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Amorim e le scelte: “Non sono pazzo”. E su Moreira e Chukwueze: “Giocheranno di nuovo insieme”

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Il 2-2 contro la Lazio ha lasciato parecchio rammarico a Rubén Amorim e il Milan.

La squadra rossonera ha mostrato due volti molto diversi nel corso della sfida dell’Olimpico: un primo tempo complicato, caratterizzato da un approccio negativo, e una ripresa decisamente più convincente, nella quale è arrivata la rimonta dopo lo svantaggio iniziale.

Al termine della partita, Rubén Amorim ha affrontato anche le domande relative alle sue scelte di formazione, respingendo le critiche e spiegando le ragioni delle decisioni prese prima del calcio d’inizio.

Amorim: «Abbiamo perso due punti»

L’allenatore del Milan non ha nascosto il proprio disappunto per l’andamento della gara. Secondo il tecnico portoghese, la squadra avrebbe potuto ottenere un risultato migliore se avesse mantenuto per tutti i novanta minuti l’atteggiamento mostrato nella seconda frazione.

“Penso che alla fine abbiamo perso due punti perché abbiamo giocato solo un tempo, e questo è davvero frustrante. La cosa importante è che ho sentito Mario Gila parlare con la stampa e ha detto la stessa identica cosa. Quindi possiamo lavorare su questo. Se i giocatori provano quello che provo io, penso sia importante. So che questo è uno stadio difficile in cui giocare. So che Torino è uno stadio difficile in cui giocare, ma dovremmo avere più punti in questo momento. Dobbiamo essere frustrati per questo”

Parole che evidenziano la volontà di Amorim di trasformare la delusione in uno stimolo per migliorare. Il tecnico ha sottolineato soprattutto la necessità di affrontare le partite con maggiore intensità fin dal primo minuto.

«Non sono pazzo»: la risposta sulle scelte iniziali

Uno dei temi principali della conferenza ha riguardato l’undici scelto per affrontare la Lazio. Amorim ha difeso il proprio operato, spiegando che le decisioni prese prima della partita non erano finalizzate a penalizzare la squadra e che l’atteggiamento della ripresa ha rappresentato una risposta alla situazione di svantaggio.

“Troppo facile parlare dopo, non sono pazzo che faccio scelte per non giocare bene. Lo spirito del secondo tempo era completamente diverso, il modo in cui abbiamo affrontato la partita. Dobbiamo iniziare la partita capendo che sappiamo quale sarà la gara più importante della nostra stagione, e quindi non possiamo giocare in questo modo. Abbiamo giocato così nel secondo tempo perché stavamo perdendo 2-0, ma non voglio dire che cambierò la formazione. Cambierò… Forse farò qualcosa in più per provocare quell’energia per giocare una partita diversa. Quando ho capito che era il momento di cambiare? È difficile dire un momento preciso. Ho sentito, e penso che tutti nello stadio abbiano sentito nei primi cinque minuti, che loro stavano giocando a un’altra velocità. Quindi ho capito che o cambiavamo qualcosa nella nostra squadra o oggi avremmo sofferto. Ho capito piuttosto presto, in 10 minuti, che non eravamo in partita rispetto alla settimana scorsa”.

Il tecnico ha dunque ammesso di aver percepito quasi immediatamente le difficoltà del Milan. Nonostante questo, non ha annunciato una rivoluzione dell’undici titolare, lasciando aperta la possibilità di intervenire soprattutto sull’atteggiamento e sull’energia con cui la squadra approccia le gare.

Moreira e Chukwueze possono tornare a giocare insieme

Un altro argomento affrontato da Amorim riguarda la posizione di Diego Moreira e Samuel Chukwueze. I due esterni possono essere impiegati contemporaneamente e il tecnico non sembra intenzionato ad accantonare questa soluzione tattica.

“Voglio giocare con tre difensori e due esterni ampi. Quindi a volte giocheranno loro due e Moreira ha giocato davvero bene sulla sinistra. Ha esperienza nel giocare a sinistra allo Strasburgo. Conosciamo molto bene i giocatori, quindi accadrà di nuovo in futuro”.

Il Milan riparte dalla reazione del secondo tempo

Il pareggio dell’Olimpico lascia quindi al Milan due punti sfumati, ma anche alcune indicazioni positive. La reazione dopo l’intervallo ha dimostrato che la squadra può cambiare volto e mettere in difficoltà l’avversario quando riesce ad alzare ritmo e intensità.

Per Amorim, tuttavia, il passo successivo sarà evitare di dover attendere uno svantaggio per vedere la versione migliore della squadra. La priorità sarà quindi migliorare l’approccio alle partite, mantenendo fin dall’inizio quella stessa energia mostrata nella ripresa contro la Lazio.

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Milan, Modric e il nodo tattico: Amorim studia la gestione del fuoriclasse croato

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Modric

La rimonta del Milan contro la Lazio ha messo in evidenza un aspetto destinato a diventare centrale: come utilizzare al meglio Luka Modric.

Il centrocampista croato, uno dei giocatori più esperti e prestigiosi della rosa, ha vissuto all’Olimpico una serata particolarmente complicata, tanto da risultare meno incisivo rispetto alle precedenti apparizioni con la maglia rossonera.

L’ingresso di Yunus Musah nella ripresa ha contribuito a cambiare il volto della squadra e ha rappresentato una delle chiavi della reazione che ha portato il Milan dal doppio svantaggio al definitivo 2-2. Una sostituzione che non va letta come una bocciatura del croato, ma come una scelta legata soprattutto alle caratteristiche della partita.

I numeri fotografano una prestazione sottotono

Anche le statistiche confermano le difficoltà incontrate da Modric. Il centrocampista ha commesso cinque errori consecutivi in fase di costruzione, un dato insolito per un giocatore della sua esperienza e della sua qualità.

A pesare sono state anche alcune percentuali poco consuete per il numero 14: il 50% dei lanci lunghi completati, appena 3 passaggi progressivi riusciti su 8 tentati e il 40% dei passaggi completati all’interno dell’area.

Numeri che vanno comunque interpretati all’interno del contesto tattico della gara. La Lazio ha infatti adottato un atteggiamento aggressivo, cercando di aggredire il portatore e di impedire al Milan di costruire con tranquillità.

Amorim: «Se la trasformiamo in una gara di corsa, per lui diventa impossibile»

Lo stesso Ruben Amorim ha spiegato il motivo per cui Modric ha incontrato maggiori difficoltà, evidenziando quanto sia importante costruire attorno a lui una partita adatta alle sue caratteristiche.

“Dobbiamo essere davvero bravi con il pallone per far sentire Luka a suo agio nella partita. Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse all’impazzata, non è il tipo di partita per Luka. Ed è per questo che abbiamo cambiato impostazione nel secondo tempo inserendo Musah: avevamo capito che ci serviva un po’ più di passo in mezzo al campo. In più penso che Luka si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa, trovandoci così con quattro giocatori solo per iniziare l’azione e con meno uomini tra le linee. Possiamo giocare con Luka e lo abbiamo dimostrato nelle ultime partite, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo. Se la trasformiamo in una gara di corsa, per lui diventa impossibile”

Modric va gestito in base all’avversario

Da queste parole emerge una possibile chiave per il futuro: Modric potrebbe non essere necessariamente un titolare inamovibile in ogni partita, ma un giocatore da utilizzare soprattutto quando il contesto tattico può esaltarne le qualità.

Contro squadre capaci di difendersi basse e concedere maggiore spazio alla gestione del pallone, la visione di gioco e la qualità tecnica del croato possono diventare determinanti. Al contrario, contro avversari aggressivi, pronti a pressare alto e a trasformare la partita in una continua sfida di ritmo e transizioni, le caratteristiche atletiche di Musah possono offrire maggiori garanzie.

La sfida tra qualità e intensità

Il Milan si trova quindi davanti a un equilibrio da trovare. Da una parte c’è l’enorme qualità di un campione come Modric, dall’altra la necessità di adattare il centrocampo alle esigenze delle singole partite.

A 41 anni, appena compiuti, al croato non può essere richiesto di sostenere ogni gara con la stessa intensità. Amorim dovrà quindi individuare un utilizzo mirato, preservandone le energie e mettendolo nelle condizioni ideali per incidere.

Non si tratta di mettere in discussione il valore del numero 14, ma di costruire intorno a lui il contesto tattico più favorevole. La gestione di Modric sarà così uno degli aspetti più interessanti del nuovo Milan, anche nel rispetto di ciò che il fuoriclasse ha già dimostrato durante la sua esperienza in rossonero.

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Milan, verso il Benfica: Amorim prepara una nuova rivoluzione

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Il Milan si prepara al debutto stagionale in Europa League e lo farà davanti al proprio pubblico contro il Benfica.

La squadra rossonera arriva all’appuntamento europeo dopo il pareggio per 2-2 maturato all’Olimpico contro la Lazio, una partita dai due volti che ha visto gli uomini di Ruben Amorim reagire con forza dopo un primo tempo complicato.

Il risultato ha permesso al Milan di conservare l’imbattibilità in questo avvio di stagione, ma soprattutto ha fornito al tecnico portoghese alcune indicazioni importanti in vista della sfida contro la formazione lusitana. Proprio per questo, Amorim starebbe valutando una formazione profondamente diversa rispetto a quella schierata dall’inizio contro la Lazio.

Gabbia torna a disposizione

Il lavoro verso il Benfica è già iniziato a Milanello. Dopo il rientro a Milano, i giocatori maggiormente impiegati nella gara dell’Olimpico hanno svolto una seduta di scarico, mentre il resto del gruppo ha lavorato con maggiore intensità.

La notizia più positiva riguarda Matteo Gabbia, tornato ad allenarsi regolarmente insieme ai compagni. Il difensore potrebbe quindi essere nuovamente preso in considerazione per una maglia da titolare. Il suo possibile ritorno potrebbe comportare l’avvicendamento con De Winter, ma le valutazioni definitive verranno effettuate durante i prossimi allenamenti.

Modric verso la panchina? Musah scalpita

Uno dei principali interrogativi riguarda il centrocampo. Luka Modric, punto di riferimento dell’esperienza rossonera, potrebbe infatti iniziare la partita dalla panchina per lasciare spazio a Yunus Musah.

Il centrocampista statunitense ha avuto un impatto importante contro la Lazio dopo essere subentrato e le sue caratteristiche potrebbero rivelarsi particolarmente utili contro il Benfica. La sfida europea potrebbe infatti richiedere grande intensità, continui cambi di fronte e capacità di coprire rapidamente gli spazi durante le transizioni.

La scelta non rappresenterebbe dunque una bocciatura per Modric, ma una possibile rotazione legata alle caratteristiche dell’avversario e alla necessità di gestire le energie del gruppo.

Cambi anche sulle fasce e sulla trequarti

Le novità potrebbero essere ancora più numerose nelle zone offensive. Estupinan e Loftus-Cheek non hanno convinto pienamente nella sfida contro la Lazio e Amorim starebbe pensando di modificare gli interpreti.

Sulla corsia mancina prende quota la candidatura di Moreira, protagonista assoluto della rimonta rossonera all’Olimpico. Il suo ingresso ha cambiato l’inerzia dell’incontro e la doppietta realizzata ha inevitabilmente rafforzato le sue possibilità di partire dal primo minuto in Europa League.

Anche Christian Pulisic dovrebbe essere coinvolto nella rivoluzione offensiva. L’americano, entrato a gara in corso contro la Lazio, ha contribuito alla reazione del Milan e potrebbe ricevere una maglia da titolare contro il Benfica.

Pulisic pronto a partire dal primo minuto

L’idea di Amorim è quindi quella di affidarsi a Pulisic sulla trequarti, alle spalle dell’unica punta Goncalo Ramos. Una soluzione che permetterebbe al tecnico di aumentare qualità, imprevedibilità e capacità di attaccare gli spazi nell’ultimo terzo di campo.

Il Milan si prepara così a una nuova serata europea con diversi cambiamenti nell’undici iniziale. La sfida contro il Benfica sarà anche un’occasione per capire quanto sia profonda la rosa a disposizione di Amorim e quanto le rotazioni possano diventare decisive nel corso di una stagione ricca di impegni.

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Milan, Amorim trova nuove certezze con Moreira e Pulisic

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Milan

La sfida contro la Lazio ha lasciato in eredità al Milan diverse indicazioni sul piano tattico.

Tra gli aspetti più evidenti c’è la difficoltà di alcuni giocatori nel garantire continuità e rendimento all’interno del sistema pensato da Rubén Amorim. Le scelte iniziali del tecnico portoghese, con Estupinan e Loftus-Cheek dal primo minuto, non hanno prodotto gli effetti sperati e la squadra ha mostrato un volto decisamente diverso dopo le sostituzioni.

Per entrambi, la partita dell’Olimpico rappresenta un ulteriore campanello d’allarme. L’ecuadoriano continua a faticare quando viene attaccato alle spalle, mentre l’inglese non riesce ancora a trovare quella continuità che dovrebbe trasformarlo in una pedina centrale del progetto rossonero.

Estupinan, la Lazio aveva individuato il punto debole

Il problema di Estupinan non sembra essere passato inosservato nemmeno agli avversari. Gennaro Gattuso, alla vigilia della partita, aveva spiegato: “L’abbiamo analizzata, l’abbiamo vista. Molte volte vedi sempre la linea a cinque, si schiacciano, ma noi dobbiamo essere bravi con i nostri esterni a tenerli là”.

La Lazio ha quindi cercato con insistenza di attaccare la profondità attraverso i propri esterni, sfruttando proprio le difficoltà del laterale rossonero. La rete di Cancellieri è arrivata anche da una situazione nella quale Estupinan non è riuscito a leggere correttamente lo sviluppo dell’azione.

Anche i numeri possono risultare fuorvianti se non vengono contestualizzati. I 26 passaggi completati sui 28 tentati raccontano infatti di una buona percentuale di precisione, ma non necessariamente di una prestazione incisiva. Il laterale ha spesso preferito soluzioni semplici e conservative, limitandosi a scaricare il pallone verso il compagno più vicino.

Loftus-Cheek, le richieste di Amorim non bastano

Ancora più significativa appare la situazione di Loftus-Cheek. Amorim aveva provato a stimolarlo già prima della partita, chiedendogli maggiore continuità e una partecipazione più costante alla manovra. Il tecnico aveva spiegato in precedenza:

“È fondamentale essere sempre onesti con i calciatori: quando dico qualcosa ai media, è perché l’ho già ripetuto dieci volte al diretto interessato. So che non è una cosa comune da vedere, ma la ritengo importante e penso che i giocatori si fidino di me sapendo che me ne esco con certe affermazioni proprio perché credo enormemente nelle loro qualità. Prendete un profilo come Loftus-Cheek: ha tutto. Ha strapotere fisico, usa entrambi i piedi, è forte nel gioco aereo, ma deve imparare a rimanere dentro la partita per tutti i novanta minuti. Il concetto è molto semplice: deve incidere con la sua qualità in ogni singolo momento della gara. Non può stare sempre a contatto con la palla, ma deve essere molto più dentro al gioco. Soltanto partecipando con continuità potrà aiutare la squadra a essere più creativa e davvero pericolosa negli ultimi trenta metri.”

L’ex Chelsea continua a mostrare lampi interessanti alternati a lunghe fasi nelle quali tende a uscire dalla partita. Un limite già emerso sotto diverse gestioni tecniche e che oggi appare particolarmente penalizzante per il calcio richiesto da Amorim.

Moreira, la fascia sinistra è il suo territorio

La nota più positiva arriva invece da Moreira. All’Olimpico l’esterno ha offerto una prestazione di alto livello, impreziosita dalla prima doppietta della sua carriera. Un rendimento che conferma quanto possa cambiare il suo impatto quando viene utilizzato sulla fascia sinistra, nella posizione che meglio valorizza le sue caratteristiche.

La scelta di schierarlo nel suo ruolo naturale, dopo l’esperimento a piede invertito contro la Juventus, ha restituito al Milan un giocatore più incisivo e imprevedibile. Moreira sembra dunque destinato a diventare una delle principali soluzioni sulle corsie esterne già a partire dalla prossima sfida contro il Lecce.

Pulisic pronto a entrare nei piani di Amorim

Un’altra indicazione importante riguarda Christian Pulisic. L’americano sembra aver recuperato una condizione fisica sufficiente per tornare protagonista e potrebbe rappresentare una soluzione ideale per occupare i mezzi spazi richiesti dal sistema offensivo di Amorim.

Il tecnico portoghese ha inoltre aperto alla possibilità di vedere contemporaneamente in campo Moreira e Chukwueze: “Voglio giocare con tre difensori e due esterni ampi. Quindi a volte giocheranno loro due e Moreira ha giocato davvero bene sulla sinistra. Ha esperienza nel giocare a sinistra allo Strasburgo. Conosciamo molto bene i giocatori, quindi accadrà di nuovo in futuro“.

Il quadro che emerge è quindi abbastanza chiaro: Moreira ha guadagnato credibilità sulla corsia mancina, mentre Pulisic può diventare una pedina fondamentale tra le linee. Loftus-Cheek, al contrario, dovrà ora riconquistare spazio e fiducia attraverso prestazioni più continue. Amorim sembra aver individuato una possibile chiave per dare maggiore qualità e imprevedibilità al suo Milan.

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