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Curva Sud attacca la società: “Il Milan va contestato in ogni modo”
Il momento delicato che sta vivendo il Milan non riguarda soltanto il campo e le scelte tecniche, ma si riflette anche in modo evidente sul rapporto tra società e tifoseria organizzata.
La Curva Sud Milano ha infatti diffuso un comunicato molto duro, affidato ai propri canali social, in cui esprime tutta la propria contrarietà alla gestione del club e annuncia una fase di forte contestazione.
Nel messaggio viene descritta una situazione di profonda confusione a livello dirigenziale, sottolineando come il club si trovi ancora senza allenatore e senza direttore sportivo. Un vuoto che, secondo il tifo organizzato, rappresenterebbe il simbolo di una programmazione giudicata insufficiente e lontana dalle ambizioni storiche del Milan.
Il comunicato della Curva Sud
Nel testo diffuso dal gruppo ultras si legge: “Mentre la NOSTRA società sprofonda nel baratro tra casting improvvisati e cacciatori di teste, con tutti i ruoli dirigenziali apicali ancora da assegnare (sì perché oggi tutti si guardano bene da accettare contratti con il Milan), c’è una città, una tifoseria, un popolo che la notte non dorme più per colpa di questa proprietà e che continua a bruciare di passione per la sua maglia, per i suoi colori e per la sua gloriosa squadra.”
Il comunicato prosegue con ulteriori critiche alla gestione societaria: “E allora non c’è attacco migliore che all’immagine di chi si è preoccupato solamente delle apparenze, dell’incremento del fatturato, del business e della crescita del brand, a discapito dei risultati sportivi del Milan. Una proprietà assente, che cerca di diffondere il suo vomitevole modello di calcio attraverso pochi giornali selezionati e prezzolati, deve essere contestata ovunque nel mondo, facendo arrivare il messaggio a questi improvvisati che nessun tifoso è più disposto a tollerare questa situazione.”
Protesta annunciata per tutta l’estate
La Curva Sud non si limita alla critica, ma annuncia anche una stagione di forte mobilitazione: “Sarà una lunga estate e il peggio dovrà ancora arrivare; con la civiltà, la determinazione e la passione che da sempre ci contraddistinguono, non bisognerà dargli tregua. Chiediamo a tutti i tifosi di prepararsi perché quando ci sarà da dimostrare “sul campo”, i social non basteranno più e bisognerà rispondere con una presenza massiccia senza precedenti.”
Nel messaggio viene ribadito anche il legame identitario con il club: “Perché il Milan non ha padroni, il Milan sarà sempre dei suoi tifosi. Il Milan è prima di tutto una questione di cuore e non possiamo permettere che questi speculatori senza dignità lo trasformino in un’azienda priva di valori e identità, distruggendo un amore che dura da oltre un secolo.”
Clima sempre più caldo attorno al club
La frattura tra una parte della tifoseria organizzata e la società appare quindi sempre più evidente. L’estate del Milan si preannuncia tesa non solo sul piano del mercato e delle decisioni tecniche, ma anche sul fronte ambientale, con una contestazione destinata a proseguire nelle prossime settimane.
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Milan, Amorim sulle orme di Cesare Maldini: una statistica riporta indietro nel tempo
L’obiettivo è dare continuità al buon rendimento mostrato in campionato, dove il Diavolo arriva anche con il morale alto grazie alla vittoria conquistata nel derby contro l’Inter. Un successo importante, che ha confermato le potenzialità della formazione milanista e ha offerto nuove certezze in vista dei prossimi impegni.
Il calendario, però, propone subito un ostacolo da non sottovalutare. Domenica alle ore 15:00 il Milan sarà impegnato in trasferta contro il Genoa, allenato da Daniele De Rossi. I rossoblù stanno attraversando un momento particolarmente positivo in Serie A e rappresentano quindi un avversario insidioso, soprattutto davanti al proprio pubblico.
Amorim e il paragone con Cesare Maldini: i numeri in attacco
Al di là delle difficoltà incontrate in Europa, il percorso del Milan in campionato presenta alcuni dati interessanti. La squadra guidata da Amorim ha infatti realizzato 21 reti nelle prime dieci giornate di Serie A, un bottino che permette al tecnico portoghese di avvicinarsi a un primato storico del club.
Per trovare un allenatore rossonero capace di fare meglio nelle prime undici partite alla guida della squadra in campionato bisogna tornare molto indietro nel tempo, precisamente al 1972. In quell’occasione fu Cesare Maldini a raggiungere quota 25 gol, un rendimento offensivo superiore a quello attualmente registrato dal Milan di Amorim.
Il confronto è significativo perché mette in evidenza la capacità della formazione attuale di trovare con continuità la via della rete. Il tecnico portoghese ha già costruito una squadra produttiva in fase offensiva, anche se il paragone con Maldini resta legato a un dato statistico e non rappresenta, da solo, un giudizio complessivo sul valore delle due formazioni.
Trasferte, il Milan punta a un altro traguardo
Un’altra statistica interessante riguarda il rendimento esterno dei rossoneri. Nelle prime cinque partite disputate lontano da San Siro in questa Serie A, il Milan ha ottenuto due vittorie e tre pareggi, riuscendo quindi a mantenere l’imbattibilità.
Si tratta di un dato che assume ancora più rilevanza se inserito nel contesto delle ultime stagioni. Tra il 2020/2021 e il 2025/2026, considerando anche il campionato in corso, il Milan è riuscito in tre occasioni a non perdere nessuna delle prime sei gare disputate in trasferta.
Un risultato condiviso finora con Inter e Napoli, ma che potrebbe trasformarsi in un primato esclusivo. Se dovesse evitare la sconfitta anche nella prossima trasferta, infatti, il Milan diventerebbe l’unica squadra capace di raggiungere questo traguardo per quattro volte nel periodo considerato.
La sfida contro il Genoa assume dunque un’importanza ulteriore: oltre alla necessità di riscattare la delusione europea e dare continuità al successo nel derby, Amorim ha l’opportunità di consolidare il percorso in campionato e confermare numeri che, almeno sul piano statistico, riportano alla memoria alcune pagine significative della storia rossonera.
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Milan, dal trionfo di Atene alle difficoltà attuali: il glorioso DNA europeo sembra smarrito
Dalle squadre guidate da Nereo Rocco, con protagonisti come Cesare Maldini e Gianni Rivera, fino alle formazioni di Arrigo Sacchi e Fabio Capello, passando per l’epoca di Carlo Ancelotti, Paolo Maldini, Shevchenko e Kakà, il Milan ha costruito un’identità riconoscibile. Un patrimonio storico spesso definito come il suo DNA europeo.
Eppure, a vent’anni dall’ultima Champions League conquistata ad Atene nel 2007, quella tradizione sembra essersi progressivamente indebolita. I risultati ottenuti nelle stagioni successive raccontano una parabola caratterizzata da diverse difficoltà, lunghe assenze dalle competizioni continentali e prestazioni spesso inferiori alle aspettative.
Dopo Atene inizia un lento declino
La vittoria contro il Liverpool nella finale del 2007, decisa dalla doppietta di Filippo Inzaghi, rappresenta l’ultimo grande trionfo europeo del Milan. Negli anni immediatamente successivi, la squadra riesce comunque a mantenere una presenza abbastanza costante in Champions League, soprattutto durante le gestioni di Leonardo e Massimiliano Allegri.
Tuttavia, anche in quel periodo i segnali di un ridimensionamento iniziano a diventare evidenti. Nelle sei partecipazioni alla massima competizione continentale comprese tra il 2007 e il 2014, i rossoneri raggiungono i quarti di finale soltanto una volta, mentre nelle altre occasioni vengono eliminati agli ottavi.
Dopo la stagione 2013/2014 arriva una lunga fase negativa: per tre annate consecutive il Diavolo rimane fuori dalle coppe europee. Il ritorno avviene nel 2017/2018, quando Vincenzo Montella conquista la qualificazione all’Europa League. Il percorso, però, non regala grandi soddisfazioni: prima arriva l’eliminazione agli ottavi contro l’Arsenal, poi l’uscita dalla fase a gironi per mano di Betis e Olympiacos. Nel 2019/2020, inoltre, il club viene escluso dalle competizioni UEFA per violazioni del Fair Play Finanziario.
L’era Pioli e la semifinale contro l’Inter
Dopo un’altra stagione senza impegni continentali, il Milan ritrova l’Europa League sotto la guida di Stefano Pioli. Anche in questo caso, però, il cammino si interrompe agli ottavi, con il Manchester United a decretare l’eliminazione.
Nel 2021/2022 i rossoneri tornano finalmente in Champions League, la competizione che per tradizione rappresenta il loro habitat naturale. Il sorteggio, tuttavia, propone un girone particolarmente impegnativo con Liverpool, Atlético Madrid e Porto. Il Milan conclude all’ultimo posto, senza riuscire a superare la fase iniziale.
La stagione successiva offre invece la migliore prestazione europea del club dal 2007. Da campione d’Italia, la squadra di Pioli supera il girone alle spalle del Chelsea, elimina il Tottenham agli ottavi e conquista una storica semifinale dopo aver superato il Napoli ai quarti. Il sogno di tornare in finale, però, si infrange contro l’Inter, vincitrice del doppio confronto.
Nel 2023/2024 il percorso è nuovamente altalenante: il Milan viene eliminato dalla Champions League nella fase a gironi, prosegue in Europa League e si ferma ai quarti contro la Roma di Daniele De Rossi. Ancora più deludente è l’annata successiva, con l’uscita ai playoff per gli ottavi di Champions League contro il Feyenoord.
La situazione attuale e i numeri degli ultimi vent’anni
Dopo aver mancato la qualificazione alla Champions League nella stagione 2025/2026, i rossoneri si ritrovano nuovamente a disputare l’Europa League. L’avvio del percorso continentale, però, non è incoraggiante: il bilancio descritto nell’analisi è di appena tre punti in quattro partite, con tre sconfitte, nessun gol realizzato e almeno due reti subite in ogni gara persa.
Un andamento che alimenta interrogativi sulla capacità del Milan di ritrovare quella mentalità internazionale che per tanto tempo lo ha contraddistinto. La storia del club resta prestigiosa, ma i risultati più recenti mostrano una distanza significativa rispetto agli anni in cui i rossoneri erano stabilmente tra le grandi protagoniste d’Europa.
Milan, gli ultimi 20 anni nelle competizioni europee
- 2006/2007 – UEFA Champions League: Campione d’Europa (Carlo Ancelotti)
- 2007/2008 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dall’Arsenal (Carlo Ancelotti)
- 2008/2009 – Coppa UEFA: Sedicesimi di finale – eliminato dal Werder Brema (Carlo Ancelotti)
- 2009/2010 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dal Manchester United (Leonardo)
- 2010/2011 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dal Tottenham (Massimiliano Allegri)
- 2011/2012 – UEFA Champions League: Quarti di finale – eliminato dal Barcellona (Massimiliano Allegri)
- 2012/2013 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dal Barcellona (Massimiliano Allegri)
- 2013/2014 – UEFA Champions League: Ottavi di finale – eliminato dall’Atlético Madrid (Massimiliano Allegri, poi Clarence Seedorf)
- 2014/2015 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Filippo Inzaghi)
- 2015/2016 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Siniša Mihajlović, poi Cristian Brocchi)
- 2016/2017 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Vincenzo Montella)
- 2017/2018 – UEFA Europa League: Ottavi di finale – eliminato dall’Arsenal (Vincenzo Montella, poi Gennaro Gattuso)
- 2018/2019 – UEFA Europa League: Fase a gironi – eliminato nel gruppo da Betis e Olympiakos (Gennaro Gattuso)
- 2019/2020 – Nessuna competizione europea: Escluso dall’UEFA per violazione del Fair Play Finanziario (Marco Giampaolo, poi Stefano Pioli)
- 2020/2021 – UEFA Europa League: Ottavi di finale – eliminato dal Manchester United (Stefano Pioli)
- 2021/2022 – UEFA Champions League: Fase a gironi – eliminato nel gruppo da Liverpool, Atlético Madrid e Porto (Stefano Pioli)
- 2022/2023 – UEFA Champions League: Semifinale – eliminato dall’Inter (Stefano Pioli)
- 2023/2024 – UEFA Champions League / Europa League: Fase a gironi UCL / Quarti di finale UEL – eliminato dalla Roma (Stefano Pioli)
- 2024/2025 – UEFA Champions League: Playoff per gli ottavi di finale – eliminato dal Feyenoord (Paulo Fonseca, poi Sergio Conceiçao)
- 2025/2026 – Nessuna competizione europea: Non qualificato (Massimiliano Allegri)
- 2026/2027 – UEFA Europa League: In corso nella Fase Campionato (Ruben Amorim)
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Tonali sul Milan: “Sarò un tifoso per tutta la vita, lo seguo sempre”
Tonali e il legame con il Milan: la fede rossonera non cambia
Nonostante la distanza e il cambio di maglia, Sandro Tonali non ha mai nascosto il proprio attaccamento ai colori rossoneri. Il centrocampista, che ha vestito la maglia del Milan prima di trasferirsi in Inghilterra, continua a seguire regolarmente le partite della squadra milanese.
Un rapporto speciale, nato anche dalla passione che il giocatore ha sempre manifestato per il Diavolo. Nel corso dell’intervista a Sky Sport, Tonali ha ribadito che il suo affetto per il club non è legato alla presenza di determinati compagni o alla possibilità di farne ancora parte.
Queste le sue parole:
«Se seguo il Milan? Sì, sempre. Ma quello rimarrà anche fra vent’anni: lo guardo sempre, anche se sento un po’ meno i giocatori perché ormai sono cambiati in tanti. Io credo che un tifoso non possa mai cambiare la sua fede. E sarà così per tutta la mia vita».
Una dichiarazione che conferma quanto il centrocampista sia rimasto legato all’ambiente milanista. Anche se oggi la sua carriera prosegue lontano da San Siro, il Milan continua a occupare un posto speciale nei suoi pensieri.
Nazionale italiana, Tonali promuove il lavoro di Mancini
Nel corso della stessa intervista, il centrocampista ha affrontato anche il tema della Nazionale italiana, soffermandosi sul ritorno di Roberto Mancini alla guida del gruppo. Tonali ha sottolineato soprattutto l’importanza del lavoro svolto dal commissario tecnico per riportare ordine, organizzazione e fiducia all’interno della squadra.
Secondo il giocatore, fin dalle prime sedute di allenamento è stato possibile lavorare su aspetti fondamentali, valorizzando le qualità tecniche presenti nella rosa e migliorando l’intesa tra i diversi reparti.
Tonali ha spiegato così le sensazioni vissute dal gruppo:
«Conosce bene l’ambiente. Appena arrivato ha messo ordine: era quello che serviva all’inizio. Piano piano abbiamo messo dentro tanto lavoro puntando sulla qualità, perché la qualità dei giocatori c’è e l’abbiamo visto sia in Turchia, sia in Francia. Mancini ci sta facendo capire che siamo giocatori forti, che bisogna giocare attaccando e difendendosi da squadra sempre, tutte le partite, tutti i 90 minuti. Ci ha infuso un po’ più di lucidità durante le partite».
L’importanza dell’organizzazione e del lavoro di squadra
Tra gli aspetti maggiormente evidenziati da Tonali c’è la crescita dell’organizzazione tattica. Il centrocampista ha individuato nella partita disputata in trasferta contro la Turchia un esempio concreto dei progressi compiuti dalla Nazionale dopo la sconfitta contro il Belgio.
In quell’occasione, secondo il giocatore, l’Italia è riuscita a mettere in mostra non soltanto qualità e aggressività, ma anche una maggiore capacità di occupare gli spazi e collaborare tra i reparti.
A tal proposito, Tonali ha aggiunto:
«Come esempio, prendo la partita fuori casa in Turchia che è stata la prima dopo la sconfitta del Belgio, la prima delle tre partite positive. Nel primo tempo non siamo stati solo aggressivi e pieni di qualità, ma eravamo ordinati in campo: ognuno sapeva quello che doveva fare, ognuno aveva il suo spazio, ognuno lavorava per il compagno. E’ quello che abbiamo fatto tanto in allenamento in quei 16 giorni».
Le parole del centrocampista raccontano dunque due aspetti importanti del suo percorso: da una parte un legame con il Milan che continua a resistere al passare degli anni e ai cambiamenti professionali, dall’altra la fiducia nel lavoro della Nazionale e nella possibilità di crescere attraverso organizzazione, qualità e spirito di squadra.
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