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Milan, weekend di fuoco per il vivaio: sfida totale all’Atalanta
Sarà un fine settimana particolarmente intenso per il settore giovanile del Milan, atteso da una serie di impegni che metteranno alla prova diverse categorie rossonere. Il programma evidenzia soprattutto un elemento: la tripla sfida contro l’Atalanta, da sempre uno dei riferimenti più solidi nel panorama dei vivai italiani.
Il confronto tra le due realtà rappresenta molto più di semplici partite. Si tratta infatti di test significativi per valutare il livello di crescita dei giovani talenti, in un contesto competitivo che storicamente produce giocatori di alto profilo. In questo weekend saranno coinvolte più squadre, con incroci diretti che riguardano Under 15, Under 16 e Primavera, tutte impegnate contro i pari età bergamaschi.
Le gare si disputeranno in gran parte presso il centro sportivo rossonero, la PUMA House of Football, diventata negli anni il cuore dell’attività giovanile del club. Qui si concentreranno alcuni degli appuntamenti più attesi, a partire dalle sfide delle categorie nazionali, che rappresentano un passaggio cruciale della stagione.
Non mancano, però, anche altri impegni nel calendario. Oltre al trittico con l’Atalanta, diverse squadre del vivaio saranno coinvolte in partite di campionato contro avversari differenti, tra trasferte e gare casalinghe. Un programma fitto che coinvolge numerose categorie, dai più piccoli fino alle selezioni più vicine al calcio professionistico.
Particolarmente rilevante sarà la gara della Primavera, in programma a inizio settimana, che chiuderà idealmente questo ciclo di sfide. Un appuntamento che potrebbe avere peso anche in ottica classifica e sviluppo dei giocatori più pronti al salto tra i grandi.
Nel complesso, il weekend del settore giovanile rossonero si configura come un vero e proprio banco di prova collettivo. Le sfide contro l’Atalanta, unite agli altri impegni, offriranno indicazioni importanti sul lavoro svolto e sulle prospettive future di un vivaio che continua a rappresentare una risorsa strategica per il club.
IL PROGRAMMA DEL WEEKEND:
SABATO 11 APRILE
- UNDER 13 FEMMINILE: campionato, Rodano FC-Milan, ore 14.00 – Strada Provinciale 182, Fraz. Lucino, Rodano (MI)
- UNDER 10: campionato, Pozzuolo-Milan, ore 14.15 – CS Sandro Pertini, Piazzale Pietro Nenni, Pozzuolo Martesana (MI)
- UNDER 9: campionato, Milan-Accademia Internazionale, ore 15.00 – PUMA House of Football
- UNDER 17: 24ª giornata, Hellas Verona-Milan, ore 15.00 – Antistadio Hellas Verona, Verona
- UNDER 10 FEMMINILE: campionato, Iris 1914-Milan, ore 15.15 – Via Faraday 15, Milano
- UNDER 12: campionato, Aldini-Milan, ore 16.15 – Via Orsini 78/84, Milano
DOMENICA 12 APRILE
- UNDER 15: 25ª giornata, Milan-Atalanta, ore 11.00 – PUMA House of Football
- UNDER 10: campionato, Milan-ASD Football Academy, ore 13.00 – PUMA House of Football
- UNDER 15 FEMMINILE: 8ª giornata, Inter-Milan, ore 13.00 – Konami YDC, via Camillo Sbarbaro 5/7, Milano
- UNDER 11: campionato, Vigor Milano-Milan, ore 14.00 – Comunale Vigorello, via San Michele Del Carso, Paderno Dugnano (MI)
- UNDER 16: 25ª giornata, Milan-Atalanta, ore 15.00 – PUMA House of Football
- UNDER 18: 30ª giornata, Milan-Torino, ore 15.00 – PUMA House of Football
- UNDER 9: campionato, Centro Schiaffino-Milan, ore 17.30 – Via Sondrio 36, Paderno Dugnano (MI)
LUNEDÌ 13 APRILE
- PRIMAVERA MASCHILE: 33ª giornata, Milan-Atalanta, ore 17.00 – PUMA House of Football
MERCOLEDÌ 15 APRILE
- UNDER 17: recupero 23ª giornata, Milan-Monza, ore 16.00 – PUMA House of Football
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Milan, il metodo Amorim convince lo spogliatoio: intensità, dialogo e fiducia al centro del progetto
Ruben Amorim sta lasciando il segno fin dai primi giorni della sua esperienza sulla panchina del Milan.
Il tecnico portoghese non si è limitato a introdurre nuove idee tattiche, ma ha portato anche un diverso modo di gestire il gruppo, basato sul dialogo, sulla fiducia reciproca e sull’attenzione verso ogni singolo calciatore.
Durante il ritiro estivo e la tournée in Australia, l’allenatore ha dimostrato di voler instaurare un rapporto diretto con tutti i componenti della rosa. Non fa distinzioni tra veterani e giovani, dedicando lo stesso tempo e la stessa disponibilità a ciascun giocatore. Un approccio che sta contribuendo a creare un ambiente sereno e partecipativo, nel quale ogni elemento si sente coinvolto nel progetto tecnico.
Un rapporto costruito giorno dopo giorno
Ogni allenamento segue un rituale ben preciso. Amorim e il suo staff arrivano al centro sportivo con largo anticipo per preparare il materiale necessario e organizzare le esercitazioni. Quando i calciatori raggiungono il campo, il tecnico li accoglie personalmente, salutandoli uno a uno e creando fin da subito un clima positivo.
Anche se non padroneggia ancora perfettamente la lingua italiana, il tecnico sta accelerando il proprio percorso di apprendimento perché considera fondamentale comunicare direttamente con lo spogliatoio. Nel frattempo utilizza l’inglese e il linguaggio del corpo, riuscendo comunque a trasmettere con chiarezza le proprie indicazioni.
Prima dell’inizio della seduta, la squadra si riunisce in cerchio per ascoltare il programma di lavoro della giornata. Si tratta di un breve momento di confronto utile per spiegare gli obiettivi dell’allenamento e coinvolgere il gruppo prima di iniziare le esercitazioni.
La tattica è il cuore del lavoro
Sul campo emerge con chiarezza l’identità calcistica che Amorim vuole costruire. Dopo una fase iniziale dedicata alla preparazione atletica, il pallone diventa il protagonista assoluto delle sedute.
L’allenatore insiste in particolare sui movimenti collettivi, sulle distanze tra i reparti e sull’organizzazione sia in fase offensiva sia quando la squadra perde il possesso. L’idea è quella di sviluppare un calcio dinamico, caratterizzato da pressing alto, costruzione ragionata e grande coraggio nell’occupazione degli spazi.
Le esercitazioni vengono ripetute più volte per automatizzare i meccanismi di gioco, ma senza toni esasperati. Amorim preferisce correggere con calma, dialogando con i giocatori e spiegando ogni dettaglio piuttosto che ricorrere a richiami plateali.
Allenamenti intensi, ma più tempo per recuperare
Un’altra novità riguarda la gestione della giornata. Il Milan svolge una sola seduta quotidiana, particolarmente intensa e ricca di contenuti, lasciando però ai calciatori diverse ore libere per recuperare energie fisiche e mentali.
La filosofia del tecnico è quella di evitare un’eccessiva pressione fin dall’estate. Per questo motivo non sono previsti lunghi ritiri in isolamento: quando possibile, i giocatori possono trascorrere il tempo libero con le proprie famiglie o dedicarsi al relax. Anche durante la permanenza in Australia sono stati programmati momenti lontani dal campo, con l’obiettivo di favorire l’equilibrio del gruppo e affrontare una stagione che si preannuncia lunga e impegnativa.
Il metodo Amorim sembra quindi fondarsi su un equilibrio tra disciplina e libertà, intensità e serenità. Un modello che, almeno in questa prima fase della preparazione, sta raccogliendo segnali positivi e contribuendo a rafforzare lo spirito di squadra del nuovo Milan.
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Milan, Gimenez verso l’addio? Cambia la valutazione e la Lazio osserva
Santiago Gimenez potrebbe essere uno dei protagonisti delle prossime settimane di calciomercato.
L’attaccante messicano, rientrato a Milanello dopo gli impegni con la propria Nazionale, è chiamato a convincere il nuovo tecnico Ruben Amorim, ma il suo spazio all’interno della rosa rossonera appare sempre più ridotto.
L’arrivo di Gonçalo Ramos ha aumentato la concorrenza nel reparto offensivo, mentre la conferma di Francesco Camarda rappresenta un’ulteriore scelta in prospettiva per il Milan. In un sistema di gioco che prevede un’unica punta centrale, Gimenez rischia quindi di partire indietro nelle gerarchie, rendendo più concreto uno scenario di cessione prima della chiusura del mercato estivo.
Il Milan fissa una nuova valutazione
Acquistato dal Feyenoord nel gennaio 2025 per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, il centravanti ha vissuto una stagione complicata tra prestazioni al di sotto delle aspettative e un lungo stop causato da un infortunio alla caviglia. Anche le recenti apparizioni con la Nazionale messicana non hanno contribuito a rilanciarne le quotazioni.
Per questo motivo la dirigenza rossonera starebbe valutando eventuali offerte, con l’obiettivo di trovare una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Una cessione vicina al valore di bilancio consentirebbe infatti al club di limitare l’impatto dell’investimento effettuato e, in determinate condizioni, anche di registrare una plusvalenza.
La Lazio segue la situazione
Tra le società interessate al classe 2001 figura anche la Lazio, alla ricerca di un nuovo centravanti per il progetto tecnico guidato da Gennaro Gattuso. Il profilo di Gimenez è ritenuto interessante, ma al momento non si è ancora passati a una vera trattativa.
Il principale ostacolo riguarda la formula dell’operazione. Il Milan preferirebbe una cessione a titolo definitivo, mentre il club biancoceleste valuterebbe con maggiore interesse un prestito, magari con diritto o obbligo di riscatto a determinate condizioni.
Agosto sarà decisivo
Le prossime settimane saranno fondamentali per definire il destino dell’attaccante messicano. Gimenez continua a sperare di conquistare spazio con la maglia rossonera, ma molto dipenderà dalle decisioni della società e dall’eventuale arrivo di offerte convincenti. Con il mercato ancora aperto, il suo futuro resta tutto da scrivere e agosto potrebbe rappresentare il mese decisivo per capire se proseguirà l’avventura al Milan oppure inizierà una nuova esperienza in Serie A o all’estero.
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Addio a Franco Baresi, il difensore che ha trasformato il numero 6 in un simbolo
Per molti appassionati di calcio, il ruolo del difensore ha assunto un significato diverso grazie a Franco Baresi.
In un’epoca in cui l’attenzione era quasi sempre rivolta ai grandi bomber, il capitano del Milan dimostrò che una partita poteva essere decisa anche dall’intelligenza tattica, dalla leadership e dalla capacità di leggere il gioco con qualche secondo di anticipo rispetto agli avversari.
Chi ha iniziato a seguire il calcio tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta ricorda perfettamente quanto il suo nome fosse sinonimo di affidabilità. Osservare Baresi significava capire che difendere non era soltanto contrastare gli attaccanti, ma organizzare l’intero reparto arretrato, guidare i compagni e impostare l’azione fin dal primo pallone.
La forza dell’intelligenza calcistica
Uno degli aspetti che rendevano speciale Franco Baresi era la capacità di annullare anche gli attaccanti più forti del panorama mondiale. Le sue prestazioni non erano frutto della sola tecnica, ma soprattutto di una straordinaria lettura delle situazioni di gioco. Anticipi, posizionamento e senso del tempo gli permettevano spesso di risolvere le azioni prima ancora che diventassero pericolose.
Tra gli episodi più ricordati della sua carriera resta la finale del Mondiale del 1994. Nonostante fosse appena rientrato da un infortunio al ginocchio, riuscì a disputare una gara di altissimo livello contro il Brasile, limitando anche campioni del calibro di Romário e confermando ancora una volta il proprio valore internazionale.
Il simbolo del Milan
Sotto la guida di Arrigo Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi divenne il leader indiscusso di una delle squadre più forti della storia del calcio. La sua presenza trasmetteva sicurezza a tutto il reparto difensivo e contribuì in modo determinante ai successi conquistati dal club rossonero in Italia e in Europa.
In quegli anni sulle maglie non comparivano ancora i cognomi dei giocatori. Eppure bastava vedere il numero 6 del Milan per sapere immediatamente chi fosse in campo. Quel numero è diventato parte della sua identità, al punto da rappresentare ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della storia rossonera.
Un’eredità destinata a rimanere
Franco Baresi ha lasciato un segno che va ben oltre i trofei conquistati. Ha insegnato che un grande difensore può influenzare una partita quanto un attaccante, facendo della disciplina, dell’eleganza e della visione di gioco le proprie armi migliori. Ancora oggi il suo nome viene citato come modello per chiunque voglia interpretare il ruolo con intelligenza e personalità, dimostrando che la vera grandezza non si misura soltanto con i gol, ma anche con la capacità di guidare una squadra e di entrare nella storia del calcio.
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