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Gonçalo Ramos si racconta: “Mi piacerebbe tantissimo vivere qui”
L’avventura di Gonçalo Ramos al Milan è iniziata tra aspettative elevate e qualche difficoltà iniziale.
L’attaccante portoghese ha dovuto fare i conti con la pressione legata al nuovo ambiente e con un rendimento realizzativo che, almeno nelle prime uscite, non ha soddisfatto pienamente le attese.
Il successo ottenuto contro il Lecce ha però contribuito a riportare maggiore tranquillità nell’ambiente rossonero. In un’intervista rilasciata ai canali ufficiali del club, Ramos ha parlato del proprio inserimento in Italia, del rapporto con Ruben Amorim, dell’affetto ricevuto dai tifosi e di alcuni aspetti della sua vita lontano dal calcio.
Il rapporto speciale con i tifosi
Uno degli aspetti che più hanno colpito il centravanti è stato il calore mostrato dai sostenitori del Milan anche a grande distanza dall’Italia. Ramos ha ricordato in particolare l’accoglienza ricevuta durante la tappa di Giacarta.
“L’affetto dei tifosi? È stato molto bello, ho incontrato i tifosi per la prima volta a Giacarta dove abbiamo tanti sostenitori. È stato incredibile, perché eravamo così lontani da casa ma potevamo sentire chiaramente il loro supporto. Capisci quanto il Milan sia enorme come Club e come tifoseria. I nostri tifosi ci danno forza e sostegno in ogni partita. Mi piace sentire questo calore durante la partita. A volte può sembrare un piccolo aiuto, ma nei momenti importanti è fondamentale”.
Dall’Algarve a Milano: il legame con la famiglia
Fuori dal campo, la famiglia continua ad avere un ruolo centrale nella vita del giocatore. Ramos ha raccontato il suo legame con l’Algarve, territorio nel quale cerca di trascorrere ogni anno alcuni giorni insieme ai suoi cari, e ha anche svelato quale sia il suo piatto preferito.
“Ogni anno trascorro almeno una settimana in Algarve con la mia famiglia, perché è speciale. Ci sono tantissimi turisti e c’è un po’ di tutto: bel clima, buon cibo, c’è tranquillità se riesci a trovare i posti giusti. Per me è Olhão, con il litorale che costeggia la città… Si chiama Rio Formosa, è uno dei posti più belli dell’Algarve.
Piatto preferito In portoghese si dice “choco”, seppia. Lo cucini in padella e poi lo mangi con le patate con su della salsa. È il mio piatto preferito”.
Gli inizi nel calcio e i consigli del padre
La passione per il pallone è nata quando Ramos era ancora bambino. Il suo primo ricordo legato al calcio risale all’esperienza nell’Olhanense, dove iniziò a giocare insieme a ragazzi più grandi di lui.
“Gioco a calcio da sempre, non so esattamente da quando. La mia prima squadra è stata l’Olhanense, a 4 anni. Ho cominciato a giocare con bambini più grandi di me, loro avevano 5-6 anni. Ero il più piccolo perché non c’era una squadra per la mia età in quel momento ma io volevo giocare. Questo è il mio primo ricordo.
Passo tanto tempo con mio nonno. Non so molto della sua carriera da calciatore, so più di quella di mio padre perché me ne hanno parlato. Anche adesso mi aiuta ogni settimana, in ogni partita. Lui è sempre il primo ad aiutarmi in ogni momento. Lui giocava quindi sa di più delle altre persone cosa vuol dire giocare e fare determinate cose in campo. Lui è anche il primo a dirmi la verità e a esigere di più da me. Se ad esempio faccio 5 gol in una partita, ma poi ne sbaglio uno la prima cosa che mi dice è: “Potevi fare meglio in quell’occasione”. Lui è sempre schietto con me e mi spinge sempre a migliorarmi e a salire di livello. Mia madre invece è molto più loquace di mio padre. Mio padre è più riservato, più tranquillo. E mia madre alza il tono della voce perché non riesce a gestire lo stress”.
L’ambientamento a Milano e la lingua italiana
Il passaggio in Italia ha portato anche la necessità di adattarsi a una nuova città e a una nuova lingua. Ramos ha spiegato di avere già iniziato a comprendere l’italiano e di apprezzare particolarmente lo stile di vita milanese.
“So dire cose semplici come “ciao”, “domani”, “calcio”, “attaccante”. Capisco quasi tutto. Milano? Io preferisco la vita di città. Anche quando ero a Parigi avevamo scelto di vivere vicino al centro. Penso che sia meglio, perché quando non ci alleniamo ho qualcosa da fare, se voglio. È anche più sicuro per la mia famiglia.
Ho vissuto in due città meravigliose, ma mi piacerebbe tantissimo vivere qui perché ci sono alcune somiglianze con il Portogallo. Inoltre è una città meravigliosa, più tranquilla di Parigi e per me è meglio perché non amo il caos”.
Basket, Formula 1 e cinema tra le sue passioni
Quando non è impegnato con allenamenti e partite, Ramos dedica spazio anche ad altri sport e all’intrattenimento. Tra le sue passioni spiccano l’NBA e la Formula 1, mentre sul grande schermo apprezza particolarmente il cinema.
“Altre passioni? L’NBA. Amo giocare a basket, è il mio sport preferito. Mi piace guardare l’NBA e ora Philadelphia… Adesso hanno LeBron James, è la nuova squadra di LeBron. Mi piacciono anche altri sport come la Formula 1. Il mio pilota preferito è Hamilton e la mia scuderia preferita è la Ferrari. Poi mi piace andare al cinema, ma i popcorn devono essere buoni. Di serie mi piacciono i Peaky Blinders. Film? Il Pianeta delle Scimmie”.
Il rapporto con Amorim e il ricordo della doppietta
Infine, l’attaccante ha ricordato un episodio risalente ai tempi del Benfica, quando affrontò lo Sporting allenato proprio da Amorim. In quell’occasione Ramos fu protagonista con due gol.
“Ricordo quando ero al Benfica e abbiamo pareggiato 2-2 contro lo Sporting, e ho segnato due gol contro mister Amorim. Ero molto felice. Non ne parlo con lui, solo con i membri dello staff Carlos e Vital. Allora lui già mi conosceva perché eravamo nel bel mezzo del campionato e avevo già giocato tante partite col Benfica. Questo lo ha aiutato a conoscermi meglio”.
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Juventus, Tomori è in cima alla lista del mercato di gennaio
La Juventus guarda già oltre la prossima sessione di mercato e comincia a programmare anche le future strategie estive, con il nome di Fikayo Tomori sullo sfondo.
La dirigenza bianconera sta infatti monitorando diversi giocatori che potrebbero liberarsi a parametro zero al termine dei rispettivi contratti, con l’obiettivo di anticipare la concorrenza e individuare per tempo i profili più adatti alle esigenze della squadra di Luciano Spalletti.
Tomori è il nome principale per la difesa
Uno dei dossier più interessanti riguarda il reparto arretrato. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Fikayo Tomori rappresenta una delle priorità della Juventus in vista dell’estate 2027.
Il difensore inglese del Milan è un profilo già conosciuto dall’attuale area sportiva bianconera. Tomori era infatti arrivato in rossonero dal Chelsea nel gennaio 2021, operazione nella quale la dirigenza milanista aveva investito meno di 30 milioni di euro.
La sua situazione al Milan potrebbe diventare particolarmente interessante nei prossimi mesi. Dopo il reintegro nella rosa, il centrale non ha ancora trovato continuità e dovrà sfruttare le prossime partite per aumentare il proprio minutaggio. Da gennaio e febbraio, inoltre, potrà iniziare a valutare con maggiore concretezza le prospettive legate al proprio futuro.
La Juventus considera Tomori una possibile soluzione soprattutto qualora si concretizzasse l’eventuale partenza di Gatti.
Raum osservato per la fascia sinistra
Non c’è soltanto Tomori nei pensieri della società bianconera. Per la corsia mancina viene seguito anche David Raum, capitano del Lipsia. Il terzino tedesco ha il contratto in scadenza e, al momento, le discussioni per un eventuale rinnovo non hanno ancora portato a un accordo.
La Juventus resta quindi vigile, anche se sul giocatore c’è da registrare una concorrenza importante, con il Manchester United tra i club interessati.
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Milan, resta aperta la ricerca dell’Head of Football: contatti con Krosche, ma c’è distanza
Il Milan continua a lavorare sul futuro della propria struttura dirigenziale. La proprietà rossonera, guidata da Gerry Cardinale e dal gruppo RedBird, sta infatti valutando l’inserimento di una nuova figura con responsabilità nell’area sportiva.
L’obiettivo è individuare un Head of Football che possa rappresentare un punto di riferimento per la gestione tecnica e contribuire alla definizione delle strategie del club.
Tra i nomi presi in considerazione c’è Markus Krosche, attuale direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco era già stato accostato al Milan durante la scorsa estate e continua a essere monitorato, anche se al momento non sarebbe stata raggiunta un’intesa.
Krosche, un profilo seguito già dall’estate
L’interesse del Milan nei confronti di Krosche non sarebbe quindi recente. Il suo nome era emerso durante la profonda riorganizzazione che ha interessato il club nel corso dell’ultima estate, caratterizzata da numerosi cambiamenti all’interno dell’area sportiva e dirigenziale.
In quella fase la proprietà ha valutato l’ipotesi di affidare a un’unica figura il coordinamento dell’intero settore calcistico, con l’obiettivo di costruire una struttura maggiormente allineata alla propria strategia. Krosche era finito nel gruppo dei candidati e il suo profilo è rimasto nel radar della società.
La questione, tuttavia, non si è trasformata in un accordo definitivo.
Differenze sulle responsabilità e sul progetto
Secondo quanto riportato da Matteo Moretto e Fabrizio Romano sul canale YouTube in italiano, tra le parti ci sarebbero stati contatti, ma persistono alcune differenze relative alla visione del progetto e soprattutto alle responsabilità che il nuovo dirigente dovrebbe assumere all’interno del Milan.
Cardinale starebbe cercando di completare l’organigramma con una figura specificamente dedicata all’area sportiva, capace di inserirsi nell’attuale struttura e di condividere gli obiettivi strategici della proprietà. Krosche, dal canto suo, rappresenta un profilo di esperienza internazionale, ma le condizioni per arrivare a una collaborazione non sarebbero ancora maturate.
Il casting resta aperto
Il Milan, quindi, non avrebbe limitato la propria ricerca al dirigente dell’Eintracht Francoforte. Il casting per l’Head of Football prosegue e la società continua a valutare altri profili.
La volontà della proprietà resta quella di completare l’organizzazione dell’area sportiva con una figura in grado di avere un ruolo centrale nel progetto. Krosche rimane tra i nomi accostati al club, ma al momento la distanza sulle rispettive visioni e sulle modalità operative impedisce di considerare l’operazione vicina alla conclusione.
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Milan, Pellegatti rilancia van Dijk: “Non era un nome tanto per dire”
Il nome di Virgil van Dijk potrebbe tornare a circolare dalle parti di Milanello.
Il centrale olandese era stato accostato al Milan durante la scorsa sessione estiva di mercato, quando il club rossonero aveva valutato diverse possibilità per rinforzare il reparto difensivo.
Alla fine, la società ha scelto di rimandare l’intervento sulla retroguardia, concentrando eventualmente le proprie valutazioni sulle prossime finestre di mercato. Tra i profili maggiormente considerati resta quello di Goncalo Inacio, ma sullo sfondo è riemersa anche la suggestione legata al capitano del Liverpool.
A rilanciare questa possibilità è stato Carlo Pellegatti, giornalista particolarmente vicino alle vicende del Milan, che ha ricordato un’indiscrezione emersa nei mesi scorsi e attribuita a Gerry Cardinale.
Pellegatti: “Prima o poi arriverà”
Nel corso del suo intervento sul proprio canale YouTube, Pellegatti ha spiegato di essere ancora convinto che la pista van Dijk non sia nata semplicemente come una voce priva di fondamento.
“Ogni tanto mi prendono in giro per van Dijk e accetto la presa in giro. Però mi avevano preso in giro anche nel gennaio prima che arrivasse Zlatan Ibrahimović (ed è arrivato un anno dopo). Io continuo a dire che la frase di Gerry Cardinale è stata: ‘O lo prenderemo adesso pagandolo, o lo prenderemo il prossimo anno gratis’. Io ho detto che van Dijk prima o poi arriverà. Vediamo se Gerry Cardinale cambierà idea o meno, ma vi assicuro che non era un nome tirato per aria tanto per dire“.
Parole che riaccendono dunque l’attenzione sul futuro del difensore olandese, pur senza rappresentare, al momento, la conferma dell’esistenza di una trattativa.
Nessun contatto concreto tra Milan e van Dijk
La situazione attuale, infatti, resta molto diversa da quella di un’operazione già avviata. Van Dijk è stato effettivamente accostato al Milan, ma non risultano al momento trattative concrete o contatti ufficiali tra il club italiano e il giocatore.
Il centrale continua a rappresentare uno dei punti di riferimento del Liverpool e mantiene un ruolo di assoluto rilievo all’interno della formazione inglese. La sua esperienza e la sua leadership lo rendono un profilo particolarmente importante per i Reds.
Contratto fino al 2027
Un elemento da tenere in considerazione riguarda anche la situazione contrattuale. L’accordo di van Dijk con il Liverpool è attualmente valido fino al 30 giugno 2027. Al momento non sono però iniziate le discussioni per un eventuale prolungamento.
Proprio la situazione del contratto potrebbe diventare un fattore da monitorare nei prossimi mesi. Per il Milan, tuttavia, la pista resta per ora nel campo delle indiscrezioni e delle possibilità future, mentre il mercato rossonero continua a valutare differenti profili per la difesa.
Soltanto l’evoluzione dei prossimi mesi permetterà di capire se le parole ricordate da Pellegatti troveranno un seguito concreto e se van Dijk potrà realmente diventare un obiettivo del Milan.
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