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Milan, quanto pesa Rabiot: gol al Torino e numeri che confermano la sua importanza
Il successo per 3-2 contro il Torino ha messo in evidenza ancora una volta quanto sia fondamentale Adrien Rabiot per il Milan. Il centrocampista francese, rientrato dopo la squalifica, è stato subito decisivo nella gara disputata allo Stadio San Siro, confermando il suo ruolo centrale nel sistema di gioco di Massimiliano Allegri.
La sua presenza ha restituito equilibrio e qualità alla squadra rossonera, soprattutto dopo la partita complicata contro la Lazio, in cui l’assenza del francese si era fatta sentire nel reparto di centrocampo. Con Rabiot in campo, invece, il Milan ha ritrovato dinamismo, fisicità e capacità di inserimento, caratteristiche fondamentali nella corsa finale del campionato di Serie A.
Il gol decisivo contro il Torino
Rabiot ha impreziosito la sua prestazione con una rete molto importante nella ripresa. Al 54° minuto il centrocampista ha firmato il momentaneo 2-1 sfruttando un cross di Christian Pulisic proveniente dalla fascia. L’ex giocatore della Juventus è arrivato sul secondo palo e, anticipando il difensore Marcus Pedersen, ha deviato il pallone con la coscia battendo il portiere Alberto Paleari.
Una rete arrivata in un momento delicato del match e che ha permesso al Milan di riportarsi in vantaggio prima del terzo gol firmato da Youssouf Fofana.
L’assenza contro la Lazio
La presenza di Rabiot è risultata ancora più significativa se si considera che il centrocampista aveva saltato la sfida della settimana precedente contro la Lazio a causa di una squalifica. L’ammonizione ricevuta nel derby contro l’Inter, quando era diffidato, lo aveva infatti costretto a rimanere fuori nella gara disputata allo Stadio Olimpico.
In quella partita il Milan aveva sofferto particolarmente a centrocampo e non era riuscito a sviluppare il consueto gioco offensivo contro l’organizzazione dei biancocelesti. Al suo posto era stato schierato Ardon Jashari, ma il contributo del giovane centrocampista non aveva avuto lo stesso impatto del francese.

MASSIMILIANO ALLEGRI PREOCCUPATO E ADRIEN RABIOT RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
I numeri del Milan senza Rabiot
Le statistiche stagionali evidenziano chiaramente quanto l’ex Juventus sia determinante per la squadra rossonera. Il Milan ha disputato finora nove partite senza Rabiot e il bilancio non è particolarmente positivo: tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte.
Il centrocampista classe 1995 aveva saltato anche le prime giornate di campionato, non essendo ancora arrivato in rossonero, e successivamente era rimasto fermo tra ottobre e novembre per un problema al polpaccio. Inoltre è stato indisponibile per squalifica anche contro Como e Lazio, due gare in cui il Milan non è riuscito a ottenere la vittoria.
Un altro dato significativo riguarda l’unica partita in cui Rabiot è partito dalla panchina: il pareggio contro la Fiorentina allo Stadio Artemio Franchi, con i viola vicini addirittura al successo nel finale.
Un leader per il finale di stagione
Con le sue qualità fisiche, la capacità di coprire grandi porzioni di campo e gli inserimenti offensivi, Rabiot rappresenta una pedina chiave per Allegri nel finale di stagione. Il suo ritorno in campo contro il Torino ha dimostrato quanto la sua presenza possa incidere sull’equilibrio della squadra e sulle ambizioni del Milan nella corsa ai vertici della Serie A.
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Milan-Atalanta: le scelte di Allegri tra turnover e dubbi offensivi
Il Milan di Massimiliano Allegri si avvicina alla delicata sfida contro l’Atalanta con diverse riflessioni aperte sulla formazione titolare.
La gara, valida per la 36ª giornata di Serie A e in programma a San Siro, rappresenta un passaggio cruciale nella corsa europea dei rossoneri, che stanno vivendo un periodo altalenante di risultati e rendimento offensivo.
Secondo le ultime indicazioni provenienti da Milanello, Massimiliano Allegri starebbe valutando un’impostazione più fisica e meno prevedibile rispetto alle ultime uscite. La principale novità riguarda l’attacco: Rafael Leão potrebbe partire dalla panchina, scelta dettata sia da ragioni tattiche sia da una condizione non sempre brillante nelle ultime settimane. Al suo posto, spazio a soluzioni più dinamiche e di sacrificio.
In avanti, infatti, prende quota la candidatura di Santiago Gimenez, pronto a tornare titolare dopo un periodo complicato tra acciacchi e scarsa continuità. Accanto a lui dovrebbe agire Christian Pulisic, con l’obiettivo di garantire maggiore mobilità tra le linee e pressione alta sulla difesa avversaria.
A centrocampo, una delle novità più rilevanti riguarda Ruben Loftus-Cheek, che potrebbe essere schierato dal primo minuto per offrire fisicità, inserimenti e presenza nelle due fasi. L’inglese non gioca con continuità da tempo, ma Allegri lo considera un profilo utile per aumentare intensità e duelli nella zona centrale del campo.
Il sistema di gioco dovrebbe restare il 3-5-2, ma con interpreti differenti rispetto al solito. L’idea è quella di rendere la squadra più solida e verticale, limitando il palleggio sterile e cercando transizioni rapide verso gli attaccanti.
La partita contro l’Atalanta, avversario tradizionalmente aggressivo e organizzato, rappresenta quindi un test importante non solo per la classifica, ma anche per capire quale volto definitivo il Milan di Allegri voglia assumere nel finale di stagione. Le scelte di formazione, soprattutto in attacco, sembrano andare nella direzione di una maggiore concretezza rispetto al talento puro, con l’obiettivo di ritrovare efficacia nei momenti decisivi del campionato.
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Milan, cresce la protesta dei tifosi: oltre 20 mila firme contro Furlani
La tensione attorno al Milan continua ad aumentare e nelle ultime ore la protesta dei tifosi contro Giorgio Furlani ha raggiunto numeri molto importanti.
La petizione online che chiede le dimissioni dell’amministratore delegato rossonero ha infatti superato quota 20 mila firme, confermando il clima di forte malcontento che si respira attorno alla società dopo una stagione giudicata deludente da gran parte dell’ambiente milanista.
Le critiche rivolte alla dirigenza riguardano soprattutto le scelte sportive e la gestione del progetto tecnico. Molti tifosi contestano alla società di non aver costruito una squadra sufficientemente competitiva per lottare stabilmente ai massimi livelli sia in Italia sia in Europa. La delusione per alcuni risultati negativi e per una stagione caratterizzata da grande discontinuità ha alimentato il distacco tra una parte della tifoseria e i vertici del club.
Sui social network il dissenso è diventato sempre più evidente. Nelle ultime settimane sono comparsi hashtag di protesta, messaggi di contestazione e richieste di cambiamento rivolte direttamente alla proprietà RedBird e ai dirigenti rossoneri. Per molti sostenitori del Milan, la società avrebbe dato eccessiva priorità agli equilibri economici e alle plusvalenze rispetto alla competitività sportiva della squadra.
Nonostante la pressione crescente, al momento non sembrano esserci segnali concreti di un possibile cambio ai vertici societari. Gerry Cardinale continua infatti a considerare Furlani una figura centrale nella gestione economica del club e apprezza il lavoro svolto negli ultimi anni sul piano finanziario. La proprietà ritiene fondamentale mantenere sostenibilità e controllo dei conti anche nelle prossime stagioni.
La situazione resta comunque molto delicata. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il Milan riuscirà a ricompattare l’ambiente attraverso risultati sportivi e nuove strategie di mercato oppure se la contestazione continuerà a crescere ulteriormente coinvolgendo in modo sempre più diretto la proprietà americana.
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Milan, rivoluzione in attacco: tutti i profili seguiti dai rossoneri
Il Milan sta già pianificando le mosse per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.
La dirigenza rossonera considera prioritario l’arrivo di almeno un nuovo centravanti capace di garantire continuità realizzativa, esperienza internazionale e maggiore peso offensivo. Molto, però, dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League, fattore che influenzerà budget, strategie e possibilità di convincere determinati giocatori ad accettare il progetto milanista.
Tra i nomi che piacciono maggiormente c’è quello di Alexander Sorloth. L’attaccante norvegese dell’Atletico Madrid viene considerato un profilo ideale per fisicità, esperienza e capacità realizzativa. Nonostante la forte concorrenza nel club spagnolo, Sorloth ha continuato a mantenere numeri importanti e il Milan lo vede come una possibile soluzione affidabile per guidare il reparto offensivo.
Grande attenzione anche attorno a Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal è uno dei profili più apprezzati per qualità tecniche, esperienza internazionale e duttilità offensiva. Secondo diverse indiscrezioni, il suo nome sarebbe in cima alla lista dei desideri del Milan, soprattutto perché potrebbe rappresentare un salto di qualità immediato per il reparto avanzato.
Accanto ai due principali candidati, i rossoneri stanno monitorando anche altre situazioni interessanti. Restano vive le piste che portano a Dusan Vlahovic e Gonçalo Ramos, due attaccanti che potrebbero lasciare rispettivamente Juventus e Paris Saint-Germain in caso di offerte convincenti. Piacciono inoltre Romelu Lukaku, Moise Kean e Santiago Castro, profili che conoscono già molto bene il campionato italiano e che garantirebbero un inserimento più rapido nel sistema tattico rossonero.
La sensazione è che il Milan voglia costruire un attacco più completo e competitivo rispetto alle ultime stagioni. Le valutazioni della dirigenza riguarderanno non solo l’aspetto tecnico, ma anche quello economico, con particolare attenzione a ingaggi, sostenibilità finanziaria e opportunità di mercato. Prima di affondare il colpo, però, il club aspetta di conoscere con certezza quale competizione europea disputerà nella prossima stagione.
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