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Milan, Ibrahimovic torna a Milanello: presente all’allenamento, mercoledì sarà a San Siro
Zlatan Ibrahimovic è tornato a Milanello.
Dopo più di sei mesi di assenza dal centro sportivo rossonero, il Senior Advisor di RedBird ha fatto nuovamente la sua comparsa al fianco della squadra. Si tratta di un ritorno significativo, soprattutto considerando le tensioni che avevano caratterizzato il rapporto con Massimiliano Allegri nella parte conclusiva della scorsa stagione.
La presenza dello svedese non rappresenta però una sorpresa assoluta sul fronte societario. Nonostante la sua lontananza dalla quotidianità di Milanello, infatti, i rapporti con Gerry Cardinale e con RedBird sono rimasti attivi. Ibrahimovic ha continuato a mantenere un ruolo di consulenza all’interno del progetto rossonero, seppur con modalità differenti rispetto al passato.
Ibrahimovic osserva da vicino il lavoro della squadra
Come riferito da Sky, l’ex attaccante ha seguito direttamente l’allenamento della formazione guidata da Ruben Amorim, osservando il lavoro svolto dalla squadra a bordo campo.
La visita rappresenta quindi un segnale di riavvicinamento alla quotidianità del club e potrebbe anticipare una presenza ancora più importante in occasione del prossimo impegno europeo. Ibrahimovic è infatti atteso mercoledì a San Siro, quando il Milan affronterà il Benfica nella prima giornata della fase a campionato di Europa League.
Nessun ritorno alla gestione operativa del club
La presenza di Ibrahimovic non deve però essere interpretata come un ritorno a un ruolo decisionale diretto. La struttura societaria del Milan è oggi saldamente nelle mani di Cardinale, affiancato dall’amministratore delegato Calvelli.
Lo svedese ha quindi ridimensionato il proprio coinvolgimento rispetto alla precedente fase della sua esperienza dirigenziale, quando aveva avuto una partecipazione più evidente nelle dinamiche interne del club. Non è lui, dunque, a prendere le decisioni definitive sulle principali figure societarie e sportive.
La sua opinione continua ad avere un peso
Pur non occupando una posizione di comando, Ibrahimovic resta una figura importante per il Milan. La lunga esperienza maturata all’interno dell’ambiente rossonero e il rapporto costruito con la proprietà fanno sì che il suo punto di vista continui ad avere un certo valore.
Il ritorno a Milanello va letto quindi soprattutto come un nuovo capitolo nel rapporto tra lo svedese e il club. Una presenza che potrebbe diventare più frequente nelle prossime settimane, senza però modificare gli attuali equilibri decisionali della società.
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Milan, il derby è rossonero: 3-1 all’Inter. Moreira incanta, Maignan è decisivo
Il derby della Madonnina si tinge di rossonero. Il Milan supera l’Inter per 3-1 e riscatta la recente battuta d’arresto contro il Bologna, conquistando tre punti importanti anche per la classifica.
Grazie a questo successo, la squadra rossonera si porta a quattro lunghezze dai rivali nerazzurri, al termine di una sfida ricca di occasioni, episodi e momenti di grande intensità.
A fare la differenza sono soprattutto l’efficacia del Milan nelle prime fasi della gara e la capacità di resistere alla pressione avversaria. Christian Pulisic e Adrien Rabiot firmano il doppio vantaggio iniziale, mentre Alessandro Bastoni riaccende le speranze dell’Inter. A spegnere definitivamente le ambizioni nerazzurre ci pensa Moreira, protagonista di una prestazione straordinaria, impreziosita da una punizione vincente e da due assist.
Un contributo fondamentale arriva anche da Mike Maignan, autore di interventi determinanti nei momenti più complicati della partita.
Avvio da incubo per l’Inter: Pulisic e Rabiot colpiscono
La formazione nerazzurra si trova ancora una volta a dover fare i conti con un inizio di partita poco convincente. Il Milan ne approfitta immediatamente, mostrando maggiore concretezza e sfruttando le disattenzioni difensive degli avversari.
Il primo gol nasce da un’iniziativa di Moreira sulla corsia destra. Il belga supera Carlos Augusto e mette un pallone interessante in area, dove Pulisic è pronto a intervenire sfruttando l’errore di posizionamento di Bisseck. Il vantaggio rossonero arriva così nelle prime battute, costringendo l’Inter a rincorrere.
La squadra di Chivu non riesce a ritrovare subito equilibrio e subisce anche il raddoppio. Su un calcio d’angolo battuto da Moreira, la difesa nerazzurra perde di vista Rabiot, che si ritrova libero di colpire e porta il risultato sul 2-0.
Due reti che evidenziano le difficoltà dell’Inter nella gestione delle situazioni difensive e premiano la maggiore lucidità del Milan, capace di sfruttare al meglio le occasioni costruite.
Bastoni riapre la partita, ma Maignan salva il Milan
Dopo il doppio svantaggio, l’Inter reagisce e aumenta la pressione offensiva. I nerazzurri iniziano a occupare stabilmente la metà campo avversaria, costringendo il Milan ad abbassarsi e a difendere il risultato.
La rete che riapre l’incontro arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Akanji trova Bastoni, che riesce a battere Maignan e a riportare l’Inter in partita sul 2-1. Il gol restituisce fiducia alla squadra di Chivu, che prova a sfruttare il momento favorevole per completare la rimonta.
Per lunghi tratti, il Milan è costretto a difendersi dagli attacchi nerazzurri. In questa fase emerge soprattutto Maignan, che conferma il proprio valore con interventi di grande qualità. Particolarmente importante la parata sul tentativo ravvicinato di Spence, arrivato dopo una disattenzione difensiva di de Winter.
Il portiere francese si dimostra decisivo nel mantenere il vantaggio rossonero, resistendo alla pressione di un’Inter che, nonostante il dominio territoriale in diversi momenti, fatica a trasformare le occasioni in gol.
Moreira firma una punizione spettacolare e allontana la rimonta
Nel momento in cui l’Inter sembra poter trovare il pareggio, il Milan piazza il colpo che cambia nuovamente l’inerzia della sfida. Moreira recupera un pallone perso da Barella e conquista una posizione interessante al limite dell’area.
Il belga si incarica della punizione e disegna una traiettoria vincente, riportando i rossoneri sul doppio vantaggio. Una conclusione di grande qualità che vale il 3-1 e rende ancora più complicata la missione della formazione nerazzurra.
La prestazione di Moreira assume così un valore particolare: oltre alla rete su calcio piazzato, il giocatore aveva già partecipato attivamente alle prime due marcature con altrettanti assist. Una serata da protagonista assoluto, vissuta sotto gli occhi di Kakà, presente per assistere al derby.
Il gol rappresenta anche una mazzata psicologica per l’Inter, che aveva investito molte energie nel tentativo di rientrare in partita.
Secondo tempo, l’Inter attacca ma il Milan resiste
Nella ripresa, la squadra di Chivu continua a cercare una rete che possa riaprire definitivamente l’incontro. Il possesso palla resta prevalentemente nerazzurro, ma la manovra offensiva non produce occasioni sufficienti per mettere seriamente in discussione il risultato.
Il Milan si difende con attenzione e cerca di sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari. Una delle situazioni più pericolose nasce da un’invenzione di Calhanoglu per Carlos Augusto, che riesce a inserirsi alle spalle di Moreira e a creare apprensione nella retroguardia rossonera.
L’episodio più discusso arriva quando l’arbitro Guida assegna un calcio di rigore all’Inter per un presunto tocco di mano di Gila su un cross di Mkhitaryan. Dopo il controllo al monitor e la revisione dell’azione, la decisione viene però modificata: il pallone aveva colpito il petto del difensore, che non aveva commesso fallo di mano.
La decisione evita al Milan un ulteriore pericolo e lascia l’Inter senza una delle occasioni potenzialmente più importanti per riaprire la partita.
I cambi non bastano: il Milan conquista il derby
Nel finale, Chivu prova a cambiare le carte in tavola inserendo Bonny e Pio Esposito, con l’obiettivo di aumentare il peso offensivo della squadra. L’Inter continua a cercare spazi, ma il Milan riesce a gestire il vantaggio senza concedere opportunità sufficienti per riaprire la contesa.
L’ultima occasione significativa capita a Cisse, entrato al posto di Pulisic. Il tentativo viene però neutralizzato da Martinez, che impedisce ai rossoneri di aumentare ulteriormente il divario.
Al triplice fischio, la festa è tutta milanista. La squadra rossonera conquista una vittoria importante sia per il morale sia per la classifica, mentre l’Inter deve fare i conti con un altro derby senza successo.
Per i nerazzurri sale a otto il numero delle stracittadine consecutive senza vittorie, con l’ultimo successo che risale a 922 giorni prima, quando sulle rispettive panchine sedevano Simone Inzaghi e Stefano Pioli.
Le chiavi della partita: concretezza, qualità e un Maignan insuperabile
Il successo del Milan nasce dalla capacità di sfruttare le occasioni nei momenti decisivi. I rossoneri colpiscono due volte in avvio, resistono alla reazione avversaria e trovano con Moreira la giocata che mette al sicuro il risultato.
L’Inter, invece, paga soprattutto le disattenzioni difensive iniziali e la difficoltà nel concretizzare la pressione esercitata dopo il gol di Bastoni. La squadra di Chivu produce una reazione importante, ma non riesce a superare con sufficiente continuità l’organizzazione difensiva avversaria.
Tra i protagonisti della serata spiccano Moreira, determinante con un gol e due assist, e Maignan, decisivo con le sue parate. Pulisic e Rabiot completano il quadro di una prestazione rossonera concreta ed efficace.
Il Milan si prende così il derby con un convincente 3-1 e manda un segnale importante al campionato. Per l’Inter, invece, resta la delusione per una rimonta soltanto accarezzata e per una stracittadina che continua a sfuggire.
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Milan-Inter, le formazioni ufficiali del derby: le scelte di Amorim e Chivu
È tutto pronto per il derby di Milano, uno degli appuntamenti più attesi del campionato. Milan e Inter si preparano a scendere in campo per la decima giornata, con i rispettivi allenatori, Ruben Amorim e Cristian Chivu, che hanno definito gli undici titolari e i giocatori destinati a partire dalla panchina. Le due squadre si presentano alla sfida con moduli differenti, ciascuno pensato per valorizzare le caratteristiche dei propri interpreti.
Milan, ecco l’undici scelto da Amorim
Il Milan si schiera con il 4-4-1-1. Tra i pali ci sarà Maignan, protetto da una linea difensiva composta da Gila, De Winter, Pavlovic e Diawara. A centrocampo spazio a Moreira, Musah, Modric e Pulisic, chiamati a garantire equilibrio, qualità nella gestione del pallone e supporto alla fase offensiva.
Rabiot agirà alle spalle dell’unica punta Ramos, con il compito di collegare il reparto centrale con l’attacco e contribuire alla costruzione delle occasioni da gol.
La panchina rossonera: Bouyer, Torriani, Estupinan, Hutchinson, Comotto, Jashari, Bartesaghi, Vladimirov, Ossola, Terracciano, Perera, Menon, Vos, Cisse e Camarda.
Inter, Chivu punta sul 3-4-2-1
Sul fronte nerazzurro, Cristian Chivu opta per un 3-4-2-1, una disposizione che permette di presidiare il centrocampo e sfruttare gli spazi sulle corsie esterne.
J. Martinez sarà il portiere titolare, con Bisseck, Akanji e Bastoni a formare il terzetto difensivo. Sulle fasce agiranno Spence e Carlos Augusto, mentre Barella e Calhanoglu occuperanno le zone centrali della mediana.
Alle spalle dell’unica punta Thuram si muoveranno Diouf e Sucic, incaricati di sostenere l’attaccante e creare opportunità offensive attraverso inserimenti e combinazioni negli ultimi metri.
Le alternative a disposizione di Chivu: Di Gennaro, Taho, Stankovic, Zielinski, Bonny, Mkhitaryan, Dimarco, Bovio, Mosconi, Jakirovic, Lavelli ed Esposito.
La squadra arbitrale del derby
La direzione dell’incontro è stata affidata all’arbitro Guida, assistito da Peretti e Perrotti. Il ruolo di quarto ufficiale spetterà a Di Bello, mentre Mazzoleni sarà al VAR, affiancato da Camplone nel ruolo di AVAR.
Le formazioni sono dunque definite: Milan e Inter si preparano ad affrontare una partita importante per il proprio percorso in campionato, in una sfida nella quale le scelte tattiche dei due tecnici potrebbero rivelarsi decisive.
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Cardinale: “Voglio questo derby più di ogni cosa. Stiamo riportando il club a essere vincente”
Per avvicinarsi alla sfida, Cardinale ha organizzato a Milano una cena privata alla quale hanno partecipato alcune leggende e figure storiche del Milan. Un’occasione per ritrovare personalità che hanno contribuito ai successi della società e raccogliere il loro punto di vista su come riportare la squadra ai vertici del calcio.
Al termine dell’incontro, il proprietario rossonero ha scambiato alcune battute con il giornalista Carlo Pellegatti, manifestando apertamente la propria voglia di conquistare il derby.
Cardinale non si nasconde: “Voglio il derby più di ogni cosa”
L’attesa per la partita contro l’Inter è particolarmente sentita dal numero uno di RedBird, che ha descritto con entusiasmo la serata trascorsa insieme agli storici protagonisti del mondo milanista.
“Notte fantastica, avevamo gente del Milan riunirsi a sostegno del Milan. Domani è una grande partita, come sai. È una lunga stagione, è il nostro derby di casa e lo voglio più di ogni altra cosa e sarò distrutto se non vinceremo”.
Parole che testimoniano quanto Cardinale tenga alla sfida contro i nerazzurri, considerata un appuntamento fondamentale anche sul piano emotivo. Il patron, tuttavia, ha precisato che il suo compito è mantenere lucidità e trasmettere equilibrio all’ambiente, senza lasciarsi trascinare eccessivamente dalla tensione della vigilia.
“Il mio compito è mantenere tutto concentrato”
La volontà di vincere non deve trasformarsi in un fattore di pressione negativa. Cardinale ha spiegato di voler garantire una leadership solida, capace di accompagnare la squadra verso l’obiettivo attraverso concentrazione e determinazione.
“Il mio lavoro non è aumentare le emozioni, il mio lavoro è mantenere tutto fermo e concentrato. Fornire la leadership in modo da fare quello che dobbiamo. Domani dobbiamo vincere per i primi 45 minuti e per i successivi. È il calcio. Il mio lavoro è avere le mani ferme e fare il possibile per vincere”.
Un messaggio che punta a trasmettere sicurezza in un momento importante della stagione, con il derby che rappresenta una delle occasioni più attese dal popolo rossonero.
Il progetto RedBird: riportare il Milan ai successi
Durante la serata dedicata alle vecchie glorie milaniste, Cardinale ha avuto modo di confrontarsi con personalità che conoscono bene il significato di vincere con questa maglia. La loro presenza è stata particolarmente significativa per il proprietario, che ha ribadito la propria intenzione di restituire al club la mentalità dei grandi successi.
“Oggi c’erano leggende che sanno come vincere e significa tanto per me che queste persone siano tornate e credano in quello che voglio fare. Stiamo riportando il Milan, questa passione, questo amore per vincere”.
L’obiettivo dichiarato è quindi quello di ricostruire un’identità vincente, facendo leva sulla storia e sulla passione che da sempre accompagnano il club rossonero.
Fiducia in Amorim: “Sta facendo un ottimo lavoro”
Cardinale ha poi rivolto l’attenzione a Ruben Amorim, confermandogli piena fiducia e invitando tutte le componenti dell’ambiente milanista a sostenere il lavoro dell’allenatore.
Il proprietario ha chiamato in causa tifosi, stampa e società, sottolineando come la compattezza sia fondamentale per raggiungere i traguardi prefissati.
“Dobbiamo restare uniti. L’ho detto sulla situazione dei biglietti dell’Udinese, l’ho ripetuto, Tutti, i tifosi, la stampa, tutti devono supportare il Milan, uniamoci e rendiamo questo possibile. Ruben sta facendo un ottimo lavoro, ho fatto un’ottima scelta. Gli importa davvero. Sta allenando, sta facendo da mentore e ti dirò, ho incontrato ognuno dei giocatori, vogliono vincere”.
Parole che confermano il sostegno del numero uno rossonero al tecnico, considerato una figura centrale nel progetto di rilancio. Cardinale ha inoltre raccontato di aver incontrato personalmente i calciatori, riscontrando in ciascuno di loro la stessa ambizione.
“È solo una questione di tempo”: Cardinale crede nel gruppo
In conclusione, il patron ha ribadito la propria convinzione sulle potenzialità della squadra. Secondo Cardinale, la volontà di tornare a vincere è condivisa da tutto il gruppo e dal suo allenatore: serve soltanto proseguire lungo il percorso intrapreso.
“Li ho guardati negli occhi e ti sto dicendo che vogliono vincere. È solo una questione di tempo. O vuoi vincere, o non vuoi vincere. Io voglio vincere, i ragazzi lo vogliono così come Amorim”.
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