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Milan-Rangnick, giorni decisivi: nuovi contatti in arrivo e futuro ancora da definire
Il nome di Ralf Rangnick continua a occupare una posizione centrale nei piani del Milan.
Dopo i primi colloqui avvenuti nei giorni scorsi, le parti sarebbero pronte ad aggiornarsi nuovamente per valutare la possibilità di una collaborazione che potrebbe cambiare l’assetto tecnico e organizzativo del club rossonero.
L’attuale commissario tecnico dell’Austria national football team mantiene una linea prudente nelle dichiarazioni pubbliche. In occasione degli ultimi impegni con la selezione austriaca ha evitato conferme ufficiali, sottolineando come ogni questione contrattuale faccia ancora riferimento alla federazione del suo Paese. Tuttavia, le sue parole non hanno chiuso la porta a un possibile approdo in rossonero.
La proprietà guidata da Gerry Cardinale starebbe valutando per Rangnick un incarico di primo piano nell’area tecnica, con ampie responsabilità nella costruzione del nuovo progetto sportivo. L’idea sarebbe quella di affidargli un ruolo strategico nella definizione dell’organigramma e nelle future scelte di mercato.
Nei prossimi giorni è atteso un nuovo confronto tra le parti. Da questo incontro potrebbero emergere indicazioni più chiare sul futuro del dirigente tedesco, che dovrà decidere se proseguire il proprio percorso con l’Austria oppure accettare la sfida proposta dal Milan.
Intanto, all’interno del club rossonero prosegue il lavoro per definire la nuova struttura tecnica e valutare le figure da inserire nel progetto, con Rangnick che resta uno dei profili maggiormente apprezzati per esperienza internazionale e capacità di programmazione.
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Amorim: “Se giochi per il Milan, non ci sono giorni liberi”
Il tecnico, intervenuto nel dopopartita, ha analizzato la prestazione dei suoi giocatori soffermandosi soprattutto sulla necessità di trovare continuità. Dopo la delusione europea, il Milan ha risposto sul campo, dimostrando di poter affrontare le partite con un atteggiamento differente. Tuttavia, secondo Amorim, non è sufficiente alternare buone prestazioni a passaggi a vuoto: per competere ad alto livello serve una mentalità costante.
Amorim soddisfatto della prestazione: “Sono orgoglioso dei miei giocatori”
L’allenatore rossonero ha espresso apprezzamento per quanto mostrato dalla squadra contro il Genoa, sottolineando l’importanza della capacità di adattarsi alle diverse situazioni che si presentano durante una partita.
“Sono orgoglioso dei miei giocatori. La cosa più importante era essere competitivi, l’ho detto prima della partita. Se approcciamo ogni partita così allora siamo un passo più vicini a poterle vincere tutte”.
Amorim ha poi evidenziato come una formazione ambiziosa debba saper cambiare strategia anche nel corso dello stesso incontro, senza perdere efficacia e organizzazione.
“Ci sono momenti in cui riesci a giocare molto bene, ci sono stati anche altri momenti in cui abbiamo cambiato modo di giocare e siamo andati forti sulle seconde palle e abbiamo giocato un calcio differente. Questo fanno le grandi squadre: giocano in modo differente all’interno della stessa partita. Sono davvero soddisfatto dei miei calciatori oggi”.
Nonostante la soddisfazione per il risultato, il tecnico non ritiene che il gruppo abbia ancora raggiunto il livello di maturità necessario per mantenere prestazioni di alto livello con regolarità.
“Possiamo vincere ogni partita, ma non posso assicurare che raggiungeremo questo tipo di consapevolezza entro la fine della stagione. Non sento ci sia ancora questo tipo di continuità”.
Il messaggio alla squadra: “Se giochi per il Milan, non ci sono giorni liberi”
Uno dei passaggi più significativi delle dichiarazioni di Amorim riguarda l’atteggiamento mentale richiesto a chi indossa la maglia rossonera. Il tecnico non vuole vedere una squadra capace di reagire soltanto dopo una sconfitta o una prestazione negativa. La concentrazione e la determinazione devono accompagnare il Milan in ogni appuntamento, indipendentemente dall’avversario e dalla competizione.
L’allenatore ha anche fatto riferimento alle difficoltà incontrate in Europa League, spiegando quanto le assenze abbiano condizionato il rendimento della formazione.
“Se avessimo avuto tutti disponibili saremmo stati sicuramente migliori anche in Europa League. Essere competitivi dipende dalla mentalità”.
Poi arriva un messaggio particolarmente diretto, rivolto a tutto il gruppo: “Se giochi per il Milan, non ci sono giorni liberi. Non puoi presentarti come è successo giovedì e poi riaccenderti per la domenica. Non è possibile”.
Per Amorim, infatti, il problema non può essere ricondotto esclusivamente alla condizione atletica. La differenza deve partire dalla testa, dalla capacità di avvertire il peso di ogni risultato e dalla volontà di evitare passi falsi.
“Non è una condizione fisica, è una questione di avere ansia per la sconfitta. Se hai ‘panico’ per la sconfitta non è che tu abbia paura di perdere, ma sei consapevole che perdere è la fine del mondo. Questo è il feeling che voglio che abbiano le mie squadre”.
Ramos, il tecnico difende il giocatore: “È un problema di squadra”
Nel corso dell’intervista, Amorim ha affrontato anche il tema del rendimento di Ramos, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dal giocatore nel trovare la via del gol con continuità.
Il tecnico ha scelto di non attribuire le responsabilità esclusivamente all’attaccante, spiegando che il rendimento individuale dipende anche dal funzionamento complessivo della squadra e dalla capacità di creare le condizioni giuste per esaltare le sue caratteristiche.
“Quando saremo stabilmente nell’ultimo terzo di campo, segnerà tantissimi gol. È un problema di squadra, non lo stiamo aiutando ma lui ci sta aiutando molto”.
Amorim ritiene che il Milan debba ancora migliorare nella gestione del possesso e nella capacità di mantenere gli avversari sotto pressione nella loro metà campo. Soltanto attraverso una maggiore continuità offensiva sarà possibile mettere Ramos nelle condizioni ideali per incidere.
“Non siamo ancora al punto di essere così dominanti da far stare Ramos per la maggior parte del tempo nell’area avversaria. Siamo ancora lontani”.
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Il Milan supera il Genoa 2-1 a Marassi: Cissé e Pulisic firmano il successo, brividi nel finale
Il Milan conquista tre punti importanti sul campo del Genoa, imponendosi per 2-1 nella sfida valida per l’undicesima giornata di Serie A. Una vittoria costruita soprattutto nella prima parte dell’incontro, quando la formazione rossonera riesce a trovare due reti nel giro di pochi minuti, per poi gestire il vantaggio fino al finale, diventato particolarmente complicato dopo il gol dei padroni di casa.
La squadra guidata da Ruben Amorim si presenta a Marassi con l’obiettivo di dare continuità al successo ottenuto nel derby contro l’Inter e riscattare la deludente prestazione europea contro il Ferencvaros, che aveva lasciato qualche interrogativo sull’ambiente rossonero.
Dall’altra parte, il Genoa di Daniele De Rossi arriva all’appuntamento con grande entusiasmo, forte di tre vittorie consecutive in campionato. I rossoblù vogliono sfruttare il fattore campo per mettere in difficoltà una delle principali protagoniste della stagione.
Cissé e Pulisic colpiscono: Milan avanti di due gol
L’approccio alla gara premia immediatamente il Milan, che dimostra fin dai primi minuti maggiore incisività e capacità di sfruttare le disattenzioni degli avversari. La formazione ospite trova la via del gol per due volte nei primi venti minuti, mettendo subito in salita la partita del Genoa.
Ad aprire le marcature è Cissé, bravo a concretizzare l’occasione che porta in vantaggio i rossoneri. Poco dopo arriva anche il raddoppio firmato da Christian Pulisic, che permette al Milan di costruire un margine importante e di affrontare il resto dell’incontro con maggiore tranquillità.
Il Genoa, nonostante il doppio svantaggio, prova a reagire soprattutto nella seconda parte del primo tempo, riuscendo ad avvicinarsi più volte alla porta difesa da Maignan. Il portiere rossonero e il reparto arretrato riescono comunque a mantenere il risultato invariato fino all’intervallo.
Secondo tempo equilibrato, poi la paura nel finale
Nella ripresa il ritmo della partita si abbassa sensibilmente. Le due squadre si affrontano senza concedere particolari spazi e le occasioni da gol diminuiscono. Il Milan cerca di controllare il possesso e amministrare il doppio vantaggio, mentre il Genoa fatica inizialmente a trovare le soluzioni giuste per riaprire la sfida.
Quando la partita sembra ormai indirizzata verso una conclusione tranquilla, i padroni di casa aumentano la pressione e riescono a riaccendere le speranze del pubblico di Marassi. A pochi minuti dal termine è Ellertsson a trovare la rete che dimezza lo svantaggio, riportando il Genoa in partita.
Il gol cambia completamente l’inerzia degli ultimi minuti. I rossoblù si riversano in avanti alla ricerca di un pareggio che sembrava ormai difficile da raggiungere, mentre il Milan è costretto a stringere i denti e a difendersi con grande attenzione.
La pressione del Genoa prosegue anche durante il recupero, arrivando fino al 97’, ma i rossoneri riescono a resistere e a conservare il vantaggio fino al triplice fischio.
Classifica: tre punti preziosi per i rossoneri
Il successo di Marassi consente al Milan di salire a quota 24 punti in classifica, confermando il buon momento in campionato dopo la vittoria nel derby. Una prestazione dai due volti: convincente nella prima frazione, più sofferta nella gestione del risultato durante gli ultimi minuti.
Per il Genoa, invece, arriva una sconfitta che interrompe la striscia positiva di tre vittorie consecutive. La squadra di De Rossi resta ferma a 13 punti, ma può comunque ripartire dalla reazione mostrata nel finale, quando ha dimostrato carattere e determinazione.
Il Milan porta dunque a casa una vittoria fondamentale, anche se il finale di gara evidenzia ancora qualche difficoltà nella gestione del vantaggio. I gol di Cissé e Pulisic decidono l’incontro, mentre la rete di Ellertsson rende gli ultimi istanti di partita decisamente più complicati del previsto.
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Milan, Cardinale punta in alto: Tresoldi nel mirino per gennaio
La sconfitta casalinga contro il Ferencvaros ha infatti riacceso alcune perplessità sulla profondità dell’organico rossonero. Le prestazioni delle riserve hanno mostrato quanto sia importante avere a disposizione un gruppo competitivo in ogni reparto. Per questo motivo, la sessione di gennaio potrebbe trasformarsi in un’occasione per alzare ulteriormente il livello della squadra. Anche il nuovo head of football Krosche sarà chiamato a un lavoro delicato, mentre Gerry Cardinale avrebbe già individuato l’identikit del possibile grande investimento.
Cardinale vuole un colpo importante: i numeri di Tresoldi convincono
L’attaccante classe emergente sta vivendo un periodo particolarmente positivo con la maglia del Bruges. La sua ultima rete, realizzata contro il PSV Eindhoven in Champions League, ha confermato un rendimento di alto livello nella competizione europea: cinque gol nelle prime quattro partite. A questi risultati si aggiungono le otto marcature messe a segno in dieci presenze nel campionato belga.
Statistiche che non sono passate inosservate agli osservatori rossoneri. Cardinale, secondo le indiscrezioni, vorrebbe però trasformare l’interesse in un tentativo concreto già durante il mercato invernale. L’idea sarebbe quella di portare a Milano un giovane attaccante capace di garantire prospettive importanti e, allo stesso tempo, di contribuire immediatamente alla crescita del reparto.
La volontà del giocatore può aiutare, ma il Bruges è un ostacolo
Un elemento potenzialmente favorevole al Milan riguarda il legame di Tresoldi con i colori rossoneri. Il calciatore sarebbe infatti un grande tifoso del Diavolo fin dall’infanzia e potrebbe accogliere con entusiasmo un’eventuale proposta del club milanese.
La strada per arrivare all’accordo, tuttavia, non si preannuncia semplice. Il principale ostacolo è rappresentato proprio dal Bruges, società con la quale il Milan ha già avuto trattative lunghe e complesse in passato, in particolare per Charles De Ketelaere e Ardon Jashari.
Concludere un’operazione di questa portata a gennaio appare complicato, anche per i tempi ridotti e per la volontà dei belgi di non privarsi facilmente di uno dei propri talenti. Tuttavia, l’ipotesi non sarebbe da considerare del tutto irrealizzabile: il Bruges attribuisce un valore economico ai propri giocatori e, davanti a un’offerta adeguata, potrebbe prendere in considerazione una cessione.
Cardinale, che ha manifestato l’intenzione di essere particolarmente ambizioso sul mercato, starebbe quindi valutando come impostare l’eventuale assalto. Tresoldi resta un obiettivo difficile, ma il Milan potrebbe provare a giocare le proprie carte per anticipare la concorrenza e regalarsi un rinforzo di prospettiva per l’attacco.
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