizzarsi. Gennaro Gattuso ha infatti spiegato le ragioni che hanno portato il club biancoceleste a non prendere in considerazione l’operazione.
“Nessuno discute il valore di un calciatore che ha fatto più di 250 goal in carriera, ma abbiamo preso elementi come Pinamonti e Gudmundsson con i quali abbiamo fatto certi discorsi. Con un Icardi in più ci saremmo incartati, è inutile prendere gente se poi la devi lasciar fuori. Con tutto il rispetto per Icardi, ne ho parlato con il presidente Lotito e con il direttore sportivo Fabiani, è giusto rimanere così”.
L’ipotesi Brasile resta sul tavolo
Dopo l’addio al Galatasaray, Icardi potrebbe valutare anche una nuova esperienza lontano dall’Europa. Tra i club interessati viene indicato l’Atletico Mineiro, formazione brasiliana nella quale militano anche due giocatori già conosciuti nel campionato italiano: Lyanco, ex Bologna e Torino, e Ruan Tressoldi, precedentemente al Sassuolo.
La pista sudamericana rappresenta quindi una delle possibili destinazioni per l’attaccante, che dovrà decidere quale progetto sposare per proseguire la propria carriera.
Juventus e Milan: suggestione, ma nessun contatto
Icardi non ha mai nascosto il legame con il calcio italiano, avendo vestito in passato le maglie di Sampdoria e Inter. Proprio per questo, l’eventuale ritorno in Serie A potrebbe rappresentare uno scenario da tenere in considerazione.
Nelle ultime settimane, sui social, alcuni tifosi hanno ipotizzato un possibile approdo dell’argentino alla Juventus o al Milan, soprattutto alla luce delle difficoltà incontrate dai rispettivi reparti offensivi. Al momento, tuttavia, non risultano contatti concreti tra Icardi e i due club.
Il possibile ruolo di Icardi
Un eventuale ritorno in Italia non implicherebbe necessariamente un ruolo da protagonista assoluto nell’undici iniziale. L’attaccante potrebbe essere considerato soprattutto come una soluzione dalla panchina, utile nei momenti della partita in cui servisse maggiore presenza dentro l’area di rigore.
Il suo principale punto di forza rimane infatti il senso del gol e la capacità di leggere gli sviluppi delle azioni offensive negli ultimi metri. Per ora, comunque, Juventus e Milan restano soltanto ipotesi emerse nel dibattito dei tifosi, mentre il futuro di Icardi è ancora tutto da definire.
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Milan, allarme per Gonçalo Ramos? Numeri e soluzioni per rilanciare il centravanti
Il Milan si interroga sul rendimento di Gonçalo Ramos.
Il centravanti portoghese era arrivato con l’obiettivo di diventare un riferimento stabile per il reparto offensivo rossonero, ma l’avvio della sua esperienza a Milano non ha ancora restituito le risposte che l’ambiente si aspettava. Dopo il gol realizzato contro il Venezia a San Siro, infatti, il suo rendimento sotto porta è calato e nelle ultime tre partite non è riuscito a indirizzare alcun tiro nello specchio.
È ancora presto per parlare di un vero e proprio caso, soprattutto considerando che si tratta di un periodo iniziale della stagione. Tuttavia, alcuni numeri evidenziano le difficoltà del portoghese e suggeriscono la necessità di intervenire anche sul modo in cui la squadra lo mette nelle condizioni di essere pericoloso.
I numeri raccontano le difficoltà
Contro il Benfica Ramos ha toccato soltanto quattro palloni all’interno dell’area di rigore avversaria, un dato che fotografa la distanza del giocatore dalla zona nella quale può esprimere al meglio le proprie caratteristiche. A questo si aggiungono i 14 possessi persi e un contributo difensivo molto intenso, con 16 contrasti complessivi e quattro palloni recuperati.
Considerando le prime quattro giornate di campionato, il centravanti ha totalizzato 14 conclusioni, 1,55 di expected goals e una sola rete. Anche la percentuale di dribbling completati, pari al 16,7%, evidenzia qualche difficoltà nell’uno contro uno. I 158 tocchi complessivi comprendono appena 20 palloni giocati nell’area avversaria.
Non dipende tutto da Ramos
Il rendimento del portoghese, però, non può essere analizzato isolandolo dal resto della squadra. Ramos tende infatti ad allontanarsi frequentemente dalla posizione di centravanti, partecipando alla costruzione e abbassandosi per collegare centrocampo e trequarti.
Il suo grande dispendio di energie è particolarmente evidente anche nel lavoro senza palla. Il pressing e la disponibilità nel partecipare alla fase difensiva rappresentano aspetti importanti, ma possono incidere sulla lucidità quando arriva il momento di attaccare l’area.
Le sue caratteristiche restano quelle di un attaccante capace di muoversi tra le linee, attaccare la profondità e farsi trovare nel posto giusto. Per questo il Milan dovrà lavorare affinché il centravanti non sia costretto a costruire troppo lontano dalla porta, ma possa diventare soprattutto il terminale della manovra.
Le possibili soluzioni per Amorim
Una delle chiavi potrebbe essere migliorare la qualità della squadra negli ultimi metri. L’idea è quella di costruire un sistema nel quale Ramos venga maggiormente servito e possa concentrare le proprie energie sui movimenti offensivi.
In quest’ottica, l’esperienza e la qualità di Modric possono aggiungere soluzioni alla costruzione, mentre Rabiot e Pulisic possono garantire tecnica e capacità di giocare nello stretto sulla trequarti. Le loro caratteristiche potrebbero favorire gli inserimenti e gli attacchi alla profondità del centravanti portoghese.
La crescita di Ramos, quindi, passa anche dal miglioramento collettivo. Il Milan dovrà trovare maggiore continuità nella produzione offensiva e accompagnare meglio il proprio numero 9, evitando che sia costretto a partecipare a ogni fase dell’azione. Allo stesso tempo, dal portoghese è atteso un salto di rendimento: l’obiettivo sarà trasformare le sue qualità in una presenza più costante nell’area avversaria e in un numero maggiore di occasioni da rete.
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Milan, l’allarme dei primi tempi: Amorim studia le mosse
Il Milan si avvicina alla partita contro il Lecce con la necessità di dare una risposta immediata dopo un avvio di stagione caratterizzato da prestazioni altalenanti.
La gara di San Siro, l’ultima prima della pausa dedicata alle nazionali, assume così un peso significativo per Ruben Amorim, chiamato a trovare contromisure soprattutto nella fase iniziale delle partite.
La sconfitta europea contro il Benfica ha aumentato le riflessioni all’interno dell’ambiente rossonero. Uno degli aspetti finiti sotto osservazione riguarda infatti l’approccio alle gare e la capacità della squadra di produrre occasioni e gol nei primi 45 minuti.
Un problema che si ripete
Il dato statistico è particolarmente evidente: nelle prime quattro giornate di Serie A e nell’esordio in Europa League, il Milan non ha mai trovato la rete durante il primo tempo. Una tendenza che inevitabilmente porta a interrogarsi sulle scelte iniziali e sull’atteggiamento della squadra.
In diverse occasioni, infatti, i rossoneri hanno cambiato volto dopo l’intervallo grazie agli ingressi dalla panchina. Contro il Torino, ad esempio, Modric e Rabiot sono entrati nella ripresa contribuendo alla svolta. Situazioni analoghe si sono verificate anche contro Venezia, Juventus e Lazio, con alcune sostituzioni che hanno aumentato ritmo e pericolosità offensiva.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto i cambi, ma anche la necessità di individuare un undici iniziale capace di garantire maggiore intensità fin dal primo minuto.
La richiesta della proprietà
La situazione è stata analizzata anche da Gerry Cardinale, che avrebbe ribadito la fiducia nel progetto tecnico di Amorim, chiedendo però una reazione concreta già contro il Lecce. L’obiettivo resta quello di ottenere risultati più convincenti e ridurre gli esperimenti, puntando maggiormente sulle certezze presenti nell’organico.
Il progetto con il tecnico portoghese rimane orientato al lungo periodo, ma la proprietà si aspetta una crescita immediata della squadra e una maggiore continuità nelle prestazioni.
Amorim pronto a cambiare
Lo stesso allenatore ha già spiegato di essere disposto a modificare le proprie idee per trovare l’equilibrio necessario:
“Ma io cambio di continuo. Abbiamo due mesi di lavoro, troveremo sicuramente delle soluzioni per adattarci. Dobbiamo creare un modo di fare, ma dobbiamo anche vincere delle partite. Sono pronto ad adattarmi”.
Parole che lasciano intendere la possibilità di alcune modifiche già nella prossima partita. L’idea sarebbe quella di affidarsi maggiormente ai giocatori di maggiore esperienza e qualità, costruendo una formazione in grado di alzare il livello della prestazione fin dall’avvio.
Le possibili scelte contro il Lecce
Tra i pali dovrebbe esserci Maignan, mentre in difesa potrebbero trovare spazio Gila e Pavlovic, con Gabbia candidato a completare il reparto. A centrocampo, Modric potrebbe tornare a occuparsi della regia insieme a Musah.
Sulle fasce sono ipotizzati Moreira e Chukwueze, mentre sulla trequarti potrebbero agire Rabiot e Pulisic alle spalle di Goncalo Ramos.
La sfida con il Lecce potrebbe quindi rappresentare un banco di prova importante per capire se Amorim sceglierà di affidarsi maggiormente alle proprie certezze. Per il Milan, soprattutto, l’obiettivo sarà interrompere la tendenza negativa dei primi tempi e mostrare fin dall’inizio quell’atteggiamento offensivo richiesto dal progetto tecnico.
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