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Scaroni promuove Amorim: “Confido nel magic touch di Cardinale”
Il nuovo corso del Milan inizia a prendere forma con l’arrivo di Ruben Amorim sulla panchina rossonera, una scelta che rappresenta uno dei primi passi concreti della rivoluzione avviata dal club dopo la delusione della mancata qualificazione in Champions League.
In attesa di completare l’organigramma societario con le figure mancanti, la società ha già definito la guida tecnica affidandosi all’ex allenatore del Manchester United.
Tra i primi a commentare la nuova nomina c’è stato il presidente Paolo Scaroni, che ha espresso fiducia nel progetto e nelle scelte operate dalla proprietà. Intervenuto ai microfoni del Tg Regionale, il numero uno del club ha sottolineato come il profilo di Amorim fosse seguito da tempo all’interno della dirigenza.
“So che Gerry Cardinale seguiva da tempo Amorim, un allenatore che guardava con grande interesse”, ha dichiarato Scaroni, confermando l’attenzione della proprietà nei confronti del tecnico portoghese già da diverse stagioni.
Il presidente ha poi ribadito la sua fiducia nelle capacità decisionali dell’investitore rossonero, soffermandosi sul suo fiuto nella scelta dei profili giusti per guidare il club.
“Io poi confido che Gerry Cardinale abbia un suo magic touch nella scelta degli uomini, lo ha dimostrato tante volte nella sua vita e spero che anche questa volta sia davvero un magic touch”, ha aggiunto Scaroni, evidenziando l’ottimismo attorno al nuovo progetto tecnico.
Infine, il presidente ha voluto lanciare un messaggio di fiducia verso il futuro immediato del Milan, auspicando un avvio di ciclo positivo sotto la guida del nuovo allenatore.
“Ho fiducia che inizierà tutto su un piede nuovo”.
Parole che segnano l’inizio ufficiale di una nuova fase per il club rossonero, chiamato ora a costruire una struttura completa attorno ad Amorim e a rilanciare le proprie ambizioni dopo una stagione al di sotto delle aspettative.
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Milan, Amorim non fa sconti dopo il ko con il Ferencvaros: strigliata a Cisse
La delusione di Amorim: atteggiamento inaccettabile
La sconfitta contro la formazione ungherese ha complicato il percorso europeo dei rossoneri e provocato una reazione particolarmente decisa da parte del tecnico. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, Amorim non avrebbe gradito né la prestazione complessiva della squadra né il comportamento mostrato da alcuni singoli durante la gara.
L’allenatore portoghese avrebbe manifestato tutto il proprio disappunto già negli spogliatoi, prima ancora di intervenire pubblicamente davanti alle televisioni. Il giudizio sulla prova del Milan è stato particolarmente severo: l’atteggiamento visto in campo è stato considerato inadeguato rispetto all’importanza dell’appuntamento europeo.
Per Amorim, infatti, non si è trattato soltanto di una questione di risultato, ma soprattutto di mentalità, intensità e atteggiamento competitivo. Elementi che il tecnico ritiene indispensabili per affrontare partite di questo livello.
Cisse nel mirino: la sostituzione dopo il primo tempo
Tra i giocatori che non hanno convinto l’allenatore c’è Alphadjo Cisse. Il giovane attaccante, reduce da un avvio di stagione particolarmente positivo e dalla prima convocazione in Nazionale, non è riuscito a lasciare il segno contro il Ferencvaros.
La sua prestazione è stata caratterizzata soprattutto da un’ammonizione, senza riuscire a offrire il contributo atteso in fase offensiva. Una prova che ha spinto Amorim a intervenire già durante l’intervallo, richiamandolo in panchina dopo i primi 45 minuti.
Una decisione significativa, soprattutto considerando che Cisse aveva già disputato soltanto pochi minuti nel precedente derby. La sostituzione ha rappresentato un messaggio chiaro nei confronti del ventenne: il rendimento positivo delle settimane precedenti non costituisce una garanzia e ogni giocatore deve continuare a dimostrare il proprio valore sul campo.
Il tecnico vuole tenere alta la concentrazione
Non è la prima volta che Amorim interviene per richiamare l’attenzione del giovane rossonero. Già in precedenza il tecnico aveva cercato di frenare eventuali eccessi di entusiasmo, invitandolo a mantenere equilibrio e concentrazione nonostante l’ottimo impatto iniziale con la maglia del Milan.
La crescita di un talento giovane passa anche attraverso momenti difficili e indicazioni particolarmente severe da parte dell’allenatore. In questo senso, la gestione di Cisse rientra nella volontà di Amorim di evitare cali di rendimento e atteggiamenti superficiali.
Non soltanto Cisse: altri rossoneri sotto osservazione
La delusione del tecnico, comunque, non riguarda esclusivamente il giovane attaccante. Secondo le ricostruzioni della Gazzetta dello Sport, anche altri elementi della rosa non avrebbero soddisfatto le aspettative dell’allenatore.
Tra i giocatori finiti sotto osservazione vengono indicati Bartesaghi, Terracciano, Jashari e Musah. Una situazione che evidenzia come la responsabilità della sconfitta non venga attribuita a un singolo calciatore, ma a una prestazione collettiva giudicata insufficiente.
Amorim vuole una reazione immediata e si aspetta maggiore determinazione da tutto il gruppo. Il messaggio lanciato nello spogliatoio è chiaro: per vestire la maglia rossonera servono continuità, applicazione e spirito di sacrificio. Anche chi ha iniziato la stagione nel migliore dei modi dovrà continuare a guadagnarsi il proprio spazio.
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Milan, emergenza in difesa: Pavlovic salta il Genoa
Un’assenza pesante per la formazione rossonera, soprattutto considerando la situazione già complicata nel reparto arretrato. Pavlovic si aggiunge infatti a Gabbia e Tomori, entrambi indisponibili, costringendo Ruben Amorim a rivedere le proprie soluzioni per affrontare una trasferta tutt’altro che semplice.
Difesa in emergenza: le possibili scelte di Amorim
L’allenatore portoghese dovrà gestire una situazione delicata, con diverse assenze che riducono sensibilmente le alternative a disposizione. A complicare ulteriormente il quadro ci sono anche le difficoltà incontrate da Terracciano, che rendono ancora più ristretto il ventaglio delle possibili scelte.
Secondo le indicazioni della vigilia, Amorim dovrebbe orientarsi verso una linea difensiva a quattro. Gila potrebbe essere adattato sulla corsia destra, mentre la coppia centrale dovrebbe essere composta da Diawara e De Winter. Sulla fascia opposta, invece, Estupinan appare al momento in vantaggio rispetto a Bartesaghi per occupare la posizione di terzino sinistro.
Una soluzione che permetterebbe al Milan di mantenere un assetto equilibrato nonostante le numerose defezioni. Resta comunque da valutare come i rossoneri riusciranno a gestire le difficoltà difensive contro un Genoa pronto a sfruttare il fattore campo.
A centrocampo spazio ai titolari: Modric in regia
Al di là delle difficoltà nel reparto arretrato, Amorim sembra intenzionato a puntare sui suoi uomini migliori negli altri settori del campo. L’obiettivo è conquistare i tre punti a Marassi e dare continuità al successo ottenuto nel derby, arrivando alla sosta per le nazionali con maggiore tranquillità e fiducia.
In mezzo al campo dovrebbe essere confermato un terzetto di esperienza e qualità. Musah è destinato a occupare il ruolo di mezzala destra, con Modric incaricato di dirigere la manovra dalla posizione di regista. Sul versante opposto agirà Rabiot, al quale sarà concessa libertà di inserirsi e accompagnare le azioni offensive, cercando di mettere in difficoltà la retroguardia avversaria.
Attacco, Moreira e Pulisic a supporto di Ramos
Per quanto riguarda il reparto offensivo, le indicazioni portano verso la conferma di Moreira e Pulisic, chiamati a sostenere Ramos nel compito di guidare l’attacco rossonero.
L’attaccante sta attraversando un momento complicato sotto il profilo realizzativo e ha bisogno di ritrovare continuità e fiducia sotto porta. La sfida contro il Genoa potrebbe rappresentare un’occasione importante per interrompere il periodo negativo e tornare a essere decisivo per la squadra.
Il Milan cerca continuità dopo il derby
La trasferta ligure assume un significato particolare per i rossoneri. Dopo la vittoria nel derby, la squadra vuole confermare i progressi mostrati e conquistare un altro risultato positivo prima della pausa internazionale.
L’assenza di Pavlovic, insieme a quelle di Gabbia e Tomori, rappresenta senza dubbio un ostacolo per Amorim, che dovrà affidarsi a una retroguardia inedita. Il Milan, però, non vuole perdere terreno e punta a sfruttare la qualità dei propri titolari per superare l’impegno di Marassi.
La priorità sarà trovare il giusto equilibrio tra fase offensiva e copertura difensiva: contro il Genoa serviranno attenzione, compattezza e concretezza per portare a casa una vittoria importante.
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Milan, Jashari non convince: lo svizzero è davvero l’erede giusto per Modric?
Il centrocampista svizzero non è ancora riuscito a imporsi come una presenza affidabile all’interno della squadra. Le sue apparizioni sono state caratterizzate da alti e bassi, senza che sia mai arrivata una serie di prestazioni convincenti in grado di consolidarne il ruolo. Anche l’infortunio rimediato a settembre nella passata stagione ha inevitabilmente condizionato il suo percorso, così come le difficoltà incontrate nell’adattarsi alle richieste tattiche di Massimiliano Allegri.
Con l’arrivo di Rúben Amorim, Jashari ha avuto nuove opportunità per mettersi in mostra e guadagnare spazio nelle rotazioni. Finora, però, le risposte non sono state particolarmente positive.
L’eredità di Modric pesa: Jashari non sembra ancora pronto
La domanda che accompagna il momento dello svizzero riguarda soprattutto la possibilità di affidargli la responsabilità di sostituire un giocatore del calibro di Luka Modric. Pensare che Jashari possa raccoglierne immediatamente l’eredità appare, allo stato attuale, prematuro.
Il problema non riguarda soltanto la qualità tecnica, ma soprattutto l’atteggiamento mostrato durante le partite. Il centrocampista tende spesso a cercare soluzioni semplici, limitandosi a passaggi ravvicinati e appoggi senza particolare iniziativa. Manca quella capacità di rischiare la giocata, superare la pressione avversaria e assumersi responsabilità nella costruzione del gioco.
Anche in fase offensiva il contributo appare limitato. Jashari raramente cerca la conclusione personale e fatica a incidere negli ultimi metri. Contro il Ferencváros, in una gara che avrebbe potuto rappresentare un’occasione importante per dimostrare il proprio valore, non è riuscito a lasciare il segno, finendo per rispecchiare le difficoltà generali della squadra.
Per giustificare l’investimento economico sostenuto dal Milan nella scorsa estate serviranno dunque segnali più evidenti. Non basta partecipare alla manovra: occorrono personalità, intraprendenza e una maggiore capacità di determinare le partite.
I numeri di Jashari con la maglia rossonera
Anche le statistiche contribuiscono a spiegare perché il rendimento dello svizzero sia finito al centro delle discussioni. Fino a questo momento, Jashari ha collezionato 29 presenze ufficiali con il Milan, senza riuscire a diventare un elemento realmente decisivo.
Il suo bilancio personale comprende appena due assist, un bottino piuttosto contenuto per un centrocampista chiamato a partecipare attivamente alla costruzione del gioco e a offrire soluzioni alla squadra.
Naturalmente, il percorso di un giovane calciatore può richiedere tempo e non sarebbe corretto considerare già definitivo il giudizio sulle sue qualità. Tuttavia, le aspettative iniziali erano differenti e il Milan ha bisogno di risposte concrete.
La possibilità di crescere e ritagliarsi uno spazio importante resta aperta, ma Jashari dovrà cambiare passo. Soprattutto, dovrà dimostrare di poter essere molto più di una semplice alternativa: al momento, il paragone con Modric sembra ancora troppo impegnativo.
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