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Lazio-Milan: snodo Scudetto per il Milan, la missione -5 e il confronto con l’Inter
Per il Milan di Massimiliano Allegri si profila un’occasione cruciale. Il pareggio per 1-1 dell’Inter contro l’Atalanta a San Siro crea infatti uno scenario in cui un successo contro la Lazio allo Stadio Olimpico potrebbe riportare i rossoneri a soli cinque punti dai nerazzurri e riaprire concretamente la corsa al titolo per la stagione 2025/26.
Uno sguardo al passato: 1999 e la rimonta del Milan
Per comprendere il potenziale impatto di questa sfida, molti tifosi e addetti ai lavori guardano alla stagione 1998/99. Anche allora, la partita tra Lazio e Milan all’Olimpico era stata vista come decisiva per la corsa allo Scudetto. A sette giornate dalla fine, i rossoneri di Alberto Zaccheroni erano a -7 dalla Lazio. Dopo una serie di passi falsi dei biancocelesti tra derby di Roma e sfide con Juventus e Fiorentina, il Milan colse sette successi consecutivi, sorpassò la Lazio e si aggiudicò il titolo all’ultima giornata.
Un altro precedente: la stagione 2022
Un altro episodio significativo riguarda il 24 aprile 2022, quando il Milan di Stefano Pioli affrontò la Lazio sempre all’Olimpico. Dopo l’iniziale vantaggio biancoceleste con Immobile, i rossoneri ribaltarono il risultato nella ripresa grazie alle reti di Giroud e Tonali, consolidando la loro marcia verso il 19° Scudetto.
La situazione attuale
Nel 2026, il Milan si trova in una posizione simile, seppur con alcune differenze. Dopo il pareggio dell’Inter, il distacco in classifica è di otto punti. La gara contro la Lazio diventa dunque fondamentale: un successo ridurrebbe lo svantaggio e permetterebbe di continuare a sperare nello Scudetto, mentre un pareggio o una sconfitta complicherebbero notevolmente la corsa.
Lazio-Milan: formazione e motivazioni
I rossoneri, dopo la sconfitta negli ottavi di Coppa Italia contro i biancocelesti a dicembre, affronteranno la Lazio con una motivazione completamente diversa. Allegri dovrà fare a meno di Rabiot per squalifica; Jashari sembra favorito su Ricci per una maglia da titolare a centrocampo, mentre Leao e Pulisic guideranno nuovamente l’attacco.
L’obiettivo è chiaro: vincere contro la Lazio e prepararsi al meglio per le prossime sfide, concentrandosi su se stessi senza guardare troppo gli avversari diretti.
Le parole di Allegri
In conferenza stampa, Allegri ha chiarito la sua visione: “Non è questione di provare a vincere lo Scudetto, dobbiamo fare il massimo sapendo che davanti c’è una squadra con 7 punti di vantaggio. Bisogna vincere le nostre partite e sperare che loro perdano punti. Tutto il resto lo dirà il campo”.
Il calendario del Milan
Dopo la Lazio, il Milan affronterà il Torino a San Siro, il Napoli in trasferta, Udinese e Verona, prima di chiudere il campionato con Juventus, Atalanta, Sassuolo, Genoa e Cagliari. Il percorso resta impegnativo, ma ogni partita rappresenta un’opportunità per accorciare il distacco e consolidare la zona Champions.
Il calendario dell’Inter
L’Inter, invece, affronterà Roma, Fiorentina, Como, Torino, Cagliari, Parma, Lazio, Verona e Bologna. Il pareggio contro l’Atalanta potrebbe dare nuova linfa al Milan, che vede ancora la possibilità di riaprire la corsa al titolo.
In sostanza, la sfida di domani sera all’Olimpico può diventare uno snodo decisivo: il Milan deve vincere per mantenere viva la speranza Scudetto e ridurre il gap con l’Inter, seguendo la ricetta chiara indicata da Allegri: fare più punti possibile fino alla fine del campionato.
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Milan, Gimenez verso l’addio? Cambia la valutazione e la Lazio osserva
Santiago Gimenez potrebbe essere uno dei protagonisti delle prossime settimane di calciomercato.
L’attaccante messicano, rientrato a Milanello dopo gli impegni con la propria Nazionale, è chiamato a convincere il nuovo tecnico Ruben Amorim, ma il suo spazio all’interno della rosa rossonera appare sempre più ridotto.
L’arrivo di Gonçalo Ramos ha aumentato la concorrenza nel reparto offensivo, mentre la conferma di Francesco Camarda rappresenta un’ulteriore scelta in prospettiva per il Milan. In un sistema di gioco che prevede un’unica punta centrale, Gimenez rischia quindi di partire indietro nelle gerarchie, rendendo più concreto uno scenario di cessione prima della chiusura del mercato estivo.
Il Milan fissa una nuova valutazione
Acquistato dal Feyenoord nel gennaio 2025 per una cifra superiore ai 30 milioni di euro, il centravanti ha vissuto una stagione complicata tra prestazioni al di sotto delle aspettative e un lungo stop causato da un infortunio alla caviglia. Anche le recenti apparizioni con la Nazionale messicana non hanno contribuito a rilanciarne le quotazioni.
Per questo motivo la dirigenza rossonera starebbe valutando eventuali offerte, con l’obiettivo di trovare una soluzione vantaggiosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. Una cessione vicina al valore di bilancio consentirebbe infatti al club di limitare l’impatto dell’investimento effettuato e, in determinate condizioni, anche di registrare una plusvalenza.
La Lazio segue la situazione
Tra le società interessate al classe 2001 figura anche la Lazio, alla ricerca di un nuovo centravanti per il progetto tecnico guidato da Gennaro Gattuso. Il profilo di Gimenez è ritenuto interessante, ma al momento non si è ancora passati a una vera trattativa.
Il principale ostacolo riguarda la formula dell’operazione. Il Milan preferirebbe una cessione a titolo definitivo, mentre il club biancoceleste valuterebbe con maggiore interesse un prestito, magari con diritto o obbligo di riscatto a determinate condizioni.
Agosto sarà decisivo
Le prossime settimane saranno fondamentali per definire il destino dell’attaccante messicano. Gimenez continua a sperare di conquistare spazio con la maglia rossonera, ma molto dipenderà dalle decisioni della società e dall’eventuale arrivo di offerte convincenti. Con il mercato ancora aperto, il suo futuro resta tutto da scrivere e agosto potrebbe rappresentare il mese decisivo per capire se proseguirà l’avventura al Milan oppure inizierà una nuova esperienza in Serie A o all’estero.
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Addio a Franco Baresi, il difensore che ha trasformato il numero 6 in un simbolo
Per molti appassionati di calcio, il ruolo del difensore ha assunto un significato diverso grazie a Franco Baresi.
In un’epoca in cui l’attenzione era quasi sempre rivolta ai grandi bomber, il capitano del Milan dimostrò che una partita poteva essere decisa anche dall’intelligenza tattica, dalla leadership e dalla capacità di leggere il gioco con qualche secondo di anticipo rispetto agli avversari.
Chi ha iniziato a seguire il calcio tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta ricorda perfettamente quanto il suo nome fosse sinonimo di affidabilità. Osservare Baresi significava capire che difendere non era soltanto contrastare gli attaccanti, ma organizzare l’intero reparto arretrato, guidare i compagni e impostare l’azione fin dal primo pallone.
La forza dell’intelligenza calcistica
Uno degli aspetti che rendevano speciale Franco Baresi era la capacità di annullare anche gli attaccanti più forti del panorama mondiale. Le sue prestazioni non erano frutto della sola tecnica, ma soprattutto di una straordinaria lettura delle situazioni di gioco. Anticipi, posizionamento e senso del tempo gli permettevano spesso di risolvere le azioni prima ancora che diventassero pericolose.
Tra gli episodi più ricordati della sua carriera resta la finale del Mondiale del 1994. Nonostante fosse appena rientrato da un infortunio al ginocchio, riuscì a disputare una gara di altissimo livello contro il Brasile, limitando anche campioni del calibro di Romário e confermando ancora una volta il proprio valore internazionale.
Il simbolo del Milan
Sotto la guida di Arrigo Sacchi e successivamente di Fabio Capello, Baresi divenne il leader indiscusso di una delle squadre più forti della storia del calcio. La sua presenza trasmetteva sicurezza a tutto il reparto difensivo e contribuì in modo determinante ai successi conquistati dal club rossonero in Italia e in Europa.
In quegli anni sulle maglie non comparivano ancora i cognomi dei giocatori. Eppure bastava vedere il numero 6 del Milan per sapere immediatamente chi fosse in campo. Quel numero è diventato parte della sua identità, al punto da rappresentare ancora oggi uno dei simboli più riconoscibili della storia rossonera.
Un’eredità destinata a rimanere
Franco Baresi ha lasciato un segno che va ben oltre i trofei conquistati. Ha insegnato che un grande difensore può influenzare una partita quanto un attaccante, facendo della disciplina, dell’eleganza e della visione di gioco le proprie armi migliori. Ancora oggi il suo nome viene citato come modello per chiunque voglia interpretare il ruolo con intelligenza e personalità, dimostrando che la vera grandezza non si misura soltanto con i gol, ma anche con la capacità di guidare una squadra e di entrare nella storia del calcio.
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Milan, Pellegatti su Soulé: “Adesso per qualsiasi giocatore la base è 30-35 milioni”
Il nome di Matias Soulé è entrato nelle indiscrezioni relative al mercato del Milan.
L’argentino, attualmente alla Roma, sarebbe stato proposto al club rossonero in vista degli ultimi giorni della sessione di trasferimenti. Una possibilità che potrebbe diventare più concreta nel caso in cui il Milan riuscisse a definire prima alcune operazioni in uscita, a partire dalla situazione legata a Rafael Leao.
A fare il punto sull’eventuale trattativa è Carlo Pellegatti, che ha sottolineato soprattutto le richieste economiche della Roma per lasciar partire l’attaccante. Il club giallorosso, infatti, sarebbe disposto a prendere in considerazione una cessione di Soulé per una cifra compresa tra i 30 e i 35 milioni di euro. Una valutazione importante, soprattutto considerando che il Milan dovrà prima liberare risorse attraverso alcune operazioni di mercato.
Le parole di Pellegatti
“C’è sempre questa vaga voce che riguarda Soulé. È vero che è stato proposto al Milan, ma la Roma vorrebbe 30-35 milioni. Se avete notato prima ogni trattativa aveva una base da 10 milioni. Poi è passata a 20 come prezzo base d’asta. Adesso per qualsiasi giocatore la base è 30-35. Che abbia giocato bene, che non abbia giocato, la base è sempre 30-35. Anche la Roma per Soulé vorrebbe 30-35, per poi reinvestirli sul mercato alla ricerca di un giocatore di fascia”.
Il ragionamento di Pellegatti si concentra dunque anche sull’evoluzione dei prezzi nel calciomercato. Secondo il giornalista, negli ultimi anni la soglia economica richiesta per molti giocatori si è progressivamente alzata, arrivando a cifre che fino a poco tempo fa rappresentavano investimenti decisamente più consistenti.
Per quanto riguarda Soulé, l’eventuale trasferimento al Milan resta quindi legato soprattutto alla valutazione della Roma e alla capacità dei rossoneri di creare spazio nel proprio bilancio. I giallorossi, dal canto loro, potrebbero utilizzare l’eventuale incasso per intervenire nuovamente sul mercato e cercare un profilo maggiormente adatto alle esigenze offensive della squadra di Gian Piero Gasperini.
La pista Milan-Soulé, dunque, resta da monitorare, ma al momento il nodo principale sembra essere rappresentato proprio dalla richiesta economica della Roma.
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