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Milan, il Porto torna su Gimenez: nuovi contatti e offerta ai rossoneri
Il futuro di Santiago Gimenez continua a essere uno dei temi più caldi del calciomercato Milan.
L’attaccante messicano, rimasto a Milanello per completare il recupero dall’infortunio che lo ha limitato anche durante gli ultimi impegni con la nazionale del Messico, è finito nuovamente nel mirino del Porto.
Il centravanti non ha preso parte alla tournée estiva del Milan in Australia proprio per proseguire il programma di riabilitazione. L’obiettivo resta quello di tornare al più presto a disposizione dello staff tecnico, ma nel frattempo il suo nome continua a circolare con forza sul mercato.
Porto, Farioli insiste per Santiago Gimenez
Secondo le ultime indiscrezioni, il Porto avrebbe riallacciato i contatti con il Milan per provare a portare Santiago Gimenez in Portogallo. Il club lusitano, guidato dall’allenatore italiano Francesco Farioli, considera il messicano il profilo ideale per rinforzare il reparto offensivo.
L’interesse dei Dragões non è una novità: già nelle prime settimane della sessione estiva il nome dell’ex Feyenoord era stato accostato al Porto. Dopo l’arrivo di André Silva, però, la trattativa sembrava essersi raffreddata. Ora, complice la situazione fisica non ottimale di Samu Aghehowa Omorodion, la dirigenza portoghese è tornata all’attacco.
Contatti diretti con il giocatore
Oltre ai dialoghi tra le due società, ci sarebbero stati anche nuovi contatti con lo stesso Santiago Gimenez. Francesco Farioli avrebbe illustrato all’attaccante il progetto tecnico del Porto, garantendogli un ruolo centrale nell’attacco della squadra per la prossima stagione.
Dietro l’operazione continuerebbe a muoversi anche il procuratore Jorge Mendes, da sempre protagonista nelle trattative che coinvolgono i principali club europei e da tempo in ottimi rapporti con la dirigenza rossonera.
L’offerta del Porto non convince il Milan
Sul piano economico, però, la distanza tra le parti resta significativa. Il Porto avrebbe presentato una proposta basata su un prestito con diritto di riscatto, formula che al momento non soddisfa il Milan.
Il club rossonero valuta infatti un’eventuale cessione soltanto a condizioni più favorevoli, preferendo un obbligo di riscatto, eventualmente legato al raggiungimento di determinati obiettivi sportivi, come la qualificazione alle competizioni europee o la conquista di un titolo.
Calciomercato Milan: la situazione resta aperta
La trattativa è ancora nelle fasi iniziali, ma il Porto sembra intenzionato a fare un nuovo tentativo per convincere il Milan. Molto dipenderà dall’eventuale rilancio del club portoghese e dalla formula che verrà proposta nei prossimi giorni.
Per il momento Santiago Gimenez resta un giocatore rossonero, concentrato sul recupero fisico e sul rientro in campo. Tuttavia, il suo futuro potrebbe tornare presto al centro del calciomercato Milan, con il Porto pronto a giocarsi le proprie carte fino alla chiusura della finestra estiva.
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Milan, l’ultimo abbraccio a Franco Baresi: Sant’Ambrogio saluta la leggenda rossonera
Milano si è fermata per l’ultimo saluto a Franco Baresi, una delle figure più rappresentative della storia del Milan e del calcio italiano.
La Basilica di Sant’Ambrogio ha accolto la cerimonia funebre dedicata all’ex capitano rossonero, con la partecipazione di numerosi tifosi, ex compagni di squadra e personalità del mondo dello sport.
L’atmosfera è stata quella riservata alle grandi icone dello sport: bandiere rossonere, sciarpe e messaggi d’affetto hanno accompagnato una giornata nella quale il popolo milanista ha voluto celebrare non soltanto il campione in campo, ma soprattutto l’uomo che per oltre vent’anni ha rappresentato i valori del club.
Baresi ha legato tutta la sua carriera al Milan, diventando il simbolo di un’epoca irripetibile. Difensore straordinario, capitano per molti anni e riferimento dello spogliatoio, ha incarnato un modello di professionalità e fedeltà difficilmente replicabile. La sua figura è rimasta associata ai grandi successi internazionali del club e a un modo di vivere il calcio fondato sul sacrificio e sul senso di appartenenza.
Un capitano dentro e fuori dal campo
Durante la cerimonia è emerso con forza il ricordo di un leader capace di andare oltre i trofei conquistati. Il valore di Baresi, infatti, non è stato celebrato soltanto per le vittorie ottenute con la maglia del Milan, ma soprattutto per la sua capacità di rappresentare la squadra nei momenti più difficili.
Uno degli aspetti più ricordati della sua carriera è stato proprio il legame indissolubile con i colori rossoneri. Anche nei periodi complicati della storia del club, Baresi ha scelto di restare al fianco del Milan, diventando un esempio di fedeltà per intere generazioni di tifosi.
Il suo numero 6 è stato ritirato dal club come riconoscimento di una carriera unica, segno del rapporto speciale costruito con la società e con la tifoseria.
La presenza del mondo del calcio per rendere omaggio al campione
Alla Basilica di Sant’Ambrogio sono arrivati numerosi protagonisti del calcio italiano e internazionale per ricordare una leggenda. Ex compagni, allenatori e rappresentanti delle istituzioni sportive hanno voluto testimoniare la vicinanza alla famiglia e celebrare una figura che ha lasciato un segno profondo nella storia del pallone.
Il Milan, impegnato all’estero per la preparazione estiva, non ha potuto partecipare con l’intera squadra alla cerimonia, ma il club ha comunque espresso il proprio affetto e la propria vicinanza attraverso i suoi rappresentanti.
Un’eredità che va oltre il calcio
L’addio a Franco Baresi non è stato soltanto il saluto a un grande difensore, ma a un simbolo capace di rappresentare un’intera filosofia sportiva. La sua carriera racconta di talento, disciplina e attaccamento alla maglia, valori che hanno contribuito a costruire la leggenda del Milan.
A Sant’Ambrogio non è stato celebrato soltanto il campione che ha alzato trofei e guidato una delle squadre più forti della storia del calcio, ma soprattutto Franco Baresi, il capitano rimasto nel cuore di chi lo ha visto giocare e di chi ha imparato ad ammirarlo attraverso i racconti delle generazioni precedenti.
Il suo nome resterà per sempre legato al Milan e alla storia dello sport italiano: un esempio di leadership silenziosa, di eleganza e di appartenenza che continuerà a vivere nel tempo.
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Amorim carica il derby con l’Inter: “Vogliamo vincere, ma conta arrivare pronti al campionato”
Il Milan si prepara ad affrontare il primo derby della stagione contro l’Inter, una sfida che arriva durante la tournée estiva in Australia e che rappresenterà un importante test nel percorso di avvicinamento al campionato. Alla vigilia della gara, Ruben Amorim ha analizzato diversi temi legati al momento della squadra: dal ricordo di Franco Baresi alla situazione di Rafael Leao, passando per il mercato e l’inserimento di Luka Modric nella rosa rossonera.
La partita contro i nerazzurri sarà un’amichevole, ma l’allenatore portoghese ha sottolineato l’importanza di utilizzare questi appuntamenti per migliorare la condizione fisica e consolidare le idee tattiche in vista degli impegni ufficiali.
Il ricordo di Franco Baresi: “La squadra sarà sempre la cosa più importante”
Uno dei primi argomenti affrontati da Amorim è stato Franco Baresi, storica bandiera del Milan, ricordato nel giorno delle celebrazioni per la sua scomparsa. Il tecnico rossonero ha voluto evidenziare soprattutto il valore umano dell’ex difensore, oltre ai successi conquistati nella sua carriera.
“Prima di tutto le nostre condoglianze alla famiglia di Baresi, ai suoi amici e anche a tutti i compagni di squadra che ha avuto durante la sua carriera. Penso di essere l’ultima persona che dovrebbe parlare di Baresi, perché sono qui da due minuti, ma posso spiegare un po’ la sensazione che c’è all’interno del nostro staff”.
Amorim ha poi raccontato il modo in cui il nome di Baresi viene vissuto all’interno dell’ambiente milanista:
“Nessuno chiama Baresi ‘Baresi’: lui è Franco e questo significa qualcosa. Quando parli di lui con tutto lo staff della comunicazione, hanno le lacrime nei loro occhi”.
Il tecnico ha sottolineato come la vera eredità lasciata dalla leggenda rossonera non siano soltanto i trofei, ma il senso di appartenenza:
“Tutti dicono una cosa: ‘Quando siamo andati in Serie B, lui non ci ha lasciati’. E questo è speciale. La cosa fondamentale, alla fine, è il carattere e chi sei, non quello che hai raggiunto”.
Infine un messaggio chiaro sul futuro del club:
“La squadra è la cosa più importante del nostro club e porteremo avanti l’eredità di Franco. La squadra, fino al mio ultimo giorno qui, sarà la cosa più importante del nostro club”.
Leao, Amorim lo difende: “È fortunato a essere al Milan, lo vedo felice e motivato”
Uno dei temi più attesi della conferenza riguardava Rafael Leao, spesso al centro delle voci di mercato. Amorim ha però trasmesso tranquillità, evidenziando il buon atteggiamento mostrato dall’attaccante portoghese durante la preparazione.
“Tutti i giocatori stanno lavorando davvero bene: sia quelli che hanno iniziato dal primo giorno sia quelli che sono arrivati dopo. Rafa è fortunato a essere in un club come il Milan, quindi dovrebbe essere felice. Io sento che è felice e motivato”.
L’allenatore ha ribadito di non aver notato differenze nell’atteggiamento del numero 10 rispetto al resto del gruppo:
“Non ho sentito, non ho visto alcuna differenza in Leao rispetto agli altri ragazzi. Sento che tutti si stanno preparando per iniziare una stagione molto difficile”.
Mercato, Amorim soddisfatto della rosa: “Possiamo vincere ogni partita”
Sul fronte mercato, il tecnico rossonero ha spiegato di essere soddisfatto del gruppo a disposizione, pur lasciando aperta la possibilità di eventuali nuovi interventi.
“Mercato? Sono davvero contento della squadra che ho. Stiamo costruendo la nostra idea di gioco. Abbiamo anche un’idea per il mercato. A volte è possibile realizzarla, a volte no”.
L’allenatore ha poi lanciato un messaggio di fiducia:
“Se dovessimo iniziare la stagione con questa squadra, penso che saremo competitivi in ogni partita e che potremo vincere ogni partita”.
Modric pronto al debutto: “È speciale, ma dovrà conquistarsi il posto”
Grande attenzione anche per Luka Modric, arrivato al Milan con il prestigio di una carriera straordinaria. Amorim ha confermato che il centrocampista croato sarà protagonista nel derby, ma ha chiarito che nessuno avrà il posto garantito.
“Modric? Domani giocherà anche lui. Tutti giocheranno una parte del derby. Perché non abbiamo molto tempo per allenarci e, con due partite molto vicine tra loro, dobbiamo allenarci giocando”.
Sul rapporto con il nuovo acquisto, il tecnico ha aggiunto:
“Luka è davvero umile e non gli piace tutta l’attenzione che riceve. Ha un’esperienza enorme e io lo tratterò come un giocatore normale. Dovrà lottare per conquistarsi il posto, ma naturalmente è un giocatore speciale”.
“Inter o Milan? Io scelgo sempre il Milan”
Immancabile anche la domanda sulla rivalità cittadina. Amorim ha spiegato che, nonostante i recenti successi dell’Inter, il valore del Milan va oltre i risultati.
“Capisco che, se si guardano soltanto gli ultimi anni, l’Inter abbia vinto più di noi. Ma il Milan è il Milan. E per questo io dirò sempre Milan”.
Il portoghese ha poi aggiunto:
“Il Milan non riguarda soltanto i trofei. Il Milan rappresenta qualcosa che non si può comprare. Per me, fin da quando ero un bambino, è sempre stato il Milan”.
Il derby e il campionato: “Conta arrivare pronti al 23 agosto”
Infine Amorim ha chiarito l’obiettivo della sfida contro l’Inter: vincere, ma senza perdere di vista la preparazione alla prima gara ufficiale.
“Il derby? Vogliamo far bene, ma essere il campione del precampionato non è importante. L’unica cosa che conta davvero è quando, a Torino il 23 agosto, l’arbitro fischierà l’inizio della gara”.
La priorità resta quindi costruire una squadra capace di esprimere qualità e continuità:
“Vincere è quello che vogliamo, ma farlo giocando molto male non trasmetterebbe fiducia. Il mio obiettivo è mettere questi ragazzi nelle condizioni migliori per mostrare questo talento”.
Il derby contro l’Inter sarà dunque un primo banco di prova importante, ma per Amorim il vero appuntamento da non fallire sarà l’inizio del campionato.
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Milan, Amorim ridisegna la squadra: Modric cambia ruolo, Pulisic e Saelemaekers protagonisti
Il nuovo Milan di Ruben Amorim prende forma e, con il cambio di sistema di gioco, cambiano anche compiti e posizioni di diversi protagonisti della rosa.
Il tecnico portoghese è orientato ad abbandonare il 3-5-2 per puntare con decisione sul 3-4-2-1, un modulo più offensivo che promette di valorizzare le caratteristiche dei giocatori più tecnici.
La nuova identità tattica non rappresenta soltanto un’evoluzione strategica, ma anche un segnale chiaro della filosofia di Amorim: una squadra costruita per dominare il gioco e creare occasioni, con interpreti chiamati a ricoprire ruoli differenti rispetto al recente passato.
Modric, nuova posizione nel centrocampo del Milan
Tra i giocatori destinati a cambiare maggiormente c’è Luka Modric. Il fuoriclasse croato dovrebbe agire da interno nella linea mediana a due, un ruolo che conosce bene nonostante abbia costruito gran parte della sua carriera in un centrocampo a tre.
Negli ultimi anni con il Real Madrid, infatti, Modric è stato impiegato anche in una mediana a due, così come con la nazionale croata. L’esperienza e l’intelligenza tattica del Pallone d’Oro gli consentono di adattarsi senza particolari difficoltà, anche se il nuovo assetto richiederà maggiore copertura degli spazi e una costante collaborazione con gli esterni.
Nel 3-4-2-1 di Amorim, il lavoro degli uomini di fascia diventa infatti determinante per garantire equilibrio sia in fase di possesso sia quando la squadra perde il pallone.
Saelemaekers pronto a cambiare fascia
Una delle novità più interessanti riguarda Alexis Saelemaekers. Il tecnico rossonero apprezza particolarmente gli esterni a piede invertito e vede il belga come interprete ideale sulla corsia sinistra, nonostante il piede naturale sia il destro.
Il cambio di fascia offrirà a Saelemaekers nuove soluzioni offensive: maggiori possibilità di accentrarsi, dialogare con i trequartisti e creare superiorità numerica negli ultimi trenta metri.
Per il belga non si tratta comunque di una posizione completamente nuova, avendo già ricoperto quel ruolo nelle esperienze precedenti, dimostrando buona duttilità tattica.
Pulisic torna protagonista tra le linee
Anche Christian Pulisic sarà uno dei principali beneficiari del nuovo sistema di gioco. L’americano dovrebbe essere impiegato come trequartista di sinistra, una posizione che gli permetterà di sfruttare al meglio qualità tecniche, rapidità e capacità di muoversi tra le linee.
Dopo essere stato utilizzato sia da esterno offensivo sia da seconda punta nelle ultime stagioni, il nuovo ruolo potrebbe consentirgli di incidere maggiormente nella costruzione della manovra e negli inserimenti senza palla.
Per Amorim, Pulisic rappresenta una pedina fondamentale per dare imprevedibilità e ritmo alla fase offensiva del Milan.
Nkunku, fantasia alle spalle della punta
Nel nuovo assetto tattico trova spazio anche Christopher Nkunku, destinato a muoversi sulla trequarti accanto a Pulisic, alle spalle del centravanti.
L’attaccante francese porta in dote grande tecnica, fantasia e versatilità. Nel corso della carriera ha ricoperto praticamente ogni ruolo offensivo, dall’esterno al falso nove, passando per la seconda punta. Nel Milan di Amorim sarà chiamato a creare superiorità numerica, rifinire l’azione e alternarsi con i compagni senza dare punti di riferimento alle difese avversarie.
Il nuovo Milan di Amorim punta su qualità e gioco offensivo
Il passaggio al 3-4-2-1 rappresenta molto più di un semplice cambio di modulo. È una trasformazione che coinvolge l’intera struttura della squadra, con l’obiettivo di proporre un calcio più aggressivo, intenso e orientato all’attacco.
Modric guiderà il centrocampo con esperienza e visione di gioco, Saelemaekers offrirà ampiezza e dinamismo sulla fascia, Pulisic agirà tra le linee per accendere la manovra e Nkunku aggiungerà fantasia e imprevedibilità negli ultimi metri.
Le prime indicazioni emerse durante la preparazione estiva confermano la volontà di Amorim di costruire un Milan moderno, offensivo e capace di valorizzare al massimo le qualità dei suoi uomini migliori. Il nuovo assetto tattico potrebbe diventare uno dei principali punti di forza della stagione rossonera, con un’identità di gioco ben definita fin dalle prime uscite ufficiali.
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