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Milan, Jashari non convince: lo svizzero è davvero l’erede giusto per Modric?
Il centrocampista svizzero non è ancora riuscito a imporsi come una presenza affidabile all’interno della squadra. Le sue apparizioni sono state caratterizzate da alti e bassi, senza che sia mai arrivata una serie di prestazioni convincenti in grado di consolidarne il ruolo. Anche l’infortunio rimediato a settembre nella passata stagione ha inevitabilmente condizionato il suo percorso, così come le difficoltà incontrate nell’adattarsi alle richieste tattiche di Massimiliano Allegri.
Con l’arrivo di Rúben Amorim, Jashari ha avuto nuove opportunità per mettersi in mostra e guadagnare spazio nelle rotazioni. Finora, però, le risposte non sono state particolarmente positive.
L’eredità di Modric pesa: Jashari non sembra ancora pronto
La domanda che accompagna il momento dello svizzero riguarda soprattutto la possibilità di affidargli la responsabilità di sostituire un giocatore del calibro di Luka Modric. Pensare che Jashari possa raccoglierne immediatamente l’eredità appare, allo stato attuale, prematuro.
Il problema non riguarda soltanto la qualità tecnica, ma soprattutto l’atteggiamento mostrato durante le partite. Il centrocampista tende spesso a cercare soluzioni semplici, limitandosi a passaggi ravvicinati e appoggi senza particolare iniziativa. Manca quella capacità di rischiare la giocata, superare la pressione avversaria e assumersi responsabilità nella costruzione del gioco.
Anche in fase offensiva il contributo appare limitato. Jashari raramente cerca la conclusione personale e fatica a incidere negli ultimi metri. Contro il Ferencváros, in una gara che avrebbe potuto rappresentare un’occasione importante per dimostrare il proprio valore, non è riuscito a lasciare il segno, finendo per rispecchiare le difficoltà generali della squadra.
Per giustificare l’investimento economico sostenuto dal Milan nella scorsa estate serviranno dunque segnali più evidenti. Non basta partecipare alla manovra: occorrono personalità, intraprendenza e una maggiore capacità di determinare le partite.
I numeri di Jashari con la maglia rossonera
Anche le statistiche contribuiscono a spiegare perché il rendimento dello svizzero sia finito al centro delle discussioni. Fino a questo momento, Jashari ha collezionato 29 presenze ufficiali con il Milan, senza riuscire a diventare un elemento realmente decisivo.
Il suo bilancio personale comprende appena due assist, un bottino piuttosto contenuto per un centrocampista chiamato a partecipare attivamente alla costruzione del gioco e a offrire soluzioni alla squadra.
Naturalmente, il percorso di un giovane calciatore può richiedere tempo e non sarebbe corretto considerare già definitivo il giudizio sulle sue qualità. Tuttavia, le aspettative iniziali erano differenti e il Milan ha bisogno di risposte concrete.
La possibilità di crescere e ritagliarsi uno spazio importante resta aperta, ma Jashari dovrà cambiare passo. Soprattutto, dovrà dimostrare di poter essere molto più di una semplice alternativa: al momento, il paragone con Modric sembra ancora troppo impegnativo.
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Milan, emergenza in difesa: Pavlovic salta il Genoa
Un’assenza pesante per la formazione rossonera, soprattutto considerando la situazione già complicata nel reparto arretrato. Pavlovic si aggiunge infatti a Gabbia e Tomori, entrambi indisponibili, costringendo Ruben Amorim a rivedere le proprie soluzioni per affrontare una trasferta tutt’altro che semplice.
Difesa in emergenza: le possibili scelte di Amorim
L’allenatore portoghese dovrà gestire una situazione delicata, con diverse assenze che riducono sensibilmente le alternative a disposizione. A complicare ulteriormente il quadro ci sono anche le difficoltà incontrate da Terracciano, che rendono ancora più ristretto il ventaglio delle possibili scelte.
Secondo le indicazioni della vigilia, Amorim dovrebbe orientarsi verso una linea difensiva a quattro. Gila potrebbe essere adattato sulla corsia destra, mentre la coppia centrale dovrebbe essere composta da Diawara e De Winter. Sulla fascia opposta, invece, Estupinan appare al momento in vantaggio rispetto a Bartesaghi per occupare la posizione di terzino sinistro.
Una soluzione che permetterebbe al Milan di mantenere un assetto equilibrato nonostante le numerose defezioni. Resta comunque da valutare come i rossoneri riusciranno a gestire le difficoltà difensive contro un Genoa pronto a sfruttare il fattore campo.
A centrocampo spazio ai titolari: Modric in regia
Al di là delle difficoltà nel reparto arretrato, Amorim sembra intenzionato a puntare sui suoi uomini migliori negli altri settori del campo. L’obiettivo è conquistare i tre punti a Marassi e dare continuità al successo ottenuto nel derby, arrivando alla sosta per le nazionali con maggiore tranquillità e fiducia.
In mezzo al campo dovrebbe essere confermato un terzetto di esperienza e qualità. Musah è destinato a occupare il ruolo di mezzala destra, con Modric incaricato di dirigere la manovra dalla posizione di regista. Sul versante opposto agirà Rabiot, al quale sarà concessa libertà di inserirsi e accompagnare le azioni offensive, cercando di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria.
Attacco, Moreira e Pulisic a supporto di Ramos
Per quanto riguarda il reparto offensivo, le indicazioni portano verso la conferma di Moreira e Pulisic, chiamati a sostenere Ramos nel compito di guidare l’attacco rossonero.
L’attaccante sta attraversando un momento complicato sotto il profilo realizzativo e ha bisogno di ritrovare continuità e fiducia sotto porta. La sfida contro il Genoa potrebbe rappresentare un’occasione importante per interrompere il periodo negativo e tornare a essere decisivo per la squadra.
Il Milan cerca continuità dopo il derby
La trasferta ligure assume un significato particolare per i rossoneri. Dopo la vittoria nel derby, la squadra vuole confermare i progressi mostrati e conquistare un altro risultato positivo prima della pausa internazionale.
L’assenza di Pavlovic, insieme a quelle di Gabbia e Tomori, rappresenta senza dubbio un ostacolo per Amorim, che dovrà affidarsi a una retroguardia inedita. Il Milan, però, non vuole perdere terreno e punta a sfruttare la qualità dei propri titolari per superare l’impegno di Marassi.
La priorità sarà trovare il giusto equilibrio tra fase offensiva e copertura difensiva: contro il Genoa serviranno attenzione, compattezza e concretezza per portare a casa una vittoria importante.
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Milan, Amorim sulle orme di Cesare Maldini: una statistica riporta indietro nel tempo
L’obiettivo è dare continuità al buon rendimento mostrato in campionato, dove il Diavolo arriva anche con il morale alto grazie alla vittoria conquistata nel derby contro l’Inter. Un successo importante, che ha confermato le potenzialità della formazione milanista e ha offerto nuove certezze in vista dei prossimi impegni.
Il calendario, però, propone subito un ostacolo da non sottovalutare. Domenica alle ore 15:00 il Milan sarà impegnato in trasferta contro il Genoa, allenato da Daniele De Rossi. I rossoblù stanno attraversando un momento particolarmente positivo in Serie A e rappresentano quindi un avversario insidioso, soprattutto davanti al proprio pubblico.
Amorim e il paragone con Cesare Maldini: i numeri in attacco
Al di là delle difficoltà incontrate in Europa, il percorso del Milan in campionato presenta alcuni dati interessanti. La squadra guidata da Amorim ha infatti realizzato 21 reti nelle prime dieci giornate di Serie A, un bottino che permette al tecnico portoghese di avvicinarsi a un primato storico del club.
Per trovare un allenatore rossonero capace di fare meglio nelle prime undici partite alla guida della squadra in campionato bisogna tornare molto indietro nel tempo, precisamente al 1972. In quell’occasione fu Cesare Maldini a raggiungere quota 25 gol, un rendimento offensivo superiore a quello attualmente registrato dal Milan di Amorim.
Il confronto è significativo perché mette in evidenza la capacità della formazione attuale di trovare con continuità la via della rete. Il tecnico portoghese ha già costruito una squadra produttiva in fase offensiva, anche se il paragone con Maldini resta legato a un dato statistico e non rappresenta, da solo, un giudizio complessivo sul valore delle due formazioni.
Trasferte, il Milan punta a un altro traguardo
Un’altra statistica interessante riguarda il rendimento esterno dei rossoneri. Nelle prime cinque partite disputate lontano da San Siro in questa Serie A, il Milan ha ottenuto due vittorie e tre pareggi, riuscendo quindi a mantenere l’imbattibilità.
Si tratta di un dato che assume ancora più rilevanza se inserito nel contesto delle ultime stagioni. Tra il 2020/2021 e il 2025/2026, considerando anche il campionato in corso, il Milan è riuscito in tre occasioni a non perdere nessuna delle prime sei gare disputate in trasferta.
Un risultato condiviso finora con Inter e Napoli, ma che potrebbe trasformarsi in un primato esclusivo. Se dovesse evitare la sconfitta anche nella prossima trasferta, infatti, il Milan diventerebbe l’unica squadra capace di raggiungere questo traguardo per quattro volte nel periodo considerato.
La sfida contro il Genoa assume dunque un’importanza ulteriore: oltre alla necessità di riscattare la delusione europea e dare continuità al successo nel derby, Amorim ha l’opportunità di consolidare il percorso in campionato e confermare numeri che, almeno sul piano statistico, riportano alla memoria alcune pagine significative della storia rossonera.
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Milan, dal trionfo di Atene alle difficoltà attuali: il glorioso DNA europeo sembra smarrito
Dalle squadre guidate da Nereo Rocco, con protagonisti come Cesare Maldini e Gianni Rivera, fino alle formazioni di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, passando per l’epoca di Carlo Ancelotti, Paolo Maldini, Shevchenko e Kakà, il Milan ha costruito un’identità riconoscibile. Un patrimonio storico spesso definito come il suo DNA europeo.
Eppure, a vent’anni dall’ultima Champions League conquistata ad Atene nel 2007, quella tradizione sembra essersi progressivamente indebolita. I risultati ottenuti nelle stagioni successive raccontano una parabola caratterizzata da diverse difficoltà, lunghe assenze dalle competizioni continentali e prestazioni spesso inferiori alle aspettative.
Dopo Atene inizia un lento declino
La vittoria contro il Liverpool nella finale del 2007, decisa dalla doppietta di Filippo Inzaghi, rappresenta l’ultimo grande trionfo europeo del Milan. Negli anni immediatamente successivi, la squadra riesce comunque a mantenere una presenza abbastanza costante in Champions League, soprattutto durante le gestioni di Leonardo e Massimiliano Allegri.
Tuttavia, anche in quel periodo i segnali di un ridimensionamento iniziano a diventare evidenti. Nelle sei partecipazioni alla massima competizione continentale comprese tra il 2007 e il 2014, i rossoneri raggiungono i quarti di finale soltanto una volta, mentre nelle altre occasioni vengono eliminati agli ottavi.
Dopo la stagione 2013/2014 arriva una lunga fase negativa: per tre annate consecutive il Diavolo rimane fuori dalle coppe europee. Il ritorno avviene nel 2017/2018, quando Vincenzo Montella conquista la qualificazione all’Europa League. Il percorso, però, non regala grandi soddisfazioni: prima arriva l’eliminazione agli ottavi contro l’Arsenal, poi l’uscita dalla fase a gironi per mano di Betis e Olympiacos. Nel 2019/2020, inoltre, il club viene escluso dalle competizioni UEFA per violazioni del Fair Play Finanziario.
L’era Pioli e la semifinale contro l’Inter
Dopo un’altra stagione senza impegni continentali, il Milan ritrova l’Europa League sotto la guida di Stefano Pioli. Anche in questo caso, però, il cammino si interrompe agli ottavi, con il Manchester United a decretare l’eliminazione.
Nel 2021/2022 i rossoneri tornano finalmente in Champions League, la competizione che per tradizione rappresenta il loro habitat naturale. Il sorteggio, tuttavia, propone un girone particolarmente impegnativo con Liverpool, Atlético Madrid e Porto. Il Milan conclude all’ultimo posto, senza riuscire a superare la fase iniziale.
La stagione successiva offre invece la migliore prestazione europea del club dal 2007. Da campione d’Italia, la squadra di Pioli supera il girone alle spalle del Chelsea, elimina il Tottenham agli ottavi e conquista una storica semifinale dopo aver superato il Napoli ai quarti. Il sogno di tornare in finale, però, si infrange contro l’Inter, vincitrice del doppio confronto.
Nel 2023/2024 il percorso è nuovamente altalenante: il Milan viene eliminato dalla Champions League nella fase a gironi, prosegue in Europa League e si ferma ai quarti contro la Roma di Daniele De Rossi. Ancora più deludente è l’annata successiva, con l’uscita ai playoff per gli ottavi di Champions League contro il Feyenoord.
La situazione attuale e i numeri degli ultimi vent’anni
Dopo aver mancato la qualificazione alla Champions League nella stagione 2025/2026, i rossoneri si ritrovano nuovamente a disputare l’Europa League. L’avvio del percorso continentale, però, non è incoraggiante: il bilancio descritto nell’analisi è di appena tre punti in quattro partite, con tre sconfitte, nessun gol realizzato e almeno due reti subite in ogni gara persa.
Un andamento che alimenta interrogativi sulla capacità del Milan di ritrovare quella mentalità internazionale che per tanto tempo lo ha contraddistinto. La storia del club resta prestigiosa, ma i risultati più recenti mostrano una distanza significativa rispetto agli anni in cui i rossoneri erano stabilmente tra le grandi protagoniste d’Europa.
Milan, gli ultimi 20 anni nelle competizioni europee
- 2006/2007 – UEFA Champions League: Campione d’Europa (Carlo Ancelotti)
- 2007/2008 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dall’Arsenal (Carlo Ancelotti)
- 2008/2009 – Coppa UEFA: Sedicesimi di finale – eliminato dal Werder Brema (Carlo Ancelotti)
- 2009/2010 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dal Manchester United (Leonardo)
- 2010/2011 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dal Tottenham (Massimiliano Allegri)
- 2011/2012 – UEFA Champions League: Quarti di finale – eliminato dal Barcellona (Massimiliano Allegri)
- 2012/2013 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dal Barcellona (Massimiliano Allegri)
- 2013/2014 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dall’Atlético Madrid (Massimiliano Allegri, poi Clarence Seedorf)
- 2014/2015 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Filippo Inzaghi)
- 2015/2016 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Siniša Mihajlović, poi Cristian Brocchi)
- 2016/2017 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Vincenzo Montella)
- 2017/2018 – UEFA Europa League: Ottavi di finale – eliminato dall’Arsenal (Vincenzo Montella, poi Gennaro Gattuso)
- 2018/2019 – UEFA Europa League: Fase a gironi – eliminato nel gruppo da Betis e Olympiakos (Gennaro Gattuso)
- 2019/2020 – Nessuna competizione europea: Escluso dall’UEFA per violazione del Fair Play Finanziario (Marco Giampaolo, poi Stefano Pioli)
- 2020/2021 – UEFA Europa League: Ottavi di finale – eliminato dal Manchester United (Stefano Pioli)
- 2021/2022 – UEFA Champions League: Fase a gironi – eliminato nel gruppo da Liverpool, Atlético Madrid e Porto (Stefano Pioli)
- 2022/2023 – UEFA Champions League: Semifinale – eliminato dall’Inter (Stefano Pioli)
- 2023/2024 – UEFA Champions League / Europa League: Fase a gironi UCL / Quarti di finale UEL – eliminato dalla Roma (Stefano Pioli)
- 2024/2025 – UEFA Champions League: Playoff per gli ottavi di finale – eliminato dal Feyenoord (Paulo Fonseca, poi Sergio Conceiçao)
- 2025/2026 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Massimiliano Allegri)
- 2026/2027 – UEFA Europa League: In corso nella Fase Campionato (Ruben Amorim)
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