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Milan, Pellegatti su Soulé: “Adesso per qualsiasi giocatore la base è 30-35 milioni”
Il nome di Matias Soulé è entrato nelle indiscrezioni relative al mercato del Milan.
L’argentino, attualmente alla Roma, sarebbe stato proposto al club rossonero in vista degli ultimi giorni della sessione di trasferimenti. Una possibilità che potrebbe diventare più concreta nel caso in cui il Milan riuscisse a definire prima alcune operazioni in uscita, a partire dalla situazione legata a Rafael Leao.
A fare il punto sull’eventuale trattativa è Carlo Pellegatti, che ha sottolineato soprattutto le richieste economiche della Roma per lasciar partire l’attaccante. Il club giallorosso, infatti, sarebbe disposto a prendere in considerazione una cessione di Soulé per una cifra compresa tra i 30 e i 35 milioni di euro. Una valutazione importante, soprattutto considerando che il Milan dovrà prima liberare risorse attraverso alcune operazioni di mercato.
Le parole di Pellegatti
“C’è sempre questa vaga voce che riguarda Soulé. È vero che è stato proposto al Milan, ma la Roma vorrebbe 30-35 milioni. Se avete notato prima ogni trattativa aveva una base da 10 milioni. Poi è passata a 20 come prezzo base d’asta. Adesso per qualsiasi giocatore la base è 30-35. Che abbia giocato bene, che non abbia giocato, la base è sempre 30-35. Anche la Roma per Soulé vorrebbe 30-35, per poi reinvestirli sul mercato alla ricerca di un giocatore di fascia”.
Il ragionamento di Pellegatti si concentra dunque anche sull’evoluzione dei prezzi nel calciomercato. Secondo il giornalista, negli ultimi anni la soglia economica richiesta per molti giocatori si è progressivamente alzata, arrivando a cifre che fino a poco tempo fa rappresentavano investimenti decisamente più consistenti.
Per quanto riguarda Soulé, l’eventuale trasferimento al Milan resta quindi legato soprattutto alla valutazione della Roma e alla capacità dei rossoneri di creare spazio nel proprio bilancio. I giallorossi, dal canto loro, potrebbero utilizzare l’eventuale incasso per intervenire nuovamente sul mercato e cercare un profilo maggiormente adatto alle esigenze offensive della squadra di Gian Piero Gasperini.
La pista Milan-Soulé, dunque, resta da monitorare, ma al momento il nodo principale sembra essere rappresentato proprio dalla richiesta economica della Roma.
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Milan, Gimenez verso l’addio? Cambia la valutazione e la Lazio osserva
Santiago Gimenez potrebbe essere uno dei protagonisti delle prossime settimane di calciomercato.
L’attaccante messicano, rientrato a Milanello dopo gli impegni con la propria Nazionale, è chiamato a convincere il nuovo tecnico Ruben Amorim, ma il suo spazio all’interno della rosa rossonera appare sempre più ridotto.
L’arrivo di Gonçalo Ramos ha aumentato la concorrenza nel reparto offensivo, mentre la conferma di Francesco Camarda rappresenta un’ulteriore scelta in prospettiva per il Milan. In un sistema di gioco che prevede un’unica punta centrale, Gimenez rischia quindi di partire indietro nelle gerarchie, rendendo più concreto uno scenario di cessione prima della chiusura del mercato estivo.
Il Milan fissa una nuova valutazione
Acquistato dal Feyenoord nel gennaio 2025 per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, il centravanti ha vissuto una stagione complicata tra prestazioni al di sotto delle aspettative e un lungo stop causato da un infortunio alla caviglia. Anche le recenti apparizioni con la Nazionale messicana non hanno contribuito a rilanciarne le quotazioni.
Per questo motivo la dirigenza rossonera starebbe valutando eventuali offerte, con l’obiettivo di trovare una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Una cessione vicina al valore di bilancio consentirebbe infatti al club di limitare l’impatto dell’investimento effettuato e, in determinate condizioni, anche di registrare una plusvalenza.
La Lazio segue la situazione
Tra le società interessate al classe 2001 figura anche la Lazio, alla ricerca di un nuovo centravanti per il progetto tecnico guidato da Gennaro Gattuso. Il profilo di Gimenez è ritenuto interessante, ma al momento non si è ancora passati a una vera trattativa.
Il principale ostacolo riguarda la formula dell’operazione. Il Milan preferirebbe una cessione a titolo definitivo, mentre il club biancoceleste valuterebbe con maggiore interesse un prestito, magari con diritto o obbligo di riscatto a determinate condizioni.
Agosto sarà decisivo
Le prossime settimane saranno fondamentali per definire il destino dell’attaccante messicano. Gimenez continua a sperare di conquistare spazio con la maglia rossonera, ma molto dipenderà dalle decisioni della società e dall’eventuale arrivo di offerte convincenti. Con il mercato ancora aperto, il suo futuro resta tutto da scrivere e agosto potrebbe rappresentare il mese decisivo per capire se proseguirà l’avventura al Milan oppure inizierà una nuova esperienza in Serie A o all’estero.
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Addio a Franco Baresi, il difensore che ha trasformato il numero 6 in un simbolo
Per molti appassionati di calcio, il ruolo del difensore ha assunto un significato diverso grazie a Franco Baresi.
In un’epoca in cui l’attenzione era quasi sempre rivolta ai grandi bomber, il capitano del Milan dimostrò che una partita poteva essere decisa anche dall’intelligenza tattica, dalla leadership e dalla capacità di leggere il gioco con qualche secondo di anticipo rispetto agli avversari.
Chi ha iniziato a seguire il calcio tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta ricorda perfettamente quanto il suo nome fosse sinonimo di affidabilità. Osservare Baresi significava capire che difendere non era soltanto contrastare gli attaccanti, ma organizzare l’intero reparto arretrato, guidare i compagni e impostare l’azione fin dal primo pallone.
La forza dell’intelligenza calcistica
Uno degli aspetti che rendevano speciale Franco Baresi era la capacità di annullare anche gli attaccanti più forti del panorama mondiale. Le sue prestazioni non erano frutto della sola tecnica, ma soprattutto di una straordinaria lettura delle situazioni di gioco. Anticipi, posizionamento e senso del tempo gli permettevano spesso di risolvere le azioni prima ancora che diventassero pericolose.
Tra gli episodi più ricordati della sua carriera resta la finale del Mondiale del 1994. Nonostante fosse appena rientrato da un infortunio al ginocchio, riuscì a disputare una gara di altissimo livello contro il Brasile, limitando anche campioni del calibro di Romário e confermando ancora una volta il proprio valore internazionale.
Il simbolo del Milan
Sotto la guida di Arrigo Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi divenne il leader indiscusso di una delle squadre più forti della storia del calcio. La sua presenza trasmetteva sicurezza a tutto il reparto difensivo e contribuì in modo determinante ai successi conquistati dal club rossonero in Italia e in Europa.
In quegli anni sulle maglie non comparivano ancora i cognomi dei giocatori. Eppure bastava vedere il numero 6 del Milan per sapere immediatamente chi fosse in campo. Quel numero è diventato parte della sua identità, al punto da rappresentare ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della storia rossonera.
Un’eredità destinata a rimanere
Franco Baresi ha lasciato un segno che va ben oltre i trofei conquistati. Ha insegnato che un grande difensore può influenzare una partita quanto un attaccante, facendo della disciplina, dell’eleganza e della visione di gioco le proprie armi migliori. Ancora oggi il suo nome viene citato come modello per chiunque voglia interpretare il ruolo con intelligenza e personalità, dimostrando che la vera grandezza non si misura soltanto con i gol, ma anche con la capacità di guidare una squadra e di entrare nella storia del calcio.
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Milan, Soulé o Mastantuono? Due mancini diversi per il progetto di Amorim
Nel mercato del Milan il reparto offensivo continua a essere uno dei principali osservati speciali.
Tra i profili valutati per la trequarti emergono soprattutto due giocatori mancini e argentini: Matias Soulé e Franco Mastantuono. Il paragone, però, non deve trarre in inganno. Nonostante la nazionalità e la qualità del piede sinistro, i due calciatori presentano caratteristiche tecniche e tattiche differenti e potrebbero avere un impatto diverso nel sistema di gioco di Ruben Amorim.
Soulé, classe 2003, è il profilo più esperto e quello maggiormente abituato a occupare una posizione esterna. La sua capacità nell’uno contro uno, soprattutto partendo dalla fascia destra, potrebbe consentirgli di entrare nei meccanismi del 3-4-2-1 alle spalle di Gonçalo Ramos. L’argentino può inoltre essere impiegato accanto a un altro trequartista, come Pulisic o Nkunku, garantendo ampiezza e capacità di creare superiorità.
Mastantuono, invece, è un classe 2007 e presenta caratteristiche più vicine a quelle di un trequartista puro. Il suo punto di forza è la qualità nella conclusione e la capacità di giocare tra le linee, mentre rispetto a Soulé offre meno esplosività nell’attacco dello spazio e nell’accelerazione.
La differenza più evidente riguarda però l’aspetto economico. Per Soulé la Roma avrebbe fissato una valutazione intorno ai 40 milioni di euro, anche se una cifra vicina ai 30 milioni potrebbe essere sufficiente per trovare un’intesa. Mastantuono, invece, non sarebbe acquistabile a titolo definitivo: il Real Madrid punta infatti a mandarlo in prestito dopo aver investito su di lui, permettendogli di maturare esperienza lontano dalla concorrenza delle grandi stelle presenti in rosa.
Proprio la formula potrebbe diventare decisiva. Il Milan avrebbe la possibilità di ottenere un talento di grande prospettiva sostenendo un investimento iniziale limitato, ma dovrebbe accettare di valorizzare un giocatore di proprietà del Real Madrid. Una soluzione più vantaggiosa per i rossoneri sarebbe quella di inserire nell’accordo un diritto di riscatto, magari accompagnato da un controriscatto a favore degli spagnoli.
Sul campo, invece, i numeri recenti premiano Soulé. Nell’ultima stagione l’ex Juventus ha prodotto più gol, assist, occasioni create e conclusioni nello specchio rispetto al giovane argentino. Un confronto che va comunque contestualizzato: Soulé ha quattro anni di esperienza in più ed è stato un elemento importante nella Roma, mentre Mastantuono ha dovuto ritagliarsi spazio in una squadra ricca di campioni.
Al Real Madrid il classe 2007 ha trovato davanti a sé giocatori come Bellingham, Mbappé, Vinicius, Valverde, Arda Güler e Brahim Diaz. Le sue presenze da titolare sono state quindi limitate, anche a causa di alcuni problemi fisici e delle scelte dell’allenatore.
La scelta del Milan dipenderà dunque dall’obiettivo prioritario. Se Amorim cerca un giocatore pronto, abituato alla Serie A e capace di incidere immediatamente sulla fascia, Soulé sembra offrire maggiori garanzie. Se invece la società vuole cogliere un’opportunità di mercato e puntare su un talento da valorizzare nel tempo, Mastantuono potrebbe rappresentare una scommessa particolarmente interessante.
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