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Gabbia ricorda Baresi: “Dare anche solo la metà di quello che ha dato lui sarebbe un successo”

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Il Milan continua a ricordare Franco Baresi, storico capitano rossonero e simbolo assoluto della società. Durante la tournée australiana, a Perth, il tecnico Ruben Amorim e il vicecapitano Matteo Gabbia hanno voluto rendere omaggio alla leggenda milanista visitando il murale dedicato a Baresi e Ruud Gullit presente in città.

La delegazione rossonera ha deposto una corona di fiori davanti all’opera e si è fermata per alcuni minuti in raccoglimento. Un momento carico di emozione, attraverso il quale il club ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia dell’ex capitano, che non potrà essere presente fisicamente ai funerali a causa degli impegni della squadra in Australia.

Al termine della cerimonia, Matteo Gabbia ha parlato ai microfoni di Sky Sport, raccontando il valore umano e sportivo di Baresi.

Il dispiacere per non poter partecipare ai funerali

Il difensore rossonero ha sottolineato quanto fosse importante dedicare un pensiero al capitano storico del Milan, prima ancora che al campione conosciuto in tutto il mondo.

“Assolutamente sì, è un qualcosa doveroso per l’uomo prima che per il grandissimo calciatore e campione che è stato il Capitano Franco Baresi per tutti i tifosi del Milan ma anche per tutti gli appassionati di sport. Noi come squadra, come staff tecnico e come gruppo ci uniamo alle condoglianze alla famiglia, alla moglie, ai figli di Franco e mandiamo un abbraccio. C’è tanto dispiacere non poter andare al funerale ma siamo assolutamente con la famiglia e ci stringiamo a loro”.

Gabbia ha quindi evidenziato il privilegio di aver potuto conoscere una figura così rappresentativa della storia rossonera, sottolineando quanto gli insegnamenti ricevuti possano rimanere un punto di riferimento per il futuro.

“Una persona unica che ci ha fatto capire l’importanza del Milan”

Nel ricordare Baresi, il difensore ha parlato soprattutto dell’uomo e dei valori trasmessi quotidianamente, andando oltre i successi conquistati sul campo.

“Porterò con me la condivisione di alcuni momenti e la fortuna di aver conosciuto un’icona, una persona unica che davvero fino all’ultimo secondo ci ha fatto capire quanto è importante questa società e quanti sforzi vanno fatti per meritarsela quotidianamente. Abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e queste cose ci ha insegnato, anche con i piccoli gesti. Sono le cose che dobbiamo portarci nel cuore e portarci dietro sempre”.

Il ricordo dell’ultimo legame con il gruppo

Gabbia ha poi raccontato un episodio che, più di altri, rappresenta la dedizione di Baresi nei confronti del Milan. Anche in un momento difficile, l’ex capitano aveva mantenuto forte il desiderio di essere vicino alla squadra e conoscere il nuovo staff tecnico.

“Recentemente ho avuto la possibilità di parlare con una signora che lavora in sede che aveva un rapporto con lui: mi ha detto che anche se non stava bene, aveva davvero la voglia e il sentimento di starci vicino, di conoscere il mister e il nuovo staff. Voleva venire ad augurarci una buona stagione. Siamo dispiaciuti che non sia stato possibile ma mi ha fatto capire che dopo tutto quello che ha fatto e dopo tutto quello che ha dato per questa società, aveva ancora quella voglia di essere partecipe e importante anche per noi”.

L’eredità del capitano continua nel Milan di oggi

Secondo Gabbia, il messaggio lasciato da Baresi rappresenta un esempio per tutti i giocatori che indossano la maglia rossonera. La sua professionalità, il senso di appartenenza e la dedizione dimostrata in tanti anni al servizio del club sono valori da custodire.

“Dobbiamo davvero capire quanto lui tiene a questi colori: riuscire anche solo a dare la metà di quello che lui ha dato lui per questa maglia sarebbe un successo per tutti”.

Parole che raccontano il profondo rispetto del gruppo attuale verso una delle figure più importanti della storia del Milan, un simbolo destinato a rimanere per sempre nella memoria dei tifosi rossoneri.

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Milan, il mercato entra nella fase decisiva: un mese per completare la rivoluzione di Amorim

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Manca un mese alla chiusura della sessione estiva di calciomercato e il Milan si trova ancora nel pieno di un processo di costruzione.

La squadra affidata a Ruben Amorim presenta diversi elementi ancora da sistemare: una rosa ampia, alcuni reparti affollati e un equilibrio tattico non ancora completamente raggiunto.

Non c’è motivo di creare allarmismi, ma il tempo a disposizione inizia a ridursi. Il club rossonero dovrà accelerare le operazioni, soprattutto per quanto riguarda le uscite, così da creare spazio e risorse necessarie per completare il progetto tecnico del nuovo allenatore.

Il nodo principale resta il mercato in uscita

La priorità del Milan in questa fase è alleggerire l’organico. Diversi giocatori non sembrano essere completamente centrali nelle idee di Amorim e potrebbero salutare durante l’estate. Tra i nomi valutati ci sono Youssouf Fofana, Ruben Loftus-Cheek, Fikayo Tomori, Santiago Gimenez e Pervis Estupiñán, oltre ad altri elementi che potrebbero trovare meno spazio nel nuovo sistema tattico.

Il problema principale, però, è rappresentato dalla mancanza di offerte concrete. Il Milan avrebbe bisogno di monetizzare alcune cessioni, ma finora il mercato non ha prodotto sviluppi significativi per diversi giocatori in uscita.

Questa situazione rischia di rallentare anche le strategie in entrata, perché senza partenze sarà più complicato intervenire con decisione sui reparti ancora da completare.

Leao, il grande punto interrogativo dell’estate

Il caso più delicato resta quello legato a Rafael Leao. L’attaccante portoghese continua a essere al centro delle voci di mercato, con l’interesse del Fenerbahce che non è mai realmente tramontato.

La società turca sarebbe pronta a fare un investimento importante, ma il giocatore non avrebbe ancora maturato la convinzione necessaria per accettare la destinazione. La sua situazione rappresenta un elemento fondamentale per il mercato del Milan: un’eventuale cessione garantirebbe maggiore libertà economica e permetterebbe al club di accelerare nella ricerca dei sostituti.

Servono almeno quattro rinforzi per completare la squadra

Parallelamente alle uscite, il Milan dovrà lavorare sugli acquisti. Amorim ha bisogno di almeno quattro nuovi innesti per rendere la rosa più adatta al suo calcio: un difensore centrale con qualità nella costruzione, un trequartista mancino da impiegare sulla zona destra dell’attacco, un centrocampista e un esterno capace di interpretare il ruolo nel 3-4-2-1.

Si tratta di giocatori fondamentali per dare identità al nuovo progetto, non semplicemente di alternative numeriche.

Il tempo stringe: il Milan deve accelerare

Il mercato rossonero non è ancora compromesso, ma il rischio di arrivare agli ultimi giorni con troppe operazioni da completare è concreto. La società dovrà trovare rapidamente soluzioni per le cessioni e poi concentrarsi sugli acquisti necessari.

Un mese può essere sufficiente per costruire una squadra competitiva, ma serviranno decisioni rapide e una strategia chiara. Il nuovo Milan di Amorim è ancora un cantiere aperto: ora è il momento di trasformare il progetto in una rosa definitiva.

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Chukwueze, l’occasione del derby per rinascere: il nigeriano vuole conquistare Amorim

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Il derby estivo contro l’Inter potrebbe rappresentare un momento importante per Samuel Chukwueze.

La sfida in programma a Hong Kong non sarà soltanto un appuntamento di prestigio per il Milan, ma anche una possibilità concreta per diversi giocatori di mettersi in mostra davanti al nuovo allenatore Ruben Amorim.

Tra questi c’è proprio l’esterno nigeriano, arrivato in rossonero nell’estate 2023 con grandi aspettative dopo le ottime stagioni vissute con la maglia del Villarreal. Il suo percorso al Milan, però, non ha rispettato pienamente le attese: prestazioni altalenanti, difficoltà nel trovare continuità e una concorrenza sempre più forte lo hanno portato spesso ai margini del progetto.

Il nuovo ruolo pensato da Amorim può cambiare tutto

L’arrivo di Amorim potrebbe però aprire una nuova fase nella carriera milanista di Chukwueze. Il tecnico portoghese sembra intenzionato a valorizzare caratteristiche diverse rispetto al passato, trasformando il nigeriano da semplice esterno offensivo a una pedina più completa all’interno del sistema di gioco.

L’idea sarebbe quella di utilizzarlo come esterno di centrocampo, un ruolo che richiede maggiore partecipazione alla manovra, più equilibrio tattico e un contributo importante anche nella fase senza palla.

Un cambiamento che potrebbe rappresentare una svolta per il giocatore, chiamato a mettere a disposizione della squadra non soltanto velocità e capacità nel dribbling, ma anche intensità, disciplina e capacità di leggere le situazioni di gioco.

Velocità e tecnica al servizio del nuovo progetto

Le qualità principali di Chukwueze restano comunque quelle che lo hanno reso un calciatore seguito dai grandi club europei: accelerazione, abilità nell’uno contro uno e capacità di creare superiorità numerica.

Amorim potrebbe provare a inserirle in un contesto più organizzato, chiedendo al nigeriano un ruolo più completo. Il tecnico portoghese, infatti, in passato ha spesso lavorato sulla crescita tattica degli elementi offensivi, aiutandoli a diventare giocatori più partecipi in tutte le fasi della partita.

Per Chukwueze sarà quindi fondamentale dimostrare disponibilità al cambiamento e voglia di mettersi in discussione.

Il derby contro l’Inter per iniziare la scalata

La sfida contro i nerazzurri arriva nel momento giusto per il numero 21 rossonero. In una partita di grande visibilità, Chukwueze avrà l’opportunità di mostrare ad Amorim di poter essere una risorsa importante per il nuovo Milan.

Dopo due stagioni caratterizzate da più ombre che luci, l’esterno africano cerca il rilancio. Il derby potrebbe essere il primo passo per riconquistare spazio, fiducia e un ruolo centrale nel progetto tecnico del nuovo allenatore.

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Gimenez, ultima chiamata al Milan: la prossima stagione sarà decisiva

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La nuova stagione potrebbe rappresentare il momento della verità per Santiago Gimenez.

L’attaccante messicano è rimasto al Milan con l’obiettivo di ritrovare continuità, fiducia e soprattutto il feeling con il gol, ma il suo percorso in rossonero finora è stato molto più complicato rispetto alle aspettative iniziali.

Arrivato nel gennaio scorso dopo un periodo straordinario al Feyenoord, dove aveva conquistato l’attenzione internazionale a suon di reti e prestazioni convincenti, Gimenez sembrava destinato a diventare il nuovo riferimento offensivo del Milan. L’inizio aveva lasciato intravedere segnali incoraggianti: un assist decisivo all’esordio contro la Roma e alcune prestazioni positive avevano alimentato l’entusiasmo dei tifosi.

Successivamente, però, il rendimento è calato drasticamente a causa di problemi fisici, dell’operazione alla caviglia e di una difficoltà generale nel trovare continuità all’interno del progetto rossonero.

Numeri deludenti e un rapporto mai completamente decollato

I dati raccontano una storia complicata. Gimenez ha faticato a incidere con la maglia del Milan e il suo bottino realizzativo è rimasto molto distante da quello mostrato nei Paesi Bassi. Il suo ultimo gol in campionato risale alla doppietta contro il Bologna del maggio 2025, mentre l’ultima marcatura ufficiale era arrivata in Coppa Italia contro il Lecce.

Un bilancio che pesa per un attaccante arrivato con il compito di garantire gol e presenza offensiva. Nella seconda parte della stagione precedente, il messicano ha collezionato diverse presenze ma senza riuscire a trasformarsi nel trascinatore che il Milan sperava di avere.

A complicare il percorso c’è stato anche un rapporto non semplice con la gestione tecnica precedente, che non ha permesso al centravanti di trovare quella stabilità necessaria per esprimersi al meglio.

La nuova stagione come occasione per ripartire

Nonostante le difficoltà, il futuro di Gimenez sembra ancora legato al Milan. Al momento non sono arrivate offerte convincenti e il club potrebbe puntare sul suo rilancio, soprattutto considerando l’investimento fatto per acquistarlo.

Per il giocatore questa rappresenta una grande opportunità: dimostrare che il rendimento visto al Feyenoord non era un episodio isolato e riconquistare la fiducia dell’ambiente.

La nuova annata sarà quindi fondamentale. Gimenez dovrà ritrovare condizione fisica, continuità e soprattutto la capacità di essere decisivo negli ultimi metri. Il Milan ha bisogno del suo miglior volto e il Bebote è chiamato a trasformare le difficoltà vissute finora in una spinta per la rinascita.

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