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Milan, Tare in bilico: Tony D’Amico sempre più vicino al ruolo di nuovo direttore sportivo

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In casa Milan continua a tenere banco la riorganizzazione dell’area sportiva, con il ruolo di direttore sportivo al centro delle valutazioni della dirigenza.

La posizione di Igli Tare, arrivato solo da pochi mesi, non sarebbe più così solida e la società rossonera starebbe già riflettendo su possibili alternative in vista della prossima stagione.

Tra i nomi più forti emersi nelle ultime ore c’è quello di Tony D’Amico, attuale dirigente dell’Atalanta, considerato sempre più una candidatura concreta per prendere in mano la gestione tecnica del club. L’idea di affidarsi a lui non è nuova: già in passato il suo profilo era stato valutato internamente dal management rossonero.

Secondo le indiscrezioni, sarebbe l’amministratore delegato Giorgio Furlani a spingere con maggiore convinzione per il dirigente nerazzurro, ritenuto ideale per un progetto basato su sostenibilità, competenza tecnica e valorizzazione dei giocatori. Tuttavia, ogni scelta resta ancora congelata.

La decisione finale, infatti, non è stata presa e dipenderà direttamente da Gerry Cardinale, proprietario del club, che insieme alla dirigenza valuterà il da farsi solo al termine della stagione. Nessuna accelerazione immediata, dunque, ma un casting ancora aperto.

Il possibile arrivo di D’Amico rappresenterebbe un cambio di strategia significativo per il Milan, che punta a costruire una struttura più stabile e coerente dopo anni di continui aggiustamenti dirigenziali. Il dirigente dell’Atalanta è infatti considerato uno specialista nella costruzione di rose competitive e sostenibili, capace di coniugare risultati sportivi e plusvalenze importanti.

Al momento, però, tutto resta in fase di studio. Il futuro dell’area sportiva rossonera si deciderà soltanto nelle prossime settimane, quando il club farà il punto definitivo su obiettivi, struttura e figure chiave per il nuovo ciclo.

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Milan, resa dei conti a fine stagione: Cardinale valuta cambiamenti profondi in società

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In casa Milan il clima è diventato sempre più delicato dopo le recenti difficoltà sportive.

La proprietà guidata da Gerry Cardinale starebbe infatti preparando una valutazione complessiva sull’intera struttura societaria al termine della stagione, con l’obiettivo di capire quali figure confermare e quali, invece, sostituire per rilanciare il progetto rossonero.

Le ultime settimane sono state caratterizzate da numerosi confronti interni nella sede del club. Tra i dirigenti coinvolti negli incontri figurano Giorgio Furlani, Zlatan Ibrahimović e Massimo Calvelli, chiamati a individuare soluzioni immediate per chiudere al meglio la stagione e programmare il futuro. L’eventuale mancata qualificazione alla prossima Champions League potrebbe infatti avere conseguenze importanti sia sul piano economico sia su quello tecnico.

Secondo diverse indiscrezioni provenienti dall’ambiente rossonero, nessun ruolo sarebbe al momento completamente al sicuro. Oltre alla posizione dell’amministratore delegato Furlani, restano sotto osservazione anche l’area tecnica e quella sportiva. In discussione ci sarebbero pure le responsabilità legate alle scelte di mercato e alla gestione della squadra durante una stagione considerata al di sotto delle aspettative.

Tra gli scenari possibili emerge anche un ritorno più centrale di Ibrahimović nelle dinamiche operative del club. L’ex attaccante svedese, oggi consulente di RedBird, potrebbe assumere maggiore peso decisionale qualora Cardinale decidesse di modificare gli equilibri interni della società.

La sensazione, quindi, è che il finale di stagione sarà decisivo non soltanto per il piazzamento in campionato, ma anche per definire la nuova struttura dirigenziale del Milan. Cardinale vuole capire come rendere il club più competitivo e stabile, evitando di ripetere gli errori che hanno alimentato tensioni e contestazioni negli ultimi mesi.

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Moggi: “Allegri e Ibrahimovic non si parlano più”

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L’ex dirigente sportivo Luciano Moggi è tornato a parlare del momento che sta vivendo il Milan, soffermandosi soprattutto sugli equilibri interni alla società rossonera e sui rapporti tra le figure più importanti dell’area tecnica.

Nel suo editoriale pubblicato su Libero, Moggi ha descritto un ambiente caratterizzato da tensioni e incomprensioni, facendo riferimento in particolare al rapporto tra Massimiliano Allegri e Zlatan Ibrahimovic.

Secondo l’ex dirigente, all’interno del club si vivrebbe una situazione delicata, nella quale le diverse componenti della società convivono senza un reale confronto diretto. Moggi scrive infatti: “Al momento in casa Milan esiste una specie di pace armata dove tutti si parlano dietro senza dirsi in faccia quello che veramente pensano, meno Allegri e Ibrahimovic che hanno litigato e non si frequentano più”.

Parole pesanti, che delineano uno scenario tutt’altro che sereno e che, secondo Moggi, avrebbe inevitabili ripercussioni anche sul lavoro dell’allenatore. L’ex dirigente sottolinea come Allegri sia diventato il principale bersaglio delle critiche, nonostante gli obiettivi fissati a inizio stagione fossero stati chiaramente indicati dalla società. “Da allora il mister è diventato un bersaglio, anche se dall’inizio ha parlato di qualificazione Champions come obiettivo principale. Dovesse raggiungerlo farebbe quanto richiesto dalla società, non importa se attraverso alti e bassi di rendimento che stanno costringendo la squadra a lottare strenuamente per assicurarsi almeno il quarto posto”.

Nel suo intervento, Moggi ha poi dedicato spazio anche al lavoro di Igli Tare, figura arrivata recentemente nell’organigramma rossonero. L’ex dirigente ne ha elogiato le qualità maturate durante l’esperienza SS Lazio, evidenziando però come il suo ruolo, a suo giudizio, non sarebbe pienamente valorizzato.

“Che dire poi di Tare, uno dei manager migliori per quanto ha dimostrato alla Lazio. Al Milan sembra quasi che sia stato preso per dare un contentino a quanti dicevano che, dopo Maldini, mancava in società un direttore capace di gestire sportivamente ed economicamente la squadra. È stato preso il migliore ma a gestire ci pensano gli altri, mercato compreso. È proprio vero che il Milan non vuole svoltare”.

Le dichiarazioni di Moggi aggiungono ulteriore pressione a un ambiente già sotto osservazione, in una fase della stagione in cui il Milan è chiamato a consolidare la propria posizione in campionato e a centrare gli obiettivi fissati dalla società.

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Cassano attacca il Milan: “Disastro di Tare e Allegri, così si prende in giro la gente”

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Antonio Cassano torna a far discutere con parole molto forti sul momento del Milan.

Intervenuto nel format “Viva El Futbol”, l’ex attaccante rossonero ha analizzato senza filtri la crisi della squadra, puntando il dito contro la dirigenza e l’allenatore, ritenuti i principali responsabili del rendimento negativo stagionale.

Secondo Cassano, alla base delle difficoltà del Milan ci sarebbero scelte sbagliate e una gestione tecnica non all’altezza, con responsabilità condivise tra più figure: “I due responsabili di questo disastro sono Tare, che ha scelto Allegri, si volevano coprire l’uno con l’altro. E hanno fatto disastri. Il Milan si è ridotto in queste condizioni e a questo schifo per i demeriti di Tare e Allegri. Questi due prendono per il culo la gente del Milan che per 30 anni ha goduto giocando bene, vincendo e facendo un certo tipo di calcio”.

L’ex fantasista ha poi rivolto critiche anche al lavoro dell’allenatore con alcuni singoli giocatori, citando in particolare Leao e Pulisic, ritenuti poco valorizzati nel corso della stagione: “A me Leao non piace, partiamo quando presupposto, ma che aiuto gli ha dato Allegri quest’anno? In tante partite lo ha sostituito quando la squadra era in caduta libera per fargli prendere i fischi e per salvarsi il culo. Anche a Pulisic Allegri cos’ha dato?

Cassano ha poi proseguito il suo attacco, ampliando le responsabilità anche alla dirigenza e criticando alcune contestazioni provenienti dalla tifoseria: “Allegri quest’anno ha distrutto il Milan e la colpa, oltre che di Allegri che ha fatto un disastro, è anche di Tare che è arrivato come il salvatore della patria e sai cos’ha salvato? La fava. Io ho visto la scritta ‘Furlani out’ e mi chiedo: se non hai un’idea, se giochi di merda e sbagli mercato, che colpa ha Furlani? Io sono stato uno dei primi a criticare la società, però Furlani non sceglie la squadra, perchè la squadra l’ha scelta l’allenatore con Tare. Furlani sbagla i gol? No. Non hai idee? No. Non li fa correre? No. Il disastro lo hanno fatto Allegri e Tare. Fine, senza se e senza ma”.

Parole nette, che confermano ancora una volta il carattere diretto dell’ex calciatore, sempre pronto a esprimere giudizi senza mediazioni, soprattutto quando si tratta del Milan e del suo recente percorso sportivo.

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