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Milan, allarme rientrato per Saelemaekers: escluse lesioni alla caviglia
Il Milan torna al lavoro dopo la pausa e deve subito fare i conti con un contrattempo sul fronte degli infortuni. Durante la seduta odierna, infatti, Alexis Saelemaekers ha accusato un problema alla caviglia destra, interrompendo anzitempo il proprio allenamento.
La notizia aveva inizialmente destato qualche preoccupazione, soprattutto considerando il calendario che attende i rossoneri nel mese di ottobre. La squadra sarà chiamata ad affrontare un periodo particolarmente intenso, con sette partite ufficiali nell’arco di 31 giorni. Per questo motivo, ogni problema fisico può complicare i piani dello staff tecnico e condizionare le rotazioni.
Gli esami danno esito rassicurante
Saelemaekers è stato sottoposto agli accertamenti strumentali necessari per stabilire l’entità del problema. Gli esami hanno fornito indicazioni positive: il giocatore ha riportato un trauma distorsivo alla caviglia destra, ma non sono emerse conseguenze più gravi.
In particolare, gli accertamenti hanno escluso lesioni ossee e danni a livello capsulo-legamentoso. Un quadro che consente dunque di guardare con maggiore tranquillità ai prossimi giorni, anche se sarà necessario attendere l’evoluzione della situazione.
Il recupero del calciatore verrà monitorato quotidianamente e soltanto in base alle sue condizioni verranno stabiliti i tempi per il ritorno all’attività completa.
L’occasione persa durante la sosta
Saelemaekers era rimasto a Milanello durante la pausa internazionale. Il nuovo commissario tecnico del Belgio, Van Bommel, aveva infatti scelto di convocare altri giocatori per gli impegni di Nations League.
La permanenza a Milanello avrebbe potuto rappresentare un’opportunità importante per lavorare con maggiore continuità agli ordini di Amorim. Il tecnico portoghese sta infatti cercando di valorizzare il belga in una posizione differente rispetto al passato.
Amorim attende il rientro
L’allenatore rossonero aveva individuato per Saelemaekers il ruolo di trequartista sulla fascia sinistra, una soluzione sulla quale aveva iniziato a lavorare con attenzione. La prestazione positiva fornita contro il Lecce aveva inoltre rafforzato le convinzioni dello staff tecnico sulle qualità del giocatore in questa nuova collocazione tattica.
L’infortunio rischia quindi di interrompere temporaneamente un percorso di crescita appena iniziato. L’assenza di lesioni più importanti rappresenta però un elemento rassicurante: ora il Milan attenderà giorno dopo giorno i progressi di Saelemaekers, con l’obiettivo di riportarlo a disposizione nel minor tempo possibile senza correre rischi.
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Nuovo San Siro, si avvicina la presentazione del progetto
Il percorso verso il nuovo San Siro entra nella sua fase decisiva.
Tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre dovrebbe essere presentato il progetto destinato a ridisegnare l’area dello storico impianto milanese. Il lavoro degli studi Foster+Partners e Manica procede in queste settimane con l’obiettivo di definire gli ultimi dettagli del progetto e preparare la presentazione ufficiale.
I due studi di architettura sono coinvolti anche nella realizzazione del nuovo Wembley di Londra, uno degli impianti più conosciuti nel panorama internazionale. Secondo le anticipazioni riportate dalla Gazzetta dello Sport, il progetto per Milano dovrebbe guardare al futuro senza rinunciare completamente al legame con la storia del Meazza, attraverso la conservazione di alcuni elementi riconoscibili dell’attuale struttura.
Sala chiede certezze a Inter e Milan
La presentazione del rendering rappresenterà un passaggio importante anche sul piano istituzionale. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha infatti rivolto un appello a Inter e Milan, chiedendo ai due club di rispettare il calendario previsto.
A margine di un evento dell’Ance, Sala ha dichiarato: “Mi auguro che i club facciano vedere molto a breve il nuovo rendering dello stadio e che garantiscano il fatto che l’impianto sarà pronto per gli Europei del 2032”.
La manifestazione continentale, organizzata congiuntamente da Italia e Turchia, rappresenta uno dei principali riferimenti temporali per l’intero progetto.
L’obiettivo è completare lo stadio entro il 2031
Il cronoprogramma prevede il completamento del nuovo impianto nel 2031, quindi circa un anno prima degli Europei. Per rispettare questa scadenza sarà necessario procedere senza ritardi nelle diverse fasi amministrative e progettuali.
Comune e Regione hanno individuato un percorso che punta a concludere le procedure entro l’estate del 2027, con l’obiettivo di consentire l’avvio dei lavori nella seconda parte dello stesso anno, una volta terminata la stagione calcistica.
Dalle autorizzazioni ai lavori
L’iter è già iniziato con la presentazione, il 16 marzo, del Piano Attuativo da parte della società Stadio San Siro Spa. Il Comune ha successivamente avviato l’istruttoria e la procedura di valutazione ambientale strategica.
Il percorso comprenderà inoltre l’analisi del progetto di fattibilità tecnico-economica, la valutazione di impatto ambientale di competenza regionale e la Conferenza dei servizi.
Gli interventi saranno collegati tra loro e seguiranno una precisa sequenza: tra le operazioni previste figura anche lo spostamento del tunnel Patroclo, che dovrà essere coordinato con la costruzione del nuovo impianto. Soltanto in una fase successiva si procederà alla demolizione parziale dell’attuale Meazza.
Per Inter, Milan e istituzioni milanesi, dunque, i prossimi mesi saranno determinanti per trasformare il progetto da piano sulla carta a un percorso concreto verso il nuovo stadio.
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Leao, il retroscena dell’avvocato: “Il nostro piano è sempre stato aspettare la fine del mercato”
La cessione di Rafael Leao al Galatasaray è arrivata al termine della sessione di mercato, ma dietro alla decisione del calciatore portoghese ci sarebbe stata una strategia studiata da tempo.
A raccontare alcuni dettagli della trattativa è stato Antonio Leo, avvocato dell’attaccante, intervenuto durante il Workshop organizzato da Sportitalia.
Secondo quanto spiegato dal legale, l’entourage di Leao aveva scelto di non prendere una decisione definitiva nelle prime fasi del mercato. L’obiettivo era infatti attendere fino agli ultimi giorni, quando solitamente possono emergere nuove opportunità e cambiare rapidamente gli scenari relativi ai trasferimenti.
La rivelazione dell’avvocato di Leao
Antonio Leo ha chiarito che l’idea di aspettare la conclusione del mercato non sarebbe stata legata esclusivamente al possibile trasferimento al Galatasaray. La strategia, infatti, prevedeva di valutare tutte le possibilità disponibili prima di compiere la scelta definitiva.
“In queste trattative la cosa essenziale è avere un piano. Il nostro piano era comunque quello di decidere a fine mercato, indipendentemente dal Galatasaray o da un’altra squadra: tutte le parti in causa erano a conoscenza di questa volontà. Per cui noi, fin dall’inizio, avevamo detto che la nostra decisione sarebbe arrivata a fine mercato per una serie di ragioni, anche di opportunità. Capite bene perché, negli ultimi giorni di mercato succede di tutto”.
La decisione arrivata negli ultimi giorni di mercato
Le parole dell’avvocato permettono quindi di ricostruire la tempistica della vicenda. L’entourage del giocatore avrebbe mantenuto aperte diverse possibilità fino alla parte conclusiva della sessione, senza legare in anticipo il futuro del portoghese a una singola destinazione.
La scelta finale ha portato Leao lontano dal Milan, con il Galatasaray che è diventato la soluzione individuata al termine del mercato. Una trattativa che, secondo la ricostruzione di Antonio Leo, si è sviluppata seguendo un piano definito già nelle fasi iniziali: attendere, valutare le opportunità e soltanto dopo prendere la decisione definitiva.
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Milan, bilancio 2025/26 in rosso: quanto è costata la mancata qualificazione europea
Il Milan ha ufficializzato i numeri relativi al bilancio della stagione 2025/2026. Il Consiglio di Amministrazione del club rossonero ha approvato la chiusura dell’esercizio, che rappresenta anche l’ultimo con Giorgio Furlani nel ruolo di amministratore delegato.
Tra i dati principali emerge un livello di ricavi pari a 464,6 milioni di euro. Si tratta di una cifra che evidenzia la crescita registrata dal club nell’arco degli ultimi anni: rispetto a quattro stagioni precedenti, infatti, il volume dei ricavi risulta più che raddoppiato.
Il risultato finale dell’esercizio presenta però un segno negativo. Dopo tre bilanci consecutivi chiusi con un utile, il Milan ha terminato la stagione 2025/26 con una perdita di 24 milioni di euro.
La mancata Europa pesa sui conti del Milan
Uno dei fattori principali che hanno inciso sul risultato economico è rappresentato dal mancato accesso alle competizioni europee. La squadra rossonera non è riuscita a conquistare sul campo la qualificazione alle coppe nella stagione 2025/26, con conseguenze dirette anche sul bilancio societario.
La partecipazione alle competizioni UEFA costituisce infatti una fonte significativa di introiti per i grandi club, grazie a premi legati ai risultati, ricavi da stadio, diritti audiovisivi e altre entrate collegate al percorso internazionale.
Il Milan stima un impatto tra 70 e 80 milioni
Secondo la stima riportata nei dati relativi al bilancio, l’assenza dalle competizioni europee avrebbe comportato per il Milan una perdita di ricavi nell’ordine dei 70-80 milioni di euro.
Si tratta di una cifra considerevole se rapportata al risultato finale dell’esercizio. Il mancato accesso all’Europa ha quindi rappresentato uno degli elementi più rilevanti nella formazione del rosso di bilancio, contribuendo a interrompere la serie di tre esercizi consecutivi chiusi in utile.
Ricavi in crescita, ma il risultato torna negativo
Il quadro finanziario del club presenta dunque due aspetti differenti. Da una parte, il Milan continua a mostrare una crescita importante sul fronte dei ricavi, arrivati a 464,6 milioni di euro. Dall’altra, l’assenza dalle competizioni europee ha avuto un peso significativo sull’equilibrio economico dell’esercizio.
Il bilancio 2025/26 racconta così una stagione caratterizzata da una forte crescita strutturale dei ricavi, ma anche dall’impatto economico della mancata qualificazione europea. Per la società, il ritorno alle competizioni internazionali rappresenta quindi un elemento rilevante anche sotto il profilo finanziario, oltre che naturalmente sportivo.
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