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Milan – Torino 3-2, rossoneri di carattere a San Siro: Pavlovic, Rabiot e Fofana decidono la sfida
Il Milan ritrova il successo in campionato superando 3-2 il Torino allo Stadio San Siro in una gara intensa e ricca di colpi di scena valida per la 30ª giornata della Serie A. La squadra guidata da Massimiliano Allegri conquista tre punti preziosi grazie alle reti di Pavlovic, Rabiot e Fofana, resistendo nel finale al tentativo di rimonta dei granata.
Primo tempo: Pavlovic sblocca, Simeone risponde
La partita parte con ritmi alti e con entrambe le squadre determinate a trovare il vantaggio. Il Torino prova a rendersi pericoloso nelle prime fasi di gioco, ma è il Milan a sbloccare il risultato poco dopo la mezz’ora. Al 37’ il difensore Pavlovic trova la rete con una conclusione potente dalla distanza che sorprende la difesa granata e porta avanti i rossoneri.
Il vantaggio milanista dura però poco. Poco prima dell’intervallo il Torino trova il pareggio con Simeone, abile a sfruttare una situazione favorevole in area e a ristabilire l’equilibrio sul punteggio di 1-1.
Ripresa decisiva: Rabiot e Fofana firmano l’allungo
Nel secondo tempo il Milan rientra in campo con maggiore determinazione e nel giro di pochi minuti indirizza la partita. Al 54’ arriva il gol del 2-1 firmato da Rabiot, servito da Pulisic, che riporta avanti i rossoneri. Passa appena un minuto e il Milan colpisce ancora: questa volta è Fofana a trovare la rete del 3-1, sfruttando al meglio un’azione offensiva che mette in difficoltà la retroguardia del Torino. Il doppio colpo nel giro di pochi istanti cambia completamente l’inerzia del match.
Finale con brivido: Vlasic accorcia su rigore
Nel finale la partita torna improvvisamente aperta. All’83’ il direttore di gara Fourneau assegna un calcio di rigore al Torino dopo un contatto in area tra Pavlovic e Simeone. Dal dischetto si presenta Vlasic, che realizza il 3-2 riaccendendo le speranze dei granata.
Negli ultimi minuti il Torino prova a spingere alla ricerca del pareggio, ma il Milan riesce a difendere il vantaggio fino al triplice fischio.
Tre punti importanti per il Milan
Con questa vittoria il Milan torna al successo dopo l’ultimo passo falso e rilancia le proprie ambizioni nelle zone alte della classifica. Il Torino, invece, esce da San Siro con una sconfitta di misura nonostante una prestazione combattiva, che però non basta per strappare punti ai rossoneri.
La gara conferma la capacità del Milan di reagire nei momenti difficili, mentre per il Torino resta il rammarico per non essere riuscito a completare la rimonta nel finale di una partita che ha regalato spettacolo fino all’ultimo minuto.
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Milan-Atalanta: le scelte di Allegri tra turnover e dubbi offensivi
Il Milan di Massimiliano Allegri si avvicina alla delicata sfida contro l’Atalanta con diverse riflessioni aperte sulla formazione titolare.
La gara, valida per la 36ª giornata di Serie A e in programma a San Siro, rappresenta un passaggio cruciale nella corsa europea dei rossoneri, che stanno vivendo un periodo altalenante di risultati e rendimento offensivo.
Secondo le ultime indicazioni provenienti da Milanello, Massimiliano Allegri starebbe valutando un’impostazione più fisica e meno prevedibile rispetto alle ultime uscite. La principale novità riguarda l’attacco: Rafael Leão potrebbe partire dalla panchina, scelta dettata sia da ragioni tattiche sia da una condizione non sempre brillante nelle ultime settimane. Al suo posto, spazio a soluzioni più dinamiche e di sacrificio.
In avanti, infatti, prende quota la candidatura di Santiago Gimenez, pronto a tornare titolare dopo un periodo complicato tra acciacchi e scarsa continuità. Accanto a lui dovrebbe agire Christian Pulisic, con l’obiettivo di garantire maggiore mobilità tra le linee e pressione alta sulla difesa avversaria.
A centrocampo, una delle novità più rilevanti riguarda Ruben Loftus-Cheek, che potrebbe essere schierato dal primo minuto per offrire fisicità, inserimenti e presenza nelle due fasi. L’inglese non gioca con continuità da tempo, ma Allegri lo considera un profilo utile per aumentare intensità e duelli nella zona centrale del campo.
Il sistema di gioco dovrebbe restare il 3-5-2, ma con interpreti differenti rispetto al solito. L’idea è quella di rendere la squadra più solida e verticale, limitando il palleggio sterile e cercando transizioni rapide verso gli attaccanti.
La partita contro l’Atalanta, avversario tradizionalmente aggressivo e organizzato, rappresenta quindi un test importante non solo per la classifica, ma anche per capire quale volto definitivo il Milan di Allegri voglia assumere nel finale di stagione. Le scelte di formazione, soprattutto in attacco, sembrano andare nella direzione di una maggiore concretezza rispetto al talento puro, con l’obiettivo di ritrovare efficacia nei momenti decisivi del campionato.
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Milan, cresce la protesta dei tifosi: oltre 20 mila firme contro Furlani
La tensione attorno al Milan continua ad aumentare e nelle ultime ore la protesta dei tifosi contro Giorgio Furlani ha raggiunto numeri molto importanti.
La petizione online che chiede le dimissioni dell’amministratore delegato rossonero ha infatti superato quota 20 mila firme, confermando il clima di forte malcontento che si respira attorno alla società dopo una stagione giudicata deludente da gran parte dell’ambiente milanista.
Le critiche rivolte alla dirigenza riguardano soprattutto le scelte sportive e la gestione del progetto tecnico. Molti tifosi contestano alla società di non aver costruito una squadra sufficientemente competitiva per lottare stabilmente ai massimi livelli sia in Italia sia in Europa. La delusione per alcuni risultati negativi e per una stagione caratterizzata da grande discontinuità ha alimentato il distacco tra una parte della tifoseria e i vertici del club.
Sui social network il dissenso è diventato sempre più evidente. Nelle ultime settimane sono comparsi hashtag di protesta, messaggi di contestazione e richieste di cambiamento rivolte direttamente alla proprietà RedBird e ai dirigenti rossoneri. Per molti sostenitori del Milan, la società avrebbe dato eccessiva priorità agli equilibri economici e alle plusvalenze rispetto alla competitività sportiva della squadra.
Nonostante la pressione crescente, al momento non sembrano esserci segnali concreti di un possibile cambio ai vertici societari. Gerry Cardinale continua infatti a considerare Furlani una figura centrale nella gestione economica del club e apprezza il lavoro svolto negli ultimi anni sul piano finanziario. La proprietà ritiene fondamentale mantenere sostenibilità e controllo dei conti anche nelle prossime stagioni.
La situazione resta comunque molto delicata. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il Milan riuscirà a ricompattare l’ambiente attraverso risultati sportivi e nuove strategie di mercato oppure se la contestazione continuerà a crescere ulteriormente coinvolgendo in modo sempre più diretto la proprietà americana.
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Milan, rivoluzione in attacco: tutti i profili seguiti dai rossoneri
Il Milan sta già pianificando le mosse per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione.
La dirigenza rossonera considera prioritario l’arrivo di almeno un nuovo centravanti capace di garantire continuità realizzativa, esperienza internazionale e maggiore peso offensivo. Molto, però, dipenderà dalla qualificazione alla prossima Champions League, fattore che influenzerà budget, strategie e possibilità di convincere determinati giocatori ad accettare il progetto milanista.
Tra i nomi che piacciono maggiormente c’è quello di Alexander Sorloth. L’attaccante norvegese dell’Atletico Madrid viene considerato un profilo ideale per fisicità, esperienza e capacità realizzativa. Nonostante la forte concorrenza nel club spagnolo, Sorloth ha continuato a mantenere numeri importanti e il Milan lo vede come una possibile soluzione affidabile per guidare il reparto offensivo.
Grande attenzione anche attorno a Gabriel Jesus. L’attaccante brasiliano dell’Arsenal è uno dei profili più apprezzati per qualità tecniche, esperienza internazionale e duttilità offensiva. Secondo diverse indiscrezioni, il suo nome sarebbe in cima alla lista dei desideri del Milan, soprattutto perché potrebbe rappresentare un salto di qualità immediato per il reparto avanzato.
Accanto ai due principali candidati, i rossoneri stanno monitorando anche altre situazioni interessanti. Restano vive le piste che portano a Dusan Vlahovic e Gonçalo Ramos, due attaccanti che potrebbero lasciare rispettivamente Juventus e Paris Saint-Germain in caso di offerte convincenti. Piacciono inoltre Romelu Lukaku, Moise Kean e Santiago Castro, profili che conoscono già molto bene il campionato italiano e che garantirebbero un inserimento più rapido nel sistema tattico rossonero.
La sensazione è che il Milan voglia costruire un attacco più completo e competitivo rispetto alle ultime stagioni. Le valutazioni della dirigenza riguarderanno non solo l’aspetto tecnico, ma anche quello economico, con particolare attenzione a ingaggi, sostenibilità finanziaria e opportunità di mercato. Prima di affondare il colpo, però, il club aspetta di conoscere con certezza quale competizione europea disputerà nella prossima stagione.
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