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Milan, la proiezione di Opta: quinto posto e 37,24% di possibilità di Champions
Le previsioni elaborate dal computer di Opta provano a delineare lo scenario della Serie A 2026/27 attraverso dati statistici, algoritmi e simulazioni. Il modello ha prodotto una possibile classifica finale del campionato, accompagnata dalle percentuali relative alle varie posizioni e agli obiettivi stagionali, dalla conquista dello Scudetto alla qualificazione alle competizioni europee, fino alla lotta per non retrocedere.
Secondo questa proiezione, il Milan chiuderebbe il campionato al quinto posto, con una media prevista di 63,96 punti. Il dato relativo alla qualificazione in Champions League si attesterebbe invece al 37,24%, mentre le possibilità di conquistare lo Scudetto sarebbero pari al 5,46%.
Si tratta naturalmente di una simulazione statistica e non di una previsione certa sull’esito della stagione. I valori possono infatti cambiare sensibilmente durante il campionato in base ai risultati ottenuti dalle singole squadre.
Inter davanti a tutti, Roma seconda
Nella graduatoria elaborata da Opta, l’Inter sarebbe la squadra destinata a raccogliere più punti, con una proiezione di 78,18. Alle sue spalle compare la Roma, accreditata di 73,15 punti, mentre il terzo posto sarebbe occupato dal Como con 67,70.
La Juventus completerebbe invece il quartetto di testa con 67,13 punti. Subito dopo arriverebbe il Milan, separato di poco dai bianconeri e seguito dalla Lazio, stimata a quota 62,75.
La classifica stimata da Opta
Di seguito l’elenco completo della graduatoria elaborata dal modello statistico:
- Inter 78,18
- Roma 73,15
- Como 67,70
- Juventus 67,13
- Milan 63,96
- Lazio 62,75
- Napoli 61,53
- Atalanta 55,75
- Cagliari 53,43
- Sassuolo 49,06
- Frosinone 48,53
- Fiorentina 46,73
- Udinese 45,41
- Torino 44,24
- Lecce 40,78
- Monza 38,89
- Parma 38,53
- Genoa 37,70
- Venezia 30,16
Il margine per il Milan
La simulazione colloca quindi i rossoneri appena fuori dalle prime quattro posizioni, ma con una distanza contenuta rispetto alla Juventus e alle altre squadre coinvolte nella corsa europea. Il 37,24% di possibilità di qualificarsi alla Champions League fotografa uno scenario ancora aperto, nel quale il Milan potrebbe inserirsi nella parte alta della classifica.
Anche la proiezione relativa allo Scudetto, fissata al 5,46%, mostra come il modello consideri i rossoneri ancora matematicamente coinvolti nella lotta al vertice, pur attribuendo percentuali maggiori ad altre formazioni. Le indicazioni di Opta rappresentano dunque una fotografia statistica del momento e potranno essere aggiornate man mano che la stagione entrerà nelle sue fasi decisive.
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Milan, Cardinale ridisegna la dirigenza: caccia al nuovo Head of Football
Il Milan continua a lavorare alla definizione di una struttura dirigenziale destinata a cambiare ulteriormente volto.
Gerry Cardinale vuole dare forma a un’organizzazione sportiva con ambizioni internazionali e, in quest’ottica, resta da individuare una figura centrale: quella dell’Head of Football.
L’idea è inserire un dirigente con competenze trasversali, capace di affiancare l’allenatore Ruben Amorim nella gestione quotidiana della squadra e di rappresentare un punto di riferimento per le diverse componenti dell’area sportiva. Un ruolo pensato per mettere esperienza e conoscenze a disposizione del gruppo, soprattutto nei momenti più delicati della stagione.
La gestione di Amorim ha evidenziato una necessità
La recente reazione del Milan dopo la sconfitta contro il Benfica ha acceso i riflettori anche sul lavoro svolto da Amorim al di fuori del campo. Il tecnico portoghese ha dedicato particolare attenzione al rapporto con alcuni elementi di maggiore esperienza dello spogliatoio, tra cui Pulisic, Saelemaekers e Modric.
Il confronto diretto con i giocatori ha contribuito a ricompattare il gruppo e la risposta arrivata nella gara successiva contro il Lecce è stata immediata. Al di là del risultato, la gestione della settimana ha evidenziato quanto possa essere importante per il Milan avere all’interno della propria organizzazione una figura capace di supportare quotidianamente l’allenatore.
Un progetto che guarda oltre il modello italiano
La ricerca del nuovo dirigente si inserisce in un percorso di trasformazione avviato da RedBird. Durante l’estate erano emerse diverse ipotesi, ma alcune piste non hanno avuto seguito: prima quella legata a Ralf Rangnick e successivamente quella riguardante Markus Krosche.
La proprietà, tuttavia, non avrebbe abbandonato l’idea di introdurre un responsabile dell’area calcistica con un ruolo di vertice. Il progetto societario punta infatti a superare il modello tradizionale italiano, modificando anche la distribuzione delle responsabilità all’interno del club.
In questo quadro si inseriscono i cambiamenti che hanno coinvolto la precedente struttura dirigenziale e il superamento della figura del direttore sportivo nella sua accezione più classica.
Krosche resta tra i candidati
La ricerca del nuovo Head of Football sarebbe entrata in una fase più concreta. Secondo quanto filtra da ambienti vicini a RedBird, sul tavolo ci sarebbe una lista ristretta composta da due o tre profili.
Tra questi figura ancora Markus Krosche, attualmente all’Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco rimane quindi un’opzione per il Milan, nonostante i contatti e le difficoltà emerse nei mesi precedenti.
La sua candidatura viene considerata particolarmente significativa e nelle prossime settimane potrebbero arrivare indicazioni più precise. La scelta dell’Head of Football rappresenterà infatti un passaggio importante nel progetto di Cardinale: l’obiettivo è costruire una struttura capace di accompagnare Amorim nel lavoro quotidiano e, allo stesso tempo, consolidare il nuovo modello organizzativo voluto dalla proprietà.
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Milan, il bilancio dei prestiti: Athekame convince, Fofana è la sorpresa
La sosta dedicata alle Nazionali rappresenta anche un’occasione per analizzare il rendimento dei giocatori che il Milan ha mandato in prestito durante l’estate.
Dopo un mercato caratterizzato da diverse uscite, il club rossonero ha scelto di lasciare partire temporaneamente numerosi elementi che non rientravano nei piani immediati della squadra.
Tra i giocatori ceduti a titolo temporaneo, quello che ha raccolto i segnali più interessanti è Athekame, ma anche Fofana sta sorprendendo in Spagna. Più complicato, almeno in questo primo periodo, l’avvio di alcuni degli altri elementi.
IL MILAN IN PRESTITO: ATHEKAME
Ceduto al Lione in prestito secco
Il terzino svizzero è senza dubbio uno dei protagonisti più positivi di questo primo scorcio di stagione. Al Lione ha conquistato immediatamente la fiducia di Fonseca, trovando una maglia da titolare in tutte e cinque le gare disputate in Ligue 1. Il suo rendimento è stato impreziosito da due reti e due assist. La continuità d’impiego e la capacità di incidere nella metà campo offensiva stanno evidenziando una crescita importante.
IL MILAN IN PRESTITO: NKUNKU
Ceduto al Lipsia in prestito oneroso (4 milioni di euro) con diritto di riscatto (28 milioni di euro)
Il ritorno in Germania sta permettendo a Nkunku di ritrovare una certa continuità. Tra Bundesliga e Champions League ha collezionato cinque presenze per 309 minuti, mettendo a referto un gol e un assist. Ha giocato quasi sempre dal primo minuto e viene utilizzato soprattutto da seconda punta o trequartista, posizione già ricoperta prima dell’esperienza al Chelsea. Il gol contro l’Amburgo e la rete annullata contro il Leverkusen sono altri segnali di una condizione in crescita.
IL MILAN IN PRESTITO: FOFANA
Ceduto al Siviglia in prestito secco
In Spagna il francese ha iniziato con grande personalità. Quattro presenze nella Liga, 276 minuti e un gol realizzato contro il Barcellona sono il suo bilancio iniziale. Fofana ha già conquistato spazio nelle gerarchie del Siviglia, partendo titolare in tre occasioni. Il suo rendimento ha sorpreso positivamente e l’esperienza spagnola potrebbe rappresentare un’opportunità importante per rilanciarsi dopo un periodo meno brillante al Milan.
IL MILAN IN PRESTITO: GIMENEZ
Ceduto al Porto in prestito con diritto di riscatto (circa 18 milioni) che può diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni
L’avventura portoghese di Gimenez è invece partita con qualche difficoltà. L’attaccante messicano ha giocato appena 60 minuti complessivi nelle tre gare disputate tra campionato e Champions League. Finora è stato utilizzato soprattutto nel finale delle partite. L’infortunio accusato durante l’estate sembra aver condizionato la sua condizione fisica, anche se il rigore trasformato contro il Casa Pia gli ha permesso di ritrovare il gol.
IL MILAN IN PRESTITO: RICCI
Ceduto al Como in prestito oneroso (1,5 milioni) con diritto di riscatto a 22 milioni più circa 2 milioni di bonus
Ricci sta invece trovando poco spazio al Como. Sono quattro le partite disputate tra Serie A e Champions League, ma con appena 70 minuti complessivi. Nell’ultima gara contro il Frosinone è entrato all’intervallo, riuscendo quindi a disputare l’intera ripresa. La sosta potrebbe rappresentare un punto di ripartenza per aumentare il minutaggio e conquistare maggiore considerazione nelle gerarchie.
IL MILAN IN PRESTITO: KOSTIC
Ceduto in prestito secco allo Sparta Rotterdam
Il trasferimento in Olanda nasce dall’esigenza di garantire al montenegrino maggiore continuità dopo un precampionato che aveva lasciato intravedere buone prospettive. Per ora, però, Kostic ha raccolto soltanto tre presenze e 45 minuti complessivi. Il dato positivo è rappresentato dalla crescita progressiva del minutaggio: 4 minuti nella prima partita, 13 nella seconda e 28 nella terza. Il prossimo obiettivo sarà quindi conquistare sempre più spazio e trasformare il prestito in un’esperienza realmente formativa.
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Milan, rinnovi Pulisic e Rabiot: il club vuole blindarli entro la fine del 2026
Il Milan non vuole limitarsi a programmare il presente.
Dopo un avvio di stagione caratterizzato da risultati alterni ma complessivamente incoraggianti, la società rossonera ha iniziato a lavorare anche sulle basi del proprio futuro tecnico. Tra gli obiettivi principali della dirigenza ci sono i rinnovi di Christian Pulisic e Adrien Rabiot, due elementi considerati centrali nel nuovo progetto.
Le prime cinque giornate di Serie A hanno portato tre vittorie, due pareggi e una sconfitta, mentre in Europa League è arrivato un ulteriore successo. Un bilancio che ha permesso all’ambiente di ritrovare maggiore serenità e di guardare con fiducia ai prossimi mesi.
Il nuovo corso è stato affidato a Ruben Amorim, che ha ricevuto il sostegno della proprietà. Cardinale, nelle ultime dichiarazioni, ha ribadito la necessità di concedere tempo al tecnico per sviluppare le proprie idee e costruire progressivamente la squadra.
Pulisic e Rabiot, la priorità sono i rinnovi
Parallelamente al lavoro sul campo, il Milan sta quindi affrontando il tema dei contratti. L’intenzione della società, secondo quanto riportato da MilanNews.it, è arrivare alla definizione dei nuovi accordi per Pulisic e Rabiot entro la fine del 2026, possibilmente prima dell’apertura della finestra invernale del mercato.
Per quanto riguarda Pulisic, l’attuale contratto dell’attaccante statunitense è valido fino al 2027 e prevede un’opzione a favore del Milan per un’ulteriore stagione. Il club, tuttavia, preferirebbe trovare un’intesa direttamente con il calciatore, evitando di ricorrere unilateralmente all’opzione. L’obiettivo è raggiungere un accordo condiviso che possa garantire maggiore stabilità al rapporto.
Dialoghi già avviati anche per Rabiot
Situazione differente, almeno sotto il profilo delle scadenze, per Adrien Rabiot. Il centrocampista francese è legato al Milan fino a giugno 2028, motivo per cui non esiste la stessa urgenza. Nonostante ciò, i contatti con Veronique, madre e agente del giocatore, sarebbero già continui.
La società intende muoversi con anticipo anche in questo caso, con l’obiettivo di trasformare i dialoghi in un’intesa concreta entro la fine dell’anno solare.
Due giocatori già centrali per Amorim
La volontà di proseguire insieme nasce anche dall’importanza che entrambi hanno assunto nelle idee tattiche di Amorim. Pur non avendo ancora raggiunto la piena condizione fisica in questo inizio di stagione, Pulisic e Rabiot hanno già lasciato il segno attraverso prestazioni e numeri.
Il francese ha realizzato due gol, mentre lo statunitense ha contribuito con una rete e un assist. Per il Milan rappresentano quindi due pedine di riferimento sulle quali costruire il futuro della squadra.
La strategia rossonera è chiara: consolidare il nuovo progetto tecnico attraverso la conferma dei giocatori ritenuti più importanti. Pulisic e Rabiot sono in cima a questa lista e il club punta a raggiungere un accordo con entrambi entro il 2026.
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