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Amorim: “Con più libertà i giocatori giocano meglio”
Il Milan supera il Lecce con un netto 3-0 e Ruben Amorim, al termine della gara, commenta ai microfoni di Dazn una prestazione che ha mostrato segnali importanti sotto il profilo del gioco.
L’allenatore rossonero sottolinea soprattutto la maggiore libertà concessa ai suoi uomini, elemento che ha permesso alla squadra di essere più imprevedibile e pericolosa.
“Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Non siamo stati solo una squadra che gestisce il pallone, ma anche una squadra pericolosa quando ha spazio per correre, e questo è stato un fattore chiave stasera. Abbiamo controllato la partita, sapendo che l’avversario aspettava un nostro errore, e l’abbiamo gestita molto bene. Abbiamo difeso con solidità e, nel complesso, è stata una bella vittoria”.
Meno rigidità e maggiore libertà
Amorim evidenzia poi il percorso di crescita del Milan e spiega come alcune difficoltà delle ultime settimane siano state legate anche a un’eccessiva rigidità tattica. Contro il Lecce, invece, i giocatori hanno avuto maggiore autonomia nei movimenti.
“È una bella curiosità, ma il momento è diverso, è un’epoca nuova. Abbiamo ancora molto da fare, ma stiamo giocando meglio e stiamo migliorando. La cosa più importante, però, è che stiamo imparando. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po’ più di libertà e, con un po’ più di libertà, giocano meglio”.
La distanza da Inter e Roma
Il tecnico portoghese affronta anche il tema del confronto con Inter e Roma, due squadre che, secondo la sua analisi, possono contare su meccanismi più consolidati. Amorim, tuttavia, invita a considerare anche i punti lasciati per strada dal Milan e le modalità con cui sono arrivati alcuni risultati.
“Credo che siano distanti: se guardi al nostro modo di giocare e agli avversari, e se parli di Roma e Inter, penso che abbiano avuto più tempo come squadra. Si vede che i meccanismi ci sono e sono più chiari rispetto al nostro gruppo, ma non abbiamo perso così tanti punti. Abbiamo lasciato due punti contro la Lazio e a Torino contro la Juventus, quindi non è tutto da buttare. A volte sembra così, specialmente dopo gli ultimi risultati, ma dobbiamo bilanciare le cose. Oggi abbiamo vinto, sapendo però di aver affrontato una buona squadra che sta facendo bene. Ogni avversario è diverso e a volte avremo qualche difficoltà in certe partite: fa parte del processo. Penso che dovremmo avere più punti, perché se vedi come sono andate le gare, contro la Juventus, pur non giocando benissimo, eravamo a trenta secondi dal portare a casa altri due punti, e contro la Lazio, considerando i due tempi, meritavamo qualcosa in più”.
Modric e la gestione delle sue energie
Spazio anche a Luka Modric e al suo utilizzo nel corso della stagione. Amorim sottolinea l’importanza del possesso palla per valorizzare le qualità del centrocampista croato e distingue le situazioni nelle quali il suo impiego può risultare particolarmente utile.
“È un giocatore che ha bisogno di toccare molto il pallone per darci il meglio di sé, ma è pronto per giocare ogni partita in cui ne abbiamo bisogno: la stazza fisica non conta poi molto. In alcune gare, come nel primo tempo contro la Lazio, se trasformiamo la partita in un continuo botta e risposta di transizioni, non è un buon contesto per Luka, così come non lo è per Jashari. Dobbiamo semplicemente fare il gioco che permette alle nostre caratteristiche di brillare. Quando affrontiamo questo tipo di partite, contro blocchi bassi, possiamo usare molto Modric; per le altre vedremo, ma penso che sia pronto per giocare qualsiasi tipo di gara. È pronto per giocare ogni partita”.
Formazioni, adattamento e identità
Infine, l’allenatore rossonero spiega la filosofia alla base delle proprie scelte. La formazione, secondo Amorim, deve nascere dall’osservazione delle caratteristiche dei singoli, senza però lasciare che siano esclusivamente i giocatori a determinare il sistema.
“Penso sia una questione di osservazione delle partite e delle caratteristiche dei singoli. Certamente ascolto i giocatori, ma per un allenatore, specialmente in una grande squadra, è impossibile prendere decisioni solo ascoltandoli. Li vedi, cerchi di capirli, ma ogni giocatore tende a spingere il gioco verso le proprie caratteristiche, e in quel modo costruire un’identità diventa difficile. Quindi la decisione finale è sempre la mia. Quello che ho percepito nelle ultime partite – e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore – è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un’altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia, perché qui gli allenatori sono davvero intelligenti: marcano benissimo a uomo e, quando perdono un po’ i punti di riferimento su ciò che vogliamo fare, per loro diventa più difficile. Allo stesso modo, infatti, a volte è difficile anche per me decifrare la mobilità delle altre squadre”.
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Milan, risposta da grande squadra: 3-0 al Lecce e vetta a soli due punti
Il Milan reagisce nel modo migliore dopo un periodo complicato e torna a conquistare i tre punti con una prestazione convincente.
A San Siro, nel giorno delle celebrazioni per il centenario dello stadio, la formazione rossonera supera il Lecce con un netto 3-0 e ritrova quelle certezze che sembravano essersi appannate nelle ultime settimane.
Dopo tre partite al di sotto delle aspettative e la pesante sconfitta rimediata in Europa League contro il Benfica, la squadra di Ruben Amorim era chiamata a dare una risposta immediata. La reazione è arrivata sul campo, attraverso una partita dominata praticamente dall’inizio alla fine e caratterizzata da un’intensità che ha lasciato poco spazio agli avversari.
Pulisic apre la serata con una magia
Il vantaggio del Milan porta la firma di Christian Pulisic, protagonista di una giocata spettacolare. Tutto nasce da un lancio di circa 70 metri effettuato da Pavlovic: l’attaccante americano controlla il pallone in maniera elegante e, in pochissimi istanti, riesce a completare l’azione con una conclusione precisa che supera Falcone.
Il portiere del Lecce è stato comunque tra i migliori dei suoi, evitando che il passivo assumesse proporzioni ancora più pesanti. Il Milan, infatti, ha costruito numerose occasioni e ha mantenuto a lungo il controllo del match.
Rabiot e Moreira completano il tris
Nella ripresa la squadra di Amorim continua a spingere e trova altre due volte la via della rete. Il 2-0 arriva grazie a Rabiot, bravo a finalizzare una combinazione nello stretto avviata dall’assist di Ramos. Il Lecce prova a reagire, ma il Milan mantiene il controllo e riesce successivamente a trovare anche il terzo gol.
A chiudere definitivamente i conti è Moreira, entrato dalla panchina e subito capace di lasciare il segno. Un’altra conferma della profondità dell’organico a disposizione dell’allenatore portoghese.
Nonostante il dominio rossonero, nel finale il Lecce ha avuto qualche opportunità per accorciare le distanze. Maignan, però, si è fatto trovare pronto e ha protetto il risultato, conservando la porta inviolata.
Il Milan torna a credere nella vetta
Il successo ha un peso significativo anche per la classifica. I tre punti permettono infatti al Milan di portarsi a sole due lunghezze dalla vetta, riaprendo prospettive interessanti per il prosieguo del campionato.
Ma al di là dei numeri, la serata di San Siro rappresenta soprattutto una risposta sul piano del morale. Il pubblico ha accompagnato la squadra con entusiasmo e non sono mancati gli applausi anche per alcuni giocatori finiti recentemente al centro delle critiche, tra cui Estupinan.
Per Amorim si tratta quindi di una vittoria preziosa sotto diversi aspetti: il Milan ritrova fiducia, entusiasmo e continuità di rendimento, mentre il tecnico può lavorare con maggiore serenità sul proprio progetto tattico. La strada della stagione è ancora lunga, ma il 3-0 contro il Lecce rappresenta un segnale importante.
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Milan Futuro, rimonta da applausi sul Villa Valle: Ossola ancora decisivo
Il Milan Futuro ritrova immediatamente il sorriso e lo fa al termine di una partita caratterizzata da una bella reazione.
La formazione guidata da Navarro riesce infatti a ribaltare il risultato sul campo del Villa Valle, conquistando una vittoria importante per il proprio percorso stagionale.
I rossoneri si sono trovati inizialmente costretti a inseguire dopo la rete realizzata dai padroni di casa. Lo svantaggio, però, non ha compromesso la prestazione della squadra, che ha continuato a cercare la soluzione per rimettere in equilibrio la partita.
La risposta è arrivata prima dell’intervallo, con il giocatore più in evidenza di questo avvio di stagione.
Ossola conferma il suo momento positivo
A prendersi la scena è ancora una volta Ossola, che sta diventando uno dei principali riferimenti della seconda squadra rossonera. Il trequartista, al quale è stata affidata anche la fascia di capitano, ha trovato il gol del pareggio nei minuti conclusivi del primo tempo.
La rete è arrivata con un elegante tocco sotto, una giocata di qualità che ha permesso al Milan Futuro di tornare negli spogliatoi con il risultato nuovamente in equilibrio. Una conferma ulteriore dell’importanza che Ossola sta assumendo all’interno della formazione di Navarro.
La sua continuità nelle prime partite della stagione lo sta rendendo uno degli elementi maggiormente osservati del gruppo rossonero.
Pandolfi firma il sorpasso nel recupero
Quando la partita sembrava ormai destinata a chiudersi in parità, è arrivato l’episodio decisivo. Il Milan Futuro ha continuato a spingere fino agli ultimi istanti e ha trovato il gol della vittoria al quarto minuto di recupero.
A regalare i tre punti alla squadra di Navarro è stato Pandolfi, protagonista di una conclusione precisa che si è infilata nell’angolo della porta avversaria. Un gol pesantissimo, arrivato praticamente allo scadere e capace di completare una rimonta che sembrava tutt’altro che semplice.
Pandolfi, un talento da seguire
Particolare attenzione merita anche l’età del giovane attaccante: Pandolfi è un classe 2008 e rappresenta uno dei profili più interessanti all’interno del progetto Milan Futuro.
La sua capacità di incidere in una situazione così delicata, trovando la giocata decisiva nei minuti di recupero, rappresenta un ulteriore segnale delle potenzialità presenti nella rosa. Per la seconda squadra rossonera si tratta quindi di una vittoria che vale doppio: oltre ai tre punti, arrivano risposte importanti dai giovani e la conferma di un Ossola sempre più centrale.
La rimonta sul Villa Valle permette così al Milan Futuro di lasciarsi immediatamente alle spalle il risultato precedente e di guardare con maggiore fiducia ai prossimi impegni.
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Nuovo San Siro, oltre 2,3 miliardi per il progetto di Inter e Milan
Il progetto del nuovo San Siro entra sempre più nel dettaglio e, insieme alle caratteristiche della futura casa di Inter e Milan, emergono anche le cifre legate alla realizzazione dell’intera operazione.
Secondo i documenti analizzati da Calcio&Finanza, il costo complessivo previsto per l’intervento ammonta a 2,302 miliardi di euro.
La somma non riguarda esclusivamente la costruzione del nuovo stadio, ma comprende una serie molto più ampia di interventi: dall’acquisto del Meazza e delle aree circostanti alle opere di urbanizzazione, passando per la riqualificazione del comparto, i costi finanziari e le infrastrutture necessarie.
L’obiettivo indicato dal progetto è arrivare alla realizzazione del nuovo impianto entro il 2032, anno in cui Italia e Turchia ospiteranno gli Europei.
La costruzione dello stadio vale 583,7 milioni
La voce principale riguarda naturalmente il nuovo impianto. La costruzione dello stadio è stimata in 583,7 milioni di euro, cifra che sale a 709,9 milioni considerando anche il podio destinato a ospitarlo.
L’intero intervento edilizio raggiunge invece quota 1,110 miliardi, così suddivisi:
- 583,7 milioni di euro per il nuovo stadio;
- 124,2 milioni per la realizzazione del podio;
- 371,4 milioni per il comparto plurivalente e la riqualificazione del Meazza;
- 31,1 milioni per l’Energy Center e l’anello energetico.
La riqualificazione dell’area del Meazza
Una parte significativa dell’investimento riguarda la trasformazione dell’area oggi occupata dal vecchio impianto. Dei 371,4 milioni di euro destinati al comparto plurivalente, sono previste diverse tipologie di intervento.
Tra le voci figurano 44 milioni di euro per gli spazi commerciali, altri 33 milioni per la Grande Struttura di Vendita, 51,3 milioni destinati ai 23.314 metri quadrati di spazi direzionali e terziari e ulteriori 44 milioni per circa 20mila metri quadrati di strutture ricettive.
La voce economicamente più consistente è però quella relativa ai box e ai piani interrati, valutata in 121,2 milioni di euro. Si tratta comunque di stime che potranno essere aggiornate con l’avanzamento della progettazione.
Viabilità, tunnel e opere di urbanizzazione
Nel piano economico trovano spazio anche gli interventi legati alla viabilità. Le opere di urbanizzazione primaria sono quantificate in 57,3 milioni di euro, mentre la realizzazione del nuovo Tunnel Patroclo dovrebbe richiedere 42,3 milioni.
A questa cifra si aggiungono 12,4 milioni di euro necessari per la demolizione dell’attuale tunnel, inserita nel complesso delle opere infrastrutturali collegate alla trasformazione dell’area.
Acquisto di San Siro: quasi 200 milioni
Un’altra componente importante dell’operazione è rappresentata dall’acquisto dello stadio Meazza e dei terreni circostanti. Il valore complessivo iniziale indicato nei documenti è di 197,1 milioni di euro.
La somma comprende 104,1 milioni attribuiti all’acquisizione dello stadio, 86,2 milioni relativi ai terreni e 6,7 milioni legati ai diritti edificatori. Considerando le detrazioni previste, il costo effettivo indicato scende a 175,1 milioni di euro.
Oneri, garanzie e costi finanziari
Il quadro economico comprende poi una serie di spese accessorie e tecniche che raggiungono complessivamente 455,2 milioni di euro. All’interno di questa voce rientrano 178,6 milioni di oneri complementari, 115,3 milioni di ulteriori oneri costruttivi e 18,1 milioni destinati alle bonifiche.
Sono inoltre previsti circa 4,5 milioni per imposte e tasse e 2 milioni per attività di commercializzazione e pubblicità. A completare il capitolo figurano 136,8 milioni classificati come spese impreviste e varie.
Particolarmente rilevante è anche il peso degli oneri finanziari e delle fideiussioni: complessivamente si parla di 381,7 milioni di euro, di cui 351,8 milioni di oneri finanziari e 29,85 milioni per le garanzie.
Il verde e la valutazione complessiva dell’operazione
Anche la gestione del verde rientra nel progetto economico. Per la manutenzione trentennale delle aree verdi è stata stimata una spesa di 34,4 milioni di euro.
Nel complesso, dunque, il progetto raggiunge 2,302 miliardi di euro di costi. Il piano economico attribuisce invece all’intera operazione un valore stimato di 2,567 miliardi, considerando anche 418,8 milioni di euro derivanti dalla vendita di immobili e superfici e una valutazione di 2,149 miliardi per il nuovo stadio nel 2032.
Si tratta di numeri elaborati sulla base delle attuali previsioni progettuali ed economiche. Le cifre, come evidenziato nella documentazione, potranno quindi subire variazioni nel corso dei prossimi anni, man mano che il progetto San Siro entrerà nelle successive fasi di sviluppo.
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