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Allegri, l’agente Branchini lo difende: “Realismo sugli obiettivi del Milan”
Giovanni Branchini, agente di Massimiliano Allegri, è intervenuto durante la trasmissione radiofonica Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1 per commentare alcuni aspetti legati al lavoro dell’allenatore rossonero e alle prospettive della squadra. Nel corso dell’intervista ha voluto chiarire il modo in cui il tecnico ha sempre comunicato obiettivi e aspettative durante la stagione, sottolineando la coerenza del suo approccio.
Branchini ha spiegato che Allegri ha mantenuto fin dall’inizio una linea molto lucida e pragmatica nella gestione delle aspettative: “Il messaggio di Allegri è sempre stato molto concreto ed equilibrato: non ha mai pensato di vincere lo scudetto, mai detto di fare la corsa all’Inter e ha sempre detto guardiamoci le spalle, perché l’obiettivo è la qualificazione alla Champions. Qualcuno forse avrà pensato che fosse una strategia. Invece è realismo e correttezza.”
Secondo l’agente, quindi, le dichiarazioni dell’allenatore non facevano parte di una strategia comunicativa per abbassare la pressione, ma rappresentavano semplicemente una valutazione onesta della situazione della squadra e del campionato.
Branchini ha poi affrontato anche la questione legata al rendimento di Rafael Leao, uno dei giocatori più rappresentativi della rosa milanista. In merito al futuro e all’importanza dell’attaccante portoghese ha spiegato che le valutazioni di una società non possono basarsi soltanto sull’andamento di una singola stagione. “Se il Milan deve ancora puntare su Leao? Le dinamiche societarie sono complesse: Leao è un cespite della società e quindi vanno considerati vari fattori. Quest’anno non sta dando un grandissimo apporto, è sotto gli occhi di tutti. Rimane un giocatore importante e va difeso fino alla fine come ha fatto Allegri ieri nel post partita, nonostante l’epilogo brusco della sostituzione”.
Le sue parole evidenziano quindi come, nonostante alcune difficoltà nel rendimento recente, il giocatore continui a essere considerato un elemento di valore all’interno del progetto tecnico del club.
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Milan, giorni delicati per Leao: tensione con Allegri e chiarimento con Pulisic in arrivo
Il Milan vive giorni di grande attenzione intorno a Rafael Leao, protagonista di alcuni episodi che stanno generando tensione nello spogliatoio e che richiedono un chiarimento immediato. La partita all’Olimpico contro la Lazio ha nuovamente evidenziato il malcontento del portoghese: la reazione al momento della sostituzione con Fullkrug, al minuto 67, è stata plateale e ha rischiato di compromettere l’equilibrio della squadra. Non si tratta solo della perdita di minuti preziosi per provare a ribaltare il risultato, ma anche dell’aumento della tensione tra i compagni, tanto che Mike Maignan è intervenuto per cercare di calmare l’attaccante e mantenere la concentrazione in una fase delicata della gara.
Non è la prima volta che Leao mostra segni di insofferenza all’Olimpico: lo scorso 31 agosto, dopo la sconfitta con il Parma, lui e Theo Hernandez avevano saltato il cooling break, un gesto che già allora aveva segnalato un malcontento nei confronti della gestione tecnica. Domenica sera, mentre Allegri cercava di consolare il giocatore con abbracci dalla tribuna, era evidente anche la perplessità di Igli Tare, dirigente presente a bordo campo. L’episodio sottolinea come, sebbene la passione di Leao per i colori rossoneri sia indiscutibile, non si possano ignorare segnali di frustrazione e disaccordo tattico.
Il numero 10 rossonero, infatti, avrebbe preferito continuare a giocare sulla corsia laterale nel nuovo 4-3-3, segnalando difficoltà nell’adattarsi al ruolo di prima punta. Il confronto con Allegri previsto negli allenamenti di domani sarà determinante: è probabile che Leao presenterà le sue scuse, ma sarà anche l’occasione per discutere di aspetti tattici e del suo posizionamento in campo.
In parallelo, Leao dovrà chiarire anche i rapporti con Christian Pulisic. La coppia Leao-Pulisic, utilizzata nel 3-5-2, ha finora mostrato difficoltà di rendimento, con zero gol realizzati insieme. Durante la partita con la Lazio, il portoghese ha manifestato irritazione per alcune mancate collaborazioni in campo, episodi che dovranno essere risolti per non compromettere la coesione del gruppo. Il momento è delicato, ma il Milan punta a ritrovare armonia tra i protagonisti offensivi per non disperdere il lavoro fatto finora in stagione.
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Milan, trasferta amara all’Olimpico: senza Rabiot il centrocampo crolla
Domenica sera si è rivelata un vero e proprio disastro per il Milan, che ha visto sfumare l’occasione di consolidare la pressione sull’Inter nella corsa allo scudetto. La trasferta all’Olimpico si è trasformata in una serata da dimenticare: i rossoneri hanno offerto una prestazione opaca, incapace di incidere sul gioco e di imprimere quella determinazione necessaria per alimentare la rimonta. L’assenza di Adrien Rabiot a centrocampo si è fatta sentire in maniera netta, diventando il simbolo delle difficoltà del Diavolo in un match che avrebbe dovuto rappresentare un test importante per la squadra di Massimiliano Allegri.
Il francese, insieme a Luka Modric, rappresenta il fulcro del centrocampo rossonero: qualità, quantità e capacità di leggere i tempi di inserimento lo rendono un elemento imprescindibile. Senza di lui, la squadra perde equilibrio e incisività, come dimostrano i numeri: la media punti cala drasticamente da 2,42 a 1,40 a partita, un vero e proprio abisso che evidenzia quanto sia cruciale avere un’alternativa valida per affrontare una stagione lunga e intensa. Ardon Jashari, sebbene in crescita, non può ancora garantire la stessa continuità e presenza del francese, così come Ricci, lasciando il Milan più vulnerabile e prevedibile.
Per Allegri, la partita di domenica ha evidenziato due aspetti fondamentali. Da un lato, serve trovare contromisure per compensare eventuali assenze di giocatori chiave; dall’altro, è chiaro che la squadra deve imparare a reagire anche quando manca il suo “cavallo pazzo”, come ama definire Rabiot. La prossima stagione dovrà portare con sé un centrocampo più lungo e versatile, con alternative pronte a garantire continuità e solidità, per non subire più cali così netti nelle gare decisive. La lezione di ieri è chiara: senza Rabiot il Milan è un’altra squadra, e la società dovrà intervenire per colmare il vuoto.
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Leao furioso al cambio: nervi tesi in panchina durante Lazio-Milan
Momenti di forte tensione al minuto 67 della sfida tra Lazio e Milan, quando Rafael Leao ha reagito con evidente nervosismo alla decisione dell’allenatore Massimiliano Allegri di sostituirlo. L’esterno portoghese non ha nascosto il proprio malumore, apparso già durante la partita per alcune situazioni di gioco non sfruttate al meglio.
A ricostruire l’accaduto è stato il giornalista Tommaso Turci, intervenuto nel post gara su DAZN. Secondo il suo racconto, già nel primo tempo Leao era stato richiamato più volte dallo staff tecnico rossonero per aumentare intensità e partecipazione al gioco: “Nel primo tempo era stato richiamato dallo staff di Allegri: da Landucci ma anche da Magnanelli e Corradi più volte. Volevano qualcosa di più proprio dal punto di vista dell’energia”.
Nella ripresa la prestazione dell’attaccante sembrava leggermente migliorata, ma senza particolari guizzi, così come quella del compagno di reparto Christian Pulisic. Proprio un episodio tra i due avrebbe fatto crescere la tensione: “L’occasione che ha fatto infuriare Leao è quando c’è stato spazio per andare in verticale e Pulisic non l’ha servito: Leao si arrabbia moltissimo e lo manda a quel paese”. La frustrazione del portoghese sarebbe aumentata progressivamente, complice il fatto di aver ricevuto pochi palloni giocabili.
Al 67’, quindi, Allegri ha optato per la sostituzione dell’esterno. Turci ha poi svelato un retroscena: “Vi svelo un retroscena, all’inizio non voleva togliere Leao e pensava di togliere Pulisic. Poi è andato da Landucci e ha scelto di togliere Leao”.
L’uscita dal campo ha ulteriormente acceso gli animi. Avvicinato anche da Mike Maignan, Leao ha provato a spiegare le proprie ragioni all’allenatore: “Non mi ha dato il pallone, non mi ha dato il pallone”, riferendosi al compagno di squadra. Tuttavia la discussione non si è placata e il giocatore ha reagito con evidente irritazione anche verso la panchina.
Secondo il racconto, una volta seduto tra le riserve l’attaccante ha continuato a sfogare la propria frustrazione: ha lanciato la giacca, colpito la ghiacciaia con un calcio e fatto cadere una bottiglietta. Un gesto che ha mostrato tutta la tensione accumulata durante la gara. Come ha concluso Turci, “Un Leao molto nervoso che avrebbe voluto incidere in maniera diversa. Ce l’aveva un po’ con tutti: con Pulisic, con Allegri, probabilmente anche con se stesso”.
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