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Milan, risoluzione nello staff: Filippi e Corradi verso l’addio, clima teso con Allegri
Il Milan continua a vivere una fase di profondi cambiamenti interni legati alla riorganizzazione tecnica e dello staff.
Nelle ultime ore sarebbe stato raggiunto un accordo per la risoluzione dei contratti di due figure importanti dell’area tecnica, Filippi e Corradi, destinati a lasciare il progetto rossonero e a intraprendere nuove esperienze professionali altrove. La decisione rientra in un più ampio processo di revisione dello staff avviato dal club dopo la fine della stagione.
I due collaboratori, molto vicini al lavoro quotidiano dell’area tecnica, non proseguiranno quindi la loro avventura a Milanello. Si tratta di un’uscita che conferma la volontà della società di ridisegnare l’intero assetto organizzativo, intervenendo su più livelli per costruire un gruppo di lavoro più in linea con le nuove esigenze del progetto sportivo.
Parallelamente, però, emergono anche alcune tensioni interne legate alla gestione tecnica complessiva. Il rapporto tra la dirigenza e Massimiliano Allegri non sarebbe del tutto privo di attriti, con alcune divergenze di vedute che riguardano la struttura dello staff e l’impostazione del lavoro quotidiano. Non si tratterebbe di una rottura, ma di normali frizioni tipiche delle fasi di transizione, in cui ogni componente cerca di definire con precisione il proprio ruolo.
Il nuovo corso rossonero punta a una maggiore razionalizzazione delle figure operative, con l’obiettivo di rendere più snella ed efficace la catena decisionale. In questo contesto, anche le scelte sui collaboratori diventano parte integrante di una strategia più ampia che riguarda non solo il campo, ma anche l’organizzazione interna del club.
La sensazione è che il Milan stia entrando in una fase di profonda ridefinizione, dove ogni tassello viene valutato attentamente per costruire un equilibrio stabile tra società, staff tecnico e area sportiva. Le prossime settimane chiariranno se questi cambiamenti porteranno a una maggiore stabilità o se emergeranno ulteriori aggiustamenti all’interno del progetto.
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Milan, la “colonia” azzurra si allarga: rossoneri protagonisti con l’Italia U19 all’Europeo
Il Milan continua a confermarsi una delle società più rappresentate nel percorso delle Nazionali giovanili italiane.
Anche per l’Europeo Under 19, in programma tra fine giugno e metà luglio in Galles, il club rossonero avrà diversi suoi talenti impegnati con la maglia azzurra, a testimonianza della qualità del lavoro svolto nel settore giovanile.
Il commissario tecnico Alberto Bollini ha infatti inserito nella lista dei convocati due giocatori di proprietà del Milan: Emanuele Sala e Christian Comotto, entrambi centrocampisti considerati elementi importanti nel progetto della Nazionale di categoria. I due giovani faranno parte del gruppo che affronterà la fase finale del torneo continentale, dove l’Italia è inserita in un girone competitivo insieme a Serbia, Croazia e Ucraina.
L’esordio degli Azzurrini è già alle porte: la prima sfida è in programma lunedì contro la Serbia, un test subito impegnativo che potrà dare indicazioni importanti sulle ambizioni della squadra. Successivamente, il cammino proseguirà con le gare contro Croazia e Ucraina, decisive per la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.
La presenza di più giocatori cresciuti nel vivaio rossonero conferma una tendenza ormai consolidata: il Milan continua a essere uno dei poli più importanti per la formazione di talenti italiani, con diversi elementi che trovano spazio nelle selezioni giovanili azzurre. Un segnale che riguarda non solo il presente, ma anche la prospettiva futura del club e della Nazionale.
Per Sala e Comotto l’Europeo rappresenta un’occasione fondamentale: mettersi in mostra in una competizione internazionale significa accelerare il proprio percorso di crescita e attirare ulteriormente l’attenzione dello staff tecnico rossonero. L’obiettivo è chiaro: essere protagonisti sia con l’Italia U19 sia, in prospettiva, nel progetto della prima squadra del Milan.
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Milan, Modric resta in sospeso: tutto rinviato dopo il Mondiale, permanenza ancora possibile
Il futuro di Luka Modric resta uno dei temi più delicati in casa Milan, con la situazione contrattuale del centrocampista croato ancora completamente aperta.
Nonostante la sua esperienza e il peso specifico all’interno della squadra, ogni decisione sul prolungamento del rapporto con il club rossonero è stata rimandata a dopo il Mondiale, momento chiave per definire le prossime tappe della sua carriera.
Il giocatore, attualmente impegnato con la Nazionale, ha scelto di non prendere alcuna decisione definitiva prima della conclusione della competizione internazionale. Solo al termine del torneo, infatti, è previsto un confronto diretto con la dirigenza del Milan e con lo staff tecnico guidato da Rúben Amorim, per valutare con calma il progetto e capire se ci siano le condizioni per proseguire insieme.
Secondo le ultime indicazioni, la permanenza di Modric non è affatto da escludere. Il croato si è integrato bene nell’ambiente milanista e ha mantenuto un ruolo centrale anche nel corso della stagione, dimostrando di poter ancora incidere ad alti livelli nonostante l’età e il minutaggio da gestire con attenzione.
Il nodo principale riguarda la programmazione futura del club e la volontà di capire quale sarà il ruolo del giocatore all’interno del nuovo ciclo tecnico. Il Milan, dal canto suo, non ha fretta di chiudere la questione, preferendo attendere il rientro del centrocampista per avere un quadro completo della situazione.
La sensazione è che tutto dipenderà dall’esito del confronto post-Mondiale: solo allora si capirà se quella tra Modric e il Milan potrà essere ancora una storia da proseguire o se si avvicinerà alla sua conclusione naturale. Per ora, il destino del croato resta in equilibrio.
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Milan “portoghese”: Amorim guida la rivoluzione con Leao e Ramos
Il Milan di Rúben Amorim sta prendendo forma con una chiara impronta internazionale, ma soprattutto con una forte componente portoghese.
Il nuovo allenatore rossonero, arrivato per inaugurare un ciclo tecnico moderno e offensivo, sta incidendo in modo diretto sulle scelte di mercato, indirizzando la dirigenza verso profili ben conosciuti e funzionali alla sua idea di gioco.
Il primo segnale forte è arrivato con l’operazione Gonçalo Ramos. L’attaccante del Paris Saint-Germain è destinato a diventare il nuovo punto di riferimento offensivo del Milan, grazie a un investimento enorme che conferma la volontà del club di tornare a competere ai massimi livelli. Un affare strutturato attorno a una cifra record, con bonus che portano l’operazione ben oltre le valutazioni tradizionali del club rossonero.
Accanto a lui, il progetto tecnico ruota sempre di più attorno a Rafael Leao, considerato uno dei leader tecnici della squadra e possibile connessione naturale con il nuovo centravanti. L’idea di Amorim è quella di costruire un attacco fluido, dinamico, con giocatori capaci di alternare profondità e gioco tra le linee, valorizzando la qualità nei duelli individuali e la velocità nelle transizioni.
Un ruolo centrale lo sta avendo anche Jorge Mendes, agente influente e figura chiave nei rapporti tra club e mercato portoghese. La sua presenza facilita l’apertura di trattative e la gestione di operazioni complesse, rendendo il Milan sempre più collegato a una rete di talenti provenienti dalla Liga Portugal e dalla Nazionale lusitana.
Secondo la nuova impostazione, non si tratta solo di singoli acquisti, ma di una vera e propria direzione tecnica. Amorim vuole un gruppo riconoscibile, con automatismi chiari e un’identità precisa, e la “colonia portoghese” diventa uno dei pilastri su cui costruire il nuovo ciclo rossonero.
Il risultato è un Milan che cambia pelle: meno frammentato, più coerente nelle scelte e sempre più orientato verso una filosofia condivisa tra panchina e mercato.
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