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Amorim: “Sapevamo che avremmo sofferto un po’”
Il Milan chiude con una sconfitta pesante l’amichevole contro il Chelsea. Il 3-0 incassato a Giacarta non offre particolari soddisfazioni sul piano del risultato, ma Ruben Amorim prova a guardare oltre il punteggio e considera il test inglese parte integrante del percorso di preparazione in vista dell’inizio ufficiale della stagione.
Al termine della sfida, l’allenatore rossonero ha parlato a Sky Sport 24, spiegando le ragioni della scelta di affrontare un avversario di alto livello con un atteggiamento particolarmente aggressivo. Per Amorim, infatti, anche una gara complicata può rappresentare un’occasione utile per mettere alla prova la squadra e verificare la risposta dei giocatori.
Amorim: “Vogliamo proporre questo tipo di sfida ai nostri giocatori”
Il tecnico del Milan non si aspettava una partita semplice contro il Chelsea e ha sottolineato come alcune difficoltà fossero state messe in preventivo. L’obiettivo, però, era soprattutto testare determinati principi di gioco e aumentare la fiducia della squadra.
“Sapevamo che avremmo sofferto un po’, ma vogliamo proporre questo tipo di sfida ai nostri giocatori. Loro sanno come difendere di squadra, giocare in uno contro uno e pressare alto. Contro squadre come il Chelsea non presseremo mai in questo modo, ma siamo qui per prepararci a vincere la prima partita ufficiale della stagione e dare fiducia ai calciatori. Avevamo anche tanti giovani in squadra, stiamo facendo il percorso giusto per mettere in condizione la squadra di vincere la prima partita ufficiale della stagione”.
Amorim ha quindi ribadito che il risultato dell’amichevole non deve essere considerato isolatamente. La priorità resta quella di arrivare pronti all’appuntamento ufficiale, utilizzando queste settimane per valutare uomini, meccanismi e condizione fisica.
Rosa ampia, arrivano le prime decisioni
La sfida contro il Chelsea potrebbe inoltre avere un peso nelle valutazioni dell’allenatore. Con una rosa numerosa e diversi giocatori ancora impegnati nella corsa per conquistare spazio, Amorim dovrà presto effettuare delle scelte.
Alla domanda sull’importanza della partita in vista delle decisioni dei prossimi giorni, il tecnico ha risposto:
“Sì, certo. Faremo delle scelte sui nostri giocatori. Queste due settimane sono state molto positive ma abbiamo una rosa ampia, dobbiamo scegliere alcuni giocatori e prenderemo queste decisioni in settimana”
Il Milan guarda avanti
Il 3-0 contro il Chelsea rappresenta dunque un campanello d’allarme sotto alcuni aspetti, ma Amorim preferisce inserirlo all’interno di un percorso più ampio. Il Milan ha ancora tempo per lavorare sui dettagli, migliorare la condizione dei singoli e definire l’organico con cui affrontare l’inizio della stagione.
Le prossime giornate saranno quindi decisive: l’allenatore dovrà trasformare le indicazioni raccolte durante la tournée in scelte concrete, individuando il gruppo più adatto alle proprie idee tattiche. La sconfitta contro i Blues lascia inevitabilmente qualche interrogativo, ma il vero giudizio sul nuovo Milan arriverà soltanto con le prime partite ufficiali.
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Milan, riflettori sulla trequarti: mercato di gennaio e futuro di Hutchinson
Il Milan guarda già al mercato di gennaio e una delle zone sulle quali potrebbero concentrarsi le valutazioni della società è la trequarti.
L’evoluzione tattica della squadra sotto la guida di Ruben Amorim sta mettendo in evidenza l’importanza dei giocatori offensivi alle spalle della punta, chiamati a muoversi tra le linee e ad accompagnare l’azione con libertà.
Il tecnico portoghese predilige una struttura basata sul 3-4-2-1, nella quale i due trequartisti rappresentano una componente fondamentale. Per questo motivo, la dirigenza rossonera potrebbe prendere in considerazione l’inserimento di un giocatore mancino, capace di partire dalla posizione di rifinitore e di accentrarsi durante lo sviluppo della manovra.
Christian Pulisic garantisce già caratteristiche importanti, ma il Milan potrebbe cercare un’alternativa con un profilo differente.
Endrick resta un nome da seguire
Tra i giocatori accostati al progetto rossonero figura Endrick, attaccante brasiliano di proprietà del Real Madrid. Il giovane talento viene considerato particolarmente interessante per la sua capacità di ricoprire più posizioni nel reparto offensivo.
Il mancino brasiliano può agire sia alle spalle della prima punta sia come riferimento avanzato, caratteristiche che lo renderebbero compatibile con diverse interpretazioni del sistema di Amorim.
La possibilità di un’operazione dipenderà soprattutto dalle intenzioni del Real Madrid e dall’eventuale apertura a una formula temporanea. In caso di disponibilità del club spagnolo, il Milan potrebbe valutare concretamente l’opportunità.
Sanches tra le alternative
Un altro profilo monitorato è Alvyn Sanches, giovane trequartista svizzero di proprietà dello Young Boys. Mancino e dotato di caratteristiche offensive compatibili con il sistema di Amorim, il giocatore sarebbe già stato osservato con attenzione dall’area scouting rossonera.
Il suo nome rappresenta una soluzione differente rispetto a quella di Endrick, soprattutto per età e prospettiva di crescita. La valutazione finale spetterebbe comunque alla dirigenza e alla proprietà.
Hutchinson, gennaio decisivo per il futuro
Nel frattempo resta da definire anche la posizione di Omari Hutchinson. Il giovane inglese ha mostrato spunti interessanti in alcune occasioni, ma il campione di partite a disposizione è ancora troppo ridotto per trarre conclusioni definitive sul suo rendimento.
Arrivato in prestito oneroso dal Nottingham Forest, Hutchinson dovrà sfruttare ogni opportunità per convincere il Milan a puntare su di lui anche nel lungo periodo.
Il nodo principale è rappresentato dal costo dell’eventuale riscatto, fissato su una cifra particolarmente significativa. Per questo motivo, i prossimi mesi potrebbero diventare determinanti: prestazioni, continuità e capacità di adattarsi alle richieste di Amorim saranno elementi centrali nelle valutazioni del club.
Il mercato di gennaio potrebbe così intrecciarsi direttamente con il futuro dell’inglese: l’eventuale arrivo di un nuovo trequartista potrebbe aumentare la concorrenza, mentre una crescita evidente di Hutchinson potrebbe modificare i piani della società.
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Milan, Loftus-Cheek sotto osservazione: quale futuro per lui?
Il momento di Ruben Loftus-Cheek al Milan resta uno degli argomenti da monitorare con maggiore attenzione.
Il centrocampista inglese continua a ricevere spazio, ma finora non è riuscito a trasformare la fiducia degli allenatori in prestazioni caratterizzate da continuità.
Nelle prime cinque giornate di campionato, Loftus-Cheek è stato utilizzato in tutte le partite, partendo tre volte dal primo minuto e entrando due volte dalla panchina. Un impiego che testimonia la considerazione dello staff tecnico nei suoi confronti, nonostante un rendimento offensivo ancora lontano dalle aspettative.
Il giocatore, impiegato anche nella posizione di trequartista, non trova infatti la via del gol o dell’assist decisivo da diversi mesi. Un’assenza di numeri che pesa soprattutto considerando le caratteristiche tecniche e fisiche con cui era arrivato in rossonero.
Il dato sui chilometri percorsi
A fotografare ulteriormente il momento dell’inglese ci sono anche i dati relativi alla distanza percorsa. Secondo le statistiche della Lega Serie A, nelle prime cinque giornate Loftus-Cheek ha totalizzato 25,8 chilometri.
Il dato lo colloca in fondo alla graduatoria dei giocatori del Milan con cinque presenze, persino leggermente sotto Mike Maignan, che nello stesso arco di tempo ha percorso 25,9 chilometri.
Naturalmente, il numero di chilometri non è sufficiente da solo per valutare una prestazione, soprattutto considerando ruolo, minutaggio e caratteristiche tattiche. Tuttavia, rappresenta un indicatore che si aggiunge alle difficoltà mostrate dal centrocampista nell’incidere con continuità sulle partite.
Contratto in scadenza: il rinnovo resta in sospeso
A complicare ulteriormente la situazione c’è anche il futuro contrattuale. L’accordo tra Loftus-Cheek e il Milan è infatti destinato a scadere al termine della stagione e, al momento, il discorso relativo al prolungamento non sembra aver registrato sviluppi concreti.
Il centrocampista percepisce uno stipendio importante e il club, prima di procedere verso un nuovo accordo, vuole avere maggiori garanzie sul rendimento del giocatore. I rapporti con il suo entourage restano positivi, ma questo non significa automaticamente che il rinnovo sia vicino.
Premier League sullo sfondo
Con il contratto in scadenza, anche un eventuale ritorno in Premier League potrebbe diventare una possibilità concreta. Loftus-Cheek conosce bene il calcio inglese e, qualora non arrivassero segnali convincenti nei prossimi mesi, il suo percorso al Milan potrebbe avviarsi verso la conclusione.
Per cambiare lo scenario, l’inglese avrà quindi bisogno soprattutto di continuità. Le prossime partite saranno importanti per dimostrare di poter tornare a essere un elemento centrale del progetto rossonero e, soprattutto, per incidere sul proprio futuro.
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Rabiot tra i centrocampisti più decisivi: meglio solo Nico Paz e Calhanoglu
Da quando Adrien Rabiot è arrivato al Milan, il centrocampista francese ha rapidamente trovato un ruolo importante anche dal punto di vista della produzione offensiva.
I numeri relativi alla Serie A mostrano infatti un rendimento significativo: considerando i centrocampisti, soltanto Nico Paz e Hakan Çalhanoglu hanno partecipato a un numero maggiore di reti rispetto al giocatore rossonero.
Il dato prende in considerazione il periodo che parte dall’arrivo di Rabiot al Milan, nella stagione 2025/26, e fotografa la sua capacità di incidere non soltanto nella fase di costruzione, ma anche negli ultimi metri.
Rabiot a quota 13 partecipazioni al gol
Nel periodo analizzato, Rabiot ha raggiunto quota 13 partecipazioni complessive a reti in Serie A, un dato che lo colloca allo stesso livello di due centrocampisti di primo piano come Scott McTominay e Nicolò Barella.
Il bottino del francese è composto da sette gol e sei assist, confermando una presenza costante nelle azioni offensive della propria squadra. Un contributo particolarmente interessante per un giocatore che, oltre alla capacità di inserirsi, offre fisicità e lavoro in entrambe le fasi.
La sua produzione offensiva gli consente quindi di essere inserito tra i centrocampisti maggiormente coinvolti nella realizzazione delle reti nel campionato italiano.
Davanti a Rabiot soltanto Nico Paz e Çalhanoglu
Nella graduatoria relativa alle partecipazioni ai gol, il francese si trova alle spalle di due giocatori. Il primo è Nico Paz, autore di un rendimento che lo ha portato a quota 20 partecipazioni.
Al secondo posto c’è invece Hakan Çalhanoglu, che ha raggiunto 15 partecipazioni alle reti in Serie A nel periodo considerato. Rabiot, con le sue 13, completa così il gruppo dei centrocampisti che hanno inciso maggiormente sul risultato finale delle partite.
Il confronto mette in evidenza soprattutto la continuità del francese sotto porta e nella creazione delle occasioni, considerando che il suo rendimento è arrivato attraverso una combinazione di reti segnate e assist forniti ai compagni.
Un dato che valorizza il contributo del francese
Il bilancio di Rabiot assume quindi particolare interesse nel contesto del Milan. Le sette reti e i sei assist realizzati in Serie A dal suo arrivo rappresentano un contributo offensivo significativo e lo collocano tra i centrocampisti più produttivi del campionato nel periodo preso in esame.
Il dato evidenzia come il francese non sia soltanto un elemento prezioso per equilibrio e dinamismo, ma possa garantire anche numeri concreti nella fase offensiva. Con 13 partecipazioni al gol, Rabiot condivide infatti il terzo posto di questa particolare graduatoria insieme a McTominay e Barella, mentre davanti a lui restano soltanto Nico Paz e Çalhanoglu.
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