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Milan, il nuovo corso di Amorim prende forma: difesa a tre
Il nuovo Milan di Ruben Amorim inizia a mostrare le prime idee tattiche.
Il tecnico portoghese, fedele al sistema che ha caratterizzato il suo calcio negli ultimi anni, ha iniziato a lavorare su un 3-4-2-1 ricco di movimenti e basato sull’intensità, sulla costruzione dal basso e sulla capacità degli esterni di coprire tutta la fascia.
Nelle prime prove a Milanello sono emerse alcune indicazioni interessanti. Al centro della difesa a tre è stato impiegato Mario Gila, chiamato a svolgere il ruolo di regista arretrato, con Strahinja Pavlovic al suo fianco. Una soluzione che valorizza le caratteristiche fisiche del difensore serbo, particolarmente adatto a una linea composta da tre centrali grazie alla sua aggressività nei duelli e alla capacità di difendere in avanti.
La novità più curiosa riguarda Samuel Chukwueze. L’esterno offensivo nigeriano è stato testato come quinto di centrocampo, cioè un giocatore incaricato di garantire ampiezza, corsa e superiorità nell’uno contro uno. Una posizione diversa rispetto al suo ruolo naturale, ma che potrebbe permettergli di sfruttare velocità e tecnica in spazi più aperti. Le prime esercitazioni hanno mostrato proprio questa volontà di Amorim: trasformare alcuni giocatori offensivi in elementi capaci di incidere anche nella fase di possesso e pressione.
Sulla fascia opposta spazio anche a Filip Kostic, subito coinvolto nel nuovo sistema e autore della prima rete nelle prove interne. L’esperienza del serbo potrebbe rivelarsi preziosa in un modulo che richiede grande sacrificio agli esterni, chiamati ad accompagnare l’azione offensiva ma anche a ripiegare rapidamente.
Il 3-4-2-1 di Amorim non è soltanto un cambio numerico, ma una trasformazione dell’identità della squadra. Il Milan dovrà imparare a muoversi con maggiore compattezza, con i due trequartisti pronti a giocare tra le linee e gli esterni fondamentali per creare ampiezza. Le prime prove non rappresentano ancora una formazione definitiva, ma indicano chiaramente la direzione scelta dal nuovo allenatore: un Milan più dinamico, aggressivo e costruito sulle caratteristiche dei giocatori disponibili.
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Milan, ritorno di fiamma per Doué: Amorim spinge, Belghali resta il piano B
Il Milan continua a lavorare per consegnare a Ruben Amorim una rosa costruita sulle esigenze del suo sistema di gioco.
Tra le priorità della dirigenza rossonera c’è il rafforzamento delle corsie esterne, considerate fondamentali nel 3-4-2-1 dell’allenatore portoghese, e nelle ultime ore è tornato con forza un nome già seguito in passato: quello di Guéla Doué, terzino dello Strasburgo.
Il club di via Aldo Rossi avrebbe riattivato i contatti con l’entourage del calciatore, trovando una disponibilità importante da parte del giocatore a valutare il trasferimento in Serie A. Sul tavolo ci sarebbe l’ipotesi di un contratto quinquennale da circa 2,5 milioni di euro a stagione, oltre ai bonus, mentre resta ancora da trovare un’intesa economica con lo Strasburgo, proprietario del cartellino.
La scelta di puntare su Doué nasce anche dalle richieste tattiche di Amorim. L’allenatore portoghese considera gli esterni elementi determinanti sia nella fase offensiva sia in quella difensiva e cerca un giocatore capace di garantire spinta, corsa e continuità lungo tutta la fascia destra. Parallelamente, l’idea sarebbe quella di sfruttare Alexis Saelemaekers in una posizione più avanzata o come esterno a piede invertito sul lato opposto, aumentando così le soluzioni offensive della squadra.
Qualora la trattativa per Doué dovesse rivelarsi troppo complicata, il Milan ha già individuato un’alternativa credibile. Si tratta di Rafik Belghali, laterale del Verona che si è messo in evidenza nell’ultima stagione e che ha attirato l’interesse di diversi club grazie alle sue prestazioni. La valutazione del giocatore si aggira intorno ai 15 milioni di euro, una cifra decisamente più contenuta rispetto a quella richiesta per il francese, motivo per cui il suo profilo resta attentamente monitorato dalla dirigenza rossonera.
Il mercato del Milan è quindi destinato a entrare nel vivo. La società vuole accelerare per regalare ad Amorim gli interpreti più adatti al nuovo progetto tecnico, consapevole che gli esterni rappresenteranno una delle chiavi del nuovo assetto tattico. Doué rimane il primo obiettivo per la fascia destra, ma Belghali è pronto a diventare la soluzione alternativa nel caso in cui la trattativa con lo Strasburgo non dovesse arrivare a una conclusione positiva.
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Ederson accende il mercato: Juventus e Milan pronte a sfidarsi
Il futuro di Ederson continua a essere uno dei temi più caldi del mercato estivo.
Il centrocampista brasiliano dell’Atalanta, protagonista di un’ottima stagione, è finito al centro dell’interesse di diverse big e, dopo il mancato approdo al Manchester United, il suo nome è tornato con forza sui taccuini dei principali club italiani. Tra questi ci sono Milan e Juventus, entrambe intenzionate a rinforzare il reparto di centrocampo con un giocatore capace di garantire qualità, dinamismo e solidità.
Il Milan, impegnato nella costruzione della squadra affidata a Ruben Amorim, considera Ederson un elemento ideale per aumentare il livello tecnico della mediana. La società rossonera sta valutando diversi profili, ma il brasiliano rappresenta una soluzione di grande affidabilità grazie alla sua esperienza in Serie A e alla capacità di interpretare più ruoli in mezzo al campo.
Anche la Juventus segue con attenzione gli sviluppi. La dirigenza bianconera, guidata dall’amministratore delegato Giovanni Carnevali, tiene aperta la pista che porta al centrocampista atalantino, pur consapevole che un eventuale affondo potrebbe dipendere da alcune operazioni in uscita. In particolare, un’eventuale cessione di Khéphren Thuram potrebbe liberare lo spazio economico necessario per tentare l’assalto a Ederson.
L’Atalanta, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di svendere uno dei suoi uomini chiave. Il club bergamasco ha già proposto il rinnovo del contratto al giocatore dopo il mancato trasferimento in Premier League e continua a valutare il cartellino del brasiliano oltre i 50 milioni di euro. Una cifra importante che testimonia quanto la società consideri centrale il suo contributo tecnico e quanto sia disposta a trattare soltanto davanti a un’offerta ritenuta realmente adeguata. Per il momento non esistono trattative in fase avanzata, ma il duello tra Milan e Juventus potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane. Molto dipenderà dalle strategie dei due club, dalle eventuali cessioni e dalla volontà dell’Atalanta di aprire alla partenza del giocatore. Ederson resta comunque uno dei centrocampisti più ricercati del mercato italiano e il suo nome è destinato a rimanere protagonista ancora a lungo.
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Rabiot carica la Francia: “Non temiamo nessuno, siamo nella condizione ottimale”
Alla vigilia della sfida tra Francia e Spagna, Adrien Rabiot ha trasmesso sicurezza e convinzione nel gruppo dei Bleus.
Il centrocampista francese ha parlato delle condizioni della squadra e delle ambizioni della nazionale, sottolineando come il percorso affrontato finora abbia permesso alla formazione di Didier Deschamps di arrivare all’appuntamento nelle migliori condizioni possibili.
“Non temiamo nessuno, ovviamente. Considerato il percorso che abbiamo fatto, penso che arriviamo in semifinale nelle migliori condizioni possibili, difficilmente avremmo potuto arrivare in condizioni migliori”, ha dichiarato Rabiot, rispondendo anche alle parole di Lamine Yamal, che nei giorni precedenti aveva indicato proprio la Francia come una squadra da cui la Spagna non avrebbe avuto timore.
Il centrocampista francese ha poi spiegato che la strategia della squadra non sarà costruita esclusivamente sul talento del giovane attaccante spagnolo. “Non ci sarà alcun piano anti-Yamal, ci concentreremo sull’intera squadra spagnola”, ha affermato Rabiot. Secondo il giocatore, infatti, il pericolo della Spagna non dipende soltanto dalle individualità, ma dall’intero sistema di gioco: “Sappiamo che sono pericolosi a tutti i livelli, che si tratti di lui, dell’attacco, del possesso palla, degli spazi ristretti vicino all’area di rigore o del fraseggio. Quindi bisogna concentrarsi su questo e non necessariamente su un singolo giocatore”.
Rabiot ha inoltre evidenziato l’importanza dell’unione all’interno dello spogliatoio francese. “Tra noi, in squadra, ci sono osmosi e coesione”, ha spiegato il centrocampista, sottolineando come il rapporto tra i giocatori sia stato uno degli elementi fondamentali del cammino della nazionale.
Il calciatore ha poi ricordato anche il legame creatosi intorno a Didier Deschamps, che sta vivendo un momento particolare alla guida della Francia. “Ci sono anche cose che ci hanno unito, ad esempio le difficoltà che ha affrontato anche Didier, sapendo che questa è anche l’ultima competizione che affronta alla guida della nazionale francese”, ha raccontato.
Per Rabiot, quindi, questo potrebbe essere un momento speciale per il gruppo: “Ci sono tantissime cose che fanno sì che questo sembri il momento giusto”. La Francia arriva alla semifinale con grande fiducia, consapevole delle proprie qualità ma anche del valore di una Spagna considerata tra le squadre più complete del torneo.
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