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Milan, Amorim dopo il ko: “I più esperti non possono permettersi certi errori”
La critica agli errori e all’atteggiamento
L’allenatore portoghese non ha nascosto la propria delusione per quanto visto in campo, sottolineando il peso del rigore concesso e dell’espulsione di Mike Maignan, che hanno complicato ulteriormente la situazione del Milan.
“Per com’è andata la partita non abbiamo avuto la possibilità di recuperare il risultato, di fatto non c’è stata partita. Non possiamo subire un calcio di rigore e rimanere in 10 uomini su una situazione del genere, i ragazzi più esperti non possono permettersi certi errori. Partita negativa sotto ogni aspetto”.
La scelta tattica dopo l’espulsione
Con un uomo in meno, Amorim ha optato per un assetto più prudente, schierando la squadra con il 5-3-1. Una decisione pensata per limitare i pericoli e contenere le iniziative degli avversari, prima di valutare eventuali cambiamenti nel corso della partita.
“I ragazzi conoscono meglio questo tipo di difesa: volevo prendere meno rischi nella parte centrale della gara e poi cercare di cambiare qualcosa successivamente”.
Maignan e il prossimo impegno
Il tecnico ha spiegato di non aver ancora avuto modo di confrontarsi con il portiere francese dopo il cartellino rosso. L’attenzione, adesso, si sposta rapidamente sul campionato e sulla prossima sfida contro l’Udinese, in programma il 25 ottobre alle 20:45.
“Non ho parlato con lui, non c’è stato tempo. Ora torniamo a Milano e poi subito testa all’Udinese”.
Due sconfitte in tre partite: Amorim guarda avanti
Il bilancio europeo resta complicato, con due ko nelle prime tre giornate. Amorim riconosce le difficoltà del momento, ma invita a considerare questa fase come parte del processo di crescita della squadra.
“Fa parte del percorso, guardando alla storia del Milan è chiaro che siamo in una posizione diversa, ma abbiamo comunque provato a fare qualcosa, a difenderci. Il calcio va anche così, proviamo a vincere la prossima per cambiare l’inerzia di questo momento”.
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Milan, solidarietà a Maignan: «Condanniamo fermamente ogni forma di discriminazione»
La vicenda arriva al termine di una serata particolarmente complicata per la squadra milanese, uscita sconfitta nettamente dalla trasferta inglese nella terza giornata della fase campionato di Europa League. Nel corso dell’incontro, Maignan era stato espulso intorno alla mezz’ora per una manata al volto di Tyler Adams. Il portiere francese aveva successivamente utilizzato Instagram per scusarsi dell’accaduto, ma nelle ore seguenti è stato bersaglio di messaggi razzisti.
La condanna ufficiale del club rossonero
Attraverso una nota, il Milan ha espresso la propria ferma opposizione a ogni forma di razzismo e discriminazione, manifestando al tempo stesso vicinanza al proprio estremo difensore. La società ha inoltre ribadito l’importanza di promuovere quotidianamente rispetto, inclusione e uguaglianza, dentro e fuori dai campi da gioco.
Il club ha voluto così distinguere gli episodi legati alla partita dagli attacchi discriminatori ricevuti dal giocatore, che non possono trovare alcuna giustificazione.
L’appello ai tifosi: «Dobbiamo restare uniti»
Nel comunicato, il Milan ha rivolto anche un messaggio ai propri sostenitori e, più in generale, all’intero movimento calcistico italiano. L’invito è quello di superare divisioni e contrapposizioni, lavorando insieme per restituire al calcio nazionale il prestigio che merita.
La società ha sottolineato che il desiderio di ottenere risultati e conquistare vittorie deve sempre essere accompagnato da comportamenti corretti, rispetto reciproco e dignità.
Il comunicato integrale del Milan
“AC Milan condanna fermamente gli insulti razzisti rivolti a Mike Maignan
A seguito della partita di ieri contro il Bournemouth, Mike Maignan è stato bersaglio di gravi e inaccettabili insulti razzisti sui social media.
AC Milan condanna con fermezza ogni forma di razzismo e discriminazione, comportamenti inaccettabili che non trovano spazio né dentro né fuori dal campo.
Il Club esprime la propria piena solidarietà e il proprio sostegno a Mike e ribadisce il suo costante impegno nella promozione dei valori del rispetto, dell’inclusione e dell’uguaglianza. Questi sono i valori di AC Milan.
Infine, dobbiamo restare uniti, come Milanisti e come movimento calcistico italiano. L’unico modo per riportare il calcio italiano dove merita di stare è fare fronte comune e dare il meglio di noi stessi, sia individualmente che collettivamente. Vogliamo tutti vincere, ma dobbiamo farlo nel modo giusto, con dignità, rispetto reciproco e classe”.
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Ambrosini svela i retroscena: “Galliani, che urla per la sentenza di Calciopoli”
Calciopoli, il ricordo della reazione di Galliani
Nell’estate del 2006, il Milan fu coinvolto nelle conseguenze sportive di Calciopoli, ricevendo una penalizzazione che modificò la sua posizione in classifica senza impedirgli di partecipare ai preliminari di Champions League. Ambrosini ha ricordato il momento in cui venne resa nota la sentenza e la reazione dell’allora dirigente rossonero Adriano Galliani.
“Nell’estate del 2006 io ero a Milanello il giorno della sentenza sportiva su Calciopoli, letta in diretta tv. Stabilirono un certo numero di punti di penalizzazione che ci fecero perdere posizioni in classifica rispetto al nostro secondo posto, ma non la qualificazione alla Champions League. Io lo realizzai subito e sentii l’urlo di Galliani, che era al piano di sotto e lo capì subito anche lui”.
Il Milan riuscì poi a superare i preliminari europei e conquistò la Champions League il 23 maggio 2007 ad Atene, battendo il Liverpool in finale. Durante i festeggiamenti, Ambrosini esibì uno striscione provocatorio rivolto all’Inter, allora campione d’Italia, per il quale successivamente si scusò pubblicamente.
Il gol fantasma di Muntari e lo scontro con Chiellini
Tra i ricordi più emblematici c’è Milan-Juventus del 25 febbraio 2012, terminata 1-1. In quella partita, il gol di Sulley Muntari non venne convalidato nonostante il pallone avesse oltrepassato la linea di porta. L’episodio è rimasto uno dei più discussi di quel campionato, poi vinto dalla Juventus di Antonio Conte.
Ambrosini, che inizialmente non si era accorto di quanto accaduto, ha raccontato anche un confronto acceso con Giorgio Chiellini.
“Vincevamo già 1-0 e sarebbe stata la rete del raddoppio, io ero in panchina e all’inizio non mi ero accorto, poi a fine primo tempo ci dissero che il pallone era entrato. Quando entrai in campo litigai duramente con Chiellini, perché stava protestando con l’arbitro per un altro episodio. Alla fine la Juve pareggiò con un goal di Matri e poi vinse lo Scudetto”.
L’aneddoto su Orsato: “Orsato non sbaglia mai!”
Nel corso dell’intervista, l’ex capitano rossonero ha ricordato anche uno scambio avuto con Daniele Orsato durante una partita del Milan a San Siro. Dopo aver contestato alcune decisioni arbitrali, Ambrosini si sarebbe sentito rispondere con una frase rimasta impressa nella memoria.
“Quando arbitrava una partita del Milan a San Siro mi fischiò 3 falli contro, io protestai dicendogli che aveva commesso 3 errori e lui mi rispose: “Orsato non sbaglia mai!”, parlando di sè in terza personale”.
Bastoni espulso contro lo Shakhtar: il giudizio di Ambrosini
Infine, Ambrosini ha commentato l’espulsione di Alessandro Bastoni contro lo Shakhtar Donetsk in Champions League, tornando sulle due ammonizioni ricevute dal difensore dell’Inter.
“In telecronaca sulla seconda ammonizione ero convinto che l’avversario avesse simulato e fosse eccessiva, invece riguardandola ci stava”.
L’ex centrocampista ha poi espresso alcune perplessità sulla gestione complessiva della gara da parte dell’arbitro, soffermandosi soprattutto sul clima creatosi in campo nella ripresa.
“Il primo episodio non mi sembrava degno di un’ammonizione, la sensazione è che l’arbitro abbia perso l’emotività della partita che stava salendo nel secondo tempo. Ha fatto più fatica a gestire il match con lo stadio che rumoreggiava ed entrava in gioco”.
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Maignan: “Gesto non intenzionale, sono abituato a certe interpretazioni dei media”
Al termine della partita, Maignan non si è presentato davanti ai giornalisti per commentare quanto accaduto. Il silenzio è stato interrotto successivamente attraverso un messaggio pubblicato nelle sue storie Instagram, nel quale ha chiarito la propria posizione e risposto alle interpretazioni circolate dopo l’episodio.
Il messaggio di Maignan sui social
Il portiere ha spiegato che il suo comportamento non era dettato dalla volontà di colpire l’avversario, ma dalla necessità di trovare spazio nella propria area durante l’azione. Maignan ha comunque riconosciuto che il gesto possa aver trasmesso un’immagine negativa, soprattutto ai più giovani.
“Il mio gesto non era intenzionale. Come tutti i portieri e come in ogni partita, volevo crearmi dello spazio nella mia zona.
Sfortunatamente, questo ha dato una cattiva immagine, in particolare ai giovani spettatori che ci guardano.
Il club, lo staff e i miei compagni sanno che tipo di persona e che tipo di capitano io sia. Conoscono le mie intenzioni e abbandonarli non ne fa parte.
Per il resto, siamo abituati alle interpretazioni date da alcune persone e da certi media”.
Il legame con il Milan e la risposta alle critiche
Nelle sue parole, Maignan ha voluto soprattutto sottolineare la fiducia che lo lega all’ambiente rossonero. Il capitano si è detto convinto che società, staff tecnico e compagni conoscano il suo carattere e le sue intenzioni, respingendo le letture più critiche del suo comportamento.
Il messaggio rappresenta la prima presa di posizione pubblica del portiere dopo l’espulsione, arrivata in una serata particolarmente negativa per il Milan. Ora l’attenzione si sposta sulle prossime partite, con Maignan chiamato a lasciarsi alle spalle l’episodio e a ritrovare serenità insieme alla squadra.
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