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Galliani racconta il Milan: “I colpi da maestro? Sacchi, Ancelotti, Nesta e Van Basten”
L’ex amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, ha raccontato aneddoti e retroscena sulla sua lunga esperienza in rossonero durante un’intervista al podcast “Colpi da Maestro”. Tra i tanti ricordi, Galliani rivela un momento particolarmente caro: “Se dovessi scegliere uno tra i miei 31 anni al Milan, direi la stagione 1993-1994”.
Parlando dei grandi allenatori che hanno segnato la storia del club, Galliani ha ricordato Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti: “Quel Milan pensava in grande perchè il suo presidente, Silvio Berlusconi, pensava in grande. E questa cosa l’ha trasmessa alla società, agli allenatori e ai giocatori. Se penso a quando abbiamo scelto Sacchi, la gente diceva che eravamo matti”. Poi aggiunge: “Di Capello si diceva che era il cocco di Berlusconi perchè Fabio non allenava da anni e faceva altro. Il terzo colpo è stato Ancelotti che lo chiamavano il ‘perdente di successo’ perché nei due anni precedenti al Milan era alla Juve e arrivò secondo per due volte“.
Galliani spiega anche come la scelta degli allenatori fosse fondamentale: “L’anno prima facciamo un’amichevole con il Parma e vediamo giocare bene gli emiliani… Io gli rispondo: ‘Boh, si vede che avranno un buon allenatore’. Nei mesi successivi decidiamo che Sacchi avesse le caratteristiche giuste per allenare il Milan. Arrivato da noi vince lo scudetto al primo anno, la Coppa dei Campioni al secondo anno e ancora la Coppa dei Campioni al terzo anno“.
Sul concetto dei “giorni del Condor”, Galliani spiega: “Io penso che tutte le squadre hanno più giocatori di quello che servono. Quindi i giorni del Condor devono essere gli ultimi giorni. Non sempre, ma spesso negli ultimi giorni operazioni che erano dei no diventano dei sì“.
Tra i colpi di mercato più importanti ricorda Ancelotti, preso nel 1987 grazie alla determinazione di Sacchi e alla mediazione con la Roma, Leonardo, strappato al PSG nel 1997 dopo una “visione” a distanza, e Alessandro Nesta, acquisito grazie a un’intuizione con Berlusconi: “Arriva Nesta e vinciamo la Champions League che rimarrà sempre nel mio cuore. Il piacere di battere l’Inter in semifinale e poi la Juventus in finale è qualcosa che forse non succederà mai più“.
Tra le sfide più complicate del mercato cita Ibrahimovic, acquisito in prestito dal Barcellona con diritto di riscatto dopo trattative complesse con Raiola, e Edin Dzeko, che lui e Braida seguirono fino a Sarajevo: “Eravamo vicinissimi a Dzeko che aveva in camera le foto di Gullit e Van Basten“.
Infine, Galliani indica il suo vero colpo da maestro: “Marco van Basten. Non è stato forse il colpo più difficile, ma io credo che Marco sia stato il più bravo di tutti“.
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Lazio–Milan, la protesta si ferma: tifosi pronti a tornare in massa all’Olimpico
Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, sono già 15.000 i biglietti venduti per la sfida tra Lazio e Milan, con una buona fetta acquistata dai tifosi rossoneri. Il dato è destinato a crescere nei prossimi giorni, e tutto lascia presagire che l’Olimpico tornerà a vivere un’atmosfera intensa, diversa dalle ultime settimane. Resta ancora da capire se sarà concessa l’autorizzazione alla coreografia annunciata dai gruppi organizzati della tifoseria biancoceleste, prevista in occasione della partita.
Da quando, lo scorso 30 gennaio, i tifosi della Lazio hanno deciso di boicottare le partite in casa in segno di protesta contro la società, lo stadio Olimpico è apparso quasi deserto. La scelta di lasciare vuoti gli spalti è stata rispettata per tre gare di campionato e anche per la semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Atalanta, un gesto forte che ha messo in evidenza il malcontento dei sostenitori. Domenica sera, però, ci sarà una eccezione: i gruppi organizzati hanno annunciato la sospensione del “sciopero” per un solo match, per sostenere la Lazio contro il Milan.
Questa decisione è stata rilanciata anche da Il Messaggero, con il titolo “Ritorno a casa” e il sottotitolo: “Dopo quattro gare di sciopero, i gruppi organizzati annunciano che domenica sosterranno la Lazio dagli spalti contro il Milan”. Lo slogan scelto dai tifosi è “Regaliamoci l’ultimo spettacolo”, e la partita vedrà anche la realizzazione di una coreografia, a testimonianza dell’importanza della sfida.
Dopo il Milan, la Lazio affronterà anche l’Inter in casa il 10 maggio e giocherà il Derby in trasferta nella penultima giornata. Resta aperta la domanda su come i tifosi decideranno di comportarsi nelle prossime partite, se confermeranno lo sciopero o se l’entusiasmo di questo finale di stagione li spingerà a tornare sugli spalti.
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Modric segue le orme di Van Basten: il Pallone d’Oro a Casa Milan
Il Milan arricchisce il proprio museo con un pezzo di storia del calcio mondiale. Il protagonista è Luka Modric, che ha deciso di prestare il Pallone d’Oro vinto nel 2018 al museo Mondo Milan situato a Casa Milan. Un gesto simbolico che ricorda quanto fatto in passato da Marco van Basten, che nel 1992 donò al club rossonero uno dei suoi trofei come segno di riconoscenza.
Il centrocampista croato ha scelto di trasferire temporaneamente il prestigioso riconoscimento dalla sua abitazione di Madrid al museo rossonero, dove resterà esposto almeno fino al termine della stagione. In questo modo i tifosi potranno ammirare da vicino uno dei premi individuali più prestigiosi del calcio mondiale, accanto agli altri cimeli che raccontano la storia del club.
Il Pallone d’Oro conquistato da Modric nel 2018 rappresenta uno dei momenti più alti della sua carriera. In quell’anno il fuoriclasse croato interruppe il dominio decennale di Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, aggiudicandosi il riconoscimento dopo una stagione straordinaria con il Real Madrid e con la nazionale croata, culminata con la finale del Mondiale disputata contro la Francia.

LUKA MODRIC PERPLESSO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il gesto di Modric è stato interpretato come una dimostrazione di affetto verso il Milan e i suoi tifosi. Nonostante sia arrivato da relativamente poco tempo nel club, il campione croato ha sviluppato un legame molto forte con l’ambiente rossonero, con la città e con il pubblico di San Siro. Il suo gesto assume quindi un significato particolare: non solo un tributo alla storia del Milan, ma anche un segnale del rapporto speciale che si è creato tra il giocatore e il mondo rossonero.
L’iniziativa richiama alla memoria proprio l’esempio di Van Basten, uno dei simboli della storia milanista. Il campione olandese, vincitore di tre Palloni d’Oro tra il 1988 e il 1992, aveva scelto di condividere il proprio trofeo con il club che lo aveva reso protagonista a livello mondiale.
Ora anche Modric entra idealmente in questa tradizione: un campione che decide di lasciare un segno tangibile della propria storia calcistica all’interno della casa del Milan. Un gesto romantico che unisce passato e presente e che arricchisce ulteriormente il patrimonio storico del club rossonero.
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Fofana divide ma incide: è il re degli assist del Milan insieme a Leão
Youssouf Fofana è uno dei giocatori del Milan che più divide l’opinione dei tifosi. Il centrocampista francese, arrivato in rossonero la scorsa stagione, è spesso oggetto di discussione per il suo stile di gioco e per un rendimento che non sempre cattura l’attenzione come quello di altri compagni di squadra. Tuttavia, i numeri raccontano una storia diversa e sottolineano quanto il suo contributo sia stato importante per la squadra.
Secondo i dati forniti da Opta, dal momento del suo arrivo a Milano nessun giocatore rossonero ha servito più assist di Fofana considerando tutte le competizioni ufficiali. Il centrocampista ha infatti raggiunto quota 13 passaggi decisivi, lo stesso numero di Rafael Leão, uno dei protagonisti offensivi del Milan negli ultimi anni. Un dato significativo che evidenzia l’impatto del francese nel gioco della squadra, soprattutto nella costruzione delle azioni offensive.
Nonostante questo, Fofana continua a essere un calciatore che lavora spesso lontano dai riflettori, complice anche la presenza in squadra di nomi molto più mediatici. A sottolinearlo è stato anche Massimo Ambrosini, che ha espresso una valutazione molto positiva sul centrocampista: “Fofana è un calciatore che, giocando con Modric e Rabiot, non si prende mai i riflettori. C’è un po’ d’ombra. Però per me è più forte di quello che molti dicono. L’assist è suo. A Cremona ne fa due, l’anno scorso ha fatto otto assist. Guarda che è forte…”.
Le parole dell’ex capitano rossonero mettono in luce una qualità spesso sottovalutata: la capacità di incidere sulle partite senza necessariamente essere al centro dell’attenzione. Con la sua visione di gioco, la corsa e la capacità di servire i compagni negli ultimi metri, Fofana continua a dimostrarsi una risorsa preziosa per il Milan e per l’equilibrio della squadra.
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