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Milan, Amorim: “Gattuso una leggenda del club. Dobbiamo costruire una base per vincere con continuità”
Il tecnico del Milan Ruben Amorim presenta in conferenza stampa la sfida contro la Lazio in programma domani all’Olimpico.
Milan, Amorim presenta la sfida alla Lazio
Avversario.
“Mi aspetto una squadra molto organizzata e aggressiva, dall’identità tattica chiara e con un acquisto perfetto come Frattesi per il modo modo di giocare. Si tratta di una squadra in fiducia, ma noi siamo preparati. Gattuso è una leggenda del nostro club ed è la dimostrazione che nel calcio non esiste solo il talento, ma anche altri aspetti come la passione e l’impegno. Forse negli ultimi anni è mancato proprio questo, è un esempio importante per la nostra squadra”.
Hai analizzato cosa non è andato contro la Juventus?
“Ne abbiamo parlato e abbiamo lavorato su tante cose che abbiamo fatto male nell’ultima partita. Ci è mancata energia. Abbiamo controllato bene la palla nel primo tempo ma ci è mancata aggressività nell’ultimo terzo di campo per portare abbastanza persone in area di rigore. Ho mostrato ai ragazzi che le occasioni per la Juventus sono nate da nostre palle perse senza pressione, da passaggi sbagliati e pigri. Sono situazioni che possono fare la differenza”.
Goncalo Ramos ha toccato pochi palloni con la Juve.
“Con la Juve non abbiamo giocato meglio come squadra. Avendo perso tanti palloni senza pressione, significa che ci sono problemi. Lui sa che bisogna crescere nella connessione con la squadra, ma si tratta di una crescita collettiva. Torino e Venezia ci hanno mostrato che Ramos è un giocatore che può rendere molto bene”.
Modric può faticare nell’alzare la pressione.

“Ci sta come ragionamento, Luka non può pressare sempre, ma dall’altro lato ha sempre in mano il tempo del gioco e lo capisce meglio di tutti gli altri. Da allenatore devo scegliere. Magari perdiamo qualcosa in pressing, ma con la palla abbiamo più controllo con Modric in campo. Contro la Juventus magari c’è stato meno pressing e a volte Douglas Luiz ha avuto più tempo per gestire, ma guardate quando avevamo la palla.
Penso che se dobbiamo perdere qualcosa è meglio che sia senza palla, invece con la palla dobbiamo avere sempre quel qualcosa in più. E Luka ci dà quel qualcosa in più. Capisco questa critica, ci sta, ma bisogna avere una visione completa: Modric ci permette una gestione migliore della palla e io voglio una squadra dominante nel possesso”.
Sente che la squadra sta migliorando?
“Dobbiamo migliorare in ogni sessione di allenamento. Se c’è qualcosa che non va otteniamo un sacco di informazioni e le portiamo in allenamento. Dopo la Juventus abbiamo visto cosa fare in quelle situazioni. Vedremo domani. Sulla prima parte della domanda: ho già lavorato in una società che ha tante leggende, e le leggende hanno opinioni molto forti. Io però vivo in un’epoca diversa e so che momento sta passando il club, ma non voglio che i miei giocatori dimentichino dell’importanza di giocare e vincere per il Milan.
Per me è la cosa più importante. Abbiamo bisogno di tempo, ma dipende dalla società e non da me quanto tempo abbiamo. Dobbiamo costruire una base per vincere con continuità e ci vuole tempo. Se guardiamo in Premier, l’Arsenal quanto ci ha messo per vincere? E se guardiamo anche in Italia con Juventus e Inter. Ci vuole tempo per vincere con continuità e bisogna costruire qualcosa. E per prendere tempo, dobbiamo vincere sabato. Vincendo, avremo più tempo per costruire il nostro progetto”.
Scelte sulla trequarti.
“Non svelerò la formazione, vi dico solo che di sicuro avremo una squadra molto forte in campo. Pulisic ora si sta allenando bene, Cissé sta giocando alla grande e abbiamo anche Hutchinson che ci può dare una mano oltre agli altri giocatori che ho adoperato nelle prime giornate”.
Che sensazione sarebbe vedere il Milan in testa domani in caso di vittoria?
“Al momento non penso proprio alla classifica. Se anche sabato andassimo a dormire in testa, mi importerebbe molto poco, sono cose che interessano più i bambini e mio figlio in questo momento. Cissè? È un giocatore che vuole la palla, è pronto per andare in Nazionale e lui deve giocare libero in ogni contesto. Credo però che ci voglia tempo per vedere sviluppate tutte le potenzialità di Cissè, ho già notato per esempio una sua differenza di rendimento tra le partite in casa e in trasferta”.
Pulisic come sta? A lei piace? Considerando l’Europa League, verrà reintegrato anche Bondo?
“Abbiamo già abbastanza giocatori, abbiamo un giocatore in più per ogni reparto e al momento la rosa resta questa, ci sono sufficienti giocatori per coprire tutte le esigenze. Pulisic domani giocherà, non so se dall’inizio o dalla panchina, ma qualche minuto di sicuro lo farà. Lui ha subito diversi infortuni e gestendo il gruppo mi piace non penalizzare quelli che si allenano meglio, morirò con questa filosofia. Pulisic mi piace molto, è un giocatore importante e giocherà tanto ma bisogna capire anche la mia visione delle cose”.
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Milan, il Mapei Stadium resta un tabù: ultima vittoria nel giorno del 19° Scudetto
Il Milan non riesce a ritrovare il successo sul campo del Sassuolo.
Il pareggio per 1-1 maturato nell’ultima sfida disputata al Mapei Stadium ha allungato a quattro le partite consecutive senza vittorie dei rossoneri a Reggio Emilia. Un dato particolare, soprattutto considerando che l’ultimo successo milanista in questo impianto coincide con una delle giornate più memorabili della storia recente del club.
La squadra rossonera non conquista infatti i tre punti in casa degli emiliani dal 22 maggio 2022, quando arrivò il trionfo che consegnò al Milan il suo diciannovesimo titolo nazionale. Da quel momento, le trasferte contro i neroverdi si sono rivelate complicate, con risultati che hanno impedito ai milanisti di ripetere l’impresa di quella storica domenica.
Il 22 maggio 2022: una giornata indimenticabile
La data del 22 maggio 2022 occupa un posto speciale nella memoria dei tifosi del Milan. La formazione guidata allora da Stefano Pioli si impose sul Sassuolo con un netto 3-0, conquistando matematicamente lo Scudetto al termine del campionato.
A decidere la partita furono la doppietta di Olivier Giroud e la rete di Franck Kessie, che segnò proprio in quell’occasione una delle sue ultime reti con la maglia rossonera. Una prestazione convincente, sufficiente per coronare una stagione straordinaria e riportare il tricolore sulla divisa milanista.
Quella vittoria, oltre a rappresentare il momento decisivo per la conquista del titolo, è rimasta anche l’ultimo successo del Milan sul terreno del Mapei Stadium.
Quattro partite senza successi contro i neroverdi
Dopo la festa per il diciannovesimo Scudetto, il rendimento del Milan in casa del Sassuolo ha seguito un percorso diverso. Nelle quattro successive occasioni, i rossoneri non sono più riusciti a ottenere una vittoria.
La prima sfida dopo il trionfo del 2022 si concluse senza reti, con uno 0-0 disputato all’inizio della stagione successiva. In seguito arrivò un pareggio spettacolare per 3-3, caratterizzato da numerosi gol e da un confronto particolarmente combattuto.
Nella trasferta della stagione passata, invece, fu il Sassuolo a imporsi per 2-0, interrompendo le ambizioni milaniste di tornare al successo in questo stadio. L’ultimo capitolo della serie è rappresentato dal recente 1-1, che ha confermato le difficoltà della squadra rossonera.
Un dato da invertire per il Milan
Il bilancio delle ultime quattro trasferte evidenzia come il Mapei Stadium sia diventato un campo ostico per il Milan. Dopo il trionfo che valse il titolo nel 2022, i rossoneri hanno raccolto tre pareggi e una sconfitta, senza più riuscire a imporsi contro gli emiliani.
Il pareggio più recente mantiene dunque aperta una striscia negativa che la formazione milanista cercherà di interrompere nelle prossime occasioni. Il ricordo del 3-0 che regalò il diciannovesimo Scudetto resta ancora vivido, ma da allora il Sassuolo ha saputo rendere le sfide casalinghe molto più difficili per i rossoneri.
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Milan, tegola Gabbia: lesione al flessore con interessamento del tendine, rientro nel 2027
Il Milan deve fare i conti con un infortunio pesante per Matteo Gabbia.
Gli esami strumentali effettuati dal centrale rossonero hanno evidenziato una lesione del muscolo flessore della coscia sinistra, accompagnata da un parziale interessamento del tendine. Una diagnosi che impone prudenza e che richiederà ulteriori approfondimenti prima di poter stabilire con precisione il programma di recupero.
Lo stop rappresenta una perdita importante per la formazione milanista, che dovrà fare a meno del difensore almeno per il resto del 2026. Il ritorno in campo è infatti previsto nel nuovo anno, anche se per definire con maggiore accuratezza le tempistiche sarà necessario attendere il parere dello specialista.
Necessario un consulto specialistico
La situazione clinica di Gabbia sarà valutata nei prossimi giorni attraverso una visita specialistica. Questo passaggio servirà a individuare la soluzione terapeutica più adatta e a chiarire quale percorso il calciatore dovrà seguire per recuperare dall’infortunio.
Il coinvolgimento parziale del tendine rappresenta un elemento da approfondire con attenzione. Soltanto dopo il consulto sarà possibile comprendere meglio la durata della riabilitazione e le modalità con cui il difensore potrà tornare gradualmente all’attività agonistica.
Tra le ipotesi da prendere in considerazione ci sono un trattamento conservativo oppure la possibilità di ricorrere a un intervento chirurgico. Al momento, tuttavia, non è stata comunicata una decisione definitiva: sarà lo specialista, insieme allo staff medico, a valutare quale opzione garantisca le condizioni migliori per il recupero.
Il comunicato ufficiale del Milan
La società rossonera ha reso nota la diagnosi attraverso una comunicazione ufficiale, confermando la necessità di ulteriori accertamenti per definire il percorso terapeutico del calciatore.
Nel dettaglio, il club ha dichiarato: “Matteo Gabbia è stato sottoposto questo pomeriggio ad accertamenti strumentali che hanno evidenziato una lesione del muscolo flessore della coscia sinistra, con parziale interessamento tendineo. Il calciatore sarà sottoposto a un consulto specialistico nei prossimi giorni per definire il percorso terapeutico più appropriato”.
Le parole del Milan confermano quindi che la priorità, in questa fase, è individuare il trattamento più indicato prima di formulare previsioni definitive sui tempi di recupero.
Stagione compromessa: Gabbia tornerà nel 2027
La certezza, al momento, è che il difensore non tornerà a disposizione nel corso del 2026. Il suo rientro è atteso nel 2027, mentre resta da stabilire quando potrà riprendere ad allenarsi regolarmente con il gruppo e tornare a disposizione di Amorim.
Per il Milan si apre dunque un periodo nel quale sarà necessario gestire l’assenza di un elemento importante del reparto arretrato. Le prossime valutazioni mediche saranno decisive per delineare il percorso di recupero di Gabbia e avere indicazioni più precise sul suo ritorno in campo.
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Milan, l’infortunio di Gabbia apre un nuovo scenario: possibili rinforzi tra gli svincolati
Il Milan potrebbe essere costretto a tornare sul mercato per fronteggiare l’infortunio di Matteo Gabbia.
Il difensore si è fermato durante la trasferta contro il Sassuolo, terminata sull’1-1, lasciando in apprensione lo staff tecnico e la dirigenza rossonera. La possibilità di intervenire attraverso il mercato degli svincolati potrebbe diventare concreta qualora gli accertamenti confermassero uno stop prolungato.
La partita di Reggio Emilia ha portato in dote un altro pareggio per la squadra di Amorim, dopo quelli ottenuti contro Lazio e Juventus. Al vantaggio di Rabiot ha risposto Odenthal, fissando il risultato sull’1-1. Per il Milan si tratta del terzo pareggio nelle prime sei gare di campionato, a fronte di tre vittorie. In Europa League, invece, è arrivata la sconfitta contro il Benfica.
A preoccupare maggiormente, però, è stata la situazione di Gabbia, tornato titolare dopo aver dovuto fare i conti con problemi fisici tra la conclusione della scorsa stagione e l’inizio di quella attuale.
Come si è fatto male Gabbia: attesi gli esami
L’episodio che ha coinvolto il centrale rossonero si è verificato durante un tentativo di recupero su Laurienté. Nel tentativo di intervenire, Gabbia ha allungato la gamba sinistra, ma subito dopo il movimento è rimasto a terra, senza riuscire a rialzarsi autonomamente.
Il difensore non è riuscito ad appoggiare il piede al terreno ed è stato trasportato fuori dal campo in barella. Al suo posto è entrato De Winter, chiamato a sostituirlo nel corso della partita.
Le prime sensazioni non sono state incoraggianti, ma per stabilire con precisione la natura del problema e i tempi di recupero saranno necessari esami strumentali specifici. L’ipotesi di un’assenza di diverse settimane, con il rischio di uno stop più lungo, renderebbe necessario valutare attentamente le alternative a disposizione dell’allenatore.
Mercato degli svincolati: una soluzione per la difesa?
Se l’infortunio dovesse costringere Gabbia a restare lontano dal campo per un periodo significativo, il Milan potrebbe prendere in considerazione un rinforzo senza dover attendere la riapertura della finestra di mercato. La lista dei giocatori attualmente senza contratto offre alcune possibilità, anche se ogni eventuale operazione dovrebbe tenere conto delle condizioni fisiche, delle richieste economiche e della compatibilità tattica con il progetto rossonero.
Tra i nomi da valutare figurano difensori centrali con esperienza internazionale, ma anche giocatori capaci di ricoprire più ruoli lungo la linea arretrata. La scelta dipenderà soprattutto dalla durata prevista dell’assenza di Gabbia e dalle necessità emerse nelle prime partite della stagione.
David Alaba, inizialmente accostabile a questo tipo di scenario, ha già trovato una nuova sistemazione all’Udinese e non rappresenta quindi un’opzione disponibile.
Acerbi e Sergio Ramos: esperienza al centro della difesa
Tra i profili citati nella panoramica dei possibili svincolati compaiono Francesco Acerbi, reduce dall’esperienza all’Inter, e Sergio Ramos, la cui ultima squadra è stata il Monterrey. Entrambi possono vantare una lunga carriera ad alto livello e una notevole esperienza internazionale.
Acerbi conosce bene il campionato italiano e potrebbe offrire familiarità con le caratteristiche della Serie A, oltre a una significativa esperienza nella gestione delle situazioni difensive. Sergio Ramos, invece, porta con sé un curriculum ricco di successi e una personalità consolidata nelle competizioni di alto livello.
L’eventuale interesse del Milan per questi profili non va però dato per scontato: la loro presenza tra i nomi disponibili non equivale a una trattativa avviata. La società dovrebbe valutare attentamente età, condizione atletica, sostenibilità economica e ruolo previsto all’interno della rosa.
Hysaj, Guerreiro e Ballo-Touré: alternative anche sulle fasce
La ricerca di un rinforzo potrebbe non limitarsi ai difensori centrali. In base alle esigenze tattiche di Amorim, il club potrebbe considerare anche giocatori abituati a operare sulle corsie esterne, soprattutto nell’eventualità di un passaggio a una linea difensiva a quattro.
Tra i profili indicati figurano Elseid Hysaj, reduce dall’esperienza alla Lazio, Raphaël Guerreiro, che ha lasciato il Bayern Monaco, e Fodé Ballo-Touré, la cui ultima squadra è stata il Metz. Si tratta di giocatori con caratteristiche differenti, che potrebbero offrire soluzioni alternative per la gestione delle fasce.
Anche in questo caso, prima di procedere sarebbe necessario verificare disponibilità effettiva, condizioni fisiche e adeguatezza al sistema di gioco.
La decisione dipenderà dai tempi di recupero
Il Milan, dunque, non ha ancora una necessità di mercato definita: molto dipenderà dall’esito degli accertamenti su Gabbia. Se lo stop fosse contenuto, Amorim potrebbe scegliere di affidarsi alle risorse già presenti in rosa, con De Winter tra le alternative per il reparto centrale. Se invece l’assenza dovesse prolungarsi per mesi, l’inserimento di un giocatore svincolato diventerebbe una possibilità da valutare con maggiore attenzione.
La priorità resta conoscere l’entità dell’infortunio e stimare i tempi necessari per il rientro. Solo a quel punto la dirigenza rossonera potrà decidere se intervenire sul mercato oppure gestire l’emergenza attraverso le soluzioni interne.
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