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La Lazio batte ancora il Milan: i biancocelesti restano la “bestia nera” dei rossoneri
Serata amara per il Milan, sconfitto di misura all’Stadio Olimpico di Roma dalla Lazio nel match valido per la 29ª giornata di Serie A. A decidere la sfida è stata la rete realizzata al 26’ da Gustav Isaksen, che ha permesso ai biancocelesti di conquistare tre punti pesanti e di confermarsi una delle avversarie più ostiche per i rossoneri negli ultimi confronti diretti.
La squadra allenata da Maurizio Sarri è partita con grande intensità, riuscendo a mettere in difficoltà il Milan soprattutto nella prima parte della gara. Dopo il vantaggio firmato da Isaksen, la Lazio ha continuato a rendersi pericolosa e ha sfiorato il raddoppio colpendo anche una traversa nei primi 45 minuti. I rossoneri, guidati in panchina da Massimiliano Allegri, hanno faticato a trovare ritmo e organizzazione nel corso del primo tempo, ma sono cresciuti progressivamente nella ripresa.
Grazie ai cambi effettuati dall’allenatore, il Milan ha provato ad aumentare la pressione offensiva nel tentativo di riequilibrare il risultato. Nonostante un finale generoso e diversi tentativi negli ultimi minuti, la difesa laziale è riuscita a mantenere il vantaggio fino al fischio finale. La sconfitta impedisce ai rossoneri di accorciare sulla capolista Inter, lasciando il Milan a otto punti di distanza dalla vetta quando mancano nove giornate alla conclusione del campionato.
Il successo della Lazio assume anche un valore statistico significativo. I biancocelesti hanno infatti conquistato due vittorie consecutive contro il Milan nel girone di ritorno del campionato, un evento che non si verificava dalla seconda metà degli anni Cinquanta. Inoltre, per Sarri la partita rappresenta un traguardo personale importante: il tecnico ha superato quota 600 punti ottenuti da allenatore in Serie A, entrando così in un ristretto gruppo di allenatori che hanno raggiunto questo risultato, tra cui Antonio Conte, Gian Piero Gasperini, Luciano Spalletti e lo stesso Allegri.
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Milan, Fofana: “Non è il mio ruolo ideale e mi farà perdere il Mondiale”
Sono giorni turbolenti in casa Milan. Dopo la sconfitta contro la Lazio, che ha allontanato i rossoneri dalla vetta e con il Napoli alle calcagna, non c’è solo il caso Leao a preoccupare Allegri. Youssouf Fofana, che non gioca in nazionale da oltre un anno, ha manifestato alcune difficoltà legate al ruolo tattico assegnatogli in squadra, che secondo lui potrebbero compromettere una convocazione per il Mondiale da parte del ct Didier Deschamps.
Intervistato da L’Equipe, il centrocampista ha spiegato la propria situazione: “Quando ti si dice che giocherai più in alto, all’inizio sei anche contento. Alla fine però ho capito che non è necessariamente ciò che desidero. Ovviamente lo faccio per la squadra, ma mi piaceva molto essere all’inizio delle azioni, controllare il ritmo del gioco della squadra e recuperare palloni. Ho dovuto imparare a giocare più velocemente, ad orientarmi meglio. Devo essere più impattante dal punto di vista fisico, anticipare di più, e ho capito anche che potevo realizzare più scatti ad intensità elevata“.
Fofana ha aggiunto: “Non credo di essere sufficientemente forte, le statistiche dicono che potrei essere più efficace. E se guardo al Mondiale, non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo. Lo faccio con il club, soprattutto se siamo in lotta per un titolo. Ma non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro“.
Riguardo alla mancata convocazione francese, il giocatore ha spiegato: “Rispetto le decisioni del ct, ma sarebbe interessante parlarci di persona se ci sarà l’occasione. Non sono fatalista, ho il passaporto francese, sono convocabile e soprattutto ho molta voglia di andare al Mondiale. Per crederci, devo finire la stagione meglio di come l’ho iniziata“.
Allegri dovrà dunque gestire anche questo malumore interno, dopo le tensioni con Leao, trovando il giusto equilibrio tra esigenze tattiche e motivazioni dei suoi giocatori, in una fase cruciale della stagione.
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Estupiñán delude ancora: il Milan paga l’assenza di Theo Hernandez
La settimana del Milan è iniziata con una nota amara: la sconfitta sul campo della Lazio ha ulteriormente allontanato i rossoneri dal primo posto, ora occupato dall’Inter con un vantaggio di otto punti. Tra le delusioni della serata romana spicca la prestazione di Pervis Estupiñán, che non è riuscito a incidere come ci si aspettava.
Secondo l’analisi dell’edizione odierna di Tuttosport, l’ex Brighton era stato confermato da Massimiliano Allegri con l’obiettivo di confermare la fiducia data nel derby contro l’Inter. Quella partita, infatti, doveva segnare una svolta nella stagione di Estupiñán: un’opportunità per dimostrare di poter essere un sostituto affidabile di Theo Hernandez, giocatore ormai centrale nei piani del Milan.

Pervis Estupiñán ( FOTO SALVATORE FORNELLI )
Purtroppo, l’esterno non ha risposto alle attese. Lato difensivo ha mostrato evidenti difficoltà, subendo il dominio di Isaksen per gran parte della gara, e al 10’ della ripresa ha ricevuto un cartellino giallo che ha convinto Allegri a sostituirlo con Bartesaghi. È probabile che l’italiano torni a occupare stabilmente la fascia sinistra fino al termine della stagione.
Il resto della stagione di Estupiñán racconta un quadro simile: difficoltà nell’offensiva e lacune tecnico-tattiche in fase difensiva lo rendono ancora distante dal livello richiesto per sostituire Theo Hernandez. La dirigenza rossonera dovrà quindi valutare con attenzione il suo futuro, perché finora il rendimento complessivo non è stato soddisfacente. La trasferta di Roma rappresenta un nuovo esame fallito: resta da capire se ci saranno altre occasioni per rifarsi.
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Serie A, la lotta Scudetto entra nel vivo: Inter in vetta, Milan e Napoli inseguono
La corsa al titolo nella Serie A 2025‑26 entra nella fase clou con poche giornate da disputare e tre squadre in vetta che cercano di guadagnare terreno. In cima alla classifica resta saldamente l’Inter, che ha costruito un vantaggio importante grazie a una stagione costante e con un ruolino di marcia difficile da avvicinare. La squadra nerazzurra si trova in testa con un margine notevole, ma la pressione delle inseguitrici resta alta e il calendario presenta ancora partite in grado di rimescolare le carte a pochi turni dal termine. Milan e Napoli però inseguono, mantenendo vive le speranze Scudetto.
Il cammino del Milan
Alle spalle dell’Inter c’è il Milan, la cui posizione di rincalzo resta significativa. I rossoneri puntano a non perdere contatto con la vetta pur avendo perso terreno nell’ultimo fine settimana. La partita contro la Lazio, conclusasi con una sconfitta, ha frenato le ambizioni di avvicinamento al primo posto. Nonostante ciò, il Milan occupa ancora il secondo posto e continua a prepararsi con determinazione per recuperare punti pesanti nelle prossime giornate.
La possibilità del Napoli
Nel frattempo il Napoli mantiene vive le proprie speranze di Scudetto. Dopo un’importante vittoria nel suo ultimo match, gli azzurri hanno mostrato di non voler mollare la lotta per il titolo, riducendo la distanza dalle posizioni di vertice e dimostrando di potersi inserire nella bagarre fino alla fine della stagione. La squadra partenopea, campione in carica, ha ancora margine matematico per provare il colpaccio nei confronti delle milanesi, anche se dovrà affrontare un calendario impegnativo.
Serie A, il calendario delle prossime giornate
Il calendario delle prossime giornate può diventare fondamentale nella definizione della classifica finale. Ogni turno porterà partite chiave in cui le contendenti al titolo dovranno affrontare dirette concorrenti o test insidiosi contro squadre in lotta per altri obiettivi, come la qualificazione alle coppe europee o la salvezza. L’importanza di non lasciare punti per strada diventa cruciale in un campionato in cui gli equilibri sono sottili e un solo passo falso può costare caro. La strada verso lo Scudetto è ancora lunga ma venerdì, sabato e domenica degli ultimi turni potrebbero regalare spettacolo e tensione fino all’ultima giornata.
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