I nostri Social

News

Gabbia carica il Milan: “Allegri è un fuoriclasse, vogliamo che resti”

Pubblicato

il

Fiorentina

Dopo quasi due mesi lontano dal campo, Matteo Gabbia è pronto a tornare protagonista con il Milan. Il difensore centrale, fermato da un intervento per ernia inguinale, si prepara a riprendersi una maglia da titolare nella sfida contro l’Hellas Verona, in un momento particolarmente delicato per i rossoneri.

Il suo rientro arriva infatti in una fase complicata della stagione, con la squadra reduce da risultati negativi e chiamata a reagire. Lo stesso Gabbia ha raccontato il percorso di recupero e le difficoltà affrontate: “Sicuramente sto meglio. Ho affrontato un periodo abbastanza difficile, anche perché è stata la mia prima operazione, è stato un conoscere anche il corpo in questo periodo dove sono migliorato sotto alcuni aspetti della gestione del mio fisico. Devo ringraziare tanto lo staff, i fisioterapisti e tutte le persone che mi sono state vicine”.

Nonostante il momento complicato, il difensore invita alla calma e alla lucidità: “In queste ultime settimane i risultati non sono stati dei migliori, ma dobbiamo essere bravi e consapevoli che la stagione non è assolutamente finita e che abbiamo davanti un momento importante per concludere al meglio questa annata. I motivi del calo? Io credo sia stato un misto di cose. In un anno ci sono dei momenti in cui si può andare più in difficoltà e i risultati non arrivano più come in precedenza. Bisogna essere bravi a rimanere lucidi e calmi e avere quella forza che hanno i grandi campioni, e con grandi campioni intendo come il mister. Dobbiamo avere fiducia nel lavoro che abbiamo fatto e che stiamo facendo, sono sicuro che questa cosa qui ci aiuterà a uscire da questa parentesi negativa per tornare a fare quello che abbiamo fatto per gran parte di quest’anno”.

Gabbia ha poi respinto le critiche legate a moduli e atteggiamento, ribadendo la totale fiducia nel tecnico: “Ci sono state tante chiacchiere sul modulo che sono arrivate da fuori, ma poi bisogna sempre capire chi dice le cose e perché dice determinate cose. Noi siamo con il mister a 360 gradi. Se ci dice di giocare 1-9, 9-1 o 8-2, noi cerchiamo di farlo al meglio. Noi dobbiamo solo pensare a fare il meglio possibile e avere la lucidità e la forza di seguire i suoi dettami che ci hanno portato a tante cose positive quest’anno. Non so se questa lettura (il crollo emotivo dopo la fine dei sogni Scudetto, ndr) può essere o meno corretta. In un anno ci sono momenti in cui sei più o meno brillante e si creano situazioni che magari coincidono col momento in cui la prima della classifica si stacca un po’. Ma la situazione è questa, non dobbiamo continuare a pensare a quello che poteva essere o pensare a come poteva andare una certa partita, dobbiamo pensare solo a cosa fare da qui alla fine”.

Parole di grande stima anche per Massimiliano Allegri, al centro di voci sul futuro: “Il mister è un fuoriclasse,tutti lo pensiamo all’interno del gruppo. Ha una gestione dei momenti, belli o brutti, incredibile. Sa sempre che corde toccare, poi sta a noi che scendiamo in campo cercare di assimilare le sue richieste, ma è stata una figura importantissima quest’anno. La sua permanenza è il desiderio di tutta la squadra, non lo penso solo io. Ora parlo a nome di tutto il gruppo: siamo tutti ultra felici del mister e speriamo che possa rimanere con noi per moltissimo tempo. Lui ha capacità e la lucidità di capire i momenti. Nei momenti negativi sa quando deve entrare duro e quando invece deve smorzare la situazione, cosa fare nei momenti di tensione… Ha la capacità di non far mai sentire la squadra in quel momento lì inferiore, fa sempre rendere tutti al massimo. La preparazione della partita mi ha onestamente sorpreso. L’avevo già detto, lui la maggior parte delle volte, quando prepara la partita, ci dice delle situazioni che poi effettivamente vanno a ricrearsi durante la gara perfettamente come ce le ha dette”.

News

Milan, il metodo Amorim convince lo spogliatoio: intensità, dialogo e fiducia al centro del progetto

Pubblicato

il

Amorim

Ruben Amorim sta lasciando il segno fin dai primi giorni della sua esperienza sulla panchina del Milan.

Il tecnico portoghese non si è limitato a introdurre nuove idee tattiche, ma ha portato anche un diverso modo di gestire il gruppo, basato sul dialogo, sulla fiducia reciproca e sull’attenzione verso ogni singolo calciatore.

Durante il ritiro estivo e la tournée in Australia, l’allenatore ha dimostrato di voler instaurare un rapporto diretto con tutti i componenti della rosa. Non fa distinzioni tra veterani e giovani, dedicando lo stesso tempo e la stessa disponibilità a ciascun giocatore. Un approccio che sta contribuendo a creare un ambiente sereno e partecipativo, nel quale ogni elemento si sente coinvolto nel progetto tecnico.

Un rapporto costruito giorno dopo giorno

Ogni allenamento segue un rituale ben preciso. Amorim e il suo staff arrivano al centro sportivo con largo anticipo per preparare il materiale necessario e organizzare le esercitazioni. Quando i calciatori raggiungono il campo, il tecnico li accoglie personalmente, salutandoli uno a uno e creando fin da subito un clima positivo.

Anche se non padroneggia ancora perfettamente la lingua italiana, il tecnico sta accelerando il proprio percorso di apprendimento perché considera fondamentale comunicare direttamente con lo spogliatoio. Nel frattempo utilizza l’inglese e il linguaggio del corpo, riuscendo comunque a trasmettere con chiarezza le proprie indicazioni.

Prima dell’inizio della seduta, la squadra si riunisce in cerchio per ascoltare il programma di lavoro della giornata. Si tratta di un breve momento di confronto utile per spiegare gli obiettivi dell’allenamento e coinvolgere il gruppo prima di iniziare le esercitazioni.

La tattica è il cuore del lavoro

Sul campo emerge con chiarezza l’identità calcistica che Amorim vuole costruire. Dopo una fase iniziale dedicata alla preparazione atletica, il pallone diventa il protagonista assoluto delle sedute.

L’allenatore insiste in particolare sui movimenti collettivi, sulle distanze tra i reparti e sull’organizzazione sia in fase offensiva sia quando la squadra perde il possesso. L’idea è quella di sviluppare un calcio dinamico, caratterizzato da pressing alto, costruzione ragionata e grande coraggio nell’occupazione degli spazi.

Le esercitazioni vengono ripetute più volte per automatizzare i meccanismi di gioco, ma senza toni esasperati. Amorim preferisce correggere con calma, dialogando con i giocatori e spiegando ogni dettaglio piuttosto che ricorrere a richiami plateali.

Allenamenti intensi, ma più tempo per recuperare

Un’altra novità riguarda la gestione della giornata. Il Milan svolge una sola seduta quotidiana, particolarmente intensa e ricca di contenuti, lasciando però ai calciatori diverse ore libere per recuperare energie fisiche e mentali.

La filosofia del tecnico è quella di evitare un’eccessiva pressione fin dall’estate. Per questo motivo non sono previsti lunghi ritiri in isolamento: quando possibile, i giocatori possono trascorrere il tempo libero con le proprie famiglie o dedicarsi al relax. Anche durante la permanenza in Australia sono stati programmati momenti lontani dal campo, con l’obiettivo di favorire l’equilibrio del gruppo e affrontare una stagione che si preannuncia lunga e impegnativa.

Il metodo Amorim sembra quindi fondarsi su un equilibrio tra disciplina e libertà, intensità e serenità. Un modello che, almeno in questa prima fase della preparazione, sta raccogliendo segnali positivi e contribuendo a rafforzare lo spirito di squadra del nuovo Milan.

Continua a leggere

News

Milan, Gimenez verso l’addio? Cambia la valutazione e la Lazio osserva

Pubblicato

il

Santiago Gimenez potrebbe essere uno dei protagonisti delle prossime settimane di calciomercato.

L’attaccante messicano, rientrato a Milanello dopo gli impegni con la propria Nazionale, è chiamato a convincere il nuovo tecnico Ruben Amorim, ma il suo spazio all’interno della rosa rossonera appare sempre più ridotto.

L’arrivo di Gonçalo Ramos ha aumentato la concorrenza nel reparto offensivo, mentre la conferma di Francesco Camarda rappresenta un’ulteriore scelta in prospettiva per il Milan. In un sistema di gioco che prevede un’unica punta centrale, Gimenez rischia quindi di partire indietro nelle gerarchie, rendendo più concreto uno scenario di cessione prima della chiusura del mercato estivo.

Il Milan fissa una nuova valutazione

Acquistato dal Feyenoord nel gennaio 2025 per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, il centravanti ha vissuto una stagione complicata tra prestazioni al di sotto delle aspettative e un lungo stop causato da un infortunio alla caviglia. Anche le recenti apparizioni con la Nazionale messicana non hanno contribuito a rilanciarne le quotazioni.

Per questo motivo la dirigenza rossonera starebbe valutando eventuali offerte, con l’obiettivo di trovare una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Una cessione vicina al valore di bilancio consentirebbe infatti al club di limitare l’impatto dell’investimento effettuato e, in determinate condizioni, anche di registrare una plusvalenza.

La Lazio segue la situazione

Tra le società interessate al classe 2001 figura anche la Lazio, alla ricerca di un nuovo centravanti per il progetto tecnico guidato da Gennaro Gattuso. Il profilo di Gimenez è ritenuto interessante, ma al momento non si è ancora passati a una vera trattativa.

Il principale ostacolo riguarda la formula dell’operazione. Il Milan preferirebbe una cessione a titolo definitivo, mentre il club biancoceleste valuterebbe con maggiore interesse un prestito, magari con diritto o obbligo di riscatto a determinate condizioni.

Agosto sarà decisivo

Le prossime settimane saranno fondamentali per definire il destino dell’attaccante messicano. Gimenez continua a sperare di conquistare spazio con la maglia rossonera, ma molto dipenderà dalle decisioni della società e dall’eventuale arrivo di offerte convincenti. Con il mercato ancora aperto, il suo futuro resta tutto da scrivere e agosto potrebbe rappresentare il mese decisivo per capire se proseguirà l’avventura al Milan oppure inizierà una nuova esperienza in Serie A o all’estero.

Continua a leggere

News

Addio a Franco Baresi, il difensore che ha trasformato il numero 6 in un simbolo

Pubblicato

il

Per molti appassionati di calcio, il ruolo del difensore ha assunto un significato diverso grazie a Franco Baresi.

In un’epoca in cui l’attenzione era quasi sempre rivolta ai grandi bomber, il capitano del Milan dimostrò che una partita poteva essere decisa anche dall’intelligenza tattica, dalla leadership e dalla capacità di leggere il gioco con qualche secondo di anticipo rispetto agli avversari.

Chi ha iniziato a seguire il calcio tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta ricorda perfettamente quanto il suo nome fosse sinonimo di affidabilità. Osservare Baresi significava capire che difendere non era soltanto contrastare gli attaccanti, ma organizzare l’intero reparto arretrato, guidare i compagni e impostare l’azione fin dal primo pallone.

La forza dell’intelligenza calcistica

Uno degli aspetti che rendevano speciale Franco Baresi era la capacità di annullare anche gli attaccanti più forti del panorama mondiale. Le sue prestazioni non erano frutto della sola tecnica, ma soprattutto di una straordinaria lettura delle situazioni di gioco. Anticipi, posizionamento e senso del tempo gli permettevano spesso di risolvere le azioni prima ancora che diventassero pericolose.

Tra gli episodi più ricordati della sua carriera resta la finale del Mondiale del 1994. Nonostante fosse appena rientrato da un infortunio al ginocchio, riuscì a disputare una gara di altissimo livello contro il Brasile, limitando anche campioni del calibro di Romário e confermando ancora una volta il proprio valore internazionale.

Il simbolo del Milan

Sotto la guida di Arrigo Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi divenne il leader indiscusso di una delle squadre più forti della storia del calcio. La sua presenza trasmetteva sicurezza a tutto il reparto difensivo e contribuì in modo determinante ai successi conquistati dal club rossonero in Italia e in Europa.

In quegli anni sulle maglie non comparivano ancora i cognomi dei giocatori. Eppure bastava vedere il numero 6 del Milan per sapere immediatamente chi fosse in campo. Quel numero è diventato parte della sua identità, al punto da rappresentare ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della storia rossonera.

Un’eredità destinata a rimanere

Franco Baresi ha lasciato un segno che va ben oltre i trofei conquistati. Ha insegnato che un grande difensore può influenzare una partita quanto un attaccante, facendo della disciplina, dell’eleganza e della visione di gioco le proprie armi migliori. Ancora oggi il suo nome viene citato come modello per chiunque voglia interpretare il ruolo con intelligenza e personalità, dimostrando che la vera grandezza non si misura soltanto con i gol, ma anche con la capacità di guidare una squadra e di entrare nella storia del calcio.

Continua a leggere

Altre News

Amorim Amorim
News3 ore fa

Milan, il metodo Amorim convince lo spogliatoio: intensità, dialogo e fiducia al centro del progetto

Ruben Amorim sta lasciando il segno fin dai primi giorni della sua esperienza sulla panchina del Milan. Il tecnico portoghese...

News15 ore fa

Milan, Gimenez verso l’addio? Cambia la valutazione e la Lazio osserva

Santiago Gimenez potrebbe essere uno dei protagonisti delle prossime settimane di calciomercato. L’attaccante messicano, rientrato a Milanello dopo gli impegni...

News18 ore fa

Addio a Franco Baresi, il difensore che ha trasformato il numero 6 in un simbolo

Per molti appassionati di calcio, il ruolo del difensore ha assunto un significato diverso grazie a Franco Baresi. In un’epoca...

News21 ore fa

Milan, Pellegatti su Soulé: “Adesso per qualsiasi giocatore la base è 30-35 milioni”

Il nome di Matias Soulé è entrato nelle indiscrezioni relative al mercato del Milan. L’argentino, attualmente alla Roma, sarebbe stato...

Amorim Amorim
News1 giorno fa

Milan, Soulé o Mastantuono? Due mancini diversi per il progetto di Amorim

Nel mercato del Milan il reparto offensivo continua a essere uno dei principali osservati speciali. Tra i profili valutati per...

News1 giorno fa

Gimenez, il futuro al Milan è sempre più incerto: spunta anche l’ipotesi Lazio

Il futuro di Santiago Gimenez al Milan appare sempre più difficile da decifrare. L’attaccante messicano, arrivato in rossonero un anno...

News2 giorni fa

Milan, Pulisic e Gimenez lavorano a Milanello: le condizioni degli infortunati

Il Milan continua la preparazione in vista della nuova stagione e a Milanello sono al lavoro anche Christian Pulisic e...

Milan Milan
News2 giorni fa

Milan, Maza nel mirino: contatti con gli agenti del trequartista del Bayer Leverkusen

Il Milan guarda al mercato per rinforzare la trequarti e tra i nomi valutati dalla dirigenza è tornato quello di...

News2 giorni fa

Milan, spunta Soulé per l’attacco: dipende tutto da Leao

Il Milan continua a lavorare sul mercato offensivo e nella lista dei profili valutati dalla proprietà rossonera è comparso anche...

News2 giorni fa

Milan, Fofana vuole convincere Amorim: il centrocampista punta alla conferma

La storia di Youssouf Fofana al Milan è stata caratterizzata da momenti molto diversi tra loro. Arrivato con grandi aspettative,...

Milan Milan
News2 giorni fa

Milan, caccia al trequartista mancino: spunta l’idea Mastantuono del Real Madrid

Il Milan continua a lavorare sul mercato alla ricerca di un trequartista mancino da inserire nel nuovo sistema tattico di...

News3 giorni fa

Ibrahimovic: “Cardinale arriverà alla vittoria, ha tutto per farcela”

Zlatan Ibrahimovic torna a parlare del suo percorso all’interno del progetto Milan e del ruolo che ricopre oggi come senior...

News3 giorni fa

Cardinale: “Mancavano leadership e identità, stiamo cambiando la cultura del club”

A distanza di alcune settimane dall’intervento al WSJ Sports Event, Gerry Cardinale torna al centro dell’attenzione per le dichiarazioni con cui...

News3 giorni fa

Milan, il Crystal Palace segue Fofana: futuro ancora da decidere

Il futuro di Youssouf Fofana al Milan è ancora tutto da definire. Il centrocampista francese, arrivato in rossonero con grandi...

News3 giorni fa

Milan, quanto vale davvero Leao? Il possibile incasso e la plusvalenza dalla cessione

Il futuro di Rafael Leao è uno dei temi più discussi del mercato estivo del Milan. L’attaccante portoghese, protagonista negli...

news