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Milan, il progetto di Ibrahimovic prende forma: Planes per la dirigenza e Slot in panchina
Il Milan continua a lavorare alla profonda riorganizzazione avviata dopo una stagione al di sotto delle aspettative e fra i protagonisti del cambiamento c’è sicuramente Zlatan Ibrahimovic.
Nelle ultime settimane, all’interno della società rossonera si sono intensificati i confronti per definire le figure chiave che dovranno guidare il nuovo corso, sia sul piano dirigenziale sia su quello tecnico. Tra le ipotesi più accreditate emerge con forza il progetto sostenuto da Zlatan Ibrahimovic, che avrebbe individuato in Ramón Planes il profilo ideale per il ruolo di direttore sportivo e in Arne Slot il candidato preferito per la panchina.
L’ex dirigente di Barcellona, Betis e Al-Ittihad rappresenterebbe una scelta di respiro internazionale, in linea con la volontà del club di rafforzare la propria struttura manageriale con figure di comprovata esperienza. Parallelamente, il nome di Slot continua a guadagnare terreno tra le opzioni valutate per la guida tecnica della squadra. L’allenatore olandese, apprezzato per la sua filosofia di gioco offensiva e per la capacità di valorizzare i giovani talenti, sarebbe particolarmente gradito a Ibrahimovic.
Un elemento che accomuna i due profili è il rapporto professionale con Rafaela Pimenta, una delle agenti più influenti del panorama calcistico internazionale. Questa circostanza avrebbe contribuito a rafforzare il gradimento nei loro confronti da parte dell’ex attaccante svedese, oggi sempre più coinvolto nelle decisioni strategiche del club.
Sul fronte societario, tuttavia, non mancano posizioni differenti. Una parte della dirigenza continua infatti a valutare la candidatura di Ralf Rangnick, dirigente che avrebbe chiesto ampi margini di autonomia e pieni poteri nella gestione dell’area sportiva. Proprio questo aspetto avrebbe generato alcune perplessità, aprendo la strada a soluzioni alternative come quella rappresentata dall’asse Planes-Slot.
La situazione resta in evoluzione e le decisioni definitive non sono ancora state prese. Nelle prossime settimane il Milan dovrà sciogliere gli ultimi dubbi e definire l’assetto che accompagnerà il club nella nuova stagione. L’obiettivo è costruire una struttura solida e competitiva, capace di riportare i rossoneri ai vertici del calcio italiano ed europeo dopo un’annata che ha lasciato più di un interrogativo sul futuro del progetto tecnico.
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Milan, Massimo Calvelli per il dopo Furlani: ecco quali poteri avrà
Il Milan prosegue il riassetto della propria struttura societaria affidando un ruolo centrale a Massimo Calvelli.
Il manager, già membro del Consiglio d’Amministrazione e figura di riferimento all’interno del gruppo RedBird, ha ricevuto le deleghe che fino a poche settimane fa facevano capo a Giorgio Furlani, assumendo così la responsabilità di numerose funzioni strategiche per la gestione del club.
La decisione è stata formalizzata dal CdA con l’obiettivo di garantire continuità operativa in una fase di profonda riorganizzazione della società. Le nuove attribuzioni consentiranno a Calvelli di coordinare le principali attività aziendali e di rappresentare il Milan nei rapporti istituzionali, assicurando la piena operatività del club mentre prosegue il processo di definizione del nuovo assetto dirigenziale.
Tra le responsabilità affidate al nuovo CEO figurano la supervisione della gestione ordinaria della società, la rappresentanza del Milan nei confronti delle autorità nazionali e internazionali, delle federazioni sportive e degli organismi calcistici, oltre alla possibilità di sottoscrivere contratti e accordi nell’interesse del club entro un limite economico fissato a 10 milioni di euro per singola operazione. Si tratta di un insieme di competenze che permette a Calvelli di gestire direttamente gran parte dell’attività amministrativa e gestionale della società.
Le nuove deleghe si affiancano a quelle già esercitate dal presidente Paolo Scaroni, creando un sistema di governo pensato per garantire rapidità decisionale e continuità nella gestione quotidiana. La proprietà, infatti, ha scelto di distribuire le responsabilità operative senza lasciare vuoti in una fase particolarmente delicata per il futuro del club.
Calvelli rappresenta una figura molto vicina a RedBird. Dopo un’importante carriera nel management sportivo internazionale, culminata con il ruolo di amministratore delegato dell’ATP, è entrato nel gruppo guidato da Gerry Cardinale come CEO International di RedBird Development Group e Operating Partner di RedBird Capital Partners. Il suo ingresso nel Consiglio d’Amministrazione del Milan aveva già lasciato intuire un crescente coinvolgimento nelle strategie del club.
L’assegnazione delle deleghe non equivale necessariamente a una nomina definitiva come amministratore delegato, ma rappresenta un passaggio fondamentale nella nuova organizzazione societaria. In attesa delle future decisioni della proprietà sulla governance definitiva, sarà proprio Calvelli a guidare la macchina organizzativa del Milan, con il compito di assicurare stabilità, continuità e rappresentanza istituzionale in un momento cruciale per il presente e il futuro della società rossonera.
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Milan, ufficiale l’arrivo di Ruben Amorim: Cardinale spiega la scelta
È iniziata ufficialmente una nuova era per il Milan.
Il club rossonero ha annunciato l’ingaggio di Ruben Amorim come nuovo allenatore della Prima Squadra maschile. Il tecnico portoghese ha firmato un contratto valido fino al 30 giugno 2028, con un’opzione che consentirà di estendere l’accordo fino al 2029. L’intesa prevede un ingaggio di 3,5 milioni di euro a stagione, oltre a bonus legati al raggiungimento di determinati obiettivi, tra cui la qualificazione alla prossima UEFA Champions League e il percorso in Europa League.
La scelta di Amorim arriva al termine di un lungo lavoro di valutazione condotto dalla proprietà e dalla dirigenza. Gerry Cardinale, proprietario di RedBird, insieme al senior advisor Zlatan Ibrahimovic, ha individuato nel portoghese il profilo ideale per aprire un nuovo ciclo tecnico e rilanciare le ambizioni del club.
Nel comunicato ufficiale, il Milan ha ripercorso le tappe della carriera del nuovo allenatore. Dopo aver chiuso l’esperienza da calciatore, durante la quale ha vestito le maglie di Belenenses, Benfica e della nazionale portoghese, Amorim ha iniziato la sua carriera in panchina nel 2018. Le esperienze al Casa Pia e al Braga gli hanno aperto le porte dello Sporting Lisbona, dove ha costruito una squadra vincente, conquistando due campionati portoghesi, due Coppe di Lega e una Supercoppa. Prima di approdare in rossonero ha allenato anche il Manchester United, arricchendo ulteriormente il proprio percorso internazionale.
Il club, nella nota ufficiale, ha inoltre sottolineato le qualità che hanno reso Amorim uno degli allenatori più apprezzati del panorama europeo: un calcio moderno e offensivo, una solida organizzazione tattica e una particolare capacità di valorizzare i giovani, accompagnandoli nel loro percorso di crescita.
A spiegare nel dettaglio la scelta è stato lo stesso Gerry Cardinale, che ha espresso tutta la soddisfazione della proprietà per l’arrivo del tecnico portoghese.
“Seguiamo Rúben da anni. Il suo percorso allo Sporting è stato straordinario e rispecchia esattamente lo stile di gioco che stiamo cercando. È uno dei tecnici più preparati e innovativi della nuova generazione europea: giovane, ambizioso, con una chiara identità calcistica e un approccio tattico ben definito.”
Il numero uno di RedBird ha poi evidenziato come la filosofia dell’allenatore coincida perfettamente con quella del club.
“Rúben crede in un calcio offensivo e ad alta intensità. La sua filosofia si sposa perfettamente con la nostra visione, e le sue qualità di leadership, unite alla capacità di far crescere i calciatori, ci hanno colpito profondamente. Crediamo in lui e siamo entusiasti di accoglierlo nel Club.”
Le dichiarazioni di Cardinale confermano la volontà del Milan di costruire un progetto tecnico duraturo, fondato su un’identità di gioco precisa e sulla valorizzazione dei giovani talenti. Con l’arrivo di Ruben Amorim, la società punta ad aprire un nuovo ciclo competitivo, con l’obiettivo di tornare stabilmente protagonista sia in Serie A sia nelle competizioni europee.
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Milan, svolta in panchina: arriva Ruben Amorim
Il Milan ha deciso di cambiare rotta affidandosi a uno degli allenatori più promettenti del panorama europeo: Ruben Amorim. Il tecnico portoghese è ormai a un passo dall’ufficialità sulla panchina rossonera, con un accordo già definito che lo legherà al club fino al 2028, con possibilità di prolungamento per un’ulteriore stagione fino al 2029.
Dopo settimane di valutazioni e contatti con diversi profili, la dirigenza milanista ha scelto un allenatore giovane ma già molto esperto a livello internazionale, reduce da esperienze importanti in Portogallo e in Premier League. L’obiettivo è chiaro: aprire un nuovo ciclo tecnico basato su un calcio moderno, intenso e orientato alla crescita dei giovani.
L’intesa tra le parti prevede un contratto pluriennale che garantisce stabilità al progetto sportivo del Milan, reduce da una stagione complessa e alla ricerca di continuità e identità. Amorim, dal canto suo, avrebbe accolto con grande entusiasmo la proposta rossonera, considerandola una tappa fondamentale della sua carriera e un’occasione per misurarsi con il calcio italiano.
Il tecnico portoghese è apprezzato soprattutto per la sua capacità di costruire squadre organizzate, dinamiche e aggressive, oltre che per la valorizzazione dei talenti emergenti. Caratteristiche che hanno convinto la dirigenza del Milan a puntare su di lui per rilanciare le ambizioni del club sia in Serie A che in Europa.
Con la firma ormai imminente, il club rossonero si prepara dunque a inaugurare una nuova era tecnica. L’arrivo di Amorim rappresenta non solo un cambio in panchina, ma anche un segnale chiaro di rinnovamento e progettualità a lungo termine, con l’obiettivo di riportare il Milan stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.
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