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Milan, Cardinale ridisegna la dirigenza: caccia al nuovo Head of Football
Il Milan continua a lavorare alla definizione di una struttura dirigenziale destinata a cambiare ulteriormente volto.
Gerry Cardinale vuole dare forma a un’organizzazione sportiva con ambizioni internazionali e, in quest’ottica, resta da individuare una figura centrale: quella dell’Head of Football.
L’idea è inserire un dirigente con competenze trasversali, capace di affiancare l’allenatore Ruben Amorim nella gestione quotidiana della squadra e di rappresentare un punto di riferimento per le diverse componenti dell’area sportiva. Un ruolo pensato per mettere esperienza e conoscenze a disposizione del gruppo, soprattutto nei momenti più delicati della stagione.
La gestione di Amorim ha evidenziato una necessità
La recente reazione del Milan dopo la sconfitta contro il Benfica ha acceso i riflettori anche sul lavoro svolto da Amorim al di fuori del campo. Il tecnico portoghese ha dedicato particolare attenzione al rapporto con alcuni elementi di maggiore esperienza dello spogliatoio, tra cui Pulisic, Saelemaekers e Modric.
Il confronto diretto con i giocatori ha contribuito a ricompattare il gruppo e la risposta arrivata nella gara successiva contro il Lecce è stata immediata. Al di là del risultato, la gestione della settimana ha evidenziato quanto possa essere importante per il Milan avere all’interno della propria organizzazione una figura capace di supportare quotidianamente l’allenatore.
Un progetto che guarda oltre il modello italiano
La ricerca del nuovo dirigente si inserisce in un percorso di trasformazione avviato da RedBird. Durante l’estate erano emerse diverse ipotesi, ma alcune piste non hanno avuto seguito: prima quella legata a Ralf Rangnick e successivamente quella riguardante Markus Krosche.
La proprietà, tuttavia, non avrebbe abbandonato l’idea di introdurre un responsabile dell’area calcistica con un ruolo di vertice. Il progetto societario punta infatti a superare il modello tradizionale italiano, modificando anche la distribuzione delle responsabilità all’interno del club.
In questo quadro si inseriscono i cambiamenti che hanno coinvolto la precedente struttura dirigenziale e il superamento della figura del direttore sportivo nella sua accezione più classica.
Krosche resta tra i candidati
La ricerca del nuovo Head of Football sarebbe entrata in una fase più concreta. Secondo quanto filtra da ambienti vicini a RedBird, sul tavolo ci sarebbe una lista ristretta composta da due o tre profili.
Tra questi figura ancora Markus Krosche, attualmente all’Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco rimane quindi un’opzione per il Milan, nonostante i contatti e le difficoltà emerse nei mesi precedenti.
La sua candidatura viene considerata particolarmente significativa e nelle prossime settimane potrebbero arrivare indicazioni più precise. La scelta dell’Head of Football rappresenterà infatti un passaggio importante nel progetto di Cardinale: l’obiettivo è costruire una struttura capace di accompagnare Amorim nel lavoro quotidiano e, allo stesso tempo, consolidare il nuovo modello organizzativo voluto dalla proprietà.
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Milan, tre rinnovi sul tavolo: Pulisic, Rabiot e Pavlovic nel futuro rossonero
Il Milan guarda già oltre la stagione in corso e lavora per consolidare la rosa a disposizione di Ruben Amorim.
La società rossonera ha avviato i ragionamenti per il prolungamento dei contratti di tre giocatori considerati importanti nel progetto: Christian Pulisic, Adrien Rabiot e Strahinja Pavlovic. Per tutti e tre sono previste discussioni sul futuro, con l’obiettivo di dare continuità a elementi che occupano un ruolo significativo nello scacchiere della squadra.
Pulisic, il Milan vuole blindarlo fino al 2031
La situazione più rilevante riguarda Christian Pulisic. L’attaccante statunitense, classe 1998, ha instaurato un rapporto particolarmente positivo con Gerry Cardinale e il club vuole proseguire insieme anche negli anni successivi.
L’attuale accordo prevede uno stipendio da 4 milioni di euro netti a stagione e una scadenza fissata a giugno 2027. Nel contratto esiste inoltre una clausola che permetterebbe al Milan di prolungare unilateralmente l’intesa per un’ulteriore stagione.
La società, tuttavia, punta a qualcosa di più ambizioso: l’idea è discutere un nuovo accordo almeno fino al 2031, accompagnato da un adeguamento dell’ingaggio. La proposta potrebbe portare lo stipendio di Pulisic vicino ai 5 milioni di euro netti all’anno, ai quali si aggiungerebbero bonus legati ai risultati personali e di squadra. I contatti con il suo entourage sono già iniziati e il Milan vorrebbe arrivare a un’intesa entro la fine di dicembre.
Rabiot, presto il confronto con Veronique
Anche Adrien Rabiot rientra nei piani societari. Il centrocampista francese ha un contratto con condizioni economiche importanti e il Milan intende affrontare il tema del rinnovo nei prossimi mesi.
Cardinale dovrebbe avviare il confronto con Veronique Rabiot, madre e agente del giocatore, nell’arco delle prossime due o tre settimane. L’obiettivo indicato è quello di arrivare a un nuovo accordo valido fino al 2030.
Attualmente Rabiot percepisce circa 3,5 milioni di euro netti a stagione. La trattativa dovrà quindi definire durata e condizioni economiche della nuova intesa.
Pavlovic, proposta fino al 2031
Sul fronte della difesa, il Milan vuole invece blindare Strahinja Pavlovic. Il centrale serbo, nato nel 2001, è attualmente legato al club fino a giugno 2028, con un’opzione per aggiungere un’ulteriore stagione.
La società sarebbe pronta a proporre un prolungamento fino al 2031, accompagnato da un sostanziale incremento dello stipendio. L’ipotesi sul tavolo prevede un passaggio dagli attuali 1,7 milioni di euro netti all’anno a una cifra compresa tra 3 e 3,5 milioni.
Tre trattative ancora da definire
I discorsi relativi a Pavlovic sono ancora nelle fasi iniziali e non è stata raggiunta una completa intesa economica. Tuttavia, la volontà del Milan di continuare con il difensore e quella del giocatore di restare a Milano rappresentano una base sulla quale costruire il prossimo accordo.
Un segnale importante era già arrivato durante l’ultima sessione estiva del mercato, quando Pavlovic aveva scelto di non prendere in considerazione una possibile esperienza in Premier League.
Il Milan, dunque, si muove su tre fronti contemporaneamente: Pulisic, Rabiot e Pavlovic sono tutti al centro dei piani per il futuro e le prossime settimane potrebbero portare novità significative sul fronte dei rinnovi.
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Milan, Tomori pronto al rientro: ottobre può diventare il mese della svolta
La lunga estate di Fikayo Tomori potrebbe finalmente lasciare spazio a una nuova fase.
Il difensore inglese, dopo essere stato a un passo dall’addio al Milan e aver vissuto settimane particolarmente complicate, è rimasto in rossonero e ora attende l’occasione per tornare protagonista sul campo. Il suo contratto è in scadenza a luglio e, nonostante il reintegro in rosa, il futuro sembra comunque destinato a essere lontano da Milanello.
Dalla separazione al reintegro in rosa
La situazione di Tomori è cambiata radicalmente nel giro di poche settimane. In estate il Milan aveva deciso di mettere il giocatore sul mercato, arrivando anche a tenerlo separato dal resto del gruppo durante una parte della preparazione a Milanello. Il difensore, con il consenso della società, era inoltre volato a Londra insieme alla propria famiglia e ai suoi agenti per valutare le possibili alternative.
Il mercato, però, non ha portato alla soluzione che sembrava inizialmente possibile. Dopo aver valutato diverse opportunità, Tomori è rimasto al Milan ed è stato reintegrato il 2 settembre, nell’ultimo giorno della sessione estiva, anche perché il club non era riuscito a completare un’operazione in entrata per rinforzare il reparto arretrato.
Un nuovo capitolo dopo il lungo stop
L’ultima partita disputata da Tomori risale al 24 maggio, quando il Milan venne sconfitto in casa dal Cagliari, risultato che certificò l’esclusione dei rossoneri dalle prime quattro posizioni e quindi dalla Champions League.
Quella gara rappresentò anche un momento importante nei rapporti tra il difensore e il club. Già Allegri aveva evidenziato alcune difficoltà mostrate da Tomori nella parte finale della stagione, oltre ad alcuni atteggiamenti durante gli allenamenti che non erano stati particolarmente apprezzati. Successivamente il giocatore è stato inserito tra gli elementi ritenuti responsabili del rendimento negativo della squadra.
Ottobre può essere il momento del rientro
Dal suo ritorno ufficiale nel gruppo, Tomori è stato regolarmente convocato, ma non ha ancora accumulato minuti in campo. La situazione potrebbe però cambiare dopo la sosta per le nazionali.
Il calendario del Milan sarà infatti particolarmente intenso: sono previste sette partite nell’arco di trenta giorni, una serie di impegni che dovrebbe spingere Amorim a gestire con attenzione le energie della rosa. In questo scenario Tomori potrebbe ricevere una delle prime opportunità già il 15 ottobre contro il Salisburgo in Europa League, senza escludere un suo utilizzo anche in Serie A.
Al momento l’inglese sembra offrire maggiori garanzie rispetto a Filippo Terracciano, che ha avuto una possibilità contro il Benfica senza riuscire a sfruttarla pienamente.
Il contratto resta il nodo principale
Il ritorno in campo non dovrebbe comunque modificare il destino di Tomori. Il difensore ha infatti scelto di restare al Milan dopo aver respinto, tra le altre, le proposte di Fulham, Coventry e West Ham e dopo aver atteso inutilmente una possibile soluzione con l’Aston Villa.
La permanenza in rossonero, dunque, dovrebbe essere soltanto temporanea. Il contratto in scadenza a luglio non sarà rinnovato e questi ultimi mesi rappresenteranno quindi la parte conclusiva di un’avventura iniziata con grandi aspettative e caratterizzata da momenti molto diversi. Prima dell’addio, però, Tomori avrà l’opportunità di giocarsi le proprie carte sul campo.
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Nuovo San Siro, oltre 2,3 miliardi di costi e obiettivo Euro 2032
Il progetto del nuovo San Siro entra in una fase sempre più concreta.
Inter e Milan hanno infatti presentato al Comune di Milano la relazione economica di fattibilità relativa alla costruzione del nuovo stadio e alla complessiva riqualificazione dell’area oggi occupata dal Meazza. L’operazione, secondo le stime contenute nella documentazione, presenta dimensioni finanziarie imponenti e punta a trasformare radicalmente uno dei quartieri simbolo dello sport milanese.
Il valore attribuito al futuro impianto nel 2032 è stimato in circa 2,149 miliardi di euro, mentre l’intero progetto immobiliare potrebbe generare ricavi per oltre 418 milioni attraverso la valorizzazione di uffici, strutture ricettive, negozi e altre superfici.
Quanto costerà costruire il nuovo stadio
La sola realizzazione del nuovo impianto avrebbe un costo previsto di 583,7 milioni di euro. A questa cifra bisogna aggiungere i 124,2 milioni necessari per il podio destinato a ospitare lo stadio.
L’intervento edilizio complessivo viene invece quantificato in circa 1,11 miliardi di euro. Nel conto rientrano anche i 371,4 milioni destinati al comparto multifunzionale e alla riqualificazione del Meazza, oltre ai 31,1 milioni previsti per l’Energy Center e il relativo sistema energetico.
Si tratta comunque di valori inseriti in una pianificazione ancora soggetta agli sviluppi delle successive fasi progettuali.
La trasformazione dell’area del Meazza
Una parte consistente dell’investimento riguarderà la trasformazione dell’area circostante l’attuale stadio. Dei 371,4 milioni di euro previsti per il comparto plurivalente, circa 44 milioni sarebbero destinati agli spazi commerciali, mentre altri 33 milioni riguarderebbero una grande struttura di vendita.
Sono inoltre previsti investimenti per le superfici direzionali e terziarie, quantificate in circa 51,3 milioni, e per il comparto ricettivo, al quale vengono associati 44 milioni. La voce economicamente più significativa riguarda invece box e piani interrati, con una previsione di spesa pari a 121,2 milioni di euro.
Viabilità e infrastrutture
Il piano comprende anche una serie di interventi dedicati alla mobilità. Le opere di urbanizzazione primaria sono state stimate in 57,3 milioni di euro, mentre per la realizzazione del nuovo Tunnel Patroclo sono previsti altri 42,3 milioni.
A questi interventi si aggiungono circa 12,4 milioni di euro legati alla demolizione dell’attuale tunnel. La viabilità rappresenta quindi uno degli elementi centrali della trasformazione dell’intero comparto.
L’acquisto di San Siro e le spese aggiuntive
Nel quadro finanziario dell’operazione figura anche l’acquisizione dello stadio e delle aree circostanti. Il valore complessivo iniziale viene indicato in 197,1 milioni di euro, suddivisi tra il valore del Meazza, i terreni e i diritti edificatori. Grazie alle detrazioni previste, l’esborso stimato scenderebbe però a circa 175,1 milioni di euro.
Un’altra voce importante riguarda gli oneri accessori e le spese tecniche, complessivamente quantificate in oltre 455 milioni di euro. All’interno di questa cifra rientrano oneri complementari, costi costruttivi aggiuntivi, bonifiche, imposte, attività di commercializzazione e una consistente quota destinata alle spese impreviste.
Un’operazione da oltre 2,3 miliardi
Sommando costruzione, acquisizione delle aree, infrastrutture, opere accessorie e oneri finanziari, il costo complessivo dell’operazione arriva a circa 2,302 miliardi di euro.
Il piano economico considera però anche il valore degli asset che verranno sviluppati nell’area. La stima complessiva dell’operazione raggiunge così circa 2,567 miliardi, considerando i ricavi potenziali derivanti dalla vendita degli immobili e il valore attribuito al nuovo stadio.
Cantieri dal 2027: nel mirino gli Europei del 2032
Secondo il cronoprogramma attuale, i lavori dovrebbero partire nel 2027 per arrivare alla conclusione nel 2031. L’obiettivo dichiarato è avere il nuovo impianto pronto in tempo per gli Europei del 2032, ma il percorso resta condizionato dai diversi passaggi amministrativi e progettuali ancora da completare.
Il progetto dovrà quindi superare tutte le fasi previste prima dell’apertura del cantiere, in un iter che potrebbe essere accompagnato da modifiche e ulteriori valutazioni.
A ottobre la prima anteprima del progetto
Nel frattempo, Inter e Milan si preparano a svelare ulteriori dettagli del futuro impianto. Già a ottobre dovrebbe arrivare una prima presentazione della facciata del nuovo San Siro, offrendo un’anticipazione concreta dell’aspetto che avrà lo stadio destinato a sostituire progressivamente il Meazza.
Il progetto entra così nella fase decisiva: dai numeri contenuti nei documenti economici si passa progressivamente alla definizione visiva e concreta di quello che potrebbe diventare il nuovo punto di riferimento calcistico di Milano.
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