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Milan, Amorim prepara la staffetta Jashari-Modric

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Milan e la gestione dei due registi in rosa. Ardon Jashari chiede spazio e Amorim studia la gestione con Modric: contro la Lazio può partire lo svizzero.

Ardon Jashari reclama maggiore spazio in questo avvio di stagione e Ruben Amorim sembra pronto ad accontentarlo. Nelle prime tre giornate, però, è stato Luka Modric a partire titolare in due occasioni. Il calendario fitto e i numerosi impegni che attendono il Milan impongono quindi una gestione oculata delle energie, con la sfida alla Lazio che potrebbe rappresentare il primo banco di prova per una possibile staffetta tra i due centrocampisti.

Modric ha dimostrato di poter incidere anche in questa fase della carriera. La sua qualità ha lasciato il segno nel finale di Torino-Milan, mentre contro Venezia e Juventus il croato ha iniziato la gara dall’inizio offrendo il proprio contributo. La sua presenza, tuttavia, comporta anche una diversa interpretazione della partita da parte del Milan, soprattutto in termini di intensità.

Con Modric in campo i rossoneri sono apparsi meno aggressivi e compatti nella fase di riconquista del pallone. Un aspetto comprensibile anche considerando la necessità di preservare un giocatore di 41 anni durante i novanta minuti. Contro la Juventus, nonostante una prestazione positiva, il Milan ha evidenziato difficoltà nel portare una pressione coordinata anche nella zona centrale del campo. In alcune fasi, il posizionamento più bloccato del numero 14 ha contribuito a rendere meno efficace il pressing.

Jashari con la Lazio, Modric per il finale: l’ipotesi

LUKA MODRIC PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

La gara contro la Lazio potrebbe dunque essere l’occasione per affidarsi inizialmente alla freschezza di Jashari. Lo svizzero garantisce meno qualità pura e fantasia rispetto a Modric, ma offre dinamismo, intensità e maggiore capacità di sostenere la pressione per una parte consistente della gara.

L’idea potrebbe essere quella di utilizzare Jashari per circa un’ora, per poi inserire Modric nell’ultima mezz’ora e sfruttarne la straordinaria capacità di gestione del pallone quando gli spazi aumentano e la partita entra nella sua fase decisiva. Una soluzione che permetterebbe anche di distribuire meglio le energie del croato in una settimana particolarmente intensa.

Subito dopo la Lazio, infatti, arriverà il Benfica. Una partita europea nella quale Modric potrebbe sentire ancora di più il richiamo del grande palcoscenico, seppur non si tratti di Champions League. Diventa quindi plausibile immaginare il croato dal primo minuto in coppa e Jashari titolare in campionato, ma le scelte di Amorim non hanno ancora seguito una logica completamente decifrabile.

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Pioli: “Con Ibrahimovic ho ballato per tre minuti”. E su Leao…

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Stefano Pioli torna con la memoria alla sua esperienza sulla panchina del Milan e racconta alcuni episodi che hanno caratterizzato il suo percorso in rossonero.

Intervenuto a Sky Calcio Club nel corso del post partita di Juventus-Napoli, l’ex tecnico milanista ha commentato le qualità di alcuni giocatori della squadra, soffermandosi in particolare su Mike Maignan, Rafael Leao e Zlatan Ibrahimovic.

Dalle prestazioni decisive tra i pali alle potenzialità dell’attaccante portoghese, passando per i momenti di confronto con il campione svedese, Pioli ha offerto uno spaccato della vita quotidiana a Milanello, tra rapporti personali, gestione del gruppo e aneddoti rimasti impressi nella sua memoria.

Pioli esalta Maignan e il Milan dopo il derby

Tra i protagonisti della recente vittoria rossonera nel derby contro l’Inter c’è stato Mike Maignan, decisivo con le sue parate. Pioli ha espresso parole di grande apprezzamento per il portiere francese, sottolineandone non soltanto le capacità tecniche, ma anche il modo di interpretare la partita.

“È il miglior portiere, per come vive la partita, per come vi partecipa. È fantastico. Il Milan di ieri ha 4/5 giocatori…Modric, un professore. Rabiot, Gila è di altissimo livello, Pavlovic è un signor difensore. Ramos è un ottimo attaccante. Pulisic non sbaglia una scelta. Ramos? Sta facendo un lavoro per la squadra veramente importante e farà goal. È un giocatore di buonissimo livello”.

L’ex allenatore ha quindi allargato il discorso ad altri elementi della rosa, evidenziando la qualità individuale di diversi giocatori e il contributo che possono offrire alla squadra. Un giudizio positivo che coinvolge sia i protagonisti più esperti sia chi è chiamato a garantire equilibrio e incisività nelle diverse fasi di gioco.

Leao, il ricordo dello Scudetto e il mancato salto di qualità

Nel corso dell’intervento, Pioli ha dedicato spazio anche a Rafael Leao, protagonista assoluto del Milan nella stagione culminata con la conquista dello Scudetto. L’allenatore ha ricordato il rendimento straordinario dell’attaccante portoghese in quell’annata, evidenziando però come successivamente non sia stato possibile mantenere lo stesso livello di rendimento con continuità.

“L’anno dello scudetto è stato devastante. Ho visto pochi giocatori di quel livello. Poi non è stato e non siamo stati bravi. Perché poi quando si vince è perché si crea qualcosa di particolare nel gruppo di lavoro. Non siamo stati bravi io, Paolo (Maldini, ndr) e Ricky (Massara, ndr), ma anche lui, a mantenere ed alzare ancora di più il suo livello. Che abbia qualità importanti sì. L’allenatore deve capire i giocatori. Rafa è un giocatore buono che va stimolato in un certo modo”.

Pioli ha riconosciuto dunque le qualità tecniche del portoghese, sottolineando allo stesso tempo quanto sia importante individuare il metodo giusto per valorizzarne le caratteristiche.

Secondo l’ex tecnico rossonero, il rendimento di un calciatore non dipende esclusivamente dal talento individuale, ma anche dal contesto in cui opera e dalla capacità dello staff di creare le condizioni ideali per esprimerlo al meglio.

Ibrahimovic e Pioli, il rapporto basato sulla sincerità

Il racconto più articolato ha riguardato Zlatan Ibrahimovic, con cui Pioli ha condiviso una fase importante della propria avventura al Milan. L’allenatore ha spiegato come il rapporto con personalità forti richieda soprattutto chiarezza, rispetto reciproco e comunicazione diretta.

“Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic sono molto simili nel rapporto: tu sei chiaro con me e io ti rispetto; se non sei chiaro con me, non va bene. Ma a parte questo, io ho sempre impostato il rapporto sulla chiarezza e sulla sincerità. È chiaro che con Zlatan e con Cristiano, se gli dici ‘Guarda che domani non giochi’ oppure ‘Domani giochi sessanta minuti’ e poi li togli… beh, cambia tutto, a seconda che lo fai o meno.

Una volta a Zlatan non dissi una cosa in anticipo, ma fu solo per la fretta. Mi sembra fosse il periodo del Covid, giocavamo ogni tre giorni e a fine primo tempo eravamo sullo 0-0; poi invece, in dieci minuti, facciamo due o tre goal, non ricordo esattamente. Comunque faccio tre cambi veloci: tolgo Zlatan, Calhanoglu e un altro. A Zlatan non gliel’avevo anticipato. Il giorno dopo mi fa: ‘Vabbè…’. E poi, quando si imbroncia Zlatan, ci mette un attimo a dimenticarselo. Il giorno dopo, però, è come se non fosse successo niente. Però te lo dice.

Io lascio sempre la porta del mio ufficio aperta, perché mi piace salutare i giocatori e vederli passare. Anzi, mi hanno fatto cambiare l’ufficio proprio perché lo volevo collocato esattamente tra lo spogliatoio e la fisioterapia: un punto di passaggio obbligato, dove tutti i giorni passano per forza. E così io salutavo tutti, entravano da me, ogni tanto li fermavo… Quel giorno lì, però, non mi aspettavo che entrasse Zlatan. È entrato e mi ha detto: ‘Oggi parlo io’. Io sono rimasto su quelle poltrone che ballano: ho ballato per tre minuti buoni, ma poi è passata.

Ricordo il primo giorno che è arrivato Zlatan: l’ho aspettato nel mio ufficio, era buio, a fine gennaio. Ha fatto subito un po’ di lavoro sul tapis roulant per via di un problema al ginocchio, poi è venuto nel mio ufficio. Abbiamo parlato un po’, gli ho spiegato come volevo utilizzarlo sul campo a livello tecnico-tattico e mi ha detto chiaramente: ‘Tu fai l’allenatore, io faccio il giocatore. Tu rispetti me, io rispetto te’. E così è stato”.

L’episodio in ufficio: “Oggi parlo io”

Tra gli aneddoti condivisi da Pioli, spicca quello relativo a un confronto avvenuto nel suo ufficio dopo una sostituzione non comunicata in anticipo a Ibrahimovic.

L’episodio risale al periodo della pandemia, quando il calendario particolarmente fitto costringeva le squadre a scendere in campo ogni pochi giorni. Dopo un primo tempo terminato senza reti, il Milan riuscì a segnare più volte in rapida successione, spingendo l’allenatore a effettuare alcuni cambi ravvicinati.

Tra i giocatori sostituiti c’era anche Ibrahimovic, che non era stato avvisato preventivamente della decisione. Il giorno successivo, lo svedese si presentò nell’ufficio di Pioli per affrontare direttamente la questione.

Il tecnico ha raccontato con ironia il momento in cui il centravanti entrò nella stanza annunciando: ‘Oggi parlo io‘. Pioli, seduto su alcune poltrone particolarmente instabili, si ritrovò a ballare per diversi minuti durante il confronto.

Un episodio curioso che racconta il carattere deciso di Ibrahimovic, ma anche la capacità dei due di chiarirsi senza compromettere il rapporto professionale.

Il primo incontro e le regole del rispetto reciproco

Pioli ha infine ricordato il primo incontro con Ibrahimovic dopo il suo arrivo al Milan, avvenuto a fine gennaio. L’attaccante stava recuperando da un problema al ginocchio e, dopo una prima sessione di lavoro sul tapis roulant, raggiunse l’allenatore nel suo ufficio.

Durante il colloquio iniziale, i due definirono immediatamente i rispettivi ruoli, stabilendo una regola destinata a caratterizzare il loro rapporto: il rispetto delle competenze e delle responsabilità di ciascuno.

Il messaggio dello svedese fu diretto: ‘Tu fai l’allenatore, io faccio il giocatore. Tu rispetti me, io rispetto te‘.

Per Pioli, quell’intesa rappresentò la base di una collaborazione fondata sulla fiducia e sulla comunicazione. Un approccio che, come emerge dai suoi ricordi, si rivelò fondamentale per gestire un gruppo ricco di personalità e accompagnare il Milan verso uno dei traguardi più importanti della sua storia recente.

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Nuovo Generali Stadium, Inter e Milan guardano ai modelli europei

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MILAN FUTURO VIRTUS VERONA

Il progetto del nuovo stadio di Milano entra sempre più nel vivo.

Nella serata di giovedì 29 ottobre, Inter e Milan hanno presentato il design del Generali Stadium, l’impianto destinato a prendere il posto dell’attuale Giuseppe Meazza. La struttura dovrebbe essere inaugurata all’inizio della stagione 2031-2032 e rappresenterà un passaggio fondamentale per lo sviluppo commerciale ed economico dei due club.

Il nuovo impianto promette strutture moderne, spazi dedicati all’intrattenimento e un’offerta hospitality più ampia. I ricavi derivanti dai diritti di denominazione, dai servizi esclusivi e dalle attività commerciali potranno contribuire a rafforzare i bilanci delle società.

Resta, però, una domanda particolarmente importante per i sostenitori: quanto costerà acquistare un biglietto o sottoscrivere un abbonamento per assistere alle partite nel nuovo stadio? Al momento non esistono tariffe ufficiali, ma l’andamento dei prezzi a San Siro e le esperienze di Tottenham e Atletico Madrid permettono di delineare alcune possibili prospettive.

Biglietti e abbonamenti, i prezzi sono già aumentati a San Siro

Prima di ipotizzare quanto si spenderà nel nuovo impianto, è necessario considerare l’evoluzione delle tariffe applicate da Inter e Milan negli ultimi anni.

Dal 2019-2020, entrambe le società hanno progressivamente aumentato i prezzi degli abbonamenti stagionali, con differenze significative tra i settori dello stadio. Una strategia che ha interessato anche i biglietti delle singole partite, soprattutto in occasione degli appuntamenti più importanti della stagione.

Per quanto riguarda gli abbonamenti, l’Inter ha registrato un incremento medio di circa l’82%, passando da una spesa di 503 euro a 915 euro. Gli aumenti sono stati particolarmente marcati in alcuni settori centrali, dove si sono raggiunti picchi del 118%.

Il Milan ha seguito una tendenza analoga, seppure con un incremento più contenuto. Nello stesso periodo, il costo medio degli abbonamenti è salito da 493 a 745 euro, con una crescita del 51%. Gli aumenti maggiori, pari a circa il 68%, hanno riguardato le poltroncine arancioni e la tribuna d’onore.

Ancora più evidenti sono alcune variazioni relative ai biglietti delle singole partite. Prendendo in considerazione gli ultimi derby a partire dalla stagione 2022-2023, si sono registrati rincari fino al 153% per determinati settori: il prezzo del terzo anello, per esempio, è passato da 59 a 149 euro. Anche il settore ospiti ha visto un aumento, seppure più contenuto, di circa il 9%, arrivando a una tariffa di 70 euro.

Da qui al 2031 sono possibili altri rincari

L’apertura del Generali Stadium è ancora lontana diversi anni. Fino al trasferimento nel nuovo impianto, Inter e Milan continueranno a giocare a San Siro e le tariffe potrebbero subire ulteriori modifiche.

L’inflazione, l’aumento del costo della vita e la crescita delle spese di gestione rappresentano fattori che potrebbero incidere sui prezzi nei prossimi cinque anni. Di conseguenza, è possibile che gli abbonamenti e i biglietti diventino progressivamente più costosi già prima dell’inaugurazione del nuovo stadio.

Un altro elemento da considerare riguarda la capienza. Il progetto del Generali Stadium prevede circa 71.500 posti, una scelta che punta a garantire un’elevata affluenza e a favorire il tutto esaurito in un numero maggiore di partite.

Allo stesso tempo, la presenza di aree hospitality più ampie e di una maggiore offerta di servizi premium potrebbe spingere le società a rivedere la distribuzione dei posti e le relative fasce di prezzo.

L’investimento necessario per realizzare una struttura di questo livello renderà inoltre importante la capacità di generare ricavi nel lungo periodo. Per questo motivo, nel corso degli anni successivi all’inaugurazione potrebbero arrivare ulteriori aumenti, soprattutto per i posti più esclusivi e per le partite di maggiore richiamo.

Per capire come potrebbero muoversi i due club milanesi nella fase iniziale, è utile osservare quanto accaduto in Inghilterra e in Spagna.

Tottenham, abbonamenti quasi stabili ma biglietti più cari

Il nuovo stadio del Tottenham, inaugurato nel 2019 e con una capienza di circa 62.000 spettatori, rappresenta uno dei riferimenti più interessanti per il progetto milanese. Gli Spurs hanno lasciato lo storico White Hart Lane per trasferirsi in un impianto moderno e dotato di strutture commerciali all’avanguardia.

In occasione della stagione 2018-2019, il club londinese scelse di applicare aumenti relativamente contenuti agli abbonamenti. La tariffa minima passò da 765 a 795 sterline, con un incremento del 3,9%, mentre quella massima salì da 1.895 a 1.995 sterline, registrando una crescita del 5,3%.

La situazione fu differente per i biglietti delle singole partite. Secondo le rilevazioni denunciate dal Tottenham Hotspur Supporters Trust, le tariffe medie delle categorie B e C aumentarono rispettivamente del 30% e del 50% rispetto ai prezzi applicati nel precedente stadio.

Particolarmente significativo fu il caso dei biglietti di categoria C, il cui costo arrivò a circa il doppio rispetto alle tariffe precedenti.

L’esperienza del Tottenham mostra quindi una strategia precisa: contenere gli aumenti degli abbonamenti, almeno nella fase iniziale, e intervenire in misura più consistente sui biglietti acquistati per le singole partite.

Atletico Madrid, abbonamenti più economici all’inaugurazione

Un percorso differente è stato seguito dall’Atletico Madrid con il trasferimento dal Vicente Calderón al nuovo stadio, inizialmente conosciuto come Wanda Metropolitano e oggi denominato Riyadh Air Metropolitano.

L’impianto madrileno, con una capienza di circa 68.000 spettatori, ha permesso al club di ampliare sensibilmente la disponibilità di posti rispetto alla struttura precedente.

Proprio questa maggiore capienza ha consentito all’Atletico di adottare una politica iniziale favorevole agli abbonati. Nella stagione 2017-2018, il prezzo dell’abbonamento nella fascia più economica scese da 325 a 250 euro, con una riduzione del 23,1%. Nella seconda fascia, la tariffa passò invece da 430 a 325 euro, diminuendo del 24,4%.

Una scelta che ha permesso di accompagnare il trasferimento nel nuovo impianto con condizioni inizialmente più vantaggiose per i sostenitori.

Negli anni successivi, tuttavia, i prezzi sono tornati a crescere. Nella stagione 2026-2027, l’incremento medio rispetto alle tariffe iniziali ha raggiunto circa il 38%, mentre per i posti premium l’aumento ha superato il 108%: il costo è passato da 1.235 a 2.572 euro.

Anche i biglietti delle singole partite seguono una politica di prezzi differenziati in base all’importanza dell’incontro. Per le sfide più prestigiose, come quelle contro Barcellona e Real Madrid, le variazioni iniziali hanno oscillato tra una riduzione del 22% per alcune fasce economiche e un aumento del 7,1% per quelle più costose. Negli anni successivi, i rincari dei biglietti di fascia alta sono arrivati a circa il 30%.

Il caso dell’Atletico dimostra che un trasferimento in uno stadio più moderno non comporta necessariamente aumenti immediati per tutti i tifosi, ma non esclude una crescita progressiva dei prezzi nel medio-lungo periodo.

Inter e Milan, quale strategia per il nuovo stadio?

Le esperienze internazionali suggeriscono che non esiste un unico modello da seguire. Il Tottenham ha mantenuto relativamente stabili gli abbonamenti iniziali, aumentando maggiormente il costo dei biglietti singoli. L’Atletico Madrid, invece, ha potuto ridurre le tariffe degli abbonamenti grazie all’incremento della capienza, salvo poi aumentare gradualmente i prezzi negli anni successivi.

Per Inter e Milan, la situazione presenta alcune differenze importanti. Il Generali Stadium avrà una capienza inferiore rispetto all’attuale San Siro, che può ospitare oltre 75.000 spettatori nelle configurazioni più ampie. Parallelamente, il nuovo progetto punta a valorizzare maggiormente i posti premium e gli spazi dedicati all’ospitalità.

Queste caratteristiche rendono meno probabile una strategia iniziale simile a quella dell’Atletico Madrid, che ha potuto contare su una maggiore disponibilità di posti per mantenere più bassi alcuni prezzi.

Uno scenario plausibile potrebbe prevedere aumenti graduali delle tariffe già durante gli ultimi anni a San Siro, seguiti da una politica commerciale specifica per il nuovo impianto. Gli abbonamenti potrebbero essere gestiti in modo da limitare gli incrementi iniziali, mentre i biglietti delle partite più richieste e le aree premium potrebbero essere maggiormente interessati da una revisione dei prezzi.

Si tratta, tuttavia, di ipotesi: senza un piano tariffario ufficiale, non è possibile stabilire quanto spenderanno concretamente i tifosi.

Quanto costerà andare allo stadio dal 2031?

Per conoscere il costo effettivo dei biglietti e degli abbonamenti del Generali Stadium sarà necessario attendere le comunicazioni ufficiali di Inter e Milan. I precedenti europei, però, indicano che la modernizzazione degli impianti può accompagnarsi a strategie commerciali differenti, anche all’interno dello stesso mercato calcistico.

La tendenza registrata a San Siro negli ultimi anni suggerisce che la pressione sui prezzi potrebbe continuare anche prima del trasferimento. Una volta inaugurato il nuovo impianto, la maggiore offerta di servizi esclusivi e la necessità di valorizzare l’investimento potrebbero favorire ulteriori rincari, soprattutto per i settori più richiesti.

La vera sfida per i due club sarà trovare un equilibrio tra sostenibilità economica e accessibilità. Il nuovo stadio dovrà infatti rappresentare una risorsa finanziaria per le società, senza trasformarsi in un ostacolo per i tifosi che desiderano seguire regolarmente la propria squadra.

Il punto centrale sarà quindi la gestione delle tariffe: il confronto con Tottenham e Atletico Madrid offre indicazioni utili, ma soltanto le future decisioni di Inter e Milan permetteranno di capire quale modello verrà adottato a Milano.

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Milan, Cardinale prepara il mercato di gennaio: pronti nuovi investimenti

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Il Milan guarda al futuro con l’intenzione di costruire una squadra sempre più competitiva. Gerry Cardinale è direttamente coinvolto nei programmi del club e punta a consolidare il progetto rossonero attraverso nuovi investimenti e una strategia di mercato orientata alla crescita.

Dopo gli innesti già effettuati e i rinnovi contrattuali portati a termine, la dirigenza sta lavorando alle prossime operazioni. Tra i prolungamenti già definiti figurano quelli di Pavlovic e Pulisic, mentre sono attese novità anche per Rabiot e Cisse, protagonisti di un avvio di stagione particolarmente positivo.

Il mercato invernale potrebbe quindi rappresentare un passaggio importante per completare la rosa e offrire maggiori alternative allo staff tecnico, soprattutto in vista degli impegni della seconda parte della stagione.

Cardinale fissa la strategia: investimenti mirati a gennaio

Le intenzioni della proprietà sono state ribadite dallo stesso Cardinale in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il numero uno di RedBird ha sottolineato la necessità di proseguire il lavoro di rafforzamento della squadra, spiegando che il progetto richiederà ancora tempo e ulteriori interventi sul mercato.

“Dobbiamo continuare a migliorare la rosa perché in estate non sono riuscito a fare tutto quello che volevo. Probabilmente ci vorranno un altro paio di sessioni di mercato per completare tutto. Siamo arrivati soltanto a un quarto del percorso e la priorità è costruire una squadra che abbia la capacità di affrontare gli infortuni. Per questo a gennaio sul mercato continueremo a essere aggressivi. Non sperpererò denaro, ma quando mi metto in testa di prendere un calciatore, faccio tutto ciò che posso per riuscirci”.

Le parole del proprietario delineano una strategia precisa: intervenire con decisione, ma senza rinunciare alla sostenibilità economica. L’obiettivo è ampliare le alternative a disposizione della squadra e ridurre l’impatto degli eventuali infortuni, attraverso innesti capaci di garantire qualità e profondità.

Difesa, almeno un rinforzo: Inacio e Kim tra gli obiettivi

Il reparto arretrato rappresenta una delle priorità in vista della sessione invernale. Il Milan valuta l’inserimento di almeno un nuovo difensore centrale, senza escludere la possibilità di effettuare un doppio investimento qualora si presentassero le condizioni favorevoli.

Tra i profili maggiormente apprezzati figura Inacio dello Sporting Lisbona, già seguito durante la precedente finestra estiva. Il giocatore resta una delle opzioni considerate per rafforzare il reparto.

Un altro nome da tenere in considerazione è quello di Kim, attualmente al Bayern Monaco, per il quale sarebbero stati avviati contatti diretti nei giorni scorsi.

La dirigenza rossonera guarda anche al futuro, monitorando giovani difensori come Reggiani del Borussia Dortmund e Yoro del Manchester United. L’idea è individuare profili che possano contribuire alla crescita della squadra nel medio-lungo periodo.

Non è escluso, inoltre, un intervento sulla fascia destra. Tra i giocatori osservati c’è Agustin Giay, nazionale argentino di proprietà del Palmeiras. Il terzino, classe 2004, avrebbe una valutazione vicina ai 13 milioni di euro.

Centrocampo, Højbjerg resta un’opzione concreta

Anche la mediana potrebbe essere interessata da nuovi movimenti. Tra i nomi che continuano a essere valutati c’è quello di Pierre-Emile Højbjerg, possibile rinforzo qualora il Milan decidesse di inserire un centrocampista centrale già a gennaio.

Un eventuale arrivo potrebbe avere conseguenze anche sulla gestione dei giovani. In questo scenario, Comotto potrebbe lasciare temporaneamente il club in prestito per trovare maggiore continuità. Sul giocatore sarebbero interessate diverse società, tra cui Parma e Monza, oltre ad alcuni club di Serie B.

Piace anche Bakola del Sassuolo, mentre per la prossima stagione uno degli obiettivi più ambiziosi sarebbe Scott del Bournemouth.

La rete di osservazione rossonera comprende inoltre due profili del Brighton: lo svedese Ayari e il paraguaiano Gomez. Tra i giocatori che raccolgono consensi figura anche Romano del Cagliari.

Il mercato del centrocampo resta quindi aperto a diverse soluzioni, con la possibilità di anticipare a gennaio un investimento inizialmente programmato per la successiva sessione estiva.

Attacco, il sogno di Cardinale si chiama Endrick

Il reparto offensivo potrebbe essere il teatro dell’operazione più ambiziosa. Tra gli obiettivi seguiti, il nome che accende maggiormente l’interesse è quello di Endrick, attaccante del Real Madrid, considerato un possibile colpo di grande impatto.

L’eventuale trattativa richiederebbe valutazioni approfondite, ma il profilo del brasiliano risponde all’idea di inserire in squadra un giocatore capace di aumentare il potenziale offensivo e attirare grande attenzione.

Un’altra pista conduce a Tresoldi, per il quale ci sarebbe un forte interesse reciproco. L’ostacolo principale sarebbe rappresentato dal Bruges, elemento che potrebbe complicare l’operazione.

Per il futuro vengono monitorati anche Mendy del Cagliari e Varela del Monza, due profili che potrebbero entrare nei programmi del club in ottica di rafforzamento e ringiovanimento dell’attacco.

Milan, gennaio può diventare un passaggio decisivo

Le dichiarazioni di Cardinale confermano la volontà di proseguire il percorso di crescita del Milan attraverso una campagna acquisti mirata. La difesa appare il reparto con le necessità più immediate, ma anche il centrocampo e l’attacco potrebbero beneficiare di nuovi innesti.

Molto dipenderà dalle opportunità disponibili, dalle valutazioni economiche e dalle esigenze tecniche della squadra. La proprietà, intanto, ha tracciato la linea: investire per migliorare la rosa, senza spese incontrollate, con l’ambizione di rendere il Milan sempre più competitivo.

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